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dossier PalestinaQuesta pagina visualizza l'albero di documenti del dossier.Per editare un articolo, cliccate su "Editare". Per visualizzare un articolo, cliccate sul titolo dell'articolo. L'id presente di fianco a ogni articolo vi consentira' di decidere quando pubblicate un articolo in quale ramo dell'albero includerlo (dovrete cioe' segnarlo come "Articolo a cui linkare". Dossier PalestinaAttentati, morte, distruzione. Due anni di intifada (dal 28 settembre 2000) e altri trenta sulle spalle di continuo conflitto, e l'aggressione di Israele nei confronti della Palestina continua senza sosta. Contare i morti però non basta. Con gli attentati, le morti, le distruzioni in Palestina hanno dovuto imparare a convivere tutti. E cio che rende sempre più lontana una risoluzione, non è solo la guerra tradizionale, ma lo stillicidio di violenze che vengono praticate quotidianamente nel tentativo di stroncare i presupposti stessi della vita. Ai Palestinesi, lo stato israeliano sottrae case, terra, acqua. Seimila case distrutte dal 1967, 30 mila palestinesi rimasti senza casa. Nessun permesso rilasciato per la costruzione di edifici, mentre quelli dove abitano le famiglie palesinesi vengono abbattuti per impedire che le comunità non israeliane si possano espandere. E una delle più raffinate strategie di intervento senza l'uso diretto della forza, preve l'accerchiamento dei piccoli insediamenti con grandi edifici costruiti appositamente e in poco tempo. In questo modo viene interrotto ogni collegamento con le comunità palestinesi di riferimento. Lo scopo: creare disagio e paura e costringere la gente ad abbandonare volontariamente le case. Un vero accordo di pace non è mai stato analizzato da chi gestisce il potere, e tra i primi responsabili ci sono gli Stati Uniti, anche se i grandi media americani dipingono l'impossibilità di raggiungere un accordo come un fallimento dovuto a opinioni inconciliabili, a fanatismi religiosi e culturali. Persino la proposta del principe saudita Abdullah di normalizzare le relazioni con tutti gli stati arabi, in cambio della rinuncia ai territori del West Bank, è stata accolta tiepidamente dall'amministrazione Bush, che le ha attribuito il valore di "un sogno". E, secondo il New York Times, il segretario di stato americano Colin Powell l'ha bollata come una proposta di rilevanza minore.
Nei prossimi incontri in Medio Oriente tutti questi segnali non potranno più essere
trascurati . C'è grande attesa per esempio per il meeting della Lega Araba,previsto per
il 27 marzo a Beirut. Gli Stati Uniti potrebbero trovare conveniente appoggiare la proposta
del principe saudita Abdallah, in cambio di collaborazioni su altri versanti politici ed
economici. E in molti sono convinti che la proposta di far rientrare Israele entro i
confini del 1967 sia l'unica e significativa idea emersa da fonti istituzionali negli
ultimi dieci anni.
Rapporto Mitchell (da Studi per la Pace)
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