CUB: sciopero del 20 luglio e corteo da p.za Montano/Genova

Contro il G8 e il liberismo di D’Amato/Berlusconi

Da anni ormai ai vertici dei capi di stato degli otto paesi pi� ricchi del mondo (il famigerato G8) vengono prese decisioni che hanno portato allo smantellamento dei diritti sociali, alla riduzione dei salari, alle privatizzazioni dei servizi, alla precariet� lavorativa.

In nome della competizione globale si � provocato il peggioramento delle condizioni di vita, l’esplosione della povert�, il ritorno di malattie scomparse, l’emigrazione forzata di milioni di uomini e di donne, le devastazioni dell’ambiente.

La globalizzazione capitalistica ruba enormi ricchezze alle zone pi� povere del mondo e nello stesso tempo le politiche neo liberiste antisociali costringono i lavoratori dei paesi industrializzati a competere con i lavoratori dei cosiddetti paesi in via di sviluppo.

A questo si aggiunge la militarizzazione della citt� di Genova cancellando diritti tutelati costituzionalmente, come quelli di manifestazione ed espressione del pensiero.

Alcuni esempi che riguardano anche la tua vita � Confindustria (D’Amato) ed il governo Berlusconi intendono attuare nel nostro paese le politiche liberiste del G8 con i licenziamenti senza giusta causa, l’ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro, la rapina del TFR, i tagli a pensioni e sanit� pubblica, con ulteriori limitazioni del diritto di sciopero;

� gli Stati Uniti si rifiutano di ridurre le loro emissioni di gas serra e rivendicano il loro diritto di continuare ad avvelenare il pianeta;

� mangiando corriamo il rischio di incorrere in gravi problemi per la salute (mucca pazza, organismi geneticamente modificati);

� � a rischio il diritto alla salute e all’educazione perch� l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) vuole privatizzare l’educazione e la sanit� mettendole nelle mani delle grandi imprese private.

Cambiare � possibile! Confrontarsi con gli interessi economici enormi che hanno a loro disposizione strutture sovranazionali e governi � difficile ma alcuni risultati sono stati ottenuti:

� il blocco del “MAI”, un trattato internazionale che avrebbe enormemente favorito le multinazionali che volevano via libera ad ogni loro iniziativa senza che nessuno potesse opporsi e anzi pagando forti penali nel caso di opposizione;

� il blocco del Millenium Round a Seattle nel novembre 1999 grazie alla presenza in piazza di giovani e lavoratori e anche di esponenti dei Paesi del Sud del Mondo da sempre tenuti ai margini delle trattative “importanti”,;

� la rinuncia all’azione giudiziaria da parte delle industrie farmaceutiche che avevano fatto ricorso contro la legge del Sud Africa approvata per permettere la produzione di medicinali a basso costo per l’Aids.

A Seattle, Bologna, Praga, Nizza, Napoli e Quebec i “padroni della terra” non hanno potuto decidere tranquillamente il destino di miliardi di persone.

Anche in Italia una nuova generazione, nei luoghi di lavoro come nei call center e nelle catene commerciali, ha cominciato a scioperare contro il precariato e per salari europei; la difesa e l’estensione delle garanzie sociali (diritto alla salute, all’istruzione, alla casa, alla previdenza, ai trasporti); contro la distruzione ambientale; perch� i lavoratori immigrati godano, almeno, dei diritti, gi� limitati, riconosciuti ai lavoratori italiani.

La CUB e lo Slai-Cobas indicono uno Sciopero Generale Nazionale

per venerd� 20 luglio

con manifestazione alle ore 14 a Genova

Perci� e importante che in ogni luogo di lavoro e territoriale si organizzano riunioni, assemblee che preparino la partecipazione allo sciopero e alla manifestazione.

Facciamo appello ai delegati, alle forze sindacali di base, alle forze sociali politiche e culturali interessate a costituire, a livello locale, comitati per la preparazione dello sciopero e della manifestazione e per una societ� che rifiuta tutte le forme di dominio, di discriminazione di oppressione.

La CUB sostiene tutte le iniziative contro il vertice dei G8 dal corteo dei migranti del 19 alle iniziative del 20 e alla manifestazione del 21.

giugno 01

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