repressione

Appello ad Anonymous

Circa due ore fa abbiamo ricevuto questa drammatica mail ...

Da "Noaccordo Abi"
A:

purtroppo stiamo per chiudere il sito, siamo sotto attacco hacker, e sotto minacce personali...

stiamo aspettando un tecnico per recuperare indirizzo IP da cui è partito l'attacco, recuperare alcune informazioni dal blog (che purtroppoi nn riusciamo e vedere) e poi chiuderemo...

siamo semplici lavoratori, e ci ritroveremo senza tutele.

Cerchiamo di cautelarci ora con una denuncia, l'ottenimento dell'indirizzo IP, e poi fine della storia.

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#OccupyPisa, #OccupyPiazzaDante, #OccupyEverywhere!

Dopo lo sgombero di via la Pergola e le cariche sotto Unicredit la risposta di dignità di #occupy Pisa; allestita una tendopoli in Piazza Dante, proprio davanti allo stabile sgomberato, con l'intenzione di mantenere tutte le attività previste e rilanciare le lotte

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Torino, la zona rossa dell'inaugurazione accademica

Comunicato sulla giornata di mobilitazione per l'inaugurazione dell'anno accademico, 6 febbraio 2012

Questa mattina come studenti, borsisti e lavoratori dell'università e del politecnico di Torino abbiamo organizzato una manifestazione per contestare l'inaugurazione dell'anno accademico alla presenza del ministro del lavoro Elsa Fornero, quello della Sanità Renato Balduzzi, i rettori e i baroni dell'università. La cerimonia si è tenuta nel palazzo che ospita il Conservatorio in piazza Bodoni.

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La Spagna tortura i militanti baschi. Testimonianza di una prigioniera.

La Spagna tortura: la testimonianza di Beatriz Etxebarria

La Spagna tortura: la testimonianza di Beatriz Etxebarria
Fonte: Gara
Verso le 4 del mattino del primo marzo 2011 sfondano la porta. Mi prendono per i capelli e mi
trascinano in salone. Sono in reggiseno e non mi lasciano vestire durante la perquisizione. Nella
sala mi bloccano con violenza e cercano di mettermi le manette. Ma si arrabbiano perché sono
troppo piccole. Mentre sono seduta sul divano mi dicono “Vedrai i cinque giorni che passerai!”.

C'erano una volta un barbiere, un consigliere comunale e un black bloc

La valle non si arresta
Questa mattina all'alba, 26 Gennaio, un'imponente operazione poliziesca e mediatica contro il movimento No Tav ha portato all'arresto di 25 attivisti, ed a misure restrittive nei confronti di altri 14.
Il copione seguito è stato studiato a tavolino (6 mesi di gestazione); prevede un mix eterogeneo di arresti che coinvolgono attivisti di provenienti da tutta Italia ed appartenenti a diverse aree di movimento, che accorsero il 3 Luglio scorso in solidarietà con le popolazioni in lotta. Colpiti dalla repressione anche 3 Valsusini fra i più attivi nel movimento No Tav.
L'obiettivo di Caselli, procuratore capo di Torino,  è chiaramente quello di dividere il movimento e delegittimarlo agli occhi dell'opinione pubblica. Del resto, Caselli non e' nuovo a simile operazioni  di attacco dei movimenti; paladino della sinistra giustizialista, è tra coloro che portano avanti il primo attacco giudiziario nei confronti del movimento No Tav con l'inchiesta "Lupi Grigi" ) che portò alla morte per "suicidio" di Sole e Baleno, prima di essere smontata in cassazione. Un paio di anni fa invece porta avanti l'inchiesta sugli scontri al "G8 universitario" di Torino, inchiesta che porta ad arresti e perquisizioni in tutta italia. La sua dichiarazione: "non e' un processo ai movimenti, ma agli individui", quindi, non puo' convincerci. 
 
L'estrazione degli arrestati e fermati e' esemplificativa dell'attacco brutale e scellerato che la giustizia di stato sta portando avanti: due cosiddetti "terroristi", un giovane ventenne, due minorrenni, una ragazza incinta al settimo mese, un consigliere comunale (a cui sono state sequestrate le stampelle, sic!), alcuni redattori di Radio Blackout,  gli immancabili "anarcoinsurrezionalisti", i centri sociali. 
È evidente che questa operazione repressiva punti a creare una divisione tra buoni e cattivi. Da un lato i bravi valligiani pacifisti e pacifici, che esprimono un legittimo dissenso (non resistenza, dissenso) e dall'altro i cattivi black bloc calati dall'esterno, i professionisti della violenza. È un trucchetto che è stato già sperimentato molte altre volte ma che si è dimostrato per quello che è: una menzogna buona per i media. Infatti il movimento No Tav ha sempre rifiutato questa divisione, rivendicando la diversità delle pratiche di lotta messe in campo ed esprimendo solidarietà a tutti gli arrestati e gli inquisiti, sempre e comunque.
L'abbiamo gia' detto: l'unica violenza che vediamo è quella delle cosiddette forze dell'ordine a difesa di un cantiere inesistente, che sperpera denaro pubblico per un'opera dannosa e inutile ignorando i problemi per i quali in Italia si susseguono proteste e scioperi; e che militarizza, reprime, uccide chiunque vi si oppone.
 
