Cos'è questo? - Cosa ci faccio qui? - Cos'era Indymedia? - Cos'è Indymedia Time Machine?
Indymedia e' un collettivo di organizzazioni, centri sociali, radio, media, giornalisti, videomaker che offre una copertura degli eventi italiani indipendente dall'informazione istituzionale e commerciale e dalle organizzazioni politiche.
toolbar di navigazione
toolbar di navigazione home | chi siamo · contatti · aiuto · partecipa | pubblica | agenda · forum · newswire · archivi | cerca · traduzioni · xml | toolbar di navigazione toolbarr di navigazione toolbarr di navigazione toolbar di navigazione
Campagne

GeVsG8: Genova a fumetti contro il G8


IMC Italia
Ultime features in categoria
[biowar] La sindrome di Quirra
[sardegna] Ripensare Indymedia
[lombardia] AgainstTheirPeace
[lombardia] ((( i )))
[lombardia] Sentenza 11 Marzo
[calabria] Processo al Sud Ribelle
[guerreglobali] Raid israeliani su Gaza
[guerreglobali] Barricate e morte a Oaxaca
[roma] Superwalter
[napoli] repressione a Benevento
[piemunt] Rbo cambia sede
[economie] il sangue di roma
Archivio completo delle feature »
toolbarr di navigazione
IMC Locali
Abruzzo
Bologna
Calabria
Genova
Lombardia
Napoli
Nordest
Puglia
Roma
Sardegna
Sicilia
Piemonte
Toscana
Umbria
toolbar di navigazione
Categorie
Antifa
Antimafie
Antipro
Culture
Carcere
Dicono di noi
Diritti digitali
Ecologie
Economie/Lavoro
Guerre globali
Mediascape
Migranti/Cittadinanza
Repressione/Controllo
Saperi/Filosofie
Sex & Gender
Psiche
toolbar di navigazione
Dossier
Sicurezza e privacy in rete
Euskadi: le liberta' negate
Antenna Sicilia: di chi e' l'informazione
Diritti Umani in Pakistan
CPT - Storie di un lager
Antifa - destra romana
Scarceranda
Tecniche di disinformazione
Palestina
Argentina
Karachaganak
La sindrome di Quirra
toolbar di navigazione
Autoproduzioni

Video
Radio
Print
Strumenti

Network

www.indymedia.org

Projects
oceania
print
radio
satellite tv
video

Africa
ambazonia
canarias
estrecho / madiaq
nigeria
south africa

Canada
alberta
hamilton
maritimes
montreal
ontario
ottawa
quebec
thunder bay
vancouver
victoria
windsor
winnipeg

East Asia
japan
manila
qc

Europe
andorra
antwerp
athens
austria
barcelona
belgium
belgrade
bristol
croatia
cyprus
estrecho / madiaq
euskal herria
galiza
germany
hungary
ireland
istanbul
italy
la plana
liege
lille
madrid
nantes
netherlands
nice
norway
oost-vlaanderen
paris
poland
portugal
prague
russia
sweden
switzerland
thessaloniki
united kingdom
west vlaanderen

Latin America
argentina
bolivia
brasil
chiapas
chile
colombia
ecuador
mexico
peru
puerto rico
qollasuyu
rosario
sonora
tijuana
uruguay

Oceania
adelaide
aotearoa
brisbane
jakarta
manila
melbourne
perth
qc
sydney

South Asia
india
mumbai

United States
arizona
arkansas
atlanta
austin
baltimore
boston
buffalo
charlottesville
chicago
cleveland
colorado
danbury, ct
dc
hawaii
houston
idaho
ithaca
la
madison
maine
michigan
milwaukee
minneapolis/st. paul
new hampshire
new jersey
new mexico
new orleans
north carolina
north texas
ny capital
nyc
oklahoma
philadelphia
pittsburgh
portland
richmond
rochester
rogue valley
san diego
san francisco
san francisco bay area
santa cruz, ca
seattle
st louis
tallahassee-red hills
tennessee
urbana-champaign
utah
vermont
western mass

West Asia
beirut
israel
palestine

Process
discussion
fbi/legal updates
indymedia faq
mailing lists
process & imc docs
tech
volunteer
Relazione Annuale dei prigionieri politici iraniani / Settembre 2002 - Settembre 2003
by Anna Molina Saturday, Jun. 04, 2005 at 3:29 PM mail: babylon_sound@yahoo.es

Il Comitato per il sostegno dei prigionieri politici Iran - Berlino è stato fondato nel 1999. Convinti di una libertà di parola, opinione e stampa, noi rendiamo un servizio pubblico e politico. Ci applichiamo per la separazione tra stato e religione e per la realizzazione della democrazia e dei diritti umani in Iran. Noi sosteniamo tutte le persone che sono detenute in Iran per le loro dichiarazioni o azioni di matrice politica o religiosa, per la loro appartenenza a delle minoranze etniche o per aver protestato contro la dottrina sociale del regime d'Iran. La Relazione Annuale non richiede comnlettezza. Lo scopo è dare una visione d’insieme sull’ambito delle violazioni dei diritti umani.


Relazione annuale del comitato per il sostegno dei prigionieri politici in Iran - Berlino

Settembre 2002 - Settembre 2003










Haus der Demokratie und Menschenrechte
Greifswalder Straße 4
10405 Berlin
Tel.: (030) 2043506 Fax.: (030) 2041263
E-mail: kontakt@hausderdemokratie.de
Komitee zur Unterstuetzung politischer Gefangener Iran – Berlin e.v.
Raum: 0101, Tel.: 030.42 02 33 99 Fax: 030.41 93 68 68 E-mail: kupg-iran@yahoo.de

Premessa:
Nella primavera 1997 - quando i prigionieri politici in Iran avevano iniziato uno sciopero della fame indeterminato per protestare contro le condizioni di detenzione inumane e contro il divieto di vedere i loro parenti - le repressioni contro i coniugi dei prigionieri politici erano aumentate. Il regime iraniano cominciò a detenere ex prigionieri e a farli sparire. Dopo queste notizie, noi - alcuni iraniani esiliati ed ex prigionieri - abbiamo deciso di fondare questo comitato.
Nel settembre 1999 abbiamo organizzato con successo uno sciopero della fame di 5 giorni insieme ad altri organizzazioni iraniane e l'associazione studentesca berlinese "Asta" davanti al consolato iraniano a Berlino per annullare le sentenze capitali di quattro studenti.
Convinti di una libertà di parola, opinione e stampa, noi rendiamo un servizio pubblico e politico. Ci applichiamo per la separazione tra stato e religione e per la realizzazione della democrazia e dei diritti umani in Iran. Noi sosteniamo tutte le persone che sono detenute in Iran per le loro dichiarazioni o azioni di matrice politica o religiosa, per la loro appartenenza a delle minoranze etniche o per aver protestato contro la dottrina sociale del regime d'Iran.













1. Introduzione


Ogni giorno ci troviamo davanti alla violenza massiva dei diritti umani in Iran essendo da 25 anni all’ordine del giorno della repubblica islamica d'Iran.
Anche nei due anni passati fino ad ora ci si è stata sottolineata la violenza dei diritti umani verso la costituzione islamica del paese, che corrisponde alla Shar’ia.
Secondo vari fonti di commissioni dei diritti umani nel 2002 sono state registrate 475 persone, fra loro una quantità innumerevole di prigionieri politici, che sono stati giustiziati.
Possiamo partire dal presupposto che i dati non rilevati dalle statistiche sono più alti, dato che l’Iran non pubblica delle statistiche ufficiali.
La catena a morte che violenta il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici è utilizzato come mezzo di pressione e intimidazione. L’Iran nello stesso tempo appartiene ad uno dei paesi che hanno ratificato questa dichiarazione.
L’attuale pena di morte della signora Shahnaz, di anni 35, tramite lapidazione, mostra per una seconda volta, che questo regime sia capace di qualsiasi cosa.
ll nuovo stratagemma del regime islamico in Iran, l’abrogazione della lapidazione, serve ovviamente solo ad impedire di nuovo il decreto della risoluzione ONU contro il regime islamico per quanto concerne la violazione dei diritti umani.
Come previsto, né la lapidazione né la tortura sono state abrogate e nemmeno la ratifica della Convenzione contro la Discriminazione delle Donne è stata conseguita.
La 59.udienza della Commissione dei Diritti Umani ONU nel 2003 non aveva condannato le violazioni dei diritti umani in Iran. In cambio l’Iran era stato obbligato a permettere la visita della delegazione ONU. Gli osservatori dell’ONU per l’ispezione della situazione dei diritti umani si erano trovati dal 15.02.-26.02.2003 in Iran. Durante questo periodo, però, il prigioniero politico Sassen Al Kanan fu ugualmente giustiziato, il nome del quale stava sulla lista della delegazione ONU. Alcuni altri furono catturati durante quel periodo. Com’è venuto a sapere la repubblica islamica d’Iran ha impedito in modi diversi durante le visite programmate della delegazione l’accesso ai carceri e le conversazioni con i prigionieri o ex prigionieri, i cui nomi sono stati conosciuti ai membri della delegazione. I familiari dei prigionieri politici e i prigionieri di una volta e anche i rappresentanti delle organizzazioni studentesche è stato impedito dalle autorità iraniane di parlare con la delegazione. L’hotel Laleh, in cui i delegati erano stati sistemati, fu isolato dalle guardie della rivoluzione
(pasdaran) e dai servizi segreti. Oltre alle catture delle persone disposte a fare una deposizione davanti all’hotel i prigionieri politici furono spostati dentro i carceri in stanze diverse per impedire il loro incontro con la delegazione. Poi i delegati furono informati che i prigionieri politici in questione non volevano ricevere delle visite etc. Durante la conferenza stampa a Tehran a conclusione della visita di 12 giorni il leader della delegazione dell’ONU Louis Joinet ha criticato la messa in pratica repressiva delle leggi in Iran, la sproporzione fra crimine e punizione e anche la mancanza di un patrimonio legale per i prigionieri politici.

