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ANCORA STRAGI ISRAELIANE 08/11/2006
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Autunno a Gaza

Nubi d'autunno è l'ultimo inquietante nome con cui Israele ha lanciato la sua enessima operazione su Gaza.
Le motivazioni sono sempre le stesse, il rapimento del soldato israeliano a giugno ed evitare il lancio dei razzi qassam sulla città di Sderot.
Ai 57 morti della prima settimana se ne aggiungono 19 dopo l'ultimo bombardamento ai danni del villaggio di Beit Hanun, nonostante le truppe israeliane avessero annunciato il ritiro e la fine dell'offensiva.
E' una vera e propria strage come documentano le immagini video.
Le reazioni sono le solite anche di fronte ad un attacco che manterrà il medio oriente sull'orlo del baratro. Peretz chiede una inchiesta, Abu Mazen l'intervento dell'ONU, Hamas e Al Fatah dichiarano guerra e i "protagonisti" della pace in Libano invocano uno sterile cessate il fuoco. Nel frattempo le truppe israeliane continuano le loro mini incursioni anche in Libano, sfiorando a più riprese un altro "incidente".
E l'autunno e' appena cominciato...

Approfondimenti:
L'ultima settimana in Palestina dall'1/11 all'8/11 || un video per spiegare cos'è successo nella Striscia di Gaza dopo il 'ritiro' israeliano || Gaza. ferite inspiegabili e nuove armi

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TRA LE VITTIME UN ATTIVISTA DI INDYMEDIA NEW YORK 28/10/2006
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Barricate e morte a Oaxaca

Nella città messicana di Oaxaca gruppi di uomini appartenenti al Partido Revolucionario Istitucional hanno attaccato con armi da fuoco le barricate erette da settimane dalla popolazione locale, che ha cercato di difendersi. Nei pressi di una di queste barricate a Santa Lucia del Camino è stato colpito e ucciso Brad Will [1] - [2], attivista di Indymedia New York.
Nel pomeriggio dello stesso venerdi 27 ottobre camioncini e motociclette della Polizia Ministeriale, con agenti in abiti civili, hanno scorrazzato per la città aprendo il fuoco su altre barricate, ferendo una ventina di persone uccidendo il docente Emilio Alonso Fabián, della delegazione dei Loxicha, ed il cittadino Esteba Ruiz. La giornata era cominciata con la convocazione di uno sciopero generale e del blocco delle attività commerciali e delle carretreras per rivendicare ancora, dopo mesi di lotta, il diritto a cacciare dalla poltrona di governatore dello stato di Oaxaca Ulises Ruiz, che l'Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca ritiene responsabile di violenze, omicidi e carcerazioni arbitrarie, oltre che il primo fautore della repressione dei movimenti popolari della zona.

E' chiaro il tentativo di alzare il livello di scontro sociale in città, con agenti di polizia e membri di partiti politici direttamente impegnati nell'aprire il fuoco contro la gente che presidiava le barricate. Il percorso di lotta vissuto a Oaxaca, con il fronte dei maestri della città in prima linea, resta incredibile, essendo passato per l'occupazione dell'intera città da parte delle organizzazioni popolari che hanno affrontato nelle scorse settimane allarmi rossi che prevedevano sgomberi imminenti da parte di militari e sopportato il peso di una marcia che è arrivata fino alla capitale Città del Messico, oltre alla sequenza di azioni repressive e di morti

APPROFONDIMENTI E NOTIZIE:
Indymedia Oaxaca - Indymedia Messico - La Jornada - NarcoNews- Raccolta post dal newswire
RADIO LIBERE MESSICANE:
Radio Planton - Radio Zapote - Radio Sabotaje
IMMAGINI DA OAXACA
-1- 2-3
VIDEO
Ultimo video di Brad Nonostante siano immagini violente sono quelle per cui ha dato la vita.
Download da Indyvideo (mp4-torrent-mirrors)
Resistenza pacifista dalle barricate (29-10-06)
APPUNTAMENTI
30/10/2006
Giornata di solidarietà nazionale e internazionale con il popolo di Oaxaca
Netstrike - in corso
Appello per le manifestazioni davanti a tutti i consolati messicani

AZIONI DI SOLIDARIETA':
[Roma MOBILITAZIONE ALL' AMBASCIATA MESSICANA]
[Prime adesioni] - [Resoconto] - [articolo su "la Jornada"] - [FOTO 1 - 2] - [VIDEO]
[Napoli 1 - 2 - 3] - [Londra 1 - 2] - [Torino]