Non possiamo, poi, non notare la vicinanza e le analogie con altre operazioni repressive effettuate recentemente; a brescia, l'antiterrorismo ha perquisito case di studenti medi, colpevoli di aver organizzato un corteo (autorizzato); a roma, ad un compagno sono state puntate le pistole per una folle perquisizione che ha aperto un processo per traffico di armi (sic!). Si tratta naturalmente di un diverso livello di attacco: da una parte una gogna mediatica, dall'altra intimidazioni in sordina.
 
*AGGIORNAMENTI*
 
 
26/01 Roma: Occupazione tetto sede trenitalia. Ascolta la corrispondenza di RadiOndaRossa
Roma:  ore 18, facolta' di fisica della Sapienza: assemblea sulla questione https://roma.indymedia.org/articolo/41460/assemblea-pubblica-no-tav-3
Presidi di solidarietà a Parigi, Milano (Statale), Padova, Torino (Piazza Castello), Cagliari,
Roma.
8000 Persone partecipano alla fiaccolata a Bussoleno
27/01 Liberati Guido e Maja! Ora ai domiciliari
Roma: presidio ore 13 Regina Coeli
Cosenza: sit-in in piazza 11 settembre. Ascolta la corrispondenza di transizionedifase
 

Documento Prigioniero BR-PCC su Processo di Pace ETA

CONSIDERAZIONI DI UN PRIGIONIERO DELLE B.R.-P.C.C.
SUI PROCESSI DI PACIFICAZIONE DEL FRONTE INTERNO

Introduzione
Lo scritto che segue è costituito essenzialmente di due parti. La prima ha il classico taglio del lavoro di controinformazione. Raccoglie, cioè, le notizie di fonte giornalistica note a tutti e collega tra loro, al fine di cogliere il filo conduttore che le interconnette e così di uscire dal regno della incredulità e della sorpresa per entrare nel regno della comprensione.
Infatti, è inutile e dannoso ignorare un fatto, specialmente se questo fatto è una sconfitta.

Brasile, favela di Pinheirinho rimandato lo sfratto

a quanto si apprende dai giornali esteri, da indymedia uk e da numerosi siti internet lo sgombero forzato da parte di 2000 servi in divisa per conto del governo e delle aziene di una favela occupata dove vivono circa 9000 persone è stato fermato e rimandato per ora. seguiranno notizie.

c'è stata anche una manifestazione in solidarietà ai resistenti nella città di sao paulo organizzata da numerose sigle della sinistra, sindacati, partiti ecc..

Brasile: polizia spara e tenta di entrare nella favela di Pinheirinho

Sono almeno 7 i morti caduti sotto le fucilate della polizia militare; donne, bambini e anziani tra i feriti nell'imponente operazione di sgombero della favela di Pinheirinho, ancora in corso, dove migliaia di abitanti cercano di resistere con caschi, scudi e quant'altro alla sottrazione delle loro misere abitazioni da parte delle forze dell'ordine al serivzio della speculazione edilizia.

Da infoaut:

Polizia cinese ha aperto il fuoco sui manifestanti tibetani

Dharamsala, 23 gennaio 2012.

Un laico tibetano identificato come Yonten e residente a Drango, una città ubicata nella Contea della Prefettura Autonoma di Kandze, è stato ucciso questa mattina dalla polizia cinese che ha sparato sulla folla per reprimere una protesta della popolazione locale. Nel darne notizia, il Centro Tibetano per i Diritti Umani e la Democrazia rende noto che attualmente il corpo di Yonten è custodito dai monaci all’interno del monastero di Drango.

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DISPOSITIVI DI MONITORAGGIO BIOLOGICO

L'ultimo numero de Le Scienze (gennaio 2012) ha dedicato trionfalisticamente la copertina alle dieci idee che rivoluzioneranno il nostro modo di stare al mondo. Fra le varie invenzioni “epocali” che vengono riportate all'interno, ve ne è una particolarmente degna di attenzione. Si tratta di quelle applicazioni per smartphone in grado di «monitorare parametri vitali in tempo reale», presentate nell'articolo (pg. 42) a firma di Elizabeth Svodoba.

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