L’omicidio della fotografa canadese-iraniana Zahra Kazemi(vedi pagina 20) in detenzione ha provato ancora una volta che l’esistenza della repubblica islamica d’Iran consiste solo in violenza e ha dimostrato come le persone vengono ricattate. Zahra Kazemi è diventato un caso rappresentativo per tutte le vittime della repubblica islamica. Il suo caso è conosciuto in campo internazionale, perché lei aveva uno status meglio degli altri. Oltre alla cittadinanza iraniana aveva anche quella canadese.

La Convenzione sull'Eliminazione d’ogni Forma di Discriminazione nei Confronti della Donna (CEDAW) è stata respinta dal Consiglio dei Guardiani, il quale deve approvare ogni legge varata dal parlamento. Il Consiglio dei Guardiani ha giustificato il suo voto affermando che l’articolo 28 della convenzione respingeva qualsiasi aggiunta che non corrispondeva al contenuto della convenzione. Questo significherebbe una valutazione superiore della convenzione dal diritto islamico, ciò che non sarebbe accettabile per uno stato islamico. Nello stesso tempo la decisione di firmare la convenzione ONU contro qualsiasi forma di tortura fu respinta.

Le proteste studentesche si sono estese dalla capitale ad altre città. I dimostranti hanno mostrato che sono stanchi dei potenti nell’Iran e che non credono più alle promesse vuote dei riformisti.
Gli iraniani hanno capito che le vere riforme democratiche non si possono realizzare dentro il sistema ideologico del regime attuale. Le strutture di potere in Iran sono create in maniera severamente gerarchica e tutto è ordinato dall’alto. Questa tutela si estende fino ai campi più privati delle vite personali delle persone. Le proteste più recenti degli studenti, degli operai, donne e adolescenti si uniscono e fanno un tribunale contro il regime dei poderosi islamici.

Il governo iraniano ha disdetto il soggiorno del relatore dell’ONU per la libertà d’opinione, Ligabo, e rinviato ad un tempo indefinito con la spiegazione che il tempo per stabilire un termine è stato troppo scarso.
Allo stesso modo il viaggio programmato per la metà di luglio della delegata per la politica sui diritti umani del governo tedesco, Claudia Roth, fu disdetto poiché fu giudicato “sfavorevole” e “inopportuno”, perché la politica tedesca “sta sotto l’influsso della politica statunitense”.

A noi dispiace che l’universalità dei diritti umani sia messa in ombra dalla lotta internazionale antiterrorista della politica estera europea o italiana e che la violazione dei diritti umani sia accettata a favore di premure diplomatiche.
L’apparato repressivo è ancora capace di consolidare il potere degli “ayatollah”. Arresti di massa, torture ed esecuzioni capitali sono utilizzati per controllare la gente.

L’intento, però, di cambiare il regime islamico dall’interno è fallito, anche se il governo italiano segue parlando della possibilità di riformi nell’Iran per legittimare le loro attività economiche e politiche.

Gli USA “amoreggiano” con l’Iran e gli vengono incontro ogni volta che ne traggono un vantaggio, mentre le minacce contro l’Iran fortificano le tendenze islamiche nel paese.
La chiusura dell’ufficio dei Mujaheddin del Popolo o, meglio detto, del Consiglio Nazionale di Resistenza a Washington è stata interpretata dall’Iran come un passo iniziale per altre relazioni.
Nella politica della “frustra e del dolcetto” non c’è spazio per i diritti umani.

Noi chiediamo all’UE di smettere col loro silenzio verso la violenza dei diritti umani nella Repubblica Iraniana.

L’ elenco non richiede completezza. Lo scopo è dare una visione d’insieme sull’ambito delle violazioni dei diritti umani come di seguito:

1. Introduzione (pagina 3 - 5)
2. Esecuzioni emerse a conoscenza e pubblicazione dei nomi (pagina 6 -10).
3. Lapidazioni di donne (pagina 11 - 12)
4. Arresti volontari e nomi pubblicati di condannati e arrestati (pagina 13- 19)
5. Tortura, amputazioni e fustigazione (pagina 19 - 20)
6. Rappressaglie contro studenti (pagina 20 - 36)
7. Rappressaglie contro giornalisti (pagina 36 - 40)
8. Terrorismo e spionaggio (pagina 40 - 41)
9. Proteste internazionali (pagina 41 - 44)
10. inoltre (pagina 44)

2. Esecuzioni emerse a conoscenza e pubblicazione dei nomi

La pena di morte in Iran è contemplata dalla costituzione, non solo per i reati politici, ma anche per quelli contemplati dalla legge islamica (Shar’ia) nel codice penale.

- Domenica 29.09.2002 cinque uomini sono stati impiccati pubblicamente a Tehran con una gru.
- Nell’ottobre del 2002 i quattro membri arrestati del Partito Democratico del Kurdistan d'Iran (DPKI), Hamzeh Ghaderi, Khaled Shoghi, Jalil Ziveei e Saleh Gudarzi, sono stati giustiziati dopo una detenzione durata anni.
- Secondo informazioni del DPKI sei persone sono state giustiziate nell’ottobre 2002.
- A Lamard due uomini sono stati impiccati pubblicamente con una gru.
- All’inizio d'ottobre del 2002 un uomo è stato impiccato tre volte con una forca, sebbene fosse già morto la prima volta. La spiegazione: lui era condannato tre volte a morte.
- Un’altra esecuzione di un uomo ventiduenne si è tenuta in una piazza pubblica nella città di Ilam.
- Il 17.10.2002 E.T. e F.J. sono stati impiccati nella città di Ahwaz.
- Secondo un articolo del quotidiano di Tehran “Dshame Dsham” quattro sentenze capitali sono state confermate dalla corte suprema. La data dell’esecuzione non è stata menzionata.
- Abbas Lotfi è stato impiccato nel novembre del 2002 nella città di Aandimeshk.
- Haschem Anwarnia e Farhad Rahmanpour sono stati impiccati pubblicamente a Tehran nel Novembre del 2002. Prima dell’esecuzione ognuno di loro aveva ricevuto 80 frustate.
- Mohammad Keramati è stato impiccato nel novembre del 2002 per contrabbando a Tabriz.
- Masoud Parvizi Omran, studente di medicina, è stato impiccato pubblicamente nello stadio della città di Amol nel novembre 2002 per un rapimento.
- Muhaiddin Dorosti, cittadino afgano, è stato impiccato pubblicamente nella città di Bander Rig nel novembre 2002.
- L’esecuzione pubblica di Ali Eskandari si è tenuta nella città Qom nel novembre 2002.
- Farzad Wakilian è stato impiccato nel novembre del 2002 nella città di Kermanshah.
- Secondo un rapporto del partito Komala due prigionieri politici, Mostafa Jula e Ali Kak Jalil, sono stati giustiziati il 15.11.2002 nella città di Marivan senza processo legale e senza sentenza.
- Le esecuzioni di Esmail Dana, Ali Kamyab, Madjid Mostmand, Nasser Alizadeh e Beytollah Maleki sono state eseguite nel novembre 2002 a Tehran per contrabbando.
- Un uomo chiamato Mohammad Hadi, che doveva essere impiccato nella città Homayoon Shahr, è morto d’infarto nell’ottobre 2002.
- Secondo informazioni del partito Komala il 07.11.2002 Mostafa Jula e Ali Kak sono stati giustiziati il 07.11.2002 nella città Marivan.
- Farzad Vakilian è stato condannato a morte e impiccato pubblicamente nel novembre 2002 nella città di Kermanshah.
- Hashem Anvar Nia, 34 anni, e Frhad Rahmanpour, 23 anni, sono stati giustiziati pubblicamente nel novembre 2002 per omicidio a Tehran. Prima dell’esecuzione ognuno aveva ricevuto 80 frustate.
- Mohammad Karamati è stato giustiziato pubblicamente nella città di Tabriz nel novembre 2003 per contrabbando.
- Tre persone sono state impiccate pubblicamente in novembre nella piazza dei 72 martiri nella città di Qom.
- Ali Eskandari, ventenne e figlio di Mohammad Reza, è stato impiccato pubblicamente nella città di Qom nel novembre 2002 per rapimento e violenza.
- Il 3.10. 2002 Shahin Saidpour, che non era capace di reggersi in piedi e che fu accompagnato da due poliziotti, è stato giustiziato con una gru. Si ritiene che lui abbia avuto un infarto prima dell’esecuzione. In seguito a ciò si arrivò alle protesti, che furono stroncate dai funzionari della pubblica sicurezza.
- Un detenuto di nome Shahram è stato condannato a morte nel dicembre del 2002. Si ritiene che abbia ucciso un suo compagno di cella nel carcere Qasr a Tehran.
- Nel carcere Evin sei uomini sono stati giustiziati il 31.12.2002 per contrabbando: Karam Abdollahi, Nader Sadati, Ahmad Ali Golestaneh, Khalil Mansouri, Mostafa Ganj Ali, Seyyd Khalil Pouranwari.
- Il diciannovenne Issa Lak è stato giustiziato nel dicembre 2002 dopo aver ricevuto 74 frustate in un carcere nella città Bandar Abbas.
- Un detenuto è stato impiccato nel carcere Tehran il 16.02.2003 per furto.
- Behruz Hamid e Ali Shumali sono stati giustiziati pubblicamente per motivi sconosciuti. Durante l’esecuzione erano presenti più di 400 poliziotti e funzionari della sicurezza pubblica.
- Un ventiduenne, che nell’età di diciassette avrebbe ucciso un suo amico, è stato impiccato nella città di Karaj.
- Quattro uomini sono stati giustiziati pubblicamente il 01.02.2002 nella città di Arak.
- Sassan al Kanaan, prigioniero politico, è stato giustiziato il 20.02.2003 nella città di Sanandaj durante la visita della delegazione dell’ONU avvenuta tra il 15. e il 26.02.2003 in Iran per il controllo della situazione dei diritti umani in Iran.
- Lui fu accusato di aver nascosto e alloggiato i membri del partito proibito Komala e quindi condannato a morte il 17.01.2003 da Mohareb (guerriero contro Dio). Il suo nome era sulla lista della delegazione dell’ONU. Due ex membri della Komala sono stati condannati per le stesse accuse a 10 anni di prigione.
- Due uomini, A.Sh. e B.J. sono stati giustiziati pubblicamente per minacce e sovversione mentre il terzo è stato condannato di 10 anni di carcere. Nessuno di loro aveva commesso un assassinio.
- Mohammad Golabi, un prigioniero politico, membro del Partito Comunista d’Iran, detenuto per quattro anni, è stato giustiziato il 02.03.2003. Per paura di proteste è stato sepolto di nascosto.
- Hossein Ahmadzadeh, che è stato incarcerato il 19.03.2003, è stato trovato morto pochi giorni più tardi, ucciso sotto torture. Un delegato ha comunicato il caso solo a luglio.
- Un uomo condannato per rapina a mano armata è stato giustiziato. In base al quotidiano di Tehran “Entekhab” del 28.04.2003 si ritiene che quest’uomo abbia più volte rapinato i passanti di una strada secondaria vicino a Ahwaz, nel sudovest del paese. Si afferma che sia stato giustiziato il 27.04.2003, dopo che la corte suprema aveva confermato la pena.
- Un uomo è stato decapitato con una spada in Iran. (quotidiano “Sedaya Edalat”/13.05.2003 )
- Un condannato a morte è stato impiccato pubblicamente in un campo da calcio nel sud di Tehran il 20.05.2002. Il cadavere è stato rimosso solo dopo mezz’ora per intimorire gli astanti.
- L’esecuzione pubblica di Ahmad Dolatyari ha causato proteste a Tehran fra la gente, che furono represse sul posto con l’aiuto dei Pasdaran.
- Secondo il quotidiano iraniano Etemad otto uomini sono stati impiccati pubblicamente il 13.05.2003 nella città Maschhad.
- Hassan Mussavi è stato impiccato pubblicamente il 03.06.2003 nella città di Malayer. Non è stato comunicato il motivo della condanna a morte.
- A detta di un’organizzazione oppositiva iraniana Gholamhossein Mohammadi, proveniente d’Amol, è stato giustiziato insieme a due amici per la partecipazione a alcune proteste notturne. Le esecuzioni sono state comunicate alle famiglie con l’avviso che la commemorazione per i giustiziati è stata proibita. (comunicato stampa dei Mojaheddin del Popolo del 12.07.2003)
- A detta della media iraniana due spacciatori sono stati impiccati il 31.08.2003 in un sobborgo di Tehran. Si calcola che ci siano più di due milioni di tossicodipendenti in Iran, la metà di loro gravemente dipendenti.
- Il 25.07.2003 cinque uomini sono stati impiccati pubblicamente in un sobborgo di Isfahan.
- Una quantità imprecisata di uomini è stata impiccata pubblicamente il 17.07.2003 nel carcere Qasr a Tehran.
- A Jalil, in un sobborgo della città Tabriz, due uomini giovani hanno ricevuto pubblicamente 81 frustate ciascuno.