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Guerre dimenticate 12/10/2006
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Il buio in Cecenia

Con la morte di Anna Politkovskaja, probabilmente, si spenge l'ultima fiammella di speranza per la popolazione cecena. Unica giornalista ormai capace di affrontare, capire e raccontare cosa si nasconde dietro l'occupazione e lo sterminio ceceno per mano russa e soprattutto denunciare gli stessi come esecutori e mandanti. Cambia poco se a commissionare l'omicidio della Politkovskaja sia stato Putin o Kadyrov, di sicuro e' inquietante che sia stata uccisa proprio mentre Putin festaggiava il suo compleanno e Kadyrov veniva accusato, dalla giornalista stessa, di torture e omicidi di massa, proprio mentre sta per diventare il nuovo presidente ceceno filo-russo. Cambia poco molto poco. Il baratro ceceno si e' aperto ormai da molti anni nel silenzio piu' totale che non fa altro che avallare l'occupazione russa su tutta l'area caucasica.
Infondo anche Putin, come spesso dice per difendersi, sta combattendo "la sua guerra al terrorismo islamico"...

Approfondimenti

ANCORA UCCISIONI IN COLOMBIA 06/10/2006
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Ancora uccisioni in Colombia

Il 19 settembre il giovane Alejandro Uribe membro della Federazione Agrominera del Sud del Bolivar, è stato assassinato da soldati appartenenti al Battaglione Nuova Grenada al comando del Capitano Blanco, eseguendo ordini di Benjamín Palomino Capitano Ufficiale delle Operazioni di quel Battaglione. Per giustificare l’omicidio l’esercito ha simulato una sparatoria con la guerriglia.
Alejandro Uribe aveva partecipato l’8 settembre scorso all'Assemblea preliminare per il Tribunale Permanente dei Popoli che si terrà l'11 e il 12 novembre prossimi nella città di Medellin. In quell'occasione si esposero pubblicamente gli abusi delle Forze Militari della Colombia contro la popolazione civile, col proposito di facilitare l'entrata nella regione della Multinazionale KEDAHDA S. A. filiale dell'Anglo GOLD ASHANTI.
La morte del leader menzionato si somma ad una preoccupante catena di attentati, blocchi, minacce ed altri assassini eseguiti in maniera deplorevole da membri del Battaglione Nuova Grenada dell'Esercito della Colombia. Le comunità hanno vissuto e lavorato nella regione, vivendo dell’attività mineraria e dell'agricoltura da varie generazioni. 10 anni fa, multinazionali del settore minerario, motivate dalla grande ricchezza della regione, hanno cominciato a cercare di usurparne il territorio, attraverso la stessa strategia fatta di assassini, terrore, saccheggio. Appoggiate dallo Stato e dal paramilitarismo. La situazione è diventata talmente insostenibile che le comunità minerarie sono state obbligate a spostarsi in massa verso il Municipio di Santa Rosa del Sud, Dipartimento di Bolivar.
E' in questa stessa regione e in questo contesto, che circa 1.300 contadini e minatori [1 | 2 | 3 ] dal 28 settembre scorso sono in mobilitazione anche per ricordare il compagno ucciso. Intanto l’esercito attraverso comunicati radiofonici stigamtizza la mobilitazione inventando menzogne circa una presunta pressione fatta alle comunitá da gruppi guerriglieri.
Tuttavia la mobilitazione va avanti raccogliendo appoggio da parte di moltissime associazioni cittadine della zona che stanno anche pianificando per i prossimi giorni una grande giornata di mobilitazione.

info: nuncamas | indymedia colombia

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UNIFIL II 15/09/2006
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Missione improbabile

La coriacea e inaspettata resistenza Hezb'Allah nel Libano meridionale ha imposto un brusco cambiamento di rotta nella gestazione del "Nuovo Medioriente" da parte delle potenze occidentali.
Dopo 34 interminabili giorni di conflitto aperto assistiamo - perpless* - ad una forzata rinuncia dell' unilateralismo in salsa "zioneocon" ed al conseguente revival dell' ONU, in cerca di riscatto dopo le pessime performances collezionate negli ultimi anni. La controversa risoluzione 1701 e la relativa tregua hanno consentito ad Israele di salvare la faccia dopo aver devastato buona parte del Libano, come ha permesso ad alcune nazioni europee di acquistare un ruolo tutto nuovo nello scacchiere internazionale.
Unica vera vittima di questa ennesima guerra resta il popolo libanese, martoriato dai bombardamenti e ostaggio degli interessi economici e geopolitici alla radice del conflitto.

