IL CASO
L’Alta velocità sfratta il villaggio punk
Via i container dell''Isola che non c’è'
Arrivano i cantieri Tav, in autunno addio al centro voluto dalla giunta Guazzaloca nel 2001. Possibile il trasferimento dei ragazzi al dormitorio di via del Gomito
IL CASO Bologna, 14 agosto 2006 - L’Alta velocità ‘sbaracca’ anche l’Isola che non c’è. Chiude entro l’autunno il villaggio dei punkabbestia in via dell’Industria. Centro d’accoglienza aperto dal sindaco Giorgio Guazzaloca nel 2001, proposto come esperimento innovativo per risolvere in un colpo solo i bivacchi e provare a recuperare i ragazzi di strada. Si mise d'impegno l’assessore alla Sicurezza, Gianni Monduzzi.
All’inizio nei container vivevano una trentina di persone, ospiti di passaggio a parte. Oggi sono meno di venti. Dove andranno? Il Comune ha chiesto un progetto alla ‘Rupe’, la cooperativa che gestisce il villaggio, la stessa che si occupa del dormitorio in via del Gomito. E proprio là potrebbero essere trasferiti i punkabbestia. Sistemazione che prima devono accettare. Con qualche regola. Due su tutte: non sono ammesse sostanze e non si può dormire con il cane. Per gli animali ci sono le cucce, undici quelle disponibili. Tutti occupati, invece, i trenta letti. Ma in Comune ragionano così: in altri dormitori ci sono posti liberi. Quindi si potrebbero trasferire là alcuni ospiti per accogliere gli ‘sfollati’ dell'Isola.
Al rientro dalle vacanze il vicesindaco Adriana Scaramuzzino ne discuterà con la cooperativa. Quella di un dormitorio diviso a metà sembra oggi l’ipotesi più realistica, visto anche che le casse comunali piangono e l’amministrazione non sembra intenzionata a cercare un’altra area da attrezzare. Molto dipenderà anche dall’assessore al Bilancio, Paola Bottoni. Lo scenario di maggio non era così roseo, vedremo come sarà il riepilogo d'autunno.
Il villaggio di via dell’Industria rientra nella rivoluzione dei Servizi sociali che si dovrà realizzare da qui alla fine dell’anno. Scadute le convenzioni per i dormitori, gli sportelli, il centro diurno e l’unità di strada, dopo le proroghe di questi mesi si dovrà andare a trattativa privata, punto intermedio in attesa delle gare e prima possibilità per impostare un cambiamento, intanto. Ad esempio sulle politiche di riduzione del danno.
I Servizi sociali ultimamente si scontrano con una fascia di ‘consumatori problematici’ di droga che esce dagli schemi del tossicodipendente classico. Sono, ad esempio, i giovanissimi ‘agganciati’ in piazza Verdi dal camper della solidarietà’. Esperimento costato al Comune 32mila euro.
di Rita Bartolomei
ilrestodelcarlino.quotidiano.net/chan/bologna:5430211:/2006/08/14:
|