Omicidi politici

- Intanto sono arrivati vari reclami di parenti dell’opposizione uccisi dai Basijis e dall’amministrazione della giustizia alla commissione 90 ( comitato di petizione parlamentare islamico), che allo stesso tempo insieme ai parenti tempo ha mandato delle copie al presidente dello stato Khatami. Alcuni membri della commissione sono responsabili della discussione pubblica dei reclami in parlamento. La pubblicazione delle copie è stata rifiutata da Ayatollah Mehdi Karrubi, il presidente del parlamento.
- Sirvan Anwari, un membro del partito Komala e benvoluto dal popolo è stato ucciso nella città Baneh sotto circostanze misteriose.(Ottobre 2002)
- Tre uomini e due donne sono stati assassinati nella città di Kerman per la ripulita della società islamica dei depravati. Sei uomini, noti come assassini, sono considerati essere impiegati in pubblici poteri iraniani. Il procedimento è accaduto a porte chiuse.
- La studentessa Fereshteh Alizadeh dell’università Al-Zahra è sparita dalle proteste studentesche nel 1999 in poi.
- Mohammed Ali Abravan, uno dei detenuti delle proteste degli abitanti della città Kenarak (nella provincia Sistan va Baluchestan) è stato ucciso nel novembre 2002 dopo di due mesi di tortura con una siringa di veleno.
- Una giornalista d’origine iraniana di 54 anni che si trovava per un reportage fotografico in Iran, fu detenuta dai funzionari di pubblica sicurezza e morì il 23.07.2002 nell’ospedale militare di Tehran per le conseguenze di un’emorragia cerebrale. Venne fermata il 23.06.2002, mentre scattava delle fotografie durante le proteste studentesche davanti al carcere Evin a Tehran. Arrestata, fu interrogata per 77 ore dalla polizia, dalle procure della repubblica e dai servizi segreti. Il ministero di cultura e educazione islamica che è responsabile dei giornalisti iraniani e stranieri ha dichiarato che era morta a causa di un colpo apoplettico dovuto ad eccessivo stresso e successiva sincope cardiaca. L’esito dell’autopsia risultò evidenziò varie coste rotte e cinque fratture su cranio, così l’Ershat dovette ammettere che il precedente commento era falso.Il Canada ritirò il suo ambasciatore dall’Iran.
- Farahmand Sadeghvaziri, che dal 1980 al 1987 collaborò con il partito Komala, fu arrestato il 01.07.2003 dai servizi segreti durante il suo espatrio con la moglie e i cinque figli. Fu ucciso durante la sua detenzione dopo cinque giorni di tortura. Per la decisione dei servizi segreti fu sepolto durante la notte e senza avviso. (comunicazione di Komala dell’ 08.07.2003)



3. Lapidazioni e donne

Il governo iraniano non ha ancora deciso in maniera definitiva un termine della punizione crudele della lapidazione in Iran. L’Iran aveva accolto la richiesta dell’Unione Europea di abolire la lapidazione, perché l’UE considerava la sua abolizione una condizione importante per una cooperazione politica ed economica più stretta con l’Iran. Ma il clero islamico conservatore difende le lapidazioni come pena adatta per l’adulterio secondo i dettati della legge islamica. La abolizione di questa legge non è stata ratificata né dal parlamento islamico né dal Consiglio dei Guardiani. Si afferma che il capo dell’autorità giudiziaria, Ajatollah Haschemi Schahrudi, abbia deciso di sospendere temporaneamente, in considerazione dell’eco negativa internazionale contro la pena di morte tramite lapidazione per i rapporti sessuali disonorevoli, prostituzione o altri delitti simili che violino la Shar’ia, la lapidazione, fino a quando non si sia trovata un’altra pena sostituiva.

- Le ultime lapidazioni, che hanno riguardato una donna chiamata Goli Nikkhu e un uomo chiamato Junes Assadi, sono state eseguite a causa di relazioni sessuali disonorevoli il 25.10.2002 nella città di Naghade.Entrambe le vittime erano state prima imprigionati per 12 anni.
- Una donna è stata condannata alla lapidazione nella città di Bafgh, provincia di Kerman.
- Durante l’esecuzione della sentenza capitale tramite lapidazione nel novembre del 2002 nella città di Yazd, il condannato Nostan Aboui è riuscito a fuggire. È stato catturato e riportato in prigione. Nonostante la legge islamica un condannato che sia riuscito a fuggire da una lapidazione diventa libero.
- Una donna di 35 anni è stata condannata a morte alla lapidazione il 14.08.2003 nella città di Karadj. La sentenza è stata confermata dalla corte suprema della giustizia iraniana.

La discriminazione sistematica contro le donne in base alla Shar’ia porta al uso quotidiano della violenza nei loro confronti. Ecco alcuni esempi di oppressione e violenza quotidiana:

- A causa delle leggi rigidi sull’abbigliamento e sul comportamento le donne iraniane sono discriminate e punite severamente. In caso di mancata osservanza dell’obbligo di portare il velo segue la fustigazione.
- Le donne iraniane non hanno diritto al divorzio o all’affidamento dei loro figli.
- Nell’ambito della giurisdizione, riguardo proprietà ed eredità sono in grave svantaggio.
- Le donne non possono viaggiare senza il permesso del marito.
- Il tentativo perverso del parlamento iraniano di adattare per motivi di equiparazione dei diritti delle donne la pena pecuniaria a quel degli uomini, è stato respinto dal Consiglio dei Guardiani. Le donne iraniane che soffrono di più sotto questa circostanza, proscrivono questa pena crudele.
- Il numero dei omicidi d’onore eseguito da parenti di sesso maschile è aumentato in maniera preoccupante, perché secondo la legge islamica non sono punibili oppure devono solo pagare un pena pecuniaria.
- Secondo la legge islamica sono proibite le relazioni prematrimoniali fra ragazzi e ragazze e sono punite con delle multe o perfino con delle frustate. In Iran è stata istallata una pagina web per la ricerca di partner. A detta dell’agenzia di notizie IRNA del 06.08.2003 la pagina nella provincia di Gilan è considerata come una nuova esperienza con il fine di rendere possibile ai giovani la ricerca on line di un partner.

