Elenco Titoli Stampa questo articolo SABATO, 18 NOVEMBRE 2006 Pagina 3 - Attualità Pochissimi i disordini: a Firenze sventata un’irruzione nella sede del consiglio regionale, a Bologna presidiata la casa del premier Cortei in trenta città contro la Finanziaria I Cub: è sceso in piazza un milione e mezzo di persone. A Trieste contestato anche Illy ROMA. «Questo è stato il primo sciopero contro questo governo, non è stato facile, ma è stato giusto per il futuro del Paese». Così il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha difeso la protesta di ieri degli studenti universitari e dei lavoratori dell’università e della ricerca. Ieri erano in 20.000 a Roma a mettersi in corteo per condannare le finanziaria che taglia i fondi alla ricerca. E poi c’erano proteste degli studenti, circa 250.000 in tutta Italia, mentre circa 300.000 sono stati i lavoratori, per lo più dipendenti pubblici, che hanno aderito ai cortei sparsi in varie piazze d’Italia su iniziativa del Cobas sempre per contestare i tagli della finanziaria. A Roma si sono tenuti tre cortei, uno indetto dall’Unione degli studenti, uno indetto dai confederali e un altro dai Cobas. Secondo i dati diffusi dai Cub, la confederazione unitaria di base, lo sciopero ha coinvolto un milione e mezzo di impiegati soprattutto della scuola, delle strutture sanitarie, dei tribunali, delle agenzie fiscali, dei centri commerciali, in particolare nel nord del Paese. Le manifestazioni si sono concluse senza incidenti ad esclusione di un tentativo di irruzione nella sede del consiglio regionale della Toscana a Firenze, mentre a Bologna la polizia ha protetto la casa del presidente del Consiglio, impedendo ai manifestanti l’accesso alla via. A Milano Cobas e studenti hanno fatto un corteo con un coordinamento milanese contro la guerra. Circa un migliaio di persone - secondo le stime degli organizzatori - ha preso parte ieri, a Trieste, al corteo regionale della Cub contro la Finanziaria. La manifestazione, partita da piazza della Borsa, si è snodata lungo le vie del centro, compiendo una sosta davanti alla sede del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, dove si sono tenuti alcuni interventi dei rappresentanti del comitato promotore, contro la manovra nazionale e contro le leggi della giunta Illy, giudicati in linea di continuità con le misure del governo Berlusconi.
|