Testo del ricorso al TAR - zona rossa illegittima

Ecc.mo TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA LIGURIA - GENOVA RICORSO Nell’interesse delle associazioni Circolo Nuova Ecologia � Legambiente, in persona del suo legale rappresentante pro tempore sig ***, con sede in Genova, Via Caffa n. 3/5, del Centro Ligure di Documentazione per la Pace, in persona del suo legale rappresentante, sig.ra *** con sede in Genova, elettivamente domiciliati in Genova, Salita Salvatore Viale 5/8 S, presso lo studio dell’Avv. Dario Rossi che li rappresenta e difende congiuntamente e disgiuntamente agli avv.ti Emilio Robotti del Foro di Genova, Roberto La Macchia e Roberto Carapelle del Foro di Torino, e all’avv. Nicola Vetrano del Foro di Napoli, giusta procura a margine del presente atto, c o n t r o il Ministero dell’Interno in persona del Ministro pro-tempore, e la Prefettura di Genova in persona del Prefetto pro-tempore, domiciliati presso l’Avvocatura dello Stato, Viale Brigate Partigiane n. 2 Genova, nonch� contro Il Comune di Genova, in persona del sindaco pro tempore, domiciliato in Genova, Via Garibaldi n. 9, e l’Autorit� Portuale di Genova, in persona del legale rappresentante, Via della Mercanzia n. 2, Palazzo San Giorgio per l’annullamento, previa sospensione degli effetti dell’Ordinanza Prefettizia n. Prot. N. 288/D.P. emessa da Prefetto di Genova, in data 02 Giugno 2001, con la quale il Prefetto di Genova ha adottato provvedimenti contingibili ed urgenti ai sensi dell’art. 2, Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza R.D. n. 773/1931, al fine di garantire il rispetto della sicurezza e dell’ordine pubblico in occasione del vertice G8 che si terr� in Genova nei giorni 20, 21, 22 Luglio, limitatamente a quanto disposto alla lettera A), n. 1, n. 2, n. 4, e alla lett. B), n. 2 e 3, nonch� di ogni altro atto connesso, precedente, presupposto o conseguente, anche non noto. PREMESSO CHE Le Associazioni ricorrenti, si prefiggono la protezione della persona umana e dell’ambiente, si battono per un’equa distribuzione delle risorse a livello sia mondiale che locale, nonch� per la promozione della pace, del disarmo e della giustizia sociale, come risulta dagli stessi statuti che si allegano. Esse hanno inoltre aderito al cartello di oltre 730 associazioni denominato Global Social Forum (G.S.F), che ha indetto una serie di iniziative pubbliche che si terranno in Genova in occasione del Vertice dei G8 del 20, 21, 22 Luglio 2001. Con l’ordinanza impugnata, il Prefetto, come si legge nelle premesse del provvedimento, ha ritenuto la necessit� di modificare, in via eccezionale e temporanea le condizioni di agibilit� delle zone interessate; ha ravvisato la necessit� di individuare fasce differenziate in ragione dei diversi edifici interessati all’evento; ha ravvisato altres� la necessit� di individuare un’ulteriore zona contigua di rispetto caratterizzata anch’essa dall’imposizione di determinate prescrizioni; ha ritenuto sussistessero le condizioni di grave necessit� pubblica per adottare un provvedimento straordinario indispensabile alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Sulla base di tali premesse, il Prefetto ha individuato una c.d. “Zona Rossa” (lettera A), corrispondente al centro della citt� e alla zona portuale ove vengono posti il divieto di accesso pedonale (lett. A n. 1), con qualche limitata eccezione, nonch� il divieto di accesso e di sosta veicolare ivi compresi i trasporti pubblici (lett. A n. 2), il divieto di manifestazioni di qualsiasi genere compreso il volantinaggio (lett. A n. 4) e altro ancora. Tale ordinanza ha inoltre individuato una zona di rispetto esterna alla zona rossa, la c.d. “Zona Gialla”, nella quale vengono stabiliti altri divieti