- Un uomo chiamato Nabi, che aveva sgozzato sua figlia, è stato condannato a tre anni di carcere. Egli aveva ucciso la figlia perché sospettava fosse era stata violentata dallo zio (giornale “Zanan”, No.98,1998). Secondo il codice penale (§ 220) padri o i parenti di sesso maschile non sono puniti nel caso di omicidio dei figli. Possono pagare una pena pecuniaria o venire frustati.
- Il governo iraniano rifiuta la naturalizzazione dei rifugiati afgani che siano sposati con delle iraniane. Queste donne iraniane devono quindi scegliere fra divorzio o emigrazione. Al contrario si realizza una naturalizzazione automatica di una donna afgana sposata con un uomo iraniano.
- Afsaneh Noroosi, una donna di 32 anni, è stata condannata a morte per aver ucciso difendendosi dal l’amico del marito che tentava di violentarla. Due altre donne sono state condannate a morte come omicide, per delitti simili.




4. Arresti arbitrari

Tra gli arresti arbitrari vi sono arresti di adolescenti che partecipano a delle feste oppure quelli di più di 20 giovani il 13 di gennaio 2003 nell’ambito di una retata di due Internet-Cafè a Tehran.

- 36 persone sono state arrestate nel novembre del 2003 ad una festa privata nella città Karaj.
- Alireza Eshragi e Rahman Ahmadi, giornalisti del quotidiano Hayat-e-No, sono stati arrestati il 11.01. 2003.
- Rahim Chavel è scomparso senza lasciar traccia, come anche Khalil Blurian e Omar Ghamtareh di Mahabad.
- Shahpour Assbari, prigioniero politico, è scomparso da più di venti anni.
- Massoud Arabshahi (pittore), Mania Akbari (attrice), Mohammad Ebrahim Jafari (professore d’arte), Sharaf Jahan (direttrice della galleria d’arte) ed alcuni altri artisti che erano presenti nel vernissage una mostra nella galleria Negar, sono stati arbitrariamente arrestati nel dicembre 2002.
- Parviz Moradi, uno dei prigionieri politici nella città di Khorramabad, ha iniziato il 21.12.2002 uno sciopero della fame. È uno dei 160 arrestati che erano stati arrestati durante i conflitti in città. Non si sa nulla sul suo stato di salute e sulla prosecuzione dello sciopero della fame.
- Tre membri del partito Komala sono stati arrestati a Sanandaj.(14.02.2003)
- In seguito all’omicidio da parte della polizia di un ragazzo diciottenne a Bandar Khamir un gruppo di adolescenti protestò spontaneamente per strada. Durante queste manifestazioni i giovani furono uccisi dai poliziotti, 12 persone ferite e 200 persone arrestate.(17.02.2003)
- Asghar Mazaheri Kalahroudi, ufficiale pensionato di 67 anni, è stato deportato e detenuto in un posto sconosciuto. Kalahroudi uscì di casa a Tehran il 13.06.2003 e da allora non è stato più visto. Il 21.06.2003 la polizia perquisì la casa della famiglia e confiscò foto, documenti personali ed un computer. Lo stesso giorno fu comunicata alla famiglia di Kalahroudi che egli si trovava in detenzione.
- 42 persone legate alla Fronte Democratica si trovano in detenzione.(26.05.2003)
- Mohsen Sazgara, un giornalista di 48 anni e suo figlio, uno studente ventenne, sono stati arrestati e detenuti in un luogo sconosciuto. Mohsen e Vahid Sazegara sono stati arrestati il 15.06.2003 nella loro casa a Tehran. Nel 2002 la pubblicazione del suo quotidiano “Golestan - e - Iran” venne sospesa dopo di pochi numeri. Il giornalista fu arrestato nel febbraio 2003 per la pubblicazione di un articolo sul suo sito internet “All’ Iran” in cui chiedeva un cambio fondamentale della costituzione. Nel giugno 2003 gli furono proibite le interviste con la media estera.
- Qasem Sholeh Sadi, avvocato di 58 anni e professore di scienze politiche, è stato arrestato il 24.02.2003 alle cinque di mattina all’aeroporto internazionale di Tehran, perché aveva messo in dubbio con una lettera aperta diretta all’Ayatollah Khamenei la sua posizione di capo religioso, criticando le sue decisioni politiche.
- Behrouz Geranpayeh, Hossein Ghaziyan, Abbas Abdi e Mohsen Goudarzi sono stati arrestati in relazione in seguito ad un sondaggio sul rapporto fra l’Iran e gli Stati Uniti. Il risultato era che il 74 % degli intervistati approvavano un dialogo con gli Stati Uniti. L’istituto del sondaggio è stato chiuso per ordine degli uffici di giustizia. Behrouz Geranpayeh è stato arrestato il 17.10.2002, il Dr. Hossein Ghaziyan è stato arrestato il 31.10.2002 dai magistrati dopo una perquisizione del suo ufficio a Tehran. Per entrambi non è stata formulata un’accusa. Con un comunicato stampa il 10.11.2002, il delegato parlamentare Seyyed Ali Akbar Moussavi Khoieni ha affermato che Dr. Hossein Ghaziyan e Behrouz Geranpayeh siano al momento sotto pesanti interrogatori e in un carcere militare illegale. Si suppone che si tratta del carcere 66 a nord di Tehran che è sotto controllo dei Pasdaran. Abbas abdi è stato arrestato il 04.11.2002 dopo di una perquisizione della polizia nel suo appartamento a Tehran. Mohsen Goudarzi è stato arrestato il 30.10.2002. amnesty international teme che Dr. Houssein Ghaziyan, Behrouz Geranpayeh e Abbas Abdi corrano il rischio di essere maltrattati o torturati, perché sono trattenuti in un luogo sconosciuto.
- Mohammad e Simin Mohammadi, rispettivamente padre e sorella degli studenti Manuchehr e Akbar Mohammadi che sono incarcerati da luglio 1999 sono stati arrestati durante la visita al carcere. Il padre fu liberato dopo due giorni, la sorella è ancora imprigionata.(ISNA/12.07.2003)


