Domani saranno in piazza da una parte Verdi, disobbedienti e immigrati, dall'altra Cgil, Prc, Legambiente e altri residenti stranieri.
E' stata autorizzata dal questore la manifestazione di domani promossa dal centro sociale Pedro. Partenza dunque alle 15 dalla stazione, dietro lo striscione Padova libera. Dopo la manifestazione (e le botte) di domenica scorsa in via Grassi, nei pressi di via Anelli, dunque, una nuova giornata di «informazione e comunicazione», come sottolineano gli organizzatori. Per ribadire che i problemi della città vanno affrontati con il dialogo e non certo con i ghetti, con i muri, con la repressione. Al corteo aderiscono i Verdi che ieri hanno ribadito la speranza che «questa manifestazione determini la ripresa di un dibattito serio sulle questioni che riguardano l'amministrazione di questa città. In due anni il governo di centrosinistra - dice la consigliera comunale verde Aurora d'Agostino - è rimasto silente su questioni come la tossicodipendenza e il proibizionismo che sono il problema principale di via Anelli, da affrontare non con i muri ma con politiche di riduzione del danno». Ma il dibattito, per i Verdi (che sono usciti dalla maggioranza cittadina proprio su queste questioni), deve riprendere anche su nodi fondamentali come il traffico, l'urbanistica, l'ambiente. Domani in piazza ci saranno anche i residenti di via Anelli. Nonostante il tentativo di dividere i buoni dai cattivi operato da una parte della sinistra padovana (in consiglio comunale, l'altra sera, dopo le cariche, il sindaco e membri della maggioranza hanno usato toni molto forti contro i Verdi ma anche contro i disobbedienti e una parte di migranti), i cittadini migranti di via Anelli non si sono lasciati intimorire. Ieri hanno affidato a una lettera la loro posizione di condanna delle cariche di domenica scorsa. Ma hanno soprattutto ribadito che sono ormai dieci anni che via Anelli vive in una situazione di degrado ed è diventata luogo di vendita di droghe. «Il vero obiettivo di tutti, abitanti delle vie limitrofe compresi - dicono i cittadini di via Anelli - dev'essere quello di chiudere il ghetto». Gli abitanti chiedono che senso abbia «spendere centinaia di migliaia di euro per muri, check-point e misure di polizia che rendono insopportabile la vita di chi è rimasto a vivere in via Anelli, proprio quando si sta provvedendo finalmente a chiudere le palazzine? Tanto più che le palazzine rimaste sono in condizioni di totale degrado: acqua che sgorga dalle pareti con fili scoperti, condizioni di sporcizia inaudite, stato di abbandono totale». La lettera è firmata da una trentina di cittadini nigeriani, marocchini, senegalesi, rom, rumeni. Tutti dicono che saranno in piazza anche per chiedere al governo di centrosinistra la chiusura dei cpt, l'abolizione della Bossi-Fini, ma anche per contestare la proposta Amato sull'immigrazione. La manifestazione sarà in sintonia e vicina a quella di Roma contro la guerra e le missioni militari. Gli organizzatori hanno ribadito che vogliono una manifestazione comunicativa, e quindi invitano la città a partecipare. Intanto alcune associazioni immigrati promotrici di una manifestazione contro la Bossi-Fini, la delinquenza e lo spaccio hanno fatto sapere che cambieranno il percorso del loro corteo, a quanto pare per evitare di avere tra loro anche i partecipanti all'altra manifestazione. Questo secondo corteo partirà dalla fiera e arriverà fino a via Anelli. A questa manifestazione aderiscono tra gli altri Prc, Cgil e Legambiente. L'iniziativa si concluderà con una preghiera multiconfessionale. Gli unici a gongolare di fronte a questo tentativo di dividere migranti e cittadini sono gli esponenti della destra. Intanto il rapper Caparezza, che una settimana fa aveva ricevuto una lettera dal sindaco Flavio Zanonato che lo invitava a non partecipare alla manifestazione di domenica scorsa, ieri ha risposto al primo cittadino padovano. «Lei mi ribadisce che non si tratta di un muro ma di una recinzione - scrive il cantante - Per me non cambia molto. Un muro è culturalmente, ideologicamente un muro anche se fatto di polistirolo ed è altrettanto ovvio che non stiamo parlando di un muro che separa il bagno dalla camera da letto. Mi rendo conto che la situazione nel "sempre più ghetto" di via Anelli non sia facilmente gestibile, ma l'innalzamento di questa separazione con l'istituzione dei check point, (anche su questo ho letto altrove il suo punto di vista:"Non mi possono dire che due camionette di carabinieri sono un check point") mi appare quantomeno estremo».
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