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ANCORA PROVOCAZIONI!
by csa vittoria Sunday, Mar. 06, 2005 at 3:17 AM mail: vittoria@ecn.org

Dopo l’arresto di un nostro compagno e l’attacco squadrista che giovedì notte ha devastato il Centro Sociale Vittoria, oggi, in occasione della giornata di mobilitazione in risposta alla repressione e al fascismo, le compagne e i compagni in corteo per le vie del quartiere subiscono anche le provocazioni poliziesche.

CRONACA DI UNA PROVOCAZIONE

La campagna politica di denuncia contro il candidato di AN Lino Guaglianone, ex terrorista dei NAR, e contro la repressione, nonostante le intimidazioni non si è fermata.
All’attacco squadrista che giovedì notte ha devastato il Centro Sociale Vittoria abbiamo risposto con una giornata di mobilitazione.
La mattina, in occasione del processo per direttissima contro Dani, si è tenuto un presidio davanti al Tribunale di Milano che ha visto la partecipazione di numerosi compagni e realtà che hanno portato la solidarietà al centro e a sostegno del compagno arrestato e condannato ad otto mesi con la sospensione condizionale della pena.
Nel pomeriggio si è tenuto un corteo per le strade del quartiere che ha visto la partecipazione di varie realtà e di delegazioni da Brescia, Vercelli e Lodi e che ha poi raccolto i militanti di un circolo antifascista e della locale sezione di Rifondazione comunista, che stavano tenendo un presidio di solidarietà al nostro centro davanti all’Ipercoop di Viale Umbria.
Quest’iniziativa continuava il percorso di denuncia contro l’ex-tesoriere dei NAR Pasquale Guaglianone con l’affissione di manifesti su tutti i muri ed i cartelloni elettorali.
Arrivati in P.zza Salgari ci è stato intimato di sospendere l’attacchinaggio!
Al nostro ovvio rifiuto è scesa la truppa da 3 blindati e da un paio di gipponi ed è iniziato un fronteggiamento con urla, spintoni, manganelli agitati in aria davanti agli sguardi attoniti della gente del quartiere.
Denunciamo con forza questa provocazione e, nel contempo, questo particolare clima di criminalizzazione delle realtà dell’autorganizzazione sociale a cui, nonostante l’ennesima distruzione di un centro sociale, viene negata l’agibilità politica.
La situazione dopo l’arrivo a Milano dei dirigenti dell’Ucigos e dell’antiterrorismo è sicuramente peggiorata.
Il messaggio chiaro che oggi ci hanno dato è semplice: niente e nessuno può disturbare con contenuti e pratiche conflittuali il teatrino della politica istituzionale.
Il lancio della campagna di denuncia contro il preoccupante riapparire di tanti, troppi protagonisti dello stragismo anni ’70 all’interno delle file di AN è rimasto senza alcuna giustificazione pubblica da parte di questo partito.
L’unica risposta è stata data con la devastazione del nostro centro.
Crediamo che quest’attacco rappresenti un pericoloso innalzamento del livello di provocazione, soprattutto se supportato in maniera così eclatante dagli apparati repressivi dello stato in un clima di tipo cileno come quello che abbiamo subito oggi pomeriggio.

Abbiamo di fronte un quadro politico in cui la destra al governo ed il centrosinistra si candidano a gestire, con processi più o meno liberisti, questa trasformazione del mercato del lavoro e a portare fino in fondo il processo di distruzione sistematica di diritti e garanzie sociali a vantaggio dell’accumulazione di profitti per pochi.
Un processo di precarizzazione che parte dal lavoro per scandire ogni momento della vita di milioni di lavoratori, precari, studenti, pensionati e immigrati.
La destra economica e politica in anni di strappi sempre più forti è riuscita a far sedimentare un blocco sociale sempre più connotato in senso anticomunista, antiegualitario e profondamente autoritario nelle sue definizioni istituzionali (controllo magistratura, media, ecc…).
Si sta ridefinendo un modello di società fondato su relazioni sociali basate sull’autoritarismo e su una forma di governo sempre più simile ad uno stato di polizia, che alterna forme avanzate di controllo sociale a livelli repressivi sempre più accentuati.
Gli attacchi sempre più pesanti che in questo momento tutte le realtà dell’autorganizzazione sociale e sindacale stanno subendo dimostrano l’assoluta necessità di una forte risposta collettiva, nel senso di un rilancio di una pratica di massa che sappia ricomporre sul terreno della lotta per i diritti i diversi settori di classe.

La devastazione del nostro centro e la provocazione degli squadristi in divisa non fanno altro che confermare la nostra convinzione di aver rovistato in una fogna che qualcuno voleva tenere nascosta.
Ma queste intimidazioni non ci fermeranno, non ridurranno al silenzio le nostre voci, non ci rinchiuderanno nel ghetto delle compatibilità con l’organizzazione capitalistica del lavoro.
L’aggravarsi del clima politico in senso repressivo rafforza la nostra consapevolezza che l’unica risposta possibile a questa destra sempre più pericolosa non è e non può essere una scheda in un’urna, ma la ripresa di un forte movimento di classe che si riappropri della capacità storica di promuovere e praticare ogni forma di conflitto per una trasformazione radicale dell’esistente e per una società altra senza più classi e senza più padroni.

In questa fase di revisionismo storico e di attacco ai diritti dei lavoratori e in generale alle garanzie sociali continueremo a riproporre la nostra ferma opposizione allo sdoganamento degli stragisti e a percorrere la strada della generalizzazione del conflitto a fianco delle lotte dei lavoratori contro la precarizzazione e lo sfruttamento.

Pertanto rilanciamo il prossimo appuntamento di MERCOLEDI 9 alle ore 5 (mattina) davanti ai depositi dell’ATM in occasione dello sciopero generale indetto dal coordinamento nazionale degli autoferrotranvieri a fianco dei lavoratori in lotta.

NON UN PASSO INDIETRO!
FASCISMO E REPRESSIONE NON FERMANO LE LOTTE SOCIALI!
CONTRO LA PRECARIZZAZIONE E LO SFRUTTAMENTO!
ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Le compagne e i compagni del Centro Sociale Vittoria

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Titolo Autore Data
solidarieta' teo Sunday, Mar. 06, 2005 at 7:36 PM
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