Messaggero Veneto 4 luglio
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MARTEDÌ, 04 LUGLIO 2006 Pagina 15 - Udine San Giorgio. Udienza il 17 novembre per l’ex vertice del Consorzio depurazione, imprenditori, dipendenti di Provincia e Regione Si sono già costituiti parte civile Wwf e ministero dell’Ambiente e tutela del territorio Disastro ambientale: 8 a processo Il caso del “tubone” approderà in dibattimento: il gup del Tribunale di Udine ha disposto i rinvii a giudizio Secondo la Procura gli scarichi dell’impianto avrebbero inquinato la laguna UDINE. Otto rinvii a giudizio, un patteggiamento e un proscioglimento. È terminata così, ieri pomeriggio, davanti al Gup del Tribunale di Udine Giuseppe Lombardi, l’udienza preliminare sul caso del “Tubone” di San Giorgio di Nogaro. Sarà dunque il dibattimento a fare chiarezza su una indagine delicatissima che da anni ruota attorno all’attività del Consorzio depurazione laguna: secondo l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Luigi Leghissa, l’impianto di depurazione avrebbe smaltito abusivamente tonnellate di rifiuti, provocando un disastro ambientale con pericolo per l’incolumità pubblica. A subire le principali conseguenze del presunto inquinamento sarebbe stato soprattutto l’ambiente marino. Le difese daranno battaglia in aula, cercando invece di dimostrare la correttezza delle procedure adottate dal Consorzio. Il processo si terrà il 17 novembre in Tribunale a Udine. Le imputazioni sono diverse e spaziano a vario titolo, differenziate per tutto il consiglio d’amministrazione del Consorzio del 2002, per funzionari di Provincia e Regione, tecnici, dipendenti e imprenditori. Le principali accuse sono rivolte a tre degli otto imputati: si tratta di Gianfranco Turchetti, 52 anni, di San Giorgio di Nogaro, ex presidente del Consorzio di depurazione Bassa friulana (oggi Consorzio depurazione laguna); Claudio Feruglio, 60 anni, di Cervignano, nela sua veste di responsabile della gestione degli impianti del Consorzio; Alessandro Florit, 42 anni, in qualità di direttore tecnico. A loro tre si contesta l’illecito smaltimento di rifiuti, attività diretta a cagionare un «disastro ambientale innominato» provocando un pericolo per l’incolumità pubblica. Tra le condotte ipotizzate vi è anche quella d’aver fatto confluire nel cosiddetto Tubone rifiuti incompatibili con le capacità di smaltimento degli impianti in funzione nello stesso, che li riceveva a un prezzo inferiore a quello di mercato e comunque inferiore al costo industriale del corretto processo di smaltimento del rifiuto stesso. Ciò fino al febbraio 2003, data del sequestro. Sono inoltre a giudizio anche Claudia Silvestro, 45 anni, di Povoletto, ex dirigente della Provincia responsabile tecnico dell’istruttoria autorizzativa dell’impianto, risponde di falso in concorso con l’ex presidente Turchetti. Secondo il pm Luigi Leghissa titolare dell’inchiesta, le informazioni e i dati non corrisponderebbero al vero. Un’accusa di abuso d’ufficio è contestata al dirigente regionale Giorgio Pocecco, 54 anni, di Duino Aurisina, in relazione al suo ruolo di responsabile del procedimento amministrativo per il rilascio dell’autorizzazione all’impianto. Un’ipotesi di concorso nello smaltimento abusivo di ingenti quantità di rifiuti è contestata ai vertici del Consorzio e agli imprenditori Giovanni Antonio Di Taranto, 66 anni, di Mogliano Veneto, quale amministratore unico della Fww a Pasian di Prato; a Roberto Andreani, 57 anni, manager fiorentino della Fingel di San Giorgio di Nogaro; a Vittorio Baldo, 56 anni, di San Biagio di Callalta (Treviso), consigliere d’amministrazione della Centro risorse srl di Motta di Livenza. Non luogo a procedere per Cristina Luci, di Bicinicco, coinvolta per il ruolo di vertice rivestito nella Depura spa di Povoletto: il Gup l’ha prosciolta perchè il fatto non sussiste. Nel processo ci sono due parti civili: il Wwf e il ministero dell’Ambiente. Ha patteggiato sei mesi di reclusione convertiti in una pena pecuniaria (con la condizionale), Andrea Targato, 32 anni, di San Giorgio di Nogaro, dipendente del Consorzio, accusato d’aver violato alcuni sigilli dell’Arpa in concorso con il responsabile della gestione impianti.
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