Condanne

Said Masuri, prigioniero politico nella camera 209 del carcere di Evin, è stato
condannato a morte nell’ ottobre 2002. Si trova in isolamento. I suoi genitori si sono
lamentati con una lettera aperta, sulla situazione dei prigionieri politici e del figlio,
criticando la delegazione ONU: i delegati ONU non avevano infatti visitato, durante il
loro soggiorno nel marzo di quest’anno in Iran, i prigionieri politici e soprattutto i
prigionieri politici sconosciuti.
- Due prigionieri politici, Khaled Fereyduni e Omar Feghpour sono stati arrestati e condannati a morte nel marzo 2001.
- Mohammad Reza è stato condannato a morte per omicidio ed il suo complice Zeynab è stato condannato a 25 anni di detenzione.
- Hassan Mahmoudi è stato condannato a morte.
- La pena di Hojatoleslam Hassan Eshkevari, che nel 2000 era stato condannato a morte da un tribunale speciale, è stata attenuata nel maggio 2001 a due anni di detenzione e è stata modificata ulteriormente nel 2002 a sette anni.
- Osman Moradi è imprigionato nella città Sannandadj e rischia l’esecuzione capitale.
- Said Shah Ghalei, Valiollah Feyz Mandavi, Gholam Hossein Kalbi rischiano l’esecuzione capitale.
- Nader Sepahvand è stato condannato a morte a Khoramabad nel novembre 2002 per rapina a mano armata, così come suo fratello Nabiollah. Altri due fratelli sono similmente stati condannati a delle pene detentive e bando.
- Firouz, di 36 anni, e Gholam, di 32 anni, sono stati condannati nel novembre 2002 a tre anni di detenzione e 74 frustrate. Avevano rubato un sacco di riso di 14 chili in un negozio.
- Il detenuto Javar, di 32 anni, è stato condannato a morte nel carcere Qasr.
- Hossein A. è stato condannato a morte nel dicembre 2002 dal presidente giudice del dipartimento 1603, Mohammad Soltan Hemmat Yar.
- Quattro uomini sono stati condannati a morte nel dicembre 2002 a Borujerd per contrabbando.
- Due uomini giovani, Issa e Hammat, sono stati condannati nel dicembre 2002 a Tehran per omicidio a 148 frustrate e a morte.
- Mehdi Sanjari Baf, membro del Fronte Democratico d’Iran, è stato condannato nel dicembre 2002 a cinque anni di detenzione.
- Un uomo diciannovenne è stato condannato il 11.01.2003 a Tehran a morte, perché era stato sorpreso mentre consumava della bevande alcoliche.
- Un uomo, Jafar Bagheri, è stato condannato a morte per omicidio.(1.2.2003)
- Un giovane uomo, Davoud, è stato condannato a morte per omicidio.(3.2.2003)
- Hassan Ali Ghasian, presidente dell’istituto di statistica, è stato condannato a 9 anni di detenzione con l’accusa di “propaganda contro il regime” e “ vendita d’informazioni”. Abbas Abdi è stato condannato con le stessi accuse ad otto anni di detenzione.
- Un uomo di nome Alireza è stato condannato a morte per omicidio.(10.02.2003)
- Un giovane uomo chiamato Hadi è stato condannato a morte per omicidio.( 20.02.2003)
- Una donna, Mandana, è stata condannata a morte per l’omicidio di un uomo di 24 anni.(24.04.2003)
- Farad Hamidi, portavoce dell’Unione Nazionale Degli Studenti, ha menzionato in un'intervista i nomi degli studenti catturati a Karaj: Amir Saran, Assad Shaghaghi, Mohammad Tebbi, Sadr Nia, Abou Sadri, Said Shah Ghalei (egli è stato trasferito nel dicembre 2002 ad Ahwaz e con molta probabilità è stato giustiziato), Valiollah Feyz Mandavi Kani (anche egli è stato trasferito nel dicembre 2002 ad un altro carcere e mancano sue notizie) e Said Massouri (pena capitale).
- I Bahai sono perseguitati, detenuti e giustiziati dallo stato iraniano per la loro confessione. È questo il motivo della detenzione di Kholussi, Zabihi, Moghaddam, Kashefi.
- Mohammad Esmailzadeh, di 35 anni, è stato condannato a morte. Durante la cattura nell’agosto 1996 venne colpito da colpi d’arma da fuoco e torturato nonostante fu ferito alle gambe. A causa dell’infiammazione delle ferite gli furono amputate le gambe. Egli protestò contro la propria condanna davanti alla Commissione 90, ma non ottenne alcuna risposta.
- Il Dottor Seyyed Hashem Aghajari, 45enne e storico, pubblicista e professore di storia nell’università di Tehran, è stato catturato l’otto agosto del 2002, dopo di aver auspicato il 19 giugno 2002 nella città Hamadan in un suo discorso un rinnovamento religioso, secondo il quale i musulmani non dovrebbero seguire i loro leader religiosi ciecamente. Egli è stato condannato il sette novembre del 2002 in un processo a porte chiuse a 74 frustrate, otto anni di detenzione e alla pena capitale. La sentenza causò in Iran un’ondata di proteste studentesche. In seguito anche al dissenso internazionale sua condanna a morte è stata modificata in quattro anni di detenzione. La corte gli ha inoltre proibito per altri cinque anni qualsiasi attività accademica. Il capo supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei fu poi costretto di ordinare il ricorso del giudizio.
- Esmail Mohammadi, di 38 anni e proveniente dalla città di Bukan, arrestato nel settembre 2002, è stato condannato a morte dalla 1.dipartimento della Corte Rivoluzionaria.(comunicato del 12.7.2003 del partito Komala)
- Abbas Amir Entezam di 70 anni è in arresto da quasi 24 anni. Egli fu il primo portavoce del governo e dopo la rivoluzione fu condannato all’ergastolo nel giugno 1981 dalla corte rivoluzionaria. In seguito raccontò come fu picchiato e torturato, venendo messo in una bara e costretto ad assistere a delle esecuzioni e delle torture. Quando fu liberato nel 1989 grazie alle pressioni eseguite da delle organizzazioni per i diritti umani, richiese un pubblico processo e la sua riabilitazione. In vari interviste descrisse cosa gli successe durante 18 anni di prigionia, e questo gli costò una nuova incarcerazione. Con una lettera a Danièlle Mitterand chiede di fare pressione sul governo iraniano tramite il comitato dell’ONU per diritti umani per avere un processo giusto. Lo stato di salute d’Amir Entezam è critico.
- Akbar Khansalari, membro del Fronte Democratico dell’Iran è stato condannato da una corte rivoluzionaria a due anni di detenzione. Era stato arrestato durante le proteste studentesche a luglio da dei poliziotti in borghese.

Condanne d’adolescenti

Non esiste una protezione per le persone sotto 18 anni, a differenza di quanto espresso nel Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici e secondo la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, che sono stati entrambi ratificati dall’Iran. Noi ci riferiamo in questo nostro comunicato alle condanne sulla base delle notizie raccolte sui giornali iraniani.

- Il giornale “Etemad” riferisce che Milad, un adolescente di 17 anni, sia stato condannato a morte da una corte.
- Una ragazza e la sua cugina sono state condannate a 130 frustrate ciascuna.
- Altro ragazzo sedicenne è stato condannato a morte insieme a sua madre e un ragazzo di 17 anni è stato recentemente giustiziato.
- Un adolescente sedicenne è stato condannato a morte da una corte di Tehran, perché aveva ucciso una persona quando aveva 14 anni.
- Una ragazza sedicenne chiamata Raheleh ha ricevuto pubblicamente 80 frustrate nel dicembre 2002.
- Una ragazza di 13 anni chiamata Nassim è stata condannata dal tribunale per i minori 1158 a 100 frustrate per essere fuggita dalla casa paterna con il suo fidanzato.(quotidiano Yase no.2003)

Amputazioni e fustigazione

In Iran sono comuni secondo la legge islamica sentenze inumane come l’amputazione di arti, lo strappare gli occhi ed il gettare da uno scoglio il condannato:

- A detta del quotidiano Kayhan a due uomini, Abdol Ghader F. e Mohammad Reza E. sono state troncate le dita della mano destra il 08.01.2003 in un carcere della città Kerman. Essi avevano commesso un furto.
- Il 15.01.2003 è stata eseguita a due uomini di 21 e 25 anni, Mohsen Davoudi Farahani e Reza Bahadori, a Ghaem Shahar l’amputazione delle dita dopo di aver ricevuto 75 frustate come stabilito dalla sentenza.
- A detta del quotidiano “Entekhab” è stato eseguito l’amputazione di quattro dita della mano destra a Ghader e Mehdi il 14.01.2003.
- Farad Torkzaban è stato condannato per furto alla amputazione di quattro dita nella città di Karadj. La condanna è stata eseguita.
- Il 20.01.2003 sono state amputate ad un uomo quattro dita della mano destra per il furto di un animale.
- Ad un ladro sono state amputate quattro dita della mano destra. Altri tre uomini sono stati condannati a delle amputazioni di dita per furto.
- Quattro uomini giovani, Reza Nazaarit, Mohammad Safaavi, Mehdi Boyeri e Hossein Amiri sono stati condannati dalla Corte Rivoluzionaria nella città di Shiraz alla amputazione a croce per una insurrezione armata contro il governo islamico e furto. Secondo le informazioni ricevute verranno amputati la mano destra e il piede sinistro.
- Nella città di Bandar Abbas 14 persone sono state ciascuna condannate a 74 frustate, tre mesi di detenzione e una multa per aver disturbato l’ordine pubblico, per volgarità, rissa ed il possesso di musicassette.
- Gohar Kheirandisch, una attrice, è stata condannata a 74 frustrate per aver baciato un attore durante il conferimento di un premio a questo stesso.

5. Tortura

La tortura è una componente fondamentale nella costituzione iraniana e nel diritto penale. Nella repubblica islamica d’Iran vengono ancora oggi estorte confessioni sotto tortura, che vengono poi usate come prove contro gli arrestati. Inoltre il codice penale iraniano legittima qualsiasi forma di tortura dall’abbagliare degli occhi alla amputazioni di parti del corpo.

- Fra i prigionieri politici torturati sono gli attivisti politici Akbar Pour-Heidari, Mohsen Aliwandi, Parviz Mohebi nella città Tabriz e Farzadi Hamidi a Tehran.
- Mohammad Ali Abrawan, uno degli arrestati dopo la manifestazione di protesta nella città Kenarak, è stato ucciso in carcere dopo due mesi di tortura nel novembre 2002 tramite una iniezione letale.
- Mohsen Rostami Nasrabadi, simpatizzante dei Mujaheddin del Popolo è stato torturato dai magistrati di sicurezza dopo il suo rapimento nel novembre 2002, in maniera così grave di farlo perire poco dopo.
- Un membro del Partito Democratico del Kurdistan d’Iran, Habibollah Tanhaian, di 41 anni, è stato torturato a morte in carcere. Era stato condannato a morte il 12.12.2002 per la collaborazione con la DKPI. Una settimana dopo la amministrazione prigioniera ha restituito le sue spoglie ai parenti. Il suo cadavere era straziato da cicatrici e altri segni della tortura.
- Un uomo, la cui identità è sconosciuta, è stato torturato a morte da dei magistrati giudiziari nella provincia di Khorassan nel dicembre 2002.
- Mohsen Rostami Nosratabadi, di 32 anni e simpatizzante dei Mujaheddin del Popolo, è stato sequestrato e torturato a morte da quattro agenti dei servizi segreti.
- Mohammad Malati, il primo rettore universitario di Tehran dopo la rivoluzione, ha raccontato in una lettera aperta al presidente della corte di giustizia le torture vissute nel periodo 1982 - 1988 in carcere e le sue esperienze durante le esecuzioni di massa del 1988 nel carcere Evin.(09.02.2003)
- La giornalista iraniana-canadese Zahra Kazemi è stata arrestata il 23.06.2003, mentre scattava delle foto davanti al carcere Evin, ai parenti di attivisti detenuti che avevano organizzato delle proteste studentesche. Durante la detenzione è stata interrogata per 77 ore membri della polizia, della procura della repubblica e dai servizi segreti. È morta il 11.07.2003 in un’ ospedale di Tehran in seguito alla frattura di vari coste e cinque craniche. Inoltre era stata violentata da tre degli agenti che l’interrogarono. Canada ritiro in seguito il proprio ambasciatore dal Iran. Zahra Kazemi è stata seppellita in Iran grazie alla ricettazione di sua madre e nonostante le proteste del figlio e delle organizzazioni internazionali che richiedevano maggiori chiarimenti sui motivi della morte. Il 13.07.2003 il cadavere di Kazemi è stato seppellito secondo fonti. Suo figlio, Stephen Hachemi, lo ha confermato e ha richiesto alle autorità iraniani di riesumare il cadavere della madre e di mandarlo per delle investigazioni in Canada. Il ministero della salute Massud Peseschkian ha confermato una emorragia come causa della morte. Le autorità iraniani avevano inizialmente dichiarato che la fotografa era morta a causa di un colpo apoplettico e che era stata precedentemente portata in un ospedale di Tehran dopo di essersi sentita male durante le interrogazioni da parte di membri dei servizi segreti.
- In una lettera aperta al presidente della giustizia Ayatollah Shahroudi, il signore Sahabi ha raccontato delle torture e dei maltrattamenti vissuto per estorcergli delle “confessioni”.(02.02.2003)

8. Rappressaglie contro gli studenti

Molti degli studenti arrestati sono stati trasferiti in località sconosciute. Corrono il rischio d’essere giustiziati. Secondo la pagina web dell’università Amir Kabir l’esecuzione capitale di Farab Salimi, che era stato arrestato il 09.07.2002, è stata comunicata alla sua famiglia.

