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MORTI SUL LAVORO 18/11/2006

Il Sangue di Roma

I cantieri di Roma e del Lazio trasudano sangue. Il sangue degli oltre 20 morti in appena 10 mesi.
Un sangue invisibile che neanche fa notizia, non produce rabbia e neanche solidarietà.
Non sono eroi perché non hanno divise mimetiche e non combattono per il pertrolio.
Sono gli operai e le operaie, italiani e non, che solo in italia perdono la vita ad un ritmo di 4 al giorno.
Lo stesso sangue che scorre sulle strade dove ogni giorno muoiono precari nelle corse contro il tempo.
Il sangue di chi muore di cancro dopo 10 anni di lavoro nell'amianto.
Il sangue di tutti quelli che non rientrano in nessuna statistica perchè non hanno un contratto, o semplicemente perchè il loro "progetto di lavoro" non prevede la morte.
Le chiamano "Morti Bianche" come se il tutto fosse frutto della casualità e della sfortuna.
Non c'e' nulla di casuale nella mancanza di sicurezza, nel lavoro nero, negli appalti a cascata che garantiscono l'impunità ai padroni.
E se la Corte di Cassazione stabilisce che si può dire no ad un lavoro non sicuro bisognerebbe forse chiedersi quanto realmente oggi sia possibile farlo.
Intanto la strage continua.

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