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No Tav News nella bassa friulana
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Coordinamento No Tav Tuesday, Nov. 14, 2006 at 10:35 AM |
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Il Piccolo Sulla conferenza con Mercalli a Bagnaria Arsa (UN MISERO TRAFILETTO per una iniziativa di oltre 200 persone)
MARTEDÌ, 14 NOVEMBRE 2006 Pagina 6 - Monfalcone Incontro con Marcalli «Corridoio 5, uno spreco di risorse e terreno fertile» BAGNARIA BAGNARIA Un nuovo «No» alla Tav, inutile spreco di risorse e terreno fertile, è stato lanciato nel corso di un incontro nella palestra comunale di Bagnaria Arsa, dal noto meteorologo Luca Marcalli. Dopo l’introduzione da parte del presidente del Comitato anti Tav di Bagnaria, Giancarlo Pastorutti, l’incontro è entrato nel vivo con l’esposizione di alcuni argomenti finora non apparsi in tutta la loro evidenza, e che il particolare punto di vista di Marcalli ha permesso di far emergere compiutamente. Si era parlato del territorio in maniera generica, ma è stato specificato che per esso deve intendersi il suolo migliore, quello fertile al primo posto nella scala dei valori, divorato dalla Tav e non più ricostruibile. Suolo fertile uguale gioielli di famiglia, l’equazione citata dal conferenziere. Che ha spiegato: non serve un nuovo tracciato perché l’attuale trasporta solo 7 milioni di tonnellate di merce contro una capacità di 10 milioni e, migliorato, la capacità salirà a 25 milioni. A fronte di progetti sovradimensionati, ci sono costi sottostimati, destinati ad aumentare di 6 volte, come l’esempio del Mugello dimostra. S’è parlato di sviluppo economico non legato alla Tav, bensì alla ricerca, e salvaguardia dell’ambiente da conseguirsi riducendo il consumo energetico che, invece la Tav aumenterà enormemente, risparmio ottenibile con l’utilizzo della «linea storica», con un modesto ammodernamento.
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Cosa succederà oggi a Cervignano?
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Coordinamento No Tav Tuesday, Nov. 14, 2006 at 10:43 AM |
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Il Piccolo MARTEDÌ, 14 NOVEMBRE 2006 Pagina 6 - Monfalcone Si profila un’articolata discussione stasera in aula. Possibile la presenza dei Comitati La maggioranza intanto non ha raggiunto il pieno accordo: è infatti possibile l’astensione di Petenel (Rc) e Nardelli (indipendente) Controproposta sull’Alta velocità La minoranza chiede la modifica del protocollo e maggiori fondi CERVIGNANO Cosa succederà stasera in Consiglio? Sarà approvato o no il protocollo d’intesa sulla Tav? E l’ordine del giorno? Riceverà il consenso di tutti i membri della maggioranza o sarà approvato con l’astensione di alcuni consiglieri? La risposta a tutte queste domande sarà nota solo al termine della seduta odierna, in programma alle 20.30, quando si scoprirà se all’interno della maggioranza sarà stata raggiunta la piena condivisione. Rifondazione comunista chiede infatti di ampliare il numero delle garanzie, mentre al di fuori della maggioranza premono due forze indipendenti: da un lato la minoranza che presenterà un ordine del giorno alternativo, dall’altro i comitati No Tav che, quasi sicuramente presenti a Cervignano, hanno diffidato i consiglieri dall’autorizzare la stipula del protocollo. Per quanto riguarda le richieste interne alla maggioranza, i temi su cui si discuterà sono riassumibili in tre punti: lo sganciamento dalla legge Obiettivo, che allo stato attuale esautora l’autonomia dei sindaci a favore della priorità progettuale, lo studio di tutte le possibilità, non esclusa l’opzione zero, e la massima trasparenza nella diffusione dei dati e degli elaborati. Il rischio immaginabile, in caso di mancato accordo, è l’astensione dei consiglieri Loris Petenel (Rc) e Alfonso Nardelli (indipendente), che hanno sempre dimostrato una maggiore contrarietà nei confronti dell’Alta velocità, mentre la