Novembre 2002:

- Due studenti, Hojatoleslam Rahimi e Parviz Tarkashvand sono stati arrestati
nella città Malayer per offesa al credo islamico e agli eruditi islamici.
- Gli studenti Mehdi Fakhrzadeh, Arman Rezapour e Javad Rahimpour, che erano stati liberati dopo il deposito di una cauzione, sono stati nuovamente chiamati a giudizio.
- Farad Kuhandani, uno degli attivisti del Fronte Unito degli Studenti è stato condannato a sei anni di carcere, una multa di 1,5 milioni di Toman (equivale ca. a 3.750,00 Euro) e 30 frustrate.
- Amirabbas Fakhravar, membro del Fronte Unito degli Studenti è stato condannato dalla corte rivoluzionaria di Tehran per “l’attività contro la sicurezza del paese”e “offesa al capo di stato” ad otto anni di carcere. Ha iniziato il10.06.2003 nel carcere di Ghasr (Tehran) uno sciopero della fame per denunciare la mancanza di sicurezza per su corpo e sua vita.

Dicembre 2002:

- Due librerie, “Negah” e “Sepehr” sono state chiuse dalle autorità di sicurezza, perché avevano concesso del rifugio durante il giorno dello studente a degli studenti ricercati dalla polizia. Il giornale studentesco “Insurrezione” è stato proibito secondo l’ordine dei responsabili dell’università tecnica di Tehran.
- Akbar Atri, Said Razrvifaghih, Abdollah Momeni e Mehdi Aminzadeh, i membri principali dell’Ufficio per il Consolidamento dell’Unità sono stati interrogati dalla corte rivoluzionaria.
- Degli agenti in borghese hanno impedito una manifestazione di studenti dell’università Alame Tabatabaei. Negli scontri 50 studenti sono stati feriti.
- La manifestazione dell’università di Kerman per il giorno dello studente è stata impedita con un attacco delle forze di sicurezze in cui gli studenti sono stati picchiati. In seguito sono stati forniti i nomi dei feriti e degli arresti:
- 1- Reza Delae, 2- Hossein Khodayari, 3- Hojjat Farooghi, 4- Said Ardeshiri, 5- Mehdi Rahmanian, 6- Masoud Yazdani, 7- Amir Hamzee, 8- Elham Nassouti, 9- Elaheh Rezaei, 10- Mandana Ghorbani, 11- Hojjati, 12- Fetros, 13- Shadvaran.
- Cinque membri dell’Ufficio per il Consolidamento dell’Unità - Mojtaba Tardast, Arash Pahlavan Nassir, Hadi Kahalzadeh, Alireza Mahmoudian, Fatemeh Bolbolpour - sono stati interrogati dal servizio d’informazione.

I nomi degli 60 studenti arrestati dal 22.11.2002 al 07.12.2002, giorno dello studente:

- 1- Ali Farrokhi, membro del consiglio centrale dell’associazione islamica dell’università Amiskabir, 2- Morteza Zavvarzadegan, membro del consiglio generale dell’Ufficio per Consolidamento dell’Unità, 3- Peyman Aref, studente di giurisprudenza dell’università di Tehran, 4- Farid Moradi, membro del consiglio generale dell'associazione studentesca Daftar-e Tahkim-e Wahdat, 5- Said Moradi, membro dell’associazione islamica degli studenti della facoltà di medicina dell’università di Tehran, 6- Behnam Amini, membro consiglio centrale dell’associazione islamica degli studenti della facoltà di sociologia di Tehran e redattore del giornale studentesco “Falagh Sabz”, 7- Farbod Tirgar Nejad, membro dell’associazione islamica dell’università Amir Kabir, 8- Mehdi Pourrahim, studente della università dell'università di Tehran di scienze tecniche, 9- Khabir Dadbin, membro dell’associazione islamica degli studenti della facoltà di medicina di Tehran 10- Soheil Nadjafi, studente della facoltà di medicina dell’università di Tehran, 11- Sorush Azizi, membro dell’associazione islamica degli studenti dell'università tecnica, 12- Farid Salatati, studente dell’università di Isfahan, 13- Jalal Shahedi, studente dell’università di Isfahan e giornalista del giornale studentesco “Maarefat”, 14- Rokni Taherian, studente dell’università libera della città di Semnan, 15- Arash Keykhossravi, membro del partito “Pan Iranist”, 16- Hassan Javaherian, 17- Mehdi Allahyari, 18- Ehsan Mohammadi, 19- Ali Sayyad, 20- Roya Kaghazi, 31- sara Eghbali, 32- Nassrin Barghi, 33- Nasanin Hejazi, 34- Shohre Sanaei, 35- Nassrin Najmi, 36- Azam Bahrami, 37- Roya Hassanizad, 38- Sussan Khodaparast, 39- Diba Naderi, 40- Kiafar Jahan, 41- Mehdi Nakhl Armadi, 42- Mohammad Ali Hajari, 43- Amin Soroush, 44- Abolfazl Hosseinzadeh, 45- Massoud Aidizad, 46- Siamak Bakhshi, 47- Reza Naderi, 48- Moslem Foilzadeh, 49- Massoud Shafiei, 50- Alireza Rouygar, 51- Ghassem Moghaddam, 52- Ali Porhamde, 53- Hassan Lengeh, 54- Siruss Ashkani, 55- Morteza Talabzad, 56- Yunes Akriali, 57- Said Soltan, 58- Pour Mosalman, 59- Abbassi, studente dell’università islamica Azad, Tehran, 60- Rassoul Mohammadpour, studente di geografia dell’università di Tehran (non si hanno più sue notizie).

- I seguenti studenti sono stati chiamati a presentarsi ad un interrogatorio in Corte Rivoluzionaria: Hassan Zarezadeh, Parviz Safari, Mohammad Massoud Salatati, Javad Emami, Kianooah Sanjari, Kourosh Sehati, Hassan Ghadimi, Said Kashisoo, Mohammad Shushtari, Matin.

Gennaio 2003:

- Il giornale studentesco “Mehrab” dell’università libera islamica è stato chiuso per ordine del preside della facoltà.
- I membri della associazione studentesca islamica Hossien Khodayari, Reza Milan ed Ardeshiri sono stati interrogati e i gli trasmessi al ministero di giustizia.
- L’ingegnere Javad Tavvaf, autore della pagina web “Ranginkaman” ed un ex membro dell’associazione islamica dell’università Amir Kabir di Tehran sono stati arrestati dal tribunale militare.
- Ataollah Moradi, studente di giurisprudenza ed un attivista politico sono stati minacciati da agenti dei servizi segreti.
- Iraj Ershafkhah, l’ex preside dell’associazione islamica dell’università della città Orumieh è stato ordinato dalla Corte Rivoluzionaria.
- Secondo un testimone oculare due studenti della facoltà di medicina della città di Tabriz sono stati arrestati.
- Il servizio segreto del politecnico di Tehran ha provato ad impedire il rapporto sul sit-in organizzato dagli studenti, come protesta contro la mancata iscrizione di 300 altri studenti.