In questo fumoso scenario spicca per intraprendenza il governo italiano che vede nel responsabile della Farnesina Massimo D'Alema - quello della guerra in Kosovo, per intenderci - uno dei protagonisti più spericolati delle trattative in corso con il mondo arabo. Il risultato di cotanto lavorìo diplomatico è la missione UNIFIL II che raccoglie contingenti militari cromaticamente ben assortiti: dalla Russia alla Malesia, dalla Cina alla Germania, dalla Turchia all' Indonesia, solo per citare i più pittoreschi. Una sfilata di stellette agli ordini di Francia prima e Italia poi, che tanto ha sgomitato per rilanciare la mimetica "Made in Italy".
Meno alla moda la questione palestinese, probabilmente il fulcro della crisi Mediorientale. A Gaza e in Cisgiordania Tshal continua a massacrare nella quasi totale indifferenza dei media e delle diplomazie.

Le opinioni sulla "MIssione Improbabile" sono assai controverse. Abbiamo deciso di raccoglierle in un Post Dinamico che restituisca le differenti letture dell'attuale situazione e che offra a chi legge l'opportunità di formare una propria opinione in merito.
MOVIMENTI CONTRO LA GUERRA 08/07/2006
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Lo sapevate che?

Essere contro la politica di guerra di Israele non vuol dire essere antisemita.
Significa piuttosto opporsi a strategie di potere portate avanti da gerarchi sionisti guerrafondai a cui poco interessa la salvaguardia del proprio popolo rispetto a mere ragioni economiche.
L'opposizione alla guerra da parte del popolo israeliano, in tutto il mondo, da New York a Tel Aviv, non trova molto spazio nei media ufficiali israeliani ma bensi nelle carceri.
Un'opposizione fatta da cineasti, soldati che rifiutano di prestare servizio nei territori occupati: i refusnik , student*, artist* e societa' civile. Gruppi organizzati si sono formati, come gli anarchici contro il muro che collaborano con diverse associazioni e singoli palestinesi boicottando il muro della vergogna , organizzando manifestazioni in avamposti militari nei Territori occupati dove agli stessi israeliani non e' permesso entrare.
Come al solito l'unica risposta che ricevono e' repressione.

Manifestazioni contro la guerra si susseguono in tutto il mondo:
Atene, 25 luglio, Roma, 27 luglio, San Francisco, 28 luglio, Portland, 28 luglio, Boston, 28 luglio, New York, 5 agosto, Los Angeles, 5 agosto, Bruxelles, 6 agosto, Calcutta, 9 agosto, Milano, 10 agosto Parigi, 12 agosto
SINDACALISTI AMMAZZATI IN COLOMBIA 15/07/2006
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Giornata internazionale contro la Coca Cola

Il 22 luglio 2006 sarà la terza giornata internazionale di Boicottaggio della Coca Cola. Dal 1994 ad oggi in Colombia sono stati assassinati 8 sindacalisti che lottavano per la dignità dei lavoratori della Coca-Cola. Per tali motivi Coca Cola sta subendo un processo negli Stati Uniti con l’accusa di crimini di lesa umanità. Per difendere la vita dei suoi militanti e i diritti sindacali nelle imprese imbottigliatrici della Multinazionale, il sindacato ha lanciato dal 2003 una campagna di boicottaggio internazionale.
Da parte sua la Coca-Cola continua a rispondere alla campagna mondiale con il silenzio o con truffe mass-mediatiche.
Inoltre da Roma doveva partire tre mesi fà l'inchiesta indipendente negli impianti Coca-Cola in Colombia. Alle proteste per non far passare la fiamma olimpica sponsorizzata dalla multinazionale alle scorse olimpiadi, il sindaco Veltroni aveva risposto promettendo l'avvio di un'inchiesta. Ad oggi, nulla di fatto. L'impegno va rispettato. E' l'appello rivolto al sindaco di Roma Veltroni dalla Reboc, rete boicottaggio coca-cola.