posizione della minoranza, ancorché prevedibilmente contraria, è legata alla controproposta di un ordine del giorno che, a detta del capogruppo Alberto Rigotto, «sarà ancora più preciso e dettagliato rispetto a quello proposto dal sindaco». La principale richiesta della minoranza sarà la possibilità di intervenire e modificare il protocollo, istanza che non mancherà di suscitare un lungo dibattito in aula. «Il protocollo - puntualizza Rigotto - dà l’Alta velocità come una cosa certa. Noi invece chiediamo qualcosa di diverso, cioè di considerare anche le altre possibilità progettuali contemplate dalle normative europee e dal cosiddetto Corridoio 5». Altro punto dell’ordine del giorno sarà la richiesta di un «maggior risalto alle vie alternative e dunque alla linea per Vipacco, cioè una direzione non legata a Trieste e più naturale perché parallela alla superstrada per Gorizia». L’ultimo punto del documento della minoranza riguarda i 15 mila euro previsti dalla Regione per l’incarico ai tecnici professionisti. «È una cifra assolutamente insufficiente - commenta Rigotto -, bastevole forse per una corsa da Milano in Friuli. Ma se vogliamo che lo studio sia serio e approfondito, i Comuni e la Regione dovranno impegnarsi maggiormente, facendo un ulteriore sforzo economico che garantisca un’analisi accurata». Non resta che attendere la votazione, il cui esito, verosimilmente, oscilla tra due opzioni: una condivisione da parte di tutta la maggioranza, oppure un’approvazione a maggioranza ristretta. Alessandro Dose
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Note: 1) Nell'articolo si parla della Diffida dei Comitati 2) il trafiletto su Bagnaria è in alto a destra
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Il testo della Diffida
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Coordinamento Tuesday, Nov. 14, 2006 at 8:21 PM |
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Alla cortese attenzione dei Sindaci e dei Consiglieri Comunali dei Comuni di: Bagnaria Arsa Cervignano del Friuli Muzzana del Turgnano Porpetto Aiello del Friuli Ruda Fiumicello Villa Vicentina Ronchis Gonars Palazzolo dello Stella Pocenia Palmanova Teor Oggetto: Protocollo d’intesa finalizzato alla realizzazione di una infrastrutturea ferroviaria denominata “ Nuova linea AV/AC Venezia-Trieste”. Diffida
PREMESSO
-che i sottoscritti Comitati Spontanei agiscono nell’esclusivo interesse delle popolazioni coinvolte dal cosiddetto “corridoio 5”e promuovono la diffusione delle informazioni e della conoscenza tecnico scientifica elusa dalle autorità competenti. -che il 10 ottobre c. a. i Sindaci pro tempore dei comuni in epigrafe sono già stati diffidati a sottoscrivere un protocollo di intesa unitamente all’assessore regionale ai trasporti e al presidente della Provincia di Udine, finalizzato a costituire un fantomatico “Gruppo tecnico di lavoro”, incaricato di “individuare le soluzioni progettuali alternative al progetto preliminare di RFI”. -che i sindaci di cui sopra, convenuti a Cervignano del Friuli il 13 ottobre c. a. per sottoscrivere il citato protocollo di intesa non hanno potuto non prendere atto della diffida presentata dai Comitati Spontanei per la evidente gravità delle mendaci e strumentali dichiarazioni contenute nel protocollo anzidetto. -che il testo originario è stato di conseguenza emendato dalle affermazioni più compromettenti e predisposto per soggiacere alla preventiva approvazione dei rispettivi consigli comunali, onde non incorrere nell’esplicito abuso di competenza lamentato nella diffida. -che, nonostante le modifiche apportate, nella nuova versione sottoposta all’approvazione dei consigli comunali è ancora più plateale la strumentale e tardiva chiamata in causa degli amministratori locali e quindi la loro subalternità ai voleri di Rete Ferroviaria Italiana SpA, condivisi dal vertice regionale, materializzati da un progetto che, pur essendo in avanzata fase di realizzazione, ad oggi le amministrazioni locali non