tra cui il divieto di pubbliche manifestazioni, di svolgere attivit� di volantinaggio (lett. B n. 2), di transitare e sostare con i veicoli in prossimit� di alcuni obiettivi successivamente individuati dall’autorit� di Polizia (lett. B n. 3), e altro ancora. L’Ordinanza prefettizia rimette l’individuazione dettagliata dei limiti delle zone Rossa e Gialla, ad appositi e successivi provvedimenti del Questore e all’Autorit� di P.S.. Le Associazioni ricorrenti, sono seriamente pregiudicate dall’esecuzione dei provvedimenti di cui all’Ordinanza contestata. Ci� sia in relazione agli interessi dei singoli individui loro associati, sia in relazione alla tutela degli interessi della collettivit� dei quali sono legittime portatrici (si sottolinea che il Circolo Nuova Ecologia � Legambiente, in ragione della sua appartenenza all’Associazione nazionale Lega per Legambiente, � legittimato a ricorrere contro gli atti amministrativi illegittimi ai sensi dell’art. 18 l. n. 349/86, cos� come stabilito dal DM 20/02/1987, art. 1), sia in considerazione del fatto che hanno aderito pubblicamente al Global Social Forum, e alle iniziative da questo indette, in occasione del Vertice dei G8. Le esponenti si sono determinate dunque a proporre la presente impugnazione, ritenendo l’illegittimit� del provvedimento impugnato per i seguenti MOTIVI:

  1. Illegittimit� della lett. A) n. 1, n. 2, n. 4, e della lett. B) n. 2 e 3, dell’ordinanza impugnata per violazione dell’art. 2 R.D. n. 733/1931 combinato con il disposto di cui agli art. 16, 17, 21, 1, 35, 41 Costituzione. Eccesso di potere per travisamento dei fatti e carenza di presupposti legittimanti la sospensione dei diritti di cui agli articoli 16, 17, 21, 1, 4, 35 e 41 Costituzione L’ordinanza impugnata � stata emanata ai sensi dell’art. 2, T.U.L.P.S. che attribuisce al Prefetto, “in caso di urgenza o per grave necessit� pubblica” la facolt� di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica. La Corte Costituzionale dopo aver dato una prima interpretazione della norma in oggetto con la sent. N. 8/1956, considerato che i giudici di merito continuavano a ritenere legittimo che le ordinanze prefettizie, nel concorso di determinate circostanze, potessero affievolire i diritti soggettivi dei cittadini garantiti dalla Costituzione, a interessi legittimi, si pronunci� nuovamente, con sentenza n. 26/1961, in ordine all’art. 2 TULPS, dichiarando l’illegittimit� costituzionale di tale norma nei limiti in cui attribuisce ai Prefetti il potere di emettere ordinanze senza il rispetto dei limiti dell’ordinamento giuridico. Si legge in tale pronuncia che “l’art. 2 conferisce al Prefetto poteri che non possono considerarsi di carattere legislativo, quanto alla loro forma e quanto ai loro effetti”. Quanto al contenuto � “finch� si mantengano nei limiti dei principi dell’ordinamento giuridico, non possono mai essere tali da invadere il campo riservato all’attivit� degli organi legislativi, n� a quella di altri organi costituzionali. Il rispetto di quei limiti impedisce ogni possibile violazione degli art.. 70, 76, 77 e dell’art. 1, 2� c. della Costituzione.” Tale sentenza stabilisce quindi che i provvedimenti prefettizi non possono mai essere in contrasto con quei precetti costituzionali che, rappresentando gli elementi cardinali dell’ordinamento, non consentono alcuna possibilit� di deroga nemmeno alla legge ordinaria. Quanto alle materie in cui la Costituzione dispone una riserva di legge, ove tale riserva � assoluta non pu� concepirsi che l’art. 2 permetta l’emanazione di atti amministrativi che dispongano in difformit� alla legge prevista dalla Costituzione. Per il campo delle riserve relative si ritiene invero ammissibile che la legge ordinaria attribuisca alla