Da L'Eco di Bergamo di giovedì 1 giugno 2006.
«Mani rosse» sui muri: un rebus
Sono ormai tante le «mani rosse» dipinte sui muri della città, e più il tempo passa e più si diffondono: grandi, piccole, singole o a gruppi e spesso accompagnate a scritte a sfondo politico, questi misteriosi graffiti, nel giro di qualche settimana si sono diffusi un po' per tutta la città, da Redona alla rotonda dei Mille. E a questo punto sono in molti a chiedersi cosa rappresentino e soprattutto perchè l'immagine si stia allargando in tutta la città. Se infatti non è ancora chiaro cosa vogliono dire, non è escluso che possa trattarsi di un nuovo messaggio in codice tra gruppi giovanili, come già successo con le scritte «052» di qualche anno fa, o con la «R» cerchiata comparsa in tutti i quartieri. Di certo, in questi giorni, si stanno diffondendo le supposizioni più varie sul significato della «mani rosse»: potrebbero essere un messaggio a favore della scarcerazione degli arrestati durante gli scontri dell'11 marzo scorso a Milano, oppure un messaggio di solidarietà per i 200 venditori di fiori arrestati ad Atenco in Messico qualche settimana fa, per aver contestato l'apertura di un nuovo centro commerciale (sull'argomenti sono stati lanciati appelli su diversi siti Internet dell'area antagonista). In fine non è nemmeno da escludere l'ipotesi dell'ennesima protesta «in codice» per la mancanza di spazi d'aggregazione in città.
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