Perquisito il cso Askatasuna

Oggi pomeriggio intorno alle 18.00 � scattata l’operazione repressiva ai danni del centro sociale Askatasuna e di alcuni militanti dello stesso. Dopo i fogli di via (per tre anni) ricevuti a Genova, l’Askatasuna � stata perquisita, stessa sorte � toccata alle case dei 5 compagni espulsi da Genova domenica 15 luglio. Nel clima torbido del G8, con un decreto firmato dal magistrato il 9 luglio gli agenti della Digos torinese sono penetrati armi in pugno nel cs alla ricerca di “armi, bastoni, bottiglie incendiarie, bulloni, oggetti destinatati ad offendere”. Il tutto utile a proseguire un’indagine avviata da tempo che ci ha visti incitare le masse alla reazione violenta contro il vertice, annunciando lo sfondamento della zona rossa in ECN dove “espressamente scrivono e manifestano la volont� di rompere il muro repressivo ed invadere la zona rossa per tentare di bloccare il G8 con ogni mezzo necessario”. L’ennesimo atto intimidatorio di quel governo che tende la mano del dialogo, l’ennesimo accorgimento per imbavagliare la protesta, l’ulteriore gesto d’intimadazione nei confronti dei centri sociali e di tutti/e gli antiglobalizzatori che manifesteranno a Genova contro il G8, per un mondo migliore. Tutti atti che si aggiungono alle democratiche zone rosse erette ovunque: dalle frontiere alle stazioni, dalla libera circolazione all’esercizio dei diritti fondamentali. Sicuro � che il dialogo democratico che questo governo ci offre non � poi cos� diverso dal dialogo che il centro-sinistra offr� durante la guerra nei balcani devastando l’Askatasuna per mano di quegli uomini che le zone rosse servilmente difendono. Allo stesso modo non � sufficiente quest’onda repressiva a toglierci la gioia e la determinazione di lottare contro questo mondo, che ci vedr� a Genova pi� determinati che mai a fianco delle realt� del Network per i diritti globali il 19 al corteo dei migranti, il 20 a sostenere lo sciopero dei lavoratori indetto dai Cobas e da altre strutture di base, assediando la zona rossa e partecipando alle piazze tematiche, e il 21 ci vedr� sfilare nell’enorme corteo di contestazione al G8 dietro allo striscione VIVIAMO PER CALPESTARE I RE Nessuna intimadazione potr� togliere alla forza sociale la determinazione nel tentativo di bloccare il G8 Csoa Askatasuna