Febbraio 2003:

- Dr. Keyvan Anssari, sostituto del preside dell’associazione studentesca dell’università Amir Kabir di Tehran è stato condannato ad una multa, per detenzione e frustrate per “la diffusione di bugie”.
- Ruzbeh Shafiei, Mohammadreza Shirband e Morteza Naghipour, studenti dell’università Khaje Nassiraldin Tussi, sono stati chiamati in appello dalla Corte Rivoluzionaria.. Sono rimproverati di blasfemia, offesa ai rappresentanti dello stato e minaccia alla sicurezza interna.
- I membri dell’associazione studentesca islamica Youssef Samiei, Majid Hajbabaei, Javad Rezaei, Fatemeh Bolbolpour e due altri studenti sono stati chiamati in appello dall’organo di controllo dell’università di Tehran. Qualche tempo fa era stato chiesto di farli smettere di lavorare nell’associazione studentesca per evitare, nell’loro interesse, questi “problemi”. Alcuni di loro sono stati interrogati varie volte nei mesi scorsi dal ministero dell’informazione.
- Mehdi Safari, Farad Khodaei, Mohsen Ezzati e Mehdi Valipour, membro dell'associazione studentesca dell’università libera della città Tabriz sono stati esclusi dallo studio per un semestre dall’organo di controllo dell’università a causa di disturbo dell’ordine universitario e partecipazione alla protesta del 09.07.2002.
- Iraj Ershadkhah, che era stato chiamati in appello dalla corte rivoluzionaria il 29.12.2002, è stato arrestato. Lui è rimproverato di blasfemia, offesa alle statiste e al ministero della giustizia Ayatollah Sahroudi, al sostituto capo religioso dell’università nella città Orumieh, Ayatollah Ghorayshi, per aver messo in dubbio la guerra Iran - Iraq e per delle attività contro il sistema.
- Mehdi Hosseini e Reza Tabatabsei, membri dell’associazione studentesca dell’ università libera della città Ahwaz sono stati arrestati dall’organo di controllo dell’università per “la diffusione di parole d’ordine contro la guida statale e il sistema” e per “la partecipazione alle proteste studentesche dell’ottobre 2002”.
- Hashem Zandi, Rollhollah Malakpour, Wahid Mohammadi Tatar, Ardavan Gharaati e Mohsen Yousefi, membri dell’associazione studentesca islamica dell’università della città Yasouj sono stati citati in giudizio. Sono rimproverati di propaganda contro il sistema, offesa al capo e ai membri del governo, offesa all’Islam e di partecipazione a delle proteste studentesche dell’ottobre 2002. Nel marzo 2003 Wahid Mohammadi Tabar è stato condannato a quattro mesi di carcere per “propaganda contro il sistema” e a sei mesi per offesa al capo di governo. Ruhollah Malakpour è stato condannato a quattro mesi di carcere per “propaganda contro il sistema”, tre mesi ed un giorno per “offesa al capo di governo” e una multa. Mohsen Youssefi è stato condannato a quattro mesi di detenzione per “propaganda contro il sistema”, Ardavan Gharaati è stato condannato ad una multa elevata.
- Amin Mohammadzadeh, membro del consiglio centrale dell’associazione studentesca islamica dell’università Ferrosi della città Mashhad è stato arrestato dalle autorità della pubblica sicurezza per la distribuzione di volantini durante la manifestazione statale per l’anniversario della rivoluzione.


Marzo 2003:

- Asghar Mohammad Zadeh e Kazem Barabadi, editore del giornale studentesco “Faryade Khak” e membro dell’associazione studentesca dell’università di Sabsewar sono stati arrestati. Il 29.07.2003 Asghar Mohammad Zadeh è stato condannato ad un anno di detenzione e ad un anno di sospensione condizionale. Kazem Barabadi è stato condannato a sei mesi di detenzione e sei mesi di sospensione condizionale. Entrambi sono stati liberati tramite cauzione.
- Dopo le proteste studentesche di novembre e dicembre 2002 una quantità alta di studenti è stata condannata dall’organo di controllo delle università alla esclusione temporanea o completa dallo studio, esilio, fustigazioni e multa: Jaber Nakhaei, Majid Moghdari Amiri, Ehsan matlabi, Ami Raei Far, Amin Mohammadzadeh (università Ferrosi), Yahya Safi Arian, Alireza Khoshbakht, Zahra Tohidi, Majid Afrand (università Bu Ali Sina), Ahmad Alipour, preside dell’associazione studentesca dell’università della città Zabol, Mehdi Mahmoudi (università di Zahedan), Vida Majd (politecnico Sahand di Tehran), Hojatollah Soltani Far (università Chamran di Ahwaz), Arash Haghani e Mehran (università di Orumieh), Farad Dehghan e il sig. Karimi (università di Shiraz), Hamdam Taghavi e Ruzbeh Shafiei (università di Khaje Nassir), Said Habibi (università di Alameh Tabatabaei), Shirin Malak Hooseini, Seyad Mehdi Jalali ed Alireza Fatavat (università di Araq).
- Il delegato Ali Akbar Moussavi Khoeini ha spiegato che Fereshteh Alizadeh, studentessa dell'università Alzahra, sia stata rapita durante la repressione di una manifestazione studentesca il 09.07.1999 dalle autorità di sicurezza.
- Il giornalista della agenzia d’informazioni studentesca (ISNA) e lo studente della facoltà di scienze agrarie, Mohammad Hadi Shojaei, sono stati picchiati all’uscita dell’università da persone mascherate.

Aprile 2003:

- Ruzbeh Shafiei, Ali Ramati Nejad, Morteza Taghipour, Mohammad Shirvand, membri dell’associazione studentesca, ed editore del giornale studentesco proibito “Farad” dell'università Khaje Nassir sono stati di nuovo citati in giudizio. Erano stati detenuti nel luglio 2001 per due mesi nella cella 209 del carcere Evin.
- Seyed Bagher Oskouei, Farad Badri, Rouhollah Eslami, Farhang Omri, Said Mohammadi, Amir Tafreshi e Mehdi Imani, studenti del politecnico di Tehran, sono stati ammoniti dall’organo di controllo. È da menzionare che l'organo di controllo sia un’organizzazione subordinata della Corte Rivoluzionaria delle università.
- Emad Bahavar e Navid Gholami, membri dell'associazione studentesca dell'università di Yazd, sono stati arrestati dalla corte rivoluzionaria. Anche tre altri studenti, Behrouz Khaleghi, Alireza Farrokhnia ed Azade Sia, sono stati citati in giudizio. L’attore è il sostituto della leadership religiosa e del gruppo studentesco Bassijs.
- Korosh Sehati, attivista del Fronte Democratico è stato condannato a sei anni di detenzione. Mehdi Sanjari, studente ventenne e membro del Fronte Democratico era stato condannato ad un anno di detenzione ed è stato spostato al carcere Evin.
- Lo studente Behnam Akashe, è stato escluso dallo studio per un semestre ed è stato bandito a Bushehr.
- Nbima Nadim e Hassan Nassiri, studenti dell’università Chamran nella città di Ahwaz, e membri dell’associazione studentesca islamica sono stati condannati dal giudice Almanssi dalla Corte Rivoluzionaria ad un anno di carcere ciascuno. Sono accusati di aver stilato la dichiarazione del 17.11.2002 come protesta contro la sentenza capitale di Aghajari. Sono stati condannati con degli occhi bendati in un processo di cinque minuti.

Maggio 2003:

- Sr. Keywan Anssari, sostituto del preside dell'associazione studentesca islamica dell'università Amir Kabir, è stato condannato a una multa.
- Ata Moradi, studente di giurisprudenza dell'università di Tehran, giornalista e con fondatore della Unione Nazionale degli Studenti e degli Assolventi è chiamato in appello.
- Mehdi Bani Amerian, membro del Fronte Unito Studentesco e giornalista del quotidiano proibito ”Gozaresh e Rooz” è stato condannato dal dipartimento 26 della corte rivoluzionaria ad un anno di detenzione ed è stato spostato in cella tre del carcere Evin.

Giugno 2003:

- In circa 600 funzionari dei servizi segreti civili hanno attaccato la casa dello studente dell'università Alame Rabatabaei di Tehran con dei coltelli alle due di mattina. Hanno forzato le porte della casa, picchiato gli studenti e buttati giù dai piani superiori. Più di 70 studenti sono stati feriti e sono dovuti andare in ospedale. Alcuni studenti sono scomparsi.(16.06.2003) Il procuratore generale, il giudice Mortasavi, che è accusato di aver occultato l’atto sulla giornalista e fotografa iraniana-canadese Zahra Kazemi, ha chiamato gli studenti arrestati pregiudicata “feccia” e “volgo”.
- Mohammad Sadegh Esfandiari, Nawid Hashemi, Ahmad Meshkati, Mehdi Shirzad, Amin Bozorgian, Maysam Joulaei e Mohammadreza Jaleipour, studenti dell'università di Tehran, sono stati rapiti dai funzionari dei servizi segreti.(pagina web Amir Kabir/15.06.2003)
- Ali Asghar Khodayari, assistente studentesco dell’università di Tehran, ha spiegato che lo studente di sociologia Hossein Nemati era stato ferito dai funzionari dei servizi segreti; inoltre, Ruhollah Badri, studente della facoltà di storia, è stato rapito da funzionari dei servizi segreti in borghese di fronte ad un ospedale.(13.06.2003)
- Funzionari di sicurezza in borghese hanno attaccato la casa dello studente Chamran dell’università di Tehran: sono stati picchiati e feriti gli studenti e hanno rotto tutte le porte e finestre della casa.
- Said Ardeshiri, Reza Milan e Hossein Khodayari, membri dell’associazione studentesca islamica dell’università di Kerman sono stati chiamati in appello sotto il rimprovero “diffusione di bugie per il disturbo della opinione pubblica”, “offese nei confronti di importanti poteri pubblici statali e della leadership”.
- Mehrdad Lohrasbi, attivista del movimento studentesco, imprigionato dal 09.07.1999 e condannato a 15 anni di carcere, ha deciso lo sciopero della fame il 10.06.2003 nella stanza tre del carcere Evin per la libertà di tutti prigionieri politici e il loro trattamento leale.
- 3 studenti dell’università Amir Kabir di Tehran, Hassan Takami, Hassan Tufan e Mohammad Sadeghi, sono stati rapiti il 13.06.2003 nella casa dello studente. Si è perso ogni traccia di loro (ILNA/16.06.2003).
- Ruzbeh Shafiei e Mohammad Farghdani, membri dell’associazione studentesca islamica della università Amir Kabir, sono stati arrestati dalle istituzioni della corte rivoluzionaria e detenuti in un posto sconosciuto.
- Alireza Khoshbakht, Mohsen Khosravi e Yahya Safi Arian, membri dell’associazione studentesca islamica dell’università Bu Ali Sina della città di Hamedan, sono stati picchiati da due funzionari di sicurezza dopo alcune proteste studentesche, mentre rincasavano.(pagina web Amir Kabir/17.06.2003).
- Ali Sadeghi, preside dell’associazione studentesca islamica dell’università Kjhaje-Nassir-Tussi, è stato picchiato da un funzionario della sicurezza pubblica dell’università con un estintore ferendolo gravemente ad un occhio.(pagina Amir Kabir/17.06.2003).
- Abolfazl Fateh, preside dell’agenzia studentesca ISNA, ed un paio di altri giornalisti e fotografi sono stati picchiati da alcuni funzionari dei servizi segreti in borghese in una casa dello studente.(16.06.2003).
- Mehdi Aminzade, membro del consiglio generale dell’Ufficio per il Consolidamento dell’Unità è stato rapito dai servizi segreti, mentre rincasava. Sua moglie è stata narcotizzata con una pistola a gas.(Amir Kabir/19.06.2003).
- A detta di Ali Askhar Khodayari, assistente studentesco dell’università di Tehran, 32 studenti sono stati arrestati da dai servizi segret.(19.06.2003).
- amnesty international teme per la sicurezza di Manuchehr Mohammadi, che è stato maltrattato da alcuni membri dei Pasdaran. L’attuale luogo di detenzione è sconosciuto, dopo il trasferimento verso il 17.06.2003 dal terzo dipartimento del carcere Evin di Tehran. Il motivo per il maltrattamento da parte dei Pasdaran era probabilmente l’aver rilasciato alcune interviste che Manuchehr Mohammadi di durante sua uscita libera dal 11.06.2003-17.06.2003. Nelle interviste ha dichiarato che il popolo del Iran, e soprattutto gli adolescenti, dovrebbero lottare per la libertà e democrazia senza spargimento di sangue.(ai-Urgent Action del 20.06.2003).
- Seyed Mohammad Bagher Zakaei, il preside dell’associazione studentesca islamica del Politecnico di Tehran, è stato arrestato dalla Corte Rivoluzionaria.(21.06.2003)
- Mojtaba Najafi, preside dell’associazione studentesca islamica dell'università Alame-Tabatabaei di Tehran, è stato arrestato da funzionari dei servizi segreti.(21.06.2003)
- Kouroah Sehati, membro del consiglio generale del Fronte Unito Studentesco, è stato condannato a sei anni di carcere dopo una domanda di ricorso, dal dipartimento 21 della corte rivoluzionaria. Lui era stato arrestato ad aprile 2003 dai servizi segreti.(29.05.2003)
- I funzionari di sicurezza della città di Yazd hanno disperso con delle pistole a gas e dei fumogeni. Il sit-in degli studenti e i suoi sostenitori era contro le repressioni studentesche. 16 persone sono stati arrestati e maltrattati in carcere. Il destino di 24 studenti arrestati nell’ultimo tempo è sconosciuto.(Amir Kabir/22.06.2003)
- Mostafa Khosravi e Ruhollah Rohani, studenti del Politecnico di Tehran, sono stati citati in giudizio (Amir Kabir/22.06.2003)
- Babak Esmaili, Omid Najafi e Mohammadreza Moravvej, studenti
dell’ università Orumieh, non sono stati più visti dopo una riunione, la sera del 20.06.2003.(ILNA/22.06.2003)
- Parisa Nosratabadi, studentessa di giurisprudenza dell'università di Tehran e direttrice del giornale studentesco “Javan” è stata rapita dai servizi segreti e portata in luogo sconosciuto.
- Farad Hamidi, portavoce del Fronte Democratico è stato spostato nella stanza uno del carcere Ghasr, che è riservato per i condannati a morte.
L’organo di controllo delle associazioni studentesche ha dichiarato che tutte le attività delle associazioni studentesche dell’università sono illegali e proibite (pagina web Amir Kabir/13.06.2003). In conseguenza alla manifestazione degli studenti, la città Orumieh fu circondata e gli studenti portati in luogo sconosciuto.(Amir-Kabir/22.06.2003) Secondo Hojateleslam Mohammad Jalilzadeh, giudice rivoluzionario della città di Orumieh, 18 studenti verranno condannati fra poco. Loro sono stati accusati di disturbo di istituzioni pubbliche, disturbo della quiete pubblica, inoltre per essersi messi in contatto ed aver fornito dei reportage ad alcune stazioni radio straniere, molti illegali, ”minaccia della pubblica sicurezza” e “adunata”.(ISNA/06.07.2003)
- Hojjat Bakhtiari è stato spostato nella cella di insolazione del carcere Ghasr dopo di 12 giorni di sciopero della fame e tortura. Suo stato di salute è sconosciuto.(pagina web Peyke Iran/24.07.2003)
- Secondo fonti pubbliche iraniane 250 studenti sono stati arrestati il 09.07.2003 durante le proteste studentesche.
- Sei funzionari dei servizi segreti hanno arrestato Said Razavi e Mehdi Habibi, presidenti dell'associazione studentesca del Politecnico di Tehran.(11.07.2003)
- Il nome di Mehdi Aminzadeh è stato registrato solo dopo di un mese il 12.07.2003 nella lista degli arrestati del carcere Evin.
- Amin Bozorgia, studente dell’università di Tehran e capo redattore del giornale studentesco proibito “Golestan e Iran” è stato deportato il 16.06.2003 da sconosciuti ed è stato portato a un posto sconosciuto.
- Sadegh Esfandiari, studente dell’università di Tehran e abitante della casa dello studente dell’università è stato prima picchiato e poi arrestato.
- Dopo una conferenza di stampa il 09.07.2003 tre portatrici studenteschi, Reza Ameri Nasab, Arash Haschemi ed Ali Moqtaderi (liberato lo stesso giorno) sono stati rapiti. Loro avevano confermato la autenticità della lettera diretta al preside dell’ONU Kofi Annan (vedi http://www.memri.de), anche se erano stati messi sotto pressione di smentirlo.
- Ai parenti di Farid Ghahremani, Parviz Ghahremani e Gheyssar Barani, tre intellettuali arrestati a giugno, è stato comunicato che quei tre fra poco andranno all’inferno. Prigionieri che la pensano in modo diverso sono stati costretti sotto minaccia di torture a partecipare ad alcune trasmissioni televisive dove avevano l’obbligo di rinnegare le loro opinioni politiche.
- Il 23.06.2003 i parenti di sette arrestati hanno fatto un sit-in davanti al parlamento islamico a Tehran per protestare contro l’arresto dei loro parenti e figli:
- Mehdi Shirazi, studente della facoltà di scienze sociale della università di Tehran, è stato arrestato il 19.06.2003 nella strada Janzaban.
- Amin Bozorgian, arrestata il 16.06.2002 nella facoltà sì “scienze sociali” della università di Tehran.
- Said Ghassem Nejad, studente dell’università di Tehran è stato arrestato il 16.06.2003 e portato a un luogo sconosciuto.
- Meysam Jolaei, studente della facoltà sì scienze sociali, è stata arrestata il 16.06.2003 davanti all’università.
- Seyed Mohammad Hassan Ajdadi, studente dell’università tecnica di Tehran è stato arrestato il 16.06.2003 davanti all’università.
- Amir Rayat Nazari, studente dell’università tecnica di Tehran, è stato arrestato il 18.06.2003 davanti all’università.
- Amir Hossein Etemadi, studente dell’università tecnica di Tehran, è stato arrestato il 16.06.2003 davanti all’università.
- Ancora centinai di studenti si trovano arrestati in carcere dopo le proteste studentesche del luglio 1999, molti di loro condannati a delle sentenze fra due e dieci anni. Fra di loro si trova Ali Afshari, i fratelli Akbar, Manutschehr Mohammadi, Ahmad Batebi, Abbas Deldar, Javad Tehrani e Mehrdad Lohrasbi.
- amnesty international è severamente preoccupata per la sicurezza di Abdollah Momeni, Mehdi Shirzad, Said Noruzi Azghandi, Khaled Bayazidi, Hnif Nabavi, e per lo meno 55 altri studenti dell’università di Tehran che dopo alcune manifestazioni sono stati arrestati nella capitale. Sono tutti sotto i pericolo di essere maltrattati o torturati per strappare delle confessioni da loro.(ai-Urgent Action UA-Nr: UA-187/2003 AI-Index: MDE 13/016/2003 data: 26.06.2003)
- A detta di Abdol Nabi Ayatollah Namnazi, uno dei sei giudici del massacro ai prigionieri politici dell’estate 1988, e l’avvocatura generale del paese, nel mese di luglio 2003 sono state arrestate 4000 persone durante le proteste studentesche: 800 di loro sono ancora detenute nel carcere Evin.(ILNA/27.06.2003)
- Su ordine del ministero di informazione tutti giornalisti attivi sono stati ammoniti, né di scrivere sulle proteste studentesche, né concedere delle interviste a dei canali televisive e di radio stranieri.(08.07.2003)
- Dopo la sua liberazione, uno studente ha dichiarato che lui e gli altri arrestati hanno subito torture sia fisiche sia psicologiche. I nomi d

versione stampabile | invia ad un amico | aggiungi un commento | apri un dibattito sul forum
©opyright :: Independent Media Center
Tutti i materiali presenti sul sito sono distribuiti sotto Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0.
All content is under Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 .
.: Disclaimer :.

Questo sito gira su SF-Active 0.9