SOMMARIO: Montefibre, SArdegna, Kami, Alcatel, Cosmed,
Atesia, Tabacco, Ferrovie di Napoli, Alcatel, Sacal,
Campania
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29 maggio 2006
MONTEFIBRE: VERTENZA CONCLUSA http://www.sardegnaoggi.it/
Sono stati siglati a Roma gli accordi per l' attivazione decreto Maroni per i 140 operai della Montefibre. E' stata concessa la cassa integrazione straordinaria in deroga dal 1 gennaio 2006 sino al 31 dicembre 2007. Montefibre si è impegnata a mantenere l'incentivo di 350 euro lordi al mese fino al 31 dicembre 2008, mentre la Regione, alla fine del periodo di cassa integrazione assumerà i lavoratori a tempo determinato per un anno. La svolta nella vertenza è stata ottenuta grazie all’impegno finanziario della Regione che assumerà a tempo determinato i lavoratori Montefibre per tutto il 2008 (terza annualità del Decreto Maroni) e si farà inoltre carico dell’accompagnamento alla pensione per il 2013 ed il 2014. Montefibre coprirà 2015 e 2016.
30 maggio 2006
SIBER, MASTER, PLASTECO, PLATINUM: ANCORA CASSA INTEGRAZIONE http://www.sardegnaoggi.it/
All’accordo per l’attivazione della Cigs in deroga per 64 dipendenti della Siber di Marrubiu (CA), che ha consentito di evitare i 68 licenziamenti paventati in una fase iniziale dall’Azienda, è seguita la firma di altri tre verbali per l’attivazione l’attivazione della mobilità in deroga sino al 31 dicembre 2007 per 64 lavoratori di altre tre aziende, tutte con stabilimenti a Bolotana in provincia di Nuoro e tutte e tre in fallimento: 21 della Master sarda, 31 della Plasteco e 12 della Platinum.
KAMI: LICENZIAMENTO DI RSU http://www.ecodelchisone.it/
Si avvicina la scadenza di inizio giugno per il rinnovo delle rappresentanze sindacali e alla Kami di Airasca il clima tra Rsu e azienda si surriscalda. La Fiom-Cgil, il sindacato più forte all'interno della Skf e delle aziende satellite denuncia un clima di intimidazione nei confronti dei suoi iscritti "condotta - affermano in un volantino - scrupolosamente mese per mese attraverso provvedimenti disciplinari, intimidazioni, pressioni all'autolicenziamento". La goccia che ha fatto traboccare il vaso risale al 22 maggio scorso quando alla Kami, azienda del gruppo Cmsp, 80 dipendenti, con stabilimento all'interno dell'area Skf di Airasca dove si producono gabbie per cuscinetti per la multinazionale svedese, ha licenziato Claudio Bonino, impiegato ed esperto sindacale della Fiom. La motivazione addotta dall'azienda è testualmente: "insubordinazione nei confronti di un suo superiore". Per protestare contro il licenziamento di Claudio Bonino giovedì 25 scorso è stato indetto uno sciopero di quattro ore con presidio davanti ai cancelli della Kami.
31 maggio 2006
ALCATEL: OPERAI BLOCCANO LA AALARIA http://www.ilmanifesto.it/
Alle 13 di ieri i lavoratori dell'Alcatel di Rieti hanno bloccato la via Salaria, dopo che era stato loro vietato di manifestare davanti al ministero delle attività produttive durante le trattative. La riunione si è poi conclusa con la revoca della messa in libertà dei lavoratori, il ripristino dell'agibilità dello stabilimento e un nuovo approfondimento del piano industriale. Sono queste le tre proposte avanzate dal ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani. Proposte accolte dalle parti, che hanno accettato di riprendere il tavolo.