Aggiornamenti
17/8/06- Assassinato un attivista sindacale
3/8/06- La polizia viola sede del SINALTRAINAL a Bogotà


Appuntamenti: 16-22 luglio boicotta coca cola
Approfondimenti: nococacola - sinaltrainal

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LIBANO 08/02/2006
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La guerra degli sciacalli

Sciacalli: non ci sono altre parole per definire chi si è seduto al tavolo della Conferenza Internazionale sulla crisi tra Israele e Libano tenutasi il 26 luglio a Roma e ha di fatto approvato l'invasione israeliana in Libano, che il 30 luglio ha deliberatamente abbattuto un rifugio a Cana, e continuato gli attacchi via terra.
A un Paese che stava lottando per uscire dalla guerra precedente (negli ultimi anni stava avendo una crescita economica di tutto rispetto, il 4%) e che si sta rifiutando di accettare il conflitto, viene chiesto di restare nell'ombra. Per il disturbo vengono proposti aiuti umanitari che non arrivano. Un'altra scusa per poter continuare il gioco della guerra.
L'Italia, e un Governo che ha promesso ritiri bellici, in realtà non è capace neppure di fermare alcune operazioni commerciali, come avviene in Sardegna e a Crotone. Si candida invece ad essere la prima per una nuova Missione Arcobaleno, nonostante abbia da poco sottoscritto accordi per l'interscambio di armi, la ricerca bellica e l'addestramento delle forze armate con il governo israeliano.
In questo quadro, la Prefettura pisana dichiara di non essere tenuta a conoscere alcun movimento di armi e materiale bellico da Camp Darby perchè il Governo e i Ministeri Competenti non sono tenuti in ogni caso a dare informazione su tali operazioni essendo territorio americano. Israele a Gaza come in Libano sta usando su chiunque armi non convenzionali, per molto meno gli americani hanno raso al suolo l'Iraq; per i danni di alcune di queste armi il Governo italiano deve considerarsi coinvolto.

Beirut Indymedia
Indymedia Israele
ISRAELE E' GUERRA TOTALE 18/07/2006
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Il prezzo della ricompensa

Con il roboante titolo "Operazione giusta ricompensa", in pieno stile guerra americana, Israele ha sferrato un attacco massiccio e con una forza distruttiva senza limiti, utilizzando come pretesto la cattura di due soldati israeliani da parte degli Hezbollah.
Le prime operazioni sono scattate all'alba del 13 luglio, e anche se Israele aveva annunciato di voler colpire solo obiettivi militari il risultato è stata l'uccisione fino ad oggi di centinaia di civili.
Interrotte inoltre molte vie di comunicazione, i ponti che collegano sia il nord che il sud della città di Beirut, le autostrade principali e l'aeroporto. Tutto ciò rende molto difficile i soccorsi e diversi sono gli appelli di solidarietà. Nelle due settimane precedenti Israele aveva fatto la stessa cosa invadendo Gaza. Ufficialmente nessuno ammette che si tratti di una guerra. La voce è che le armi tecnologiche degli Hezbollah provengano dall'Iran, Paese che ha già numerosi capi d'accusa, non considerando che Israele compra armi, anche non consentite, dall'occidente, compresa l'Italia. Olmert ha detto che l'invasione durerà ancora diverse settimane e ciò fa presupporre l'irresponsabile volontà di guerra totale che come ultimo fine la giustificazione della violenza e del terrore.

Appello urgente di Imc Beirut - Appello di un ponte per...

Iniziative - Aggiornamenti da Beirut

Documenti-Aggiornamenti
La delegazione O.N.G. a Beirut - Dalla carovana a Tiro(Onda Rossa)
->Testimonianza da Hebron
-> Mappa attacchi Isreliani in Libano
(aggiornata al 4/08/06)
->Mappa infrastutture e vie comunicazione distrutte
(aggiornata al 4/08/06)
-> La strage di Cana
->Corrispondenze dal Libano

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OCCUPAZIONE DELLA STRISCIA DI GAZA 29/06/2006
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Summer rain - Pioggia estiva

