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«Carabinieri e fasci contro di noi». Giallo a Venezia
by dal manifesto Wednesday, Mar. 02, 2005 at 1:19 PM mail:

Un gruppo di no global aggredito nella notte. I militari tirano fuori le pistole: due fermati, tante polemiche. Mistero sui referti. I due fascisti sono spariti dal registro dell'ospedale. I carabinieri dicono di non conoscerli, ma sono entrambi militanti di vecchia data.

Carabinieri che passano le serate con i leader dell'ultradestra veneta, li affiancano nelle risse notturne e il giorno dopo minimizzano su tutto e dicono che non c'è stata alcuna rissa. A sentire i ragazzi del centro sociale Morion di Venezia l'altra notte in calle Fontego de' tedeschi, a due passi dal ponte di Rialto, è successo questo e anche di peggio. Ma i particolari più inquietanti di questa vicenda, che inizialmente sembrava una brutta rissa e ora è una storia in cui l'Arma svolge un ruolo perlomeno strano, sono tutti nella ricostruzione di ieri. E' l'una passata di venerdì notte quando una ventina di ragazzi dello spazio occupato sta rientrando dopo una pizza. I primi dieci di loro passano in piazza San Bartolomeo, notano un gruppetto di giovani fascisti, che parlano insieme a quattro o cinque giovani «ben vestiti». Riconoscono subito due facce: il primo è Ennio Carta, indagato per associazione eversiva nell'ambito delle indagini per la bomba al ponte di Rialto dell'agosto 2001, più volte candidato in alcune liste di ultradestra, un impiego nel negozio di antiquariato di Gianfranco Foti, fondatore del Movimento italiano d'azione e sotto inchiesta per le scritte antisemite nel ghetto di Venezia del 2003; l'altro è Francesco Basile, attivista di Forza nuova a Chioggia, figlio di un colonnello dei carabinieri, insieme a Carta nelle liste di Alternativa sociale alle elezioni provinciali del 2004.

Il primo gruppetto diretto al Morion passa oltre, ma quando arrivano gli altri vola qualche battuta pesante e scoppia una rissa. «Uno di quelli "ben vestiti" - spiega Luca Casarini, arrivato sul posto a notte inoltrata - si è avvicinato con una sedia in mano e due dei tre di destra erano armati, uno con una catena e l'altro con un bastone». Quelli del Morion sono di più ed hanno velocemente la meglio. A quel punto però i «benvestiti» tirano fuori le pistole urlando «carabinieri». Fermano cinque persone, tre uomini e due donne, li mettono al muro, qualcuno urla «di Carlo Giuliani ce ne vorrebbero altri cento». Ma la scena più brutta è quella in cui si trova Laura, che dopo il fermo chiede di essere portata in ospedale. «All'arrivo ho notato subito che nella sala d'aspetto c'erano gli stessi fascistelli di prima e sono stata ben attenta a scrivere i miei dati su un foglio, evitando di enunciarli ad alta voce. Mi sono assentata per la visita e al mio ritorno quelli mi chiamavano per nome e cognome. "Abbiamo il tuo indirizzo, veniamo a prenderti nella tua città", continuavano a ripetere». Uno dei carabinieri avrebbe mostrato di apprezzare le minacce e anzi di incitarle. «Non ne potevo più e ho detto ai due militari che volevo sporgere denuncia e che loro avevano visto tutto. Uno dei due ha anche annuito, ma l'altro ha risposto "noi non abbiamo visto nulla, né io né lui"». All'uscita dall'ospedale lo stesso militare avrebbe assicurato ai giovani di ultradestra di non voler affatto proteggere la ragazza, che anzi sarebbe stata rilasciata appena arrivata in caserma. Laura per tutta risposta ha già detto di voler sporgere denuncia alla polizia.

I particolari più strani, però, stanno nella versione fornita alla stampa locale dai carabinieri di Venezia, che in mattinata hanno spiegato che quella accaduta durante la notte era stata una rissa in cui i carabinieri sono intervenuti «a difesa di due giovani incensurati» che risulterebbero sconosciuti agli archivi dell'Arma. Visto il curriculum di Carta e Basile è difficile pensare che nella caserma non ci sia neppure un foglio che li riguarda. L'altro particolare strano è che, sempre secondo i carabinieri, nel registro dell'ospedale Carta e Basile, arrivati sotto gli occhi di Laura con vari ematomi, non ci sono. «Non ci spieghiamo neppure le accuse rivolte contro i due fermati - dice ancora Casarini - perché c'è solo la resistenza a pubblico ufficiale e non la rissa?». Già, la rissa di cui avrebbero dovuto essere accusati anche quelli di destra che fine ha fatto?

Ieri pomeriggio i centri sociali Rivolta e Morion hanno organizzato un presidio davanti al carcere di Venezia per raccontare la loro versione dei fatti e solidarizzare con i due fermati. E questa mattina alle 9 saranno davanti all'aula per l'udienza di convalida del fermo. Sui fatti dell'altra notte Luana Zanella dei Verdi ha depositato una interpellanza urgente al ministro dell'Interno Pisanu.

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Ci sono 4 commenti visibili (su 4) a questo articolo
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Titolo Autore Data
Merda FN merda Friday, Mar. 04, 2005 at 4:50 PM
MANIFESTO TI DETESTO MANIFESTO TI DETESTO Friday, Mar. 04, 2005 at 4:31 PM
SCEMI VERGOGNA Friday, Mar. 04, 2005 at 4:30 PM
buggiardino anti casarini Friday, Mar. 04, 2005 at 4:17 PM
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