01 giugno 2006
COSMED: SFRUTTAMENTO DA CALL CENTER http://www.ilmanifesto.it/
Storie di precarietà dal gruppo Cos, questa volta su un appalto della tv satellitare Sky di Rupert Murdoch. Retribuzioni a cottimo, con salari medi di 230 euro al mese, contrattini rinnovati ogni tre mesi, licenziamenti (o meglio, non rinnovi) quando una malattia si prolunga qualche giorno in più o devi operarti di tonsillite. Fuori, ovviamente, chi alza la testa e sciopera (o meglio, si "astiene dal lavoro"): molti ribelli erano inclusi tra i 34 operatori non rinnovati a maggio, un po' come è accaduto ad Atesia. Siamo a Palermo, al call center della Cosmed. E altri - chi oggi continua a stare in piazza - potrebbero saltare alla prossima data X, il 31 luglio. Ma i lavoratori non si arrendono: la scintilla che ha provocato le proteste, due settimane fa, è stata la proposta fatta dalla Cos di abbassare il compenso per telefonata. Si compete meglio se invece dei vecchi 70 centesimi, se ne pagano 45. Questa la cifra offerta a metà maggio agli 800 cocoprò in appalto per Sky. Non viene retribuito tutto il tempo che passi in azienda, ma solo per quello che effettivamente "parli": devi mantenere una media mensile di 3 minuti a chiamata, e se vai sotto il compenso ti viene proporzionalmente decurtato. Ma essendo queste chiamate in ricezione, potresti anche non ricevere telefonate per parecchio tempo, e tutto il lavoro non parlato, nonostante sia in attesa per conto dell'azienda, è gratuito. La proposta dei 45 centesimi ha provocato un primo sciopero di due giorni. A quel punto hanno offerto due tipi di contratti alternativi: il primo simile all'attuale, e l'altro con 60 centesimi a telefonata, più un servizio "outbound": dovevano chiamare i clienti per offrire servizi, retribuiti al massimo 4 euro l'ora, ma solo se avessero realizzato almeno cinque contatti utili, ovvero portato a termine cinque interviste. Farsi i calcoli di un'eventuale busta paga è davvero un rompicapo, ma secondo gli operatori si sarebbero persi comunque 100 euro. Dunque nuovi scioperi, cercando di coinvolgere i cocoprò Cosmed in appalto per la Wind. Loro sono messi anche peggio: prendono solo 28 centesimi a telefonata.
02 giugno 2006
ATESIA: DOPO LO SCIOPERO, LA SERRATA DELL'AZIENDA http://www.ilmanifesto.it/
Come un vecchio padrone delle ferriere dell'800, ieri pomeriggio il Call Center Atesia ha reagito allo sciopero totale dei dipendenti con il vecchio strumento della serrata. Constatato che i "liberi collaboratori" entrati a lavorare non erano comunque sufficienti a far fronte alle esigenze, ha preferito mettere tutti in libertà. Un comunicato aziendale l'aveva comunque preannunciato: "visto il pesante clima di intimidazione creato da qualche decina di elementi, in massima parte estranei all'azienda, che impediscono l'accesso a migliaia di lavoratori..." si vede "costretta a sospendere le attività". Un testo paradossale, perché la polizia presidiava in forze gli ingressi fin dalla mattina, senza che - per tutta la giornata - si sia mai creato il pur minimo appiglio per intervenire. I "lavoratori" (è la prima volta che l'azienda li chiama così) sono rimasti disciplinatamente fuori dagli ingressi, limitandosi a parlare con i colleghi più incerti. Alle 16, infine, cancelli chiusi per tutti. Finisce così una giornata di protesta per i 400 mancati rinnovi dei contratti a progetto decisi da Atesia come parte dell'accordo siglato con Cisl, Uil e mezza Cgil. Accordo mai sottoposto a referendum tra i dipendenti (come chiedeva anche il Nidil-Cgil), bocciato dai lavoratori e respinto dal Collettivo precari, l'unica struttura che abbia saputo fin qui raccogliere un consenso maggioritario tra i lavoratori.
TABACCO: AMMORTIZZAYOTI SOCIALI PER I LAVORATORI http://www.denaro.it/
Via libera agli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente per i lavoratori dell'intera filiera tabacchicola regionale colpita dallo stato di crisi. E' quanto scaturisce dall'accordo sottoscritto presso la Regione Campania dalle parti sociali, sulla scorta dell'impostazione generale degli interventi di sostegno al settore varati dal ministero del Lavoro lo scorso 1° marzo. In particolare si è prevista l'applicazione della Cigs per i periodi di sospensione dal lavoro, nonché della mobilità per i periodi di mancata chiamata al lavoro, anche per i lavoratori delle imprese con meno di 15 dipendenti, di quelle artigiane, agricole (singole ed associate), cooperative, delle strutture associative e di servizio della filiera. Ferma restando la possibilità di ricorrere alla Cigs da parte delle imprese industriali con più di di 15 dipendenti. E per queste ultime, tale facoltà è estesa a quelle che abbiano già esaurito la possibilità di usufruire dei trattamenti previsti o non possiedano le condizioni per accedere agli stessi in base alla vigente normativa. Del provvedimento, quindi, potranno beneficiare tutti i 35 mila addetti della filiera fino al 31 dicembre. I dipendenti a tempo determinato delle aziende non agricole della filiera devono avere un’anzianità lavorativa di almeno 78 giornate nel biennio 2004-2005, comprese le giornate di astensione obbligatoria per maternità; la concessione della Cigs in deroga per il personale può essere prevista per la copertura delle giornate retribuite nel 2005 (o nel 2004, se di numero maggiore), e comunque per un periodo non superiore a 180 giorni. Per il personale a tempo indeterminato delle aziende agricole e non, la concessione della Cigs può essere prevista per l'intero periodo.