P.A. la facolt� di emanare atti anche normativi, purch� la legge indichi i criteri idonei a delimitare la discrezionalit� dell’organo cui il potere � stato attribuito. Da quanto sopra emerge chiaramente che nel caso di specie non pu� ritenersi legittima l’ordinanza in oggetto, nella parte in cui incide sulle libert� fondamentali dell’individuo riconosciute e tutelate dagli articoli della Costituzione indicati in rubrica. a) Quanto all’art. 16 Costituzione. lo stesso sancisce che ogni cittadino pu� circolare liberamente in qualsiasi parte del territorio dello stato, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanit� o di sicurezza. La libert� di circolazione “in qualsiasi parte” del territorio dello stato, costituisce una delle libert� fondamentali della nostra carta costituzionale, e rientra nel novero dei diritti pubblici soggettivi del cittadino. Tale libert� � tutelata da una riserva di legge “assoluta”, ovvero pu� essere disciplinata e limitata solo mediante una legge formale, e solamente per motivi di sanit� e sicurezza. Ne deriva che lo stesso legislatore pu� introdurre dei limiti unicamente per le ragioni ivi disciplinate (sanit� e sicurezza). Non � invero consentito al legislatore delegare tale attivit� alla P.A., n�, a maggior ragione, � consentito alla P.A. introdurre delle deroghe e dei limiti alla libert� di circolazione dei cittadini. Donde l’illegittimit� dell’ordinanza in relazione a quanto statuito alla lettera A), n. 1 (divieto di accesso pedonale), n. 2 (divieto di circolazione veicolare). b) Quanto all’art. 17 Cost. - L’ordinanza si pone inoltre in contrasto con l’art. 17 Cost., che sancisce che il divieto dell’autorit� pu� essere solo successivo al ricevimento del preavviso dato dai manifestanti, e per comprovati motivi di sicurezza. Devesi dunque ritenere l’illegittimit� di un provvedimento che vieta preventivamente qualsiasi manifestazione, all’interno delle zone Rossa e Gialla. c) Quanto all’art. 21 cost. Risulta parimenti viziata l’ordinanza impugnata nella parte in cui vieta l’attivit� di volantinaggio. Tale attivit� costituisce una forma di manifestazione del pensiero, insopprimibile e incomprimibile, poich�, ai sensi dell’art. 21 Cost., tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Non sono previste limitazioni a tale libert�, neppure introdotte mediante legge ordinaria, che dunque, qualora provvedesse in tal senso, incorrerebbe senz’altro in una censura di incostituzionalit�. Non si vede dunque come tale diritto possa essere limitato in base ad una mera ordinanza prefettizia, senza che la stessa non venga dichiarata illegittima. d) Quanto agli art. 1, 35, 41, Cost. Si rileva infine che � parimenti violato il diritto al libero svolgimento dell’attivit� lavorativa e di esercitare tutte le facolt� che sono inerenti al lavoro ed all’iniziativa economica, consacrati negli art. 1, 35, 41, Cost. Il fatto che all’interno della Zona Rossa non possano accedere che le persone indicate nella lett. A) n. 1, previo rilascio di apposita autorizzazione, incide direttamente su tutte le attivit� economiche e lavorative che si svolgono abitualmente nel centro cittadino, con conseguente grave penalizzazione della collettivit�, considerato il fatto che nella c.d. Zona Rossa sono ubicati tutti i principali uffici pubblici e privati. La giurisprudenza � assolutamente conforme nell’applicazione dei principi di cui sopra. Si veda al riguardo Corte Costituzionale n. 201/1987, (in F.I. 1988, I, 3538), che ribad� che “nel nostro ordinamento costituzionale non sono individuabili clausole che autorizzino in via generale modifiche, o anche soltanto deroghe, alla normativa primaria con disposizioni relative tanto a casi singoli, quanto ad una generalit� di soggetti o a una