Che ruolo hanno avuto le madri di Ghira, Izzo e Guido nel processo formativo dei loro figli? Quanto sapevano su di loro? Avrebbero potuto fermarli?
In seguito al duplice omicidio di Campobasso ad opera di Angelo Izzo, in Italia si e' ripresi a parlare della Strage del Circeo e dei suoi protagonisti. E' emerso che, il giorno dopo la strage, la madre di A. Ghira ed il fratello Paolo, resosi conto che il fatto era avvenuto nella loro villa, si recarono al Circeo con il pretesto di "riassettare" la casa. Una volta giunti li' trovarono la Polizia ai quali dissero che giorni prima c'era stata una loro festa e che avevano lasciato la villa in disordine. Quanto sapeva la madre di Ghira di cio' che aveva fatto il figlio? Perche' voleva riassettare la villa? Forse voleva proteggere il figlio che era appena uscito dalle pratrie galere da appena tre mesi in seguito ad una condanna per stupro.
Una domanda che si sono posti in tanti sia nel 1975 che oggi e' che ruolo queste tre madri hanno giocato nello loro sviluppo morale, nel loro senso di rispetto e responsabilita' verso la societa' in generale. Si presume che queste madri siano state accanto ai loro figli per quei primi vent'anni della loro vita che poi sono sfociati nella strage del Circeo, che li abbiano seguiti dalla nascita sino a diventare uomini (non con la U maiuscola). Queste madri devono aver fatto progetti sul futuro dei loro figli, cosi' come i genitori delle due vittime.
E' mai possible che non si siano mai accorte e/o preoccupate del fatto che i loro figli stessero crescendo in modo anomalo? Erano loro a conoscenza dei "presunti" pestaggi e stupri di cui parlano i giornali e i loro compagni di scuola? Sia Guido che Izzo hanno almeno una sorella; che impatto ha avuto su di loro sapere che i loro fratelli stupravano e umiliavano altre ragazze? O e' piuttosto il caso che queste madri non hanno voluto vedere la verita' (perche' fa male) e davano per scontato che i loro figli fossero dei bravi ragazzi, educati e gentili con tutti e tutte. Addirittura, la notte del 29 Settembre 1975, Guido torno' a casa per la cena, perche' cosi' aveva promesso ai genitori. Questi ultimi non si sarebbero accordi che c'era qualcosa di strano nel proprio figlio e che di li' a poco, avrebbe partecipato allo stupro ed omicidio di due ragazze indifese. E della droga e le armi di cui questi tre erano in possesso, se ne erano mai accorte (Guido falsificava la firma del nonno ortopedico per procurarsi la droga usando un suo ricettario medico)? Com'erano questi tre ragazzi con loro genitori? Li rispettavano, li amavano, avevano paura/timore di loro? Erano capaci di provare dei sentimenti nei confronti dei loro fratelli/sorelle/genitori? Un compagno di scuola di Izzo e Guido affermava di recente che entrambi erano privi di emozioni; si capiva dai loro occhi che erano freddi e privi di luce.
Perche' hanno facilitato (nel caso di Ghira e poi dopo di Guido) la loro fuga all'estero conoscendo i crimini di cui si erano macchiati? Forse ritenevano la sentenza troppo dura rispetto al crimine commesso o e' possible che si siano vergognate di cio' che i loro figli avevano fatto e hanno preferito che sparissero dalla faccia della terra. Nel caso di Guido, entrambi i genitori erano stati sospettati di corruzione e favoreggiamento alla fuga ed il padre si era dovuto fare la galera mentre il figlio se la spassava in Argentina in compagnia di belle donne.
Ma ancora di piu', queste tre madri si sono private di avere i loro figli accanto, di vederli laureati, sposati e/o comunque affermati nella vita, pur di evitare loro anni e anni di galera. Si sono autocondannate pur di salvarli (ma da che cosa?). Come puo' una madre rinunciare al proprio figlio cosi' facilmente senza alcuna considerazione per le vittime della loro efferata bestialita'?
Sono queste madri in qualche modo colpevoli dell'operato dei loro figli? In parte si perche' il troppo amore, la compiacenza e la disperazione le ha portate a fare delle scelte sbagliate, ed ancora una volta, a non responsabilizzare i propri figli. La loro vita idillica e' stata travolta dagli avvenimenti del Circeo e non e piu' stata la stessa. Questi ultimi trentanni sono stati sicuramente difficili anche per loro perche' hanno dovuto fare i conti con gli imprevisti della vita e la distruzione di tante vite. Il loro ruolo di educatrici e' stato messo a dura prova perche' non sono riuscite a plasmare i loro figli, a farne dei soggetti responsabili nei confronti della societa', ad instillare in loro dei valori come quelli del rispetto e dell'umilta'.
Oggi Guido e Izzo si trovano in carcere ed i loro genitori, volendo, possono andarli a trovare e, nel caso di Guido, sperare di poterlo riabbracciare da uomo libero nel prossimo futuro. Se lo saranno mai chiesto dove hanno sbagliato e perche? Io penso di si. Tutto cio' che succede nella vita ha una causa ed una consequenza; il problema sta nel capire che cosa ha portato questi ragazzi (oggi uomini) a credere di essere al di sopra di tutto e di tutti e di potersela cavare a buon mercato. Ma arrivare a tale analisi richiede una buona dose di autocritica. In definitiva, anche queste madri sono state vittime della "pazzia" dei loro figli.
Jamilia
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