04 giugno 2006
FERROVIA CUMANA E CIRCUMFLEGREA: SCIOPERO http://ilmattino.caltanet.it/
Quattro ore di sciopero aziendale e dunque disagi in vista nella giornata di domani per le ferrovie Cumana e Circumflegrea dalle 9,20 alle 13,20, per l’agitazione proclamata dalle organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil-Ugl-RdB Cub trasporti.
05 giugno 2006
ALCATEL: RIPRENDE TRATTATIVA http://www.marketpress.info/
Revoca della messa in libertà dei lavoratori di Alcatel del sito di Rieti, ripristino dell’agibilità dello stabilimento e nuovo approfondimento del piano industriale. Sono queste le tre proposte avanzate oggi dal ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani ad Alcatel e ai rappresentanti dei lavoratori del sito di Rieti. Proposte, accolte dalle parti, che hanno consentito di riprendere la trattativa. Il Ministro ha inoltre proposto la sospensione dei tempi della procedura (ex art. 47) prevista per la cessione dei rami di azienda di Alcatel per il tempo necessario al raggiungimento di un’intesa. Era presente anche una delegazione dei lavoratori.
SACAL http://www.giornaledicalabria.it/
Sull'accordo firmato tra Sacal, che gestisce l'aeroporto di Lametia Terme, e CGIL, le altre sigle sindacali esprimono dissenso: "con quest’atto l’azienda ha catapultato indietro nel tempo il mondo del lavoro in Calabria, cancellando con una sola firma anni di rivendicazioni dei lavoratori, fine giurisprudenza sulla tutela di tutti i lavoratori ribadendo il suo essere azienda - padrone che comunque in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo raggiunge un obbiettivo, seppure fallimentare per i lavoratori o per il business".
CAMPANIA: 6000 POSTI A RISCHIO NELL'INDUSTRIA http://ilmattino.caltanet.it
Oltre 6.500 posti di lavoro in bilico nel settore metalmeccanico. 85 aziende coinvolte. Il casertano la zona dove c'è la maggiore concentrazione di imprese in difficoltà di mercato. Nell'elenco compaiono nomi illustri: la Indesit, la Finmatica, la Morteo, la Finmek, la Marconi, la Getronics. Bisogna, però, riuscire a fare le necessarie distinzioni, tra crisi congiunturali che si possono affrontare e risolvere con la cassa integrazione ordinaria per fronteggiare momenti di difficoltà transitori, e crisi strutturali, che innescano processi più delicati di mobilità o di ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Molte delle aziende in crisi lo sono ormai da anni, in qualche caso addirittura da un quinquennio: si pensi al gruppo De Feo, che, con l'Ipm specializzato negli appalti telefonici, e, prima ancora, con la Vulcan Air, ex Partenavia, operante nell'aeronautica, è da tempo in bilico. Si pensi alla Getronics, ex Olivetti, spostata da Pozzuoli a Napoli est, per la quale è stato attivato un tavolo nazionale al ministero dello Sviluppo economico, mentre l'8 giugno i lavoratori, 1.600 in tutt'Italia, scenderanno in piazza. Si pensi alla Gepindatitalia, figlia della crisi del Banco di Napoli: per risolvere questa vertenza si sta mettendo in piedi un intervento congiunto pubblico - privato attraverso una sinergia governo-Regione. Per l'Icmi, invece, si è ormai giunti a un passo dalla soluzione, nell'ambito del consorzio Genesis, che coinvolge anche due Università napoletane: il relativo progetto è stato approvato dall'ultimo Comitato interministeriale per la programmazione economica presieduto da Silvio Berlusconi. Ma è nel casertano che la situazione appare più complessa. Per la Finmek, la cui crisi da sola coinvolge 550 lavoratori, è in corso nelle ultime settimane un negoziato per far sì che Sviluppo Italia intervenga insieme a un gruppo di investitori russi al fine di salvare questa azienda. Così come per il vasto e articolato indotto metalmeccanico della Montefibre si stanno verificando insieme alla Regione le possibili vie d'uscita dalla crisi nell'ambito del piano di sviluppo di Acerra.
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