hanno mai preteso o ammesso di conoscere. -che nella nuova versione del protocollo persiste la mendace e fuorviante affermazione secondo la quale “all’inizio del mese di maggio 2006 Rete Ferroviaria Italiana SpA ha presentato alla Regione le indicazioni del tracciato della linea AV/AC compreso tra i fiumi Tagliamento e Isonzo e che le opere ivi indicate implicano un rilevantissimo impatto ambientale e sociale” , affermazione che appare falsa e riduttiva anche alla luce degli elaborati pervenuti ai Comitati NO TAV e da questi immediatamente divulgati, analizzati in sedute pubbliche e subito contestati con lettera indirizzata al Governatore Riccardo Illy in data 5/8/06, elaborati che non sono semplici “indicazioni del tracciato” come oggi si vuol far credere ma componenti essenziali di un progetto preliminare vero e proprio che si continua ad occultare. -che nonostante tali presupposti i sindaci sono chiamati a dare vita ad un organismo surrettizio costretto ad accreditare l'esistenza di una grave deficienza progettuale sulla base di semplici “indicazioni del tracciato” e condividere una revisione progettuale pilotata, decontestualizzata, ovvero limitata a ritocchi marginali, tale da non mettere in discussione i criteri ispiratori del progetto nel suo insieme e da giustificare nuovi sperperi di denaro pubblico inscenando un surrogato di partecipazione democratica. -che la strumentale chiamata in causa dei consiglieri comunali in epigrafe può tradursi in un grave danno per le popolazioni da esse rappresentate, quando sarebbe legittimo pretendere la abrogazione della cosidetta “Legge Obiettivo”, così come già riconosciuto alle comunità della Val di Susa, sulle quali peraltro incombe un impatto ambientale ben più lieve di quello preventivabile nella tratta Venezia-Trieste-Confine di Stato.
TUTTO CIO' PREMESSO Le SS.VV. sono diffidate dall'autorizzare la stipula del protocollo di intesa di cui all'oggetto per quanto tale decisione possa risultare lesiva degli interessi delle popolazioni rappresentate e del pubblico erario, fermo restando che la presente comunicazione sarà inoltrata alla Procura della Repubblica di Udine per quanto di competenza, rilevando infine che, qualora la documentazione, riguardante il progetto AV/AC, richiamata nel citato protocollo d’intesa, non fosse stata regolarmente protocollata presso gli uffici comunali e quindi resa pubblica e accessibile, si procederà ad una specifica denuncia per omissione di atti di ufficio e per falso ideologico.
12 novembre 2006
Coordinamento No Tav
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Il Gazzettino 15 novembre
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Coordinamento Thursday, Nov. 16, 2006 at 12:53 AM |
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Mercoledì, 15 Novembre 2006
CERVIGNANO Tav, sì al Protocollo. Paviotti:«Una scelta laica, per capire meglio» Cervignano
Si al protocollo d'intesa sull'Alta Velocità. Dopo una delle sedute più partecipate degli ultimi anni, con la presenza in aula di decine di appartenenti ai movimenti No Tav, il consiglio comunale ha dato il proprio parere favorevole alla firma del documento concordato lo scorso 13 ottobre dai sindaci dei comuni interessati, Regione e Provincia.
Un testo passato coi voti della sola maggioranza, che ha peraltro registrato tra le proprie fila la presentazione di più emendamenti di Loris Petenel e Alfonso Nardelli, e integrato da un ordine del giorno presentato dal sindaco Pietro Paviotti. «Un documento - ha sottolineato il primo cittadino - che affida al sottoscritto il mandato di operare attivamente, seguendo le direttive del consiglio comunale, all'interno del Gruppo Tecnico di Lavoro in cui verranno prese le decisioni per la realizzazione dell'Alta Velocità sulla tratta Portogruaro-Ronchi dei Legionari». «La scelta migliore - ha commentato - per affrontare in modo laico una problematica su cui attualmente nessuno può avere certezze senza gli studi previsti dal protocollo».