Con il pretesto di recuperare il militare rapito qualche giorno fa nella striscia di Gaza, l'esercito israeliano ha iniziato una pioggia di missili che hanno colpito ponti, trasmettitori di elettricita', strade.
I mezzi militari, ammassati alla frontiera, si sono mossi in direzione di Rafah (a sud della Striscia di Gaza, confine con l'Egitto) occupando l'area dell'aereoporto palestinese, dove hanno preso posizione e da li hanno iniziato a bombardare.
Tre ponti di collegamento nord - sud della striscia sono stati distrutti. La grande centrale elettrica e' stata bersagliata dai missili. Finita di costruire lo scorso anno, serviva circa il 60% della popolazione di Gaza. Anche Israele avrebbe dovuto acquistare una quota di elettricita'. "I danni subiti ammontanno a circa 20 milioni di dollari "...dice l'ingegnere Walid "e ci vorranno dai tre ai sei mesi per rimetterla a regime.. " . Sono stati tirati in totale, sulle sei turbine, 10 missili.
Inoltre in un momento di cosi grave crisi umanitaria e' stato chiesto alle diverse organizzazioni presenti, Croce Rossa Internazionale compresa, di evacuare tutte le aree coinvolte dall'invasione militare. Questo comporterà ancora una volta che a pagare sarà la popolazione civile.
Nel frattempo sul fronte diplomatico le trattative sono ferme, mentre Hamas e Fatah si sono incontrati, accettando storicamente il documento dei prigionieri che riconosce lo stato d'Israele sui confini del 1967.
Ricordiamo che per liberare il soldato rapito i palestinesi hanno chiesto la liberazione di circa un centinaio di donne e dei trecento minorenni rinchiusi nelle carceri israeliane. Sono oltre ottomila i detenuti palestinesi in Israele, di cui circa tremila in prigioni militari, gli altri in prigioni civili. Dei primi, oltre 700 sono in "administrative detention", cioè detenuti senza regolare processo. Dei secondi, nelle carceri civili, quelli senza processo sono circa una cinquantina. La stragrande maggioranza è detenuta a soli fini politici, e non certo con valide motivazioni legali.

Approfondimenti: TMCrew | Palestina dopo Hamas
Aggiornamenti:
13/07 Israele bombarda l'aereoporto di Beirut e la tv al Manar
12/07 Si allarga il conflitto in Libano
12/07 23 Palestini uccisi a Gaza
06/07 L'esercito israeliano entra a Gaza
04/07 Attaccata l'università a Gaza
30/06 Corrispondenza audio
29/06 Arrestati più di ottanta leader palestinesi | Palestinesi in fuga
28/06 Corrispondenza audio

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Repressione a Oaxaca contro i maestri 15/06/2006
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Messico: repressione a Oaxaca

"Se non c'è la volontà di trovare delle soluzioni noi andremo avanti per la nostra strada".
Lo avevano annunciato, durante l'assemblea statale della sezione 22 del Sindacato Nazionale dei Lavoratori dell'Educazione (SNTE), in tanti tra i maestri che in sciopero da ormai 23 giorni presidiavano la piazza principale di Oaxaca, dopo aver bloccato nei giorni scorsi centri commerciali, mercati, stazioni di autobus e dopo aver annunciato il boicottaggio delle elezioni presidenziali del prossimo 2 luglio. All'alba di mercoledi 14 la risposta violentissima delle istituzioni guidate dal governatore dello stato di Oaxaca Ulises Ruiz Ortiz non si è fatta attendere: il presidio dei maestri è stato violentemente sgomberato dal centro storico della città.
Qualche settimana dopo le violenze di Atenco ci si chiedeva a chi sarebbe toccato? Ecco la risposta dei maestri della repressione messicana che grazie all'intervento congiunto di diversi corpi di polizia, secondo le ultime ricostruzioni della Rete per i Diritti Umani di Oaxaca ha causato la morte di 6 persone e decine di feriti e intossicati dai gas lacrimogeni, arresti indiscriminati, violenze e una devastazione che ha colpito anche Radio Plantón.
Il fronte dei maestri e delle organizzazioni sociali che si sono mobilitate ha provato a resistere agli attacchi e a difendere il presidio nella piazza del Municipio e nelle strade vicine, nonostante si trovassero di fronte un vero e proprio, anche se non dichiarato, "Stato di guerra".

Intanto il castello repressivo messo a punto già ad Atenco e che prevede la partecipazione di potere politico, militare e giudiziario uniti in un fronte comune, magari spalleggiati dai media viene riproposto: le autorità per bocca della procurartice Caña Cabeza ancora negano che gli agenti siano intervenuti sparando con armi da fuoco, nonostante le fotografie, le immagini televisive e i giornalisti presenti affermino il contrario.
L' ultima denuncia di un testimone oculare parla di diversi camioncini carichi di gente del posto che ha ricevuto uniformi dalle forze di polizia: si teme che possa essere un segnale di ulteriori "arruolamenti" in vista di nuovi scontri.