serie di casi per motivi di necessit� e/o urgenza (diverse, come � ovvio, sono le ipotesi di cui agli art. 78 e 77 Cost.). Per l’esercizio da parte dell’autorit� amministrativa di siffatti poteri, con effetto di deroga, occorre, una specifica autorizzazione legislativa che anche senza disciplinare il contenuto dell’atto (questo in tal senso pu� considerarsi libero), indichi il presupposto, la materiale finalit� dell’intervento e l’autorit� legittimata”. Prosegue la Corte che, anche se non predeterminato, “il contenuto delle disposizioni derogatorie � soggetto a rispettare le garanzie costituzionali, e a non invadere la < riserva assoluta > di legge (nel caso di < riserva relativa > la norma primaria attributiva dei cennati poteri deve comunque adeguatamente delimitarne il carattere discrezionale)”. In senso conforme si cita Pretura di Milano 20/06/1990 (F.I. 1991, pag. 2280), adita per la disapplicazione di un decreto prefettizio che vietava la vendita delle bevande alcoliche nella provincia di Milano. Il Pretore, rilev� che “l’art. 2 T.U. L.P.S. ha il fine di garantire l’ordine pubblico, che non consente in alcun caso di violare i principi dell’ordinamento giuridico, ovunque tali principi siano espressi e comunque essi risultino, e precipuamente non possono essere in contrasto con i precetti della Costituzione”. In applicazione di tale principio, il Pretore disapplic� l’ordinanza, in quanto la stessa comportava una violazione del diritto di accedere alla propriet� privata. Ci� sulla base della considerazione che l’art. 42 della Costituzione, contiene una riserva di legge relativa e che nessuna disposizione di legge � intervenuta per consentire all’autorit� amministrativa il sacrificio di detta libert�. Vedasi infine Tribunale Penale di Roma che con sentenza 26 Luglio 1990 (in Diritto & Pratica del Lavoro n. 47/1990) ritenne non sussistere il reato di cui all’art. 650 c.p. laddove venga effettuato uno sciopero nonostante la precettazione (disposta dal Prefetto con ordinanza ex art. 2, T.U. L.P.S.) se quest’ultima risulta essere stata disposta al di fuori dei presupposti che la legittimano. Il Tribunale ritenne che l’ordinanza prefettizia non avesse tenuto conto della riserva di legge posta all’art. 40 Cost. che ha “demandato al solo legislatore la possibilit� di porre delle limitazioni al diritto di sciopero, operando tali scelte in correlazione con altri diritti costituzionalmente garantiti”. “Un intervento successivo da parte di organi del potere esecutivo, cui verrebbe rimessa un’ulteriore ponderazione tra diritti eventualmente configgenti, apparirebbe eludere intendimento del costituente che ha voluto affidare l’individuazione dei limiti all’esercizio del diritto di sciopero esclusivamente alla sede legislativa, ove la dialettica politica pu� liberamente e pubblicamente svilupparsi”. In senso conforme vedasi anche Consiglio di Stato del 1� Giugno 1994, in Foro Amministrativo 1994, pag. 1388. La posizione degli esponenti trova sostanziale conferma nel comunicato pubblicato in data 27/6/01 sulla stampa locale e nazionale della Associazione Nazionale Magistrati (che si produce) che manifesta le stesse perplessit� sulla legittimit� dei contenuti dell’ordinanza impugnata
