Dossier Argentina
Terra di emigrati, di contraddizioni, di dittature
militari e non. Terra, come gran parte dell'America Latina, dove
il 90% della ricchezza è detenuto dal 10% delle famiglie.
Terra di lavoratori, di sfruttati, ma anche di speranze
tradite e delusioni profonde per
chi decenni fa lasciò disperato l'Europa.
Dopo essere stata un miraggio di miracolo economico (figlio del
pensiero neoliberista e neocolonialista), la storia recente
dell'Argentina mostra come l'uso sfrenato delle privatizzazioni
non produca ricchezza, ma povertà.
Usato come cavia per le sperimentazioni e le speculazioni economiche dei
potentati mondiali, primo tra tutti il Fondo Monetario Internazionale (FMI),
il paese sudamericano si trova in una situazione
di grave congiuntura economica conseguente alla dollarizzazione
dell'economia nazionale, un processo già collaudato con esiti disastrosi in Ecuador,
che viene ora spacciata per sola incapacità dell'ex-governo,
costretto alle dimissioni dall'ondata di proteste popolari.
Troppo spesso il Fondo Monetario Internazionale viene omesso nelle favolette dei
media mainstream, mentre la situazione dell' Argentina é
filiazione diretta ed
inequivocabile dei piani di aggiustamento strutturale del Fondo che definì
le politiche di Cavallo un "modello di ortodossia economica".
Durante la seconda decade di dicembre l'Argentina esplode
sotto la pressione di mesi e mesi di salari non pagati,
costringendo la popolazione ad assaltare i supermercati
alla disperata ricerca di generi alimentari e di prima necessità.
La repressione è stata immediata e così, mentre l'Europa e l'America ricca annegavano nell'opulenza
e nel consumismo sfrenato delle festività natalizie, gli
argentini hanno contato decine di morti e migliaia di
feriti nelle piazze, nelle strade. Morti durante il rifiuto di massa dello
stato d'assedio imposto dal governo.
Ancora adesso la situazione argentina è lontana da ogni
possibile equilibrio, e l'elezione di Duhalde a presidente
non impedisce lo schiudersi di nuovi inquietanti scenari.
Duhalde ha deciso di risolvere la crisi con soluzioni che dovrebbero, almeno per ora, mettere a tacere la popolazione. Ha trovato una formula che gli evita il linciaggio delle folle, ma non è detto per quanto tempo. Il peso è stato svalutato, ed è stato scelto uno sdoppiamento, un tasso fisso di scambio a 1,40 pesos, il che significa una svalutazione, ma contenuta. Non solo: con una mossa che non può non ottenere consensi, Duhalde ha permesso di ritirare dai conti correnti 1500 pesos, anziché 1000 come ac
cadeva finora. E le aziende non potranno licenziare i lavoratori per u periodo di 90 giorni. A pagare i costi principali della crisi, apparentemente, saranno per ora le banche, e le compagnie petrolifere, alle quali è stata imposta una tassa sul greggio.
Le credenziali di Duhalde però non sono le migliori: il quinto presidente argentino, eletto in meno di due settimane, è tutto fuorché un personaggio popolare. Bocciato nelle ultime consultazioni elettorali, è stato governatore della Provincia di Buenos Aires per otto anni, durante i quali è riuscito a creare un deficit di 1,6 miliardi di dollari.
L'Argentina ha iniziato il 2002 con un debito pubblico pari a 141 miliardi di dollari. Circa i due terzi sono debiti contratti con le istituzioni internazionali (L'Fmi) e le banche straniere, soprattutto quelle spagnole, alle quali il cambio 1 a 1,40 costerà dai 10 ai 20 miliardi di dollari. Le misure prese, in ogni caso, non evitano il rischio di un aumento sconsiderato dei prezzi, con il rischio di rggiungere l'iperinflazione degli anni 80, e ricominciare il ciclo.
La maggior parte dei media mondiali, italiani compresi,
sta bene attenta ad evidenziare all'opinione pubblica che si
tratta di un caso interno dell'Argentina, nascondendo che si
tratta in realtà di un caso di politica internazionale conseguente ai processi di globalizzazione in atto.
Dopo la burrasca che ha spazzato via parte della classe
politica, il paese sudamericano si presenta ora sull'orlo
del collasso.
In questo dossier sono stati raccolti materiali di
approfondimento sia riguardanti i trascorsi che hanno portato
alla situazione attuale, sia circa i recenti drammatici
avvenimenti.
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