Sono una banda di delinquenti bipartisan
A livello regionale il Diessino Maurio Travanut e il forzitaliota Galasso si sono accordati sul compito di cooptare i sindaci delle rispettive arre politiche che si stanno manifestando anti tav per fargli firmare un documento praticamente favorevole alla tav
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Messaggero Veneto SABATO, 20 MAGGIO 2006 Pagina 7 - Economia Ghigo (Fi): si formi una lobby bipartisan anche di politici. La Bresso: ok, ma per tutti i temi del territorio Friuli Vg e Piemonte, sì alla Tav Sonego: proposto a Veneto e Lombardia un accordo istituzionale CORRIDOIO 5 Il neoministro Bianchi: opera indispensabile ROMA. I contrasti e le indecisioni esistenti nella maggioranza di governo sul tema della realizzazione della Tav ha indotto le forze favorevoli a prendere un’iniziativa a sostegno dell’alta velocità e del Corridoio 5, trovando subito un importantissimo alleato nel neo ministro ai Trasporti, Alessandro Bianchi, il quale ha dichiarato che «pur salvaguardando la compatibilità sociale e ambientale dell'opera, l'Italia non può rinunciare ad essere parte della rete infrastrutturale europea». Una lobby pro-Tav costituita dai parlamentari e dalle istituzioni locali di tutto il nord Italia che condividono il progetto: è questa la proposta avanzata da Enzo Ghigo, senatore di Forza Italia, nel corso del suo intervento al Senato, nel dibattito sulla fiducia al governo