  2. Illegittimit� della lett. A) n. 1, n. 2, n. 4, e della lett. B) n. 2 e 3, dell’ordinanza impugnata per eccesso di potere sotto il profilo della carenza dei presupposti, nonch� per difetto e/o illogicit� e/o contraddittoriet� della motivazione. Illegittimit� per violazione dell’art. 2 T.U. L.P.S. Ai sensi dell’art. 2 R.D. 773/1931, il Prefetto, in caso di urgenza o per grave necessit� pubblica ha facolt� di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica. Dopo la rilettura dell’art. 2 fatta dal giudice delle leggi, il potere extra ordinem riconosciuto al Prefetto incontra limiti precisi, e cio�: a) la conformit� del provvedimento ai principi dell’ordinamento; b) l’efficacia limitata nel tempo, in coerenza con l’urgenza che ne giustifica l’adozione; c) la necessit� che esso comporti il minior sacrificio possibile per i privati destinatari dello steso provvedimento; d) la congruit� della motivazione, nel senso che dal testo dell’ordinanza deve emergere la sua necessit� ed urgenza ai fini della tutela dell’ordine pubblico (v. Cons. Stato n. 467/94). Nella fattispecie, non sono stati rispettati i criteri indicati, come di seguito si spiega. a) Quanto all’urgenza - Il provvedimento impugnato difetta del presupposto dell’urgenza. E' stato adottato infatti in vista del vertice dei G8, cui partecipano i capi di stato degli otto paesi pi� industrializzati. La decisione di effettuare tale vertice nella citta di Genova � stata presa da lungo tempo, tanto che il legislatore ha avuto occasione di intervenire ripetutamente in previsione del vertice. Sono stati adottati con legge dello stato provvedimenti finanziari per l’organizzazione del vertice, e sempre con legge dello Stato, sono stati altres� adottati provvedimenti per garantire la sicurezza dei partecipanti al vertice (vedasi a tale riguardo art. 4 L. n. 149 del 8/6/2000 che ha attribuiti al Prefetto di Genova il potere di avvalersi di un contingente militare delle Forze Armate, con una facolt� di spesa di 4 miliardi per l’anno 2001). Non si pu� dunque certo ritenere che il vertice del G8 sia giunto inaspettato o improvviso, essendo evento pianificato e programmato da tempo. Stupisce dunque che l’adozione di provvedimenti tanto gravi da comportare a tutti gli effetti una sospensione per ben cinque giorni delle libert� costituzionali sopra enunciate, sia stata adottata con provvedimento d’urgenza. Il provvedimento in oggetto appartiene alla categoria delle ordinanze extra ordinem, o ordinanze libere, che si caratterizzano per la loro immediata destinazione a fronteggiare situazioni di emergenza, non superabili con gli ordinari mezzi giuridici a disposizione della pubblica autorit� (si veda in tal senso Cons. Stato IV, n. 467/1994, in F.Amm 1994, pag. 1388; Cons. Stato, V n. 789/1960, Cons. Stato n. 345/1971). Il presupposto di tali ordinanze � l’indifferibilit� dell’intervento, cio� uno stato di necessit� o di forza maggiore, da fronteggiare con immediatezza. Il legislatore ha avuto tutto il tempo di intervenire in vista del vertice G8, come del resto ha gi� fatto con l’adozione dei provvedimenti sopra indicati. Il difetto dell’urgenza emerge dalla stessa lettura delle premesse al provvedimento, ove si afferma che si ritiene di emanare il provvedimento con “un certo anticipo” rispetto alla data stabilita. La stessa espressione usata dal Prefetto, nega in radice qualsiasi possibilit� di ritenere sussistente il presupposto dell’urgenza. Tutte le disposizioni impugnate devono dunque essere annullate per difetto del presupposto dell’urgenza b) Quanto alla durata dei divieti -. Si rileva che ulteriore limite delle ordinanze extra ordinem � la loro efficacia limitata nel tempo, in coerenza con l’urgenza che ne giustifica l’adozione (v. Cons. Stato n. 467/1994). Si ritiene lesivo di tale principio il fatto che i divieti contenuti nell’ordinanza de quo, indicati in rubrica, inizino a decorrere sia per la zona Gialla che per la zona Rossa dalle ore 7 del 18 Luglio 2001, ovvero gi� due giorni prima dell’inizio del vertice, fissato per i giorni 20, 21, 22 Luglio. Si rileva che peraltro non � dato rinvenire nell’ordinanza in oggetto, alcuna motivazione in ordine al fatto che i divieti siano tanto anticipati rispetto all’inizio del vertice. Si rileva dunque