[ AGGIORNAMENTI ]:
Comunicato della Rete per i Diritti Umani - Ripristinato il presidio - Liberati 9 maestri - "Giudicati" e liberati i poliziotti trattenuti

[ APPROFONDIMENTI ]:
[Indymedia Mexico] - [Indymedia Oaxaca] - [RadioZapote]
Video dello sgombero - Audio cronaca - Comunicato della Comision Sexta
16/06: Iniziativa di solidarietà a Roma - Marcia a Oaxaca

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M.A.D.R.E. 09/05/2006

Si stava meglio quando si stava peggio

Le abbiamo viste, dopo la presa di Baghdad, togliersi il velo (e rimetterselo - a telecamere spente - subito dopo) per essere intervistate dai giornalisti occidentali.
A tre anni dalla loro "liberazione", scopriamo invece che le donne irachene in tempo di democrazia non se la passano così bene.
E' questo il risultato di un'approfondita inchiesta realizzata dall'Organizzazione per la Libertà delle Donne in Iraq, associazione irachena affiliata al network MADRE.
Nonostante le ripetute manifestazioni organizzate dai gruppi femministi mussulmani nell'estate 2005 [1 - 2] la sharī‘a e' entrata nella nuova Costituzione irachena sponsorizzata dagli USA, segnando un sostanziale arretramento in quella che era una delle legislazioni piu' avanzate dell'area mediorientale.
Di fatto le donne irachene stavano meglio quando c'era Saddam. Un altro effetto collaterale della democrazia da esportazione.

L'intervista a Huzan Mahmud dell'Organizzazione per la Libertà delle Donne in Iraq.
Il report dei Network Integrati di Informazioni Regionali (IRIN) delle Nazioni Unite (in inglese).

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REPRESSIONE IN CHIAPAS 07/05/2006
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Oggi Atenco, domani chi?

3 Maggio, San Salvador Atenco, municipio di Texcoco, a 30 km da Città del Messico: il presidente municipale non gradendo la presenza dei venditori di fiori e piante sui marciapiedi del mercato di "Belisario Dominguez" -dove Wal-Mart ha progettato di costruire un megastore- richiede l'intervento della polizia. A centinaia tra poliziotti dello Stato e federali invadono la zona e danno il via ad un violentissimo tentativo di sgombero: il risultato dell'azione è stato di un quattordicenne morto, decine di feriti e oltre 260 persone fermate. L'Istituto Nazionale per la Migrazione messicano ha anche violato le leggi in merito di espulsione di cittadini stranieri, decretando l'allontanamento dal paese per 5 anni di 5 persone fermate durante gli scontri.

I contadini di Atenco, appartenenti al Fronte dei popoli in difesa della Terra che è attivamente impegnato al fianco dell'EZLN nella Otra Campaña e il cui stesso leader Del Valle è stato arrestato, hanno ricevuto la solidarietà di tutti gli abitanti del villaggio e hanno resistito in strada all'invasione dei militari, a cui ormai non concedevano un solo centimetro della loro terra dalle mobilitazioni di oltre tre anni fa contro il progetto di costruzione di un aereoporto nella zona.
La mattina del giorno 4 la polizia è tornata alla carica, occupando il villaggio di Atenco e completando l'azione repressiva. Intanto le mobilitazioni a sostegno degli abitanti di Atenco in Chiapas e in tutto il Messico non si sono fatte attendere.
L'EZLN ha decretato l'allerta rossa nei municipi zapatisti e sospeso tutte le attività dell' Altra Campagna; Marcos ha anche invitiato i media ufficiali a dire la verità.

Nella giornata di giovedi 4, durante un'assemblea partecipatissima svoltasi ad Atenco è stato decretato un calendario di mobilitazioni per i prossimi giorni e elencati una serie di punti di rivendicazione.

Il 4 maggio, alle ore 19:00 circa, a San Blas (Oxaca) è stato assassinato anche Faustino Acevedo Bailon tesoriere della Giunta Popolare Autonoma, in partenza per partecipare al IV Congresso Nazionale Indigeno che si è tenuto nello Stato di México i giorni 5 e 6 maggio.

8 Giugno - Aggiornamento
Lo studente universitario Alexis Benhumea è morto oggi in seguito alle ferite riportate durante l'operazione poliziesca del 4 maggio a San Salvador Atenco. Il ragazzo, colpito alla testa da un lacrimogeno sparato dalla polizia durante la feroce irruzione nel villaggio, aveva dovuto attendere più di 10 ore prima di essere soccorso e ricoverato, in quanto durante l'assedio non era consentito l'accesso ai soccorsi.

