Mani Rosse? Tana libera tutti!
Nella prima mattinata di oggi su numerosi cavalcavia di Bergamo e provincia sono comparsi diversi striscioni raffiguranti le ormai celebri mani rosse, accompagnate dalla scritta "tana libera tutti". Finalmente il mistero è svelato!
E' uno dei giochi per bambini più universali e famosi: guardie e ladri.
Tutte quelle mani rosse per le strade della città rappresentano quella che i bambini e le bambine di tutto Italia (e non solo..) chiamano gergalmente "toppa" o, per l'appunto, "tana". Il gioco ovviamente ha le sue varianti geografiche (da città a città, da quartiere a quartiere, da isolato a isolato..), ma la tradizione vuole che ogni ladro o ladra, per liberarsi dalla "caccia" delle guardie, debba toccare la "toppa", o "tana" (per intenderci, il luogo dove avviene, da parte delle guardie, la conta del tempo accordato ai ladri per nascondersi) gridando "per me". Può accadere però che un ladro o una ladra, giunti alla toppa, decidano di gridare "per tutti" o, come nel nostro caso, "tana libera tutti", liberando anche coloro che non sono ancora giunti alla "toppa" e che, perciò, non sono ancora liberi.
E' un gesto di solidarietà splendido e soprattutto innocente, come può essere solo un bambino o una bambina. Riprodurlo in città per noi ha significato un modo di evocare il desiderio di libertà che sappiamo di condividere con tanti e tante abitanti di questo così disastrato pianeta.
A cosa si faceva riferimento nello specifico? Questo ce l'hanno suggerito gli stessi giornalisti autori dei vari articoli sulle mani rosse. Abbiamo letto su "L'Eco di Bergamo" di "mani dell'occidente insanguinate per la guerra in Iraq"; di solidarietà con i venditori di fiori messicani, colpiti dalla ferocia repressiva della polizia (una triste riproposizione di quanto visto a Genova nel 2001, come dire che tutto il mondo è paese..); di una denuncia della carenza di spazi di aggregazione giovanile in città, una responsabilità di cui l'attuale giunta, come le precedenti, dovrà rispondere, così prodiga nel concedere spazi ai vari "sempre amici" commercianti.
Queste cose non le abbiamo dette noi, sono i giornalisti delle varie testate locali che hanno riempito quelle mani rosse di significato, probabilmente conquistati e ispirati da ciò che esse evocano, nella loro ludicità e, tanto carente negli adulti, spontanea sincerità.
Infine, vorremmo soffermarci su un'altra tematica sollevata nei giorni scorsi intorno al rebus delle mani rosse, proprio da "L'Eco di Bergamo" e, per noi, assai prioritaria in questo momento. Il nostro pensiero và ai e alle 25 giovani arrestat* per essersi oppost* alla parata nazi fascista della Fiamma Tricolore, l'undici marzo scorso a Milano. La Resistenza e l'antifascismo sono in questo paese tanto fondanti quanto troppo spesso ridotti al mero ricordo vuoto e inattuale.
Annunciamo con questo comunicato che, raccogliendo la tematica suggerita dal giornalista de "L'Eco di Bergamo", le mani rosse omaggeranno della loro creativa presenza la manifestazione in programma per sabato 17 a Milano, per chiedere con forza la liberazione dei e delle 25 antifa dell'undici marzo, scorgendo in questa richiesta un gesto di libertà e giustizia.
Non temete.. le mani rosse saranno ben visibili! Libere tutti!
"..provate pure a credervi assolti, siete per sempre coinvolti.."
Le mani rosse
|