l’illegittimit� dell’ordinanza nella parte in cui l’efficacia delle disposizioni ivi contenute � anticipato rispetto all’inizio del vertice. c) Quanto alla proporzionalit� del provvedimento agli interessi tutelati. Le ordinanze di cui all’art. 2 TULPS, devono essere tali da comportare il minor sacrificio possibile per i privati destinatari delle stesse. Trattasi del requisito della proporzionalit� del provvedimento alla tutela dell’ordine pubblico, come appare chiaro dalla lettura della Sentenza della Consulta (v. anche Cons. Stato n. 467/1994, TAR Campania n. 357/1995). Nella specie risulta evidente la sproporzione delle prescrizioni di cui all’ordinanza impugnata, con il pericolo che si intende evitare. Di fatto, qualora il provvedimento impugnato trovasse applicazione si avrebbe il surreale risultato di creare, almeno nel centro cittadino e nelle zone limitrofe, una sorta di citt� fantasma, nella quale saranno chiusi i negozi, i ristoranti, le botteghe artigiane, gli studi professionali, tutti gli esercizi pubblici in genere, ove non ci si potr� muovere n� con i mezzi propri n� con quelli pubblici. In pratica, un provvedimento senza precedenti in una citt� del mondo occidentale, da sempre all’avanguardia nell’affermazione e nella tutela dei diritti civili e delle libert� democratiche. Si ritiene che tale vizio sia comune a tutte le disposizioni dell’ordinanza prefettizia indicate in rubrica ed in particolare a quelle riferite alla zona gialla (divieto di manifestazione e volantinaggio, e limiti alla circolazione). d) Congruit� della motivazione. Il provvedimento � altres� illegittimo perch� carente nell’individuazione della motivazione che ha portato alla sua adozione. Nelle premesse dell’ordinanza, viene dato atto soltanto che sussistono gravi necessit� di adottare un provvedimento straordinario indispensabile alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. L’unica motivazione che viene data tuttavia � che nei giorni 20/21/22 Luglio Genova ospiter� i G8, e che sussistono informative acquisite in ordine a prevedibili disordini e turbative dell’ordine pubblico. In pratica la motivazione dell’ordinanza in esame si risolve in una mera tautologia, in quanto motiva la necessit� di adottare provvedimenti a tutela dell’ordine pubblico con prevedibili turbative dell’ordine pubblico. Non viene tuttavia esplicitato il contenuto delle informative, n� la fonte, n� viene addotta alcuna giustificazione della necessit� di ciascun singolo tipo di divieto. Si precisa peraltro che il cartello di oltre 700 associazioni che ha deciso di promuovere un’azione di critica e di contestazione al vertice dei G8 (nominato Global Social Forum), ha dichiarato pubblicamente che ha intenzione di svolgere una protesta assolutamente pacifica. Si allega il manifesto sottoscritto dagli aderenti al GSF. Ci� sembra rendere ulteriormente ingiustificate la tipologia e l’entit� delle misure adottate dal Prefetto. N� si pu� ritenere legittimo sospendere le libert� costituzionali in una intera citt� per un periodo cos� lungo. Si ritiene invero che ogni singola disposizione, ovvero il divieto di accesso pedonale, il divieto di accesso veicolare, il divieto di manifestare e di volantinaggio nella Zona Rossa nonch� i divieti analoghi fissati per la Zona Gialla avrebbe dovuto essere sostenuta da idonee motivazioni. Dalla motivazione di ciascun singolo provvedimento deve emergerne la “necessit� e l’urgenza ai fini e per le ragioni di ordine pubblico. La previsione di un turbamento di quest’ultimo deve essere fondato non su mere congetture ed ipotesi, ma su elementi concreti, dalla cui indicazione il giudice deve poter dedurre il motivo che giustifica la particolare e contingente tutela” (v. Cons. Stato n. 467/1994).
