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parlano gli abitanti di Beit Hanoun: "Vogliamo solo vivere"
by Irin Wednesday, Nov. 08, 2006 at 8:47 PM mail:

Dopo il massacro di questa mattina, parlano gli abitanti delal città, bombardati dopo una settimana di occupazione

Irin, 8 novembre 2006

I palestinesi di Beit Hanoun, città del nord della striscia di Gaza, raccontano di aver trovato questa mattina presto corpi smembrati da quelli che hanno descritto come tiri di artigliera israeliani, e aggiungono che molti residenti stanno fuggendo dalla città per timore di ulteriore violenza. Dicono di essere stati lasciati senza acqua - ed in molti casi senza casa – da quando i militari israeliani hanno occupato la città di 50.000 abitanti per una settimana, prima di bombardarla meno di 24 ore dopo essere ritirati.

"Adesso, l'unica cosa di cui ha bisogno la gente di Beit Hanoun è di vivere", dice Yamen Zaqqout, un programmatore di 28 anni.
Diciotto palestinesi sono morti nel bombardamento di questa mattina, raccontano i palestinesi, che si vanno ad aggiungere agli oltre 60 morti che si sono avuti durante la lunga settimana di occupazione di Beit Hanoun, che si è conclusa martedì.
Il governo israeliano dichiara di aver aperto una inchiesta sul bombardamento di questa mattina. “Israele non vuole colpire gli innocenti, vuole soltanto difendere i propri cittadini. Purtroppo, nel corso della battaglia, avvenimenti spiacevoli come quello che è accaduto questa mattina accadono” ha detto il Ministro degli esteri di Israele Tzipi Livni.

Zaqqout racconta a IRIN la carneficina che ha trovato alle cinque circa di questa mattina, quando la maggior parte dei 50.000 residenti di Beit Hanoun si stava godendo il sonno della loro prima notte serena da una settimana.
"Ho trovato corpi senza testa, corpi di bambini senza mani, alcuni senza piedini. Abbiamo trovato un marito, una moglie ed i bambini che erano ancora nella loro casa - abbiamo pensato che fossero ancora addormentati fino a che non abbiamo tentato di svegliarli”
, dice.
“Dormivamo tutti. Avevamo passato una settimana molto difficile durante l'occupazione, quando dormivamo tre ore per notte, ma quando gli israeliani se ne sono andati abbiamo creduto di poter finalmente dormire, profondamente”.
“Non ho sentito i bombardamenti, ma mio fratello mi ha svegliato e allora siamo corsi in strada, dove si sentivano le esplosioni. Alcuni degli edifici che sono stati colpiti ospitavano fino a 40 persone della stessa famiglia, che vivevano in appartamenti separati” .


Zaqqout inoltre descrive le condizioni della settimana passata, in cui lui e la sua famiglia sono stati confinati in casa.
“Abbiamo avuto da mangiare a sufficienza – ma uno dei nostri vicini è stato due giorni senza cibo finchè gli israeliani non hanno concesso una tregua di circa due ore per consentire alle donne di uscire e comprare il solo cibo”.
“Un’altra nostra vicina era incinta e ha partorito. Abbiamo atteso per due ore l’ambulanza perché ha dovuto prima ottenere il permesso di poter raggiungere la zona”
, aggiunge.

Il Dott Jamil Suleiman, 42 anni, pediatra all'ospedale di Beit Hanoun, racconta a IRIN che il personale dell'ospedale ha lavorato giorno e notte durante l'occupazione della città con poca acqua, elettricità e farmaci.
"Non avevemo acqua perché gli israeliani hanno danneggiato il sistema di approvvigionamento idrico, non avevamo corrente elettrica e pochissimi medicinali”, dice.
“Gli israeliani hanno demolito molte abitazioni e oltre 1000 persone che avevano perduto la loro casa si sono rifugiate nell’ospedale – avevano bisogno di mangiare e bere perché non avevano più nulla”.
“Avevamo già pochissimo cibo e acqua per noi e per i pazienti. Hanno dormito all’esterno, nel retro dell’ospedale, e molti di loro sono ancora là”.


"Due dei feriti erano malati mentali di Beit Hanoun che non hanno capito cosa stava accadendo, e hanno continuato a vagare nelle strade finchè non sono stati colpiti dai cecchini israeliani”.

Il Dott Jihad Hammad, 39 anni, professore di sociologia politica all'università di Al-Aqsa, afferma che le scene delle case demolite e delle strade sventrate dalle truppe israeliane sono paragonabili alla devastazione trovata dopo un terremoto.
"La città intera è completamente danneggiata – è stato come un terremoto. Le strade sono distrutte - non si può neppure guidare l’automobile”, dice.

“Se adesso camminate intorno a Beit Hanoun, ad ogni angolo trovate gente che piange”. “La gente non sa dove stare e sta lasciando Beit Hanoun. Ma molti non hanno alternative e non hanno nessun posto dove andare. Nella moschea si legge il Corano…”

In una dichiarazione, i militari israeliani hanno detto che il bombardamento di questa mattina era diretto ai lancigranate palestinesi che si trovano ad una certa distanza dalla zona dove sono avvenute le morti palestinesi, e che le ricerche continuano.

Inoltre, affermano che l’occupazione di una settimana di Beit Hanoun, denominata “Nubi d’Autunno”, ha lo scopo di bloccare i militanti palestinesi che lanciano razzi sulle città israeliane vicine alla Striscia di gaza, e che le truppe hanno trovato armi, arrestato militanti e si sono assicurate che gli aiuti umanitari arrivino alla città.



(Traduzione a cura di medioriente.net)

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