Contrario, invece, il voto dell'opposizione che, a sua volta, aveva presentato un proprio ordine del giorno. «Approvare il protocollo senza la possibilità di apportare modifiche è un non senso. Stiamo parlando - ha accusato il capogruppo Alberto Rigotto - di un documento non neutro, fortemente triestinocentrico e con pesanti ripercussioni sulla Bassa friulana. Perché non valutare altre opzioni come il potenziamento delle linee esistenti o il passaggio più naturale attraverso Gorizia?». Critiche anche sui finanziamenti: «È impensabile - ha proseguito Rigotto - investire solo 15mila euro per spesare i tecnici preposti alla valutazione dell'opera. Ricordando sempre che la Tav è solo una delle applicazioni operative del Corridoio V».
Scetticismo parzialmente condiviso dal consigliere di Rifondazione, Loris Petenel: «Il protocollo d'intesa definisce le regole, l'ordine del giorno presentato, invece, definisce i compiti assegnati al sindaco. Se tutti i consigli comunali interessati approvassero un ordine del giorno che senso avrebbe?».
«Quello di spazzare via il tracciato proposto da RFI (Reti Ferrovie Italiane, ndr) e giudicato da tutti inaccettabile», è la risposta fornita dal capogruppo di maggioranza Mauro Travanut . «Non trovo una sola ragione per non approvare il protocollo. Anzi, grazie all'ordine del giorno proposto dal sindaco consentiamo ai cervignanesi di esprimere la propria posizione sulla vicenda». «Inoltre - ha concluso - la presenza di quattro professionisti specializzati all'interno del Gruppo Tecnico di Lavoro consentirà di affrontare la questione dell'Alta Velocità con la massima imparzialità».
Andrea Doncovio
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Messaggero Veneto sabato 18
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Coordinamento Saturday, Nov. 18, 2006 at 2:47 PM |
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SABATO, 18 NOVEMBRE 2006 Pagina 18 - Udine CERVIGNANO. Il Consiglio comunale ha espresso il suo verdetto favorevole alla firma del Protocollo d'intesa relativo al Tav. Tre i documenti che sono stati proposti al voto, l’altra sera, in aula: un odg dei consiglieri di minoranza, un altro proposto dal sindaco, il terzo sotto forma di emendamenti presentato da due consiglieri di maggioranza, Petenel di Rc e Nardelli, indipendente. Tre diversi risultati: è stato infatti respinto il primo documento che ha ottenuto solo 9 voti favorevoli (gli otto della minoranza alla quale si è unito Nardelli), un astenuto (Petenel), 11 invece i contrari. Bocciati anche gli emandamenti con 10 voti contrari (i due dei consiglieri che hanno presentato il documentoi più gli otto dell'opposizione, nessun astenuto avendo il resto della maggioranza (11 voti compreso quello del sindaco) votato compatto contro il documento dei loro colleghi di schieramento. Infine l'odg del sindaco, per l'autorizzazione a firmare il Protocollo, sul quale lo stesso sperava di ottenere un ampia maggioranza onde potersi sedere, con maggior valenza, al tavolo di concertazione da istituirsi. Ma, pur ottenendo l'approvazione, il risultato non è stato brillante: 11 i voti a favore, due gli astenuti (Petenel e Nardelli), ben otto i contrari. Un muro contro muro che, considerata l'importanza del problema per Cervignano e il territorio non è certamente il massimo. «Trattasi di una vittoria di Pirro - il commento di Alberto Rigotto, capo gruppo di opposizione - gli emendamenti sono stati bocciati per il voto del sindaco, contrario a due suoi colleghi di lista e, pur democraticamente accettabile, è una stortura». In effetti l'unico documento sul quale si poteva ottenere l'unanimità era proprio quello degli emendamenti che non chiedeva l’impossibili ma soltanto di «di stralciare dalla legge obiettivo, vera spada di Damocle sulla testa dei Comuni tutti, il tratto del tav Ronchi - Portogruaro»; mentre l'ordine del giorno del sindaco recitava, in maniera più indefinita, «di superare i vincoli della legge obiettivo». Alberto Landi
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