  3. Illegittimit� della delega di poteri al Questore di cui alle lettere A e B dell’ordinanza prefettizia e all’autorit� di Polizia di cui alla lett. B) n. 3, per violazione dell’art. 2 TULPS e incompetenza relativa. L’ordinanza prefettizia ex art. 2 TULPS, in quanto esercizio di un potere di carattere eccezionale, deve essere completa di tutti i suoi elementi, considerato che il potere � attribuito dalla legge unicamente al Prefetto. Ne deriva l’illegittimit� della delega operata a favore del Questore, ai fini della individuazione dei limiti della Zona Gialla e Rossa, nonch� dell’Autorit� di polizia per l’individuazione delle aree sensibili interne alla Zona Gialla ove introdurre ulteriori divieti alla circolazione, sosta e fermata dei veicoli. Si sottolinea un ulteriore profilo di illegittimit� di tale delega di poteri, effettuata in base ad una ordinanza comunque illegittima per tutti i motivi sopra descritti. Ci� premesso si insta IN VIA CAUTELARE Per la sospensione del provvedimento impugnato, relativamente alle disposizioni contenute nelle lettere A), n. 1, n. 2, n. 4, e B), n. 2 e 3. Sussistono infatti gli estremi del fumus boni iuris, in considerazione di tutto quanto riportato nella parte precedente del presente atto Sussistono inoltre i presupposti del periculum in mora in considerazione del fatto che qualora intervenisse una pronuncia di accoglimento del presente ricorso successivamente al vertice dei G8, si produrrebbe irreparabilmente la lesione dei diritti e delle posizioni che si assumono violate dalla presente ordinanza. NEL MERITO Per l’annullamento dell’ordinanza prefettizia, limitatamente alle disposizioni indicate in rubrica o a quella parte di esse delle quali l’ill.mo giudice riterr� l’illegittimit�. Genova l� 02/07/01 Avv. Dario Rossi Avv. Roberto La Macchia, Avv. Emilio Robotti

Avv. Roberto Carapelle, Avv. Nicola Vetrano

A S.E. Il Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale Istanza per l’abbreviazione dei termini I sottoscritti avvocati, Dario Rossi, Emilio Robotti, Roberto Lamacchia, Roberto Carapelle, Nicola Vetrano, difensori del Centro Ligure per la Documentazione per la Pace, del Circolo Nuova Ecologia � Lega Ambiente, nel ricorso che precede, tenuto conto

  • che il provvedimento impugnato dovrebbe essere eseguito entro il 18 Luglio 01,
  • che � eccezionale interesse dei ricorrenti, che venga fissata la discussione della richiesta sospensiva con la massima urgenza,
  • che dal calendario delle udienze del Tar Liguria risulta fissata l’udienza di sospensiva per il giorno 12 Luglio, chiede l’abbreviazione del termine stabilito dall’art. 36, 2� c., R.D. 17/08/1907, n. 642. Con osservanza Genova l� 02/07/01. Avv. Rossi D., Robotti E., Lamacchia R, Carapelle R., Vetrano N.

IL PRESIDENTE Vista l’istanza che precede, visto l’art. 36 3� c. R.D. 17/08/1907, n. 642, ritenuta l’urgenza, DECRETA Il termine previsto dal 2� c. del citato art. 36, relativamente alla domanda incidentale di sospensione del provvedimento impugnato, � abbreviato; fissa per la discussione della stessa, la camera di consiglio del giorno 12 Luglio 2001 ore manda i ricorrenti a notificare, a loro cura e spese, copia dell’istanza e del presente provvedimento, alla parte intimata, entro le ore Genova l