Aggiornamento
Il 28 maggio si e' svolta una giornata internazionale di solidarietà con le prigioniere e i prigionieri politici e le vittime delle violenze di San Salvador Atenco (Iniziative in Italia: 1, 2).
Intanto, appare sempre più probabile l'ipotesi che la repressione a San Salvador Atenco fosse tutt'altro che una reazione agli scontri del giorno precedente. L'operazione sarebbe stata progettata e pianificata in anticipo da comandi esperti in lotta antisovversiva e perfettamente gestita a livello mediatico.


Video degli scontri

AZIONI E SOLIDARIETA' INTERNAZIONALI
Italia [Proteste a Bologna - Protesta al consolato messicano di Venezia - Comunicato di solidarietà]
Danimarca - Germania - Tijuana - Barcellona - Domingo - Madrid - Portland


Approfondimenti:
ImcChiapas - ImcMexico - Otroperiodismo - Ezln


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SPORT E ASSEDIO 16/04/2006
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Sport sotto l'Assedio. Carovana in Palestina

Lo sport come momento di incontro. Nella situazione complessa dei territori occupati emergono strumenti di dialogo e confronto atipici ma ricchi.
Per la seconda edizione viene proposto un torneo di calcio dal nome "Sport Under the Siege Cup" che coinvolge squadre locali ed europee in una esperienza di scambio e comprensione, accolta direttamente dal contesto locale e supportata da centinaia di persone che partecipano e testimoniano l'iniziativa.

Gli effetti devastanti di questa occupazione militare sono sotto gli occhi di tutti. Il muro dell'apartheid, i checkpoints e gli insediamenti ne sono gli esempi più lampanti. A questo senso di ingiustizia, ogni giorno centinaia di migliaia di persone oppongono la più efficace forma di resistenza.
Continuano a vivere. E vivere significa anche trovare il coraggio e la volontà di giocare, e di praticare uno sport in uno stato d'assedio.
La campagna di cooperazione sportiva "Sport sotto l'assedio" promossa dalle associazioni italiane Jalla Onlus e Salah Onlus organizza per aprile un torneo calcistico non competitivo in Palestina. Dal 16 al 22 aprile 2006 quindici squadre, dodici di palestinesi e tre europee, si affronteranno in un torneo chiamato "SPORT UNDER THE SIEGE CUP".
Le città di Gerusalemme, Gerico, Jenin e Tubas ed i campi profughi di Deheishe, Aroub, Farah, Khan Younis e Jabalia sono pronte ad accogliere i circa 60 partecipanti alla manifestazione. Accanto ai momenti dedicati al torneo sono previsti incontri ed iniziative, in particolare con le comunità ospitanti, per una migliore comprensione della difficile situazione palestinese.

|| Aggiornamenti ||
primo aggiornamento dalla carovana

jalla03.org - campagna sport sotto assedio || programma della carovana e del torneo


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COLOMBIA: UCCISO STUDENTE 12/03/2006
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Elezioni armate

Uno studente di 20 anni è stato ucciso nel corso degli scontri verificatisi mercoledi 8 marzo di fronte all'Università Nazionale a Bogotà. Gli studenti manifestavano contro il Trattato del libero commercio e la riforma universitaria portata avanti dal governo Ulribe. L' assassinio è avvenuto da parte dei gruppi antisommossa (ESMAD - Escuadron de Servicio Metropolitano Anti-Disturbios) della polizia che hanno caricato il corteo studentesco sparando anche sui manifestanti. Anche se la polizia ha smentito sembra infatti che sia stato proprio un proiettile ad uccidere il compagno. Si tratta dell'ennesimo morto per mano di questo corpo e l'ennesimo prova che durante la campagna elettorale per il Senato e la Camera il governo colombiano non ammette nessuna voce che dalla piazza possa esprimere dissenso. Dissenso che soprattutto a Bogotà nell'ultimo anno si è fatta sempre più forte contro la politica di Ulribe e la guerra che attannaglia ormai da decenni tutta la Colombia. Il compagno ucciso era uno dei redattori più in vista di una radio comunitaria del Tolima (una regione colombiana) .

