L’Ispettorato del lavoro alimenta le speranze di un posto ...
L’Ispettorato del lavoro alimenta le speranze di un posto fisso per i 3.800 precari di Atesia. Secondo le prime indiscrezioni, le indagini sulla regolarità dei contratti dei collaboratori dei call center della società del gruppo Almaviva-Cos, che fa campo all’imprenditore romano Alberto Tripi, avrebbero un esito clamoroso: gli addetti «atipici» in realtà sarebbero risultati lavoratori subordinati a tutti gli effetti.
Ed avrebbero dunque diritto al contratto di assunzione. La novità è emersa mentre è in corso un braccio di ferro fra sindacati e azienda sull’applicazione dell’accordo dell’11 aprile, che prevede un percorso di stabilizzazione solo per una parte dei precari e con tempi lunghi. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, si prepara a convocare le parti per tentare la mediazione. A pagina 5
Indiscrezioni sulle indagini: «Sono lavoratori subordinati». Il ministro Damiano cerca la mediazione Precari Atesia, svolta nella vertenza Secondo una relazione dell’Ispettorato, i contratti di 3.800 atipici sarebbero illegittimi
L’ispettorato del Lavoro potrebbe imprimere una clamorosa svolta alla vertenza dei 3.800 precari di Atesia, l’azienda di call center telefonici del gruppo Almaviva-Cos dell’imprenditore romano Alberto Tripi, rilevata da Telecom Italia. Secondo quanto trapela del ministero del Lavoro, le indagini svolte nelle scorse settimane dagli ispettori avrebbero accertato che le mansioni, gli orari e gli incarichi ricoperti dai precari rientrerebbero nella fattispecie del «vincolo di subordinazione». In altre parole, secondo la normativa vigente, nonostante le forme di flessibilità introdotte dalla legge 30 (la cosiddetta riforma Biagi) e dal contratto per i call center, gli addetti di Atesia avrebbero il diritto di essere inquadrati come dipendenti e non come collaboratori. L’esatto contrario della situazione attuale: su 4 mila lavoratori, solo 200 sono dipendenti.
Gli altri sono appunto «collaboratori a progetto» e guadagnano fra i 500 e gli 800 euro lordi al mese. La novità è emersa mentre si sta inasprendo il braccio di ferro fra sindacati e azienda, con il nuovo ministro del Lavoro, Cesare Damiano, entrato in campo per tentare la mediazione. L’11 aprile, dopo anni di proteste degli addetti in attesa di un posto fisso, era stato siglato un accordo fra i sindacati e l’azienda. L’intesa prevedeva un percorso di stabilizzazione graduale per una parte dei precari, attraverso i contratti di apprendistato e di inserimento. «L’accordo era stato firmato sul presupposto che i contratti di collaborazione fossero legittimi - spiega Cecilia Taranto, della segreteria della Cgil di Roma e Lazio, che ha seguito dall’inizio la vertenza -. Quando però sono partite le indagini dell’Ispettorato del lavoro, è emersa chiaramente l’esigenza di congelare l’accordo, in attesa dei risultati degli accertamenti. Se fosse appurato che le prestazioni degli addetti devono essere inquadrate come lavoro dipendente, è chiaro che va tutto rivisto». Per questo il 17 maggio la Cgil aveva chiesto la sospensione degli effetti dell’intesa di aprile.
Il sindacato, proprio in attesa del verdetto degli ispettori, aveva anche rinviato il referendum fra i lavoratori sull’intesa siglata. Il gruppo Almaviva-Cos procede invece nel solco tracciato, nonostante l’invito alla pausa di riflessione sia stato rilanciato anche dal ministro Damiano, che come ex sindacalista ha mostrato una spiccata sensibilità per il caso dei precari di Atesia. «Quell’accordo per noi è valido e lo applichiamo», dicono dall’azienda.
La relazione finale degli ispettori del lavoro dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Che cosa succederà? Difficile prevederlo. Anche se gli ispettori confermassero il diritto al contratto di lavoro subordinato dei precari, l’assunzione non sarebbe né scontata, né immediata. Però lo scenario cambierebbe. E si aprrebbe la strada ai ricorsi in tribunale.
«Come sindacato siamo molto preoccupati - commenta Walter Schiavella, segretario della Cgil di Roma e del Lazio - per l’intransigenza mostrata dall’azienda, quando il buon senso avrebbe suggerito a tutti di fermarci a riflettere. Non chiediamo cose folli. Vogliamo però che prima di applicare un accordo nato con altri presupposti, si attenda l’esito del lavoro degli ispettori. Sulla base della relazione, vogliamo portare la questione al tavolo con il governo». E il ministro Damiano è già pronto a convocare le parti.
Paolo Foschi corriere della sera (cronaca di roma) 7/6/2006 -----------------------------
COMUNICATO STAMPA
La vertenza dei precari e delle precarie di Atesia è giunta ad una fase decisiva della lotta che richiede il sostegno e la partecipazione di tutte e tutti coloro che si battono contro la precarietà.
Per questo riteniamo necessario, dopo la grandiosa riuscita dello sciopero del 1 giugno ad Atesia, sostenere la mobilitazione davanti al Ministero del lavoro (via Veneto, 56), organizzata dal Collettivo PrecariAtesia, per venerdi 9 giugno 2006 dalle ore 11, per chiedere:
- il reintegro dei 400 licenziati/e anche sotto forma di mancati rinnovi contrattuali;
- il rifiuto dellaccordo dell'11/4/06 e lapertura di un tavolo di trattative con il Ministro C. Damiano, lazienda e la partecipazione diretta delle lavoratrici e dei lavoratori per la stabilizzazione di tutte e tutti con il contratto a tempo indeterminato.
ARCI - ATTAC ITALIA CLaRO - Confederazione Cobas ESC - FIOM-CGIL FP - CGIL LOA Acrobax PRC Dipartimento nazionale lavoro Sincobas
Roma, 6 giugno 2006
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