Messaggero Veneto
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DOMENICA, 18 GIUGNO 2006 Pagina 7 - Gorizia Un marocchino scappa dal Cpt Il Sap: sistema d’allarme inefficace. Ieri presidio e visita di parlamentari GRADISCA. «Il problema è che ci sono “zone d’ombra” nel primo perimetro di sorveglianza, quello monitorato dalle telecamere e dotato di sistemi d’allarme. Il risultato è che una persona agile è in grado di raggiungere la recinzione esterna e le forze dell’ordine possono intervenire soltanto quando ormai è troppo tardi». Questa la considerazione espressa ieri dal segretario provinciale del Sindacato autonomo di polizia, Angelo Obit, dopo la terza evasione dal Cpt, l’altra notte, da parte di un giovane marocchino. La fuga del giovane immigrato clandestino di nazionalità marocchina (della quale riferiamo anche nelle pagine dell’attualità) ha riproposto insomma il problema della sorveglianza nel Cpt gradiscano, problema già emerso in aprile quando altri due clandestini erano riusciti a scavalcare la recinzione perimetrale ma uno dei due era stato ripreso dalle forze dell’ordine prima che riuscisse ad allontanarsi mentre l’altro era stato “intercettato” mentre vagava nella zona industriale, dopo 14 ore dalla fuga. Ecco la dinamica dell’ultima evasione: durante la notte tra venerdì e sabato il giovane marocchino è riuscito a transitare in una delle suddette “zone d’ombra” del Cpt nelle quali l’efficacia delle telecamere e degli allarmi, evidentemente, è ridotta. Fatto sta che da quanto si è potuto apprendere il giovane è giunto fino alla recinzione perimetrale esterna del Cpt, nel lato posteriore rispetto all’ingresso della struttura che dà su via Udine. L’allarme è scattato solamente quando il marocchino aveva ormai cominciato ad arrampicarsi sulla recinzione, troppo tardi perché gli uomini delle forze dell’ordine, che pure si sono subito precipitati verso la recinzione, potessero riuscire a bloccarlo. A quel punto il marocchino non ha avuto problemi a “scomparire” nella notte attraverso i campi. Subito sono scattate le ricerche da parte di polizia e carabinieri che fino a ieri sera non avevano dato esito. “Purtroppo è un problema ormai acclarato – ha sottolineato ieri Obit – e non cambierebbe anche se gli agenti impegnati nella sorveglianza fossero più numerosi. Bisognerebbe riposizionare i sistemi di sorveglianza elettronica e poi effettuare delle prove per evitare che si ripetano episodi come questi per i quali poi, a fare brutta figura, sono le incolpevoli forze dell’ordine. Purtroppo è impossibile acciuffare qualcuno se l’allarme suona solamente quando il fuggitivo sta già scavalcando la recinzione esterna”. La fuga del giovane marocchino ha costituito il “fuoriprogramma” meno atteso (e più apprezzato dai militanti anti cpt) del presidio pacifico organizzato dall’ “assemblea permanente contro il Cpt”, contestuale alla visita delle parlamentari Luana Zanella e Sabina Siniscalchi. La manifestazione, alla quale ha partecipato anche il consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz, è proseguito fino a sera. Un Metz che ha avuto parole dure nei confronti del prefetto di Gorizia Roberto De Lorenzo “è aberrante – ha affermato – che sia ancora al suo posto visto il modo in cui ha gestito la questione Cpt” e che ha auspicato che ci siano ulteriori fughe. Nel corso della manifestazione non è mancato il “colore” con la comparsa anche di due sagome raffiguranti il presidente della Repubblica Napolitano ed il governatore Illy accusati di “tollerare” di fatto la permanenza dei Cpt. Piero Tallandini
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