Approfondimenti: Indymedia Colombia

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IL VERO TERRORISMO 05/02/2006
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Vertice della cupola guerrafondaia a Taormina

Il 9 e 10 febbraio 2006 si tiene a Taormina (ME) un "vertice informale" dei ministri della difesa della NATO.
Questo vertice nelle parole del ministro Martino ha come obbiettivo primario quello di discutere dell'ammissione di Israele nell'Alleanza Atlantica allo scopo di proteggerlo da un possibile attacco dell'Iran. Gli Stati Uniti e la NATO si preparano alla seconda guerra preventiva del XXI secolo, ancora una volta in Medio Oriente, potenziando a spese dei cittadini i dispositivi di morte, prima fra tutte la base militare di Sigonella, alle porte di Catania, dove un'impresa della Lega delle cooperative (la C.M.C.) sta eseguendo lavori infrastrutturali per oltre 100 milioni di euro.
Con l'allargamento a buona parte dell'Est Europa, l'Alleanza Atlantica ha anche assunto il ruolo di polizia dei gruppi di potere transnazionale che puntano al controllo delle risorse economiche e naturali dell'ex blocco sovietico. A Taormina, in quest'ottica, sarà anche presente il ministro della difesa della Russia.
Ci saranno inoltre le delegazioni di sette paesi mediterranei: Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Mauritania, Marocco e Tunisia. La NATO guarda a questi paesi del "Dialogo Mediterraneo" come barriera contro le migrazioni di milioni di diseredati che dall'Africa e dall'Asia tentano di giungere in Europa. È nei deserti di questi stati che USA e alleati vogliono creare i nuovi campi di detenzione per immigrati e "nemici": altre nuove Guantanamo mediterranee.

Contro tutto questo, a Taormina è stata indetta una mobilitazione.

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LIMITROFO A CHI? 27/01/2006
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Imc sicilia si autosospende

Ci risiamo.
Indymedia Sicilia (o meglio, attivisti definiti "limitrofi" ad essa) e' stata accusata per l'ennesima volta di non essere in grado di "gestire il newswire". Non e' la prima volta.
Vani, fin ora i tentativi di spiegare il funzionamento e la policy che Indy s'e' data come network (e che quindi non dipende dai singoli admin): invece di confrontarsi su pratiche e metodi, c'e' chi da tempo preferisce pretendere comportamenti che poco hanno a che vedere con indymedia e i suoi principi fondanti.
Nell'attesa che chi ha minacciato di aggredire fisicamente gli "attivisti limitrofi" capisca che non esistono gestori ne' redazioni di indymedia, abbiamo condiviso il problema con tutto il network e scelto di sospendere la categoria Imc Sicilia...

:: Continua in Imc Sicilia ::
LA CARICA DEI PARAMILITARI 18/01/2006
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No alla gendarmeria europea!

Il 19 gennaio si terrà a Vicenza una manifestazione contro l'inaugurazione della sede della gendarmeria europea (Fge), formata da forze di polizia paramilitare italiane, spagnole, francesi, olandesi e portoghesi e ideata nel corso di incontri informali tra ministri della difesa europea.

Continua in categoria Nordest

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PIQUETEROS 09/01/2006
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Non dimenticare Dario e Maxi

[AGGIORNAMENTO] ::: dichiarati colpevoli i poliziotti sotto processo, due di loro condannati all'ergastolo

lunedi' 9 gennaio 2006, dopo mesi di processo, i giudici argentini pronunceranno la sentenza per gli 8 poliziotti accusati dell'omicidio di Dario e Maxi e del ferimento di decine di altre persone durante gli scontri che il 26 giugno 2002 si verificarono sul ponte di avellaneda, nella periferia meridionale di buenos aires. I movimenti sociali, i disoccupati, i lavoratori e le lavoratrici delle fabbriche occupate, i participanti alle assemblee dei "barrios" all'epoca come oggi si mobilitavano per chiedere dignita' e un cambiamento nella societa' che consenta a ogni persona di vivere in maniera libera e dignitosa.

In questi mesi i compagni e le compagne di Dario e Maxi hanno fatto un lavoro costante di informazione e iniziativa politica. Domenica e lunedi' davanti al tribunale iniziative e presidi permanenti aspetteranno di ascoltare una sentenza che tutti sperano essere storica e condannare i poliziotti responsabili dell'omicidio.

APPROFONDIMENTI
[ masacredeavellaneda.org | Prensa de frente | Indymedia Argentina ]
[ Massacro del ponte Puyerredonn ] [ARGENTINA: PIQUETEROS CARAJO!!!! ]

Video Scarica il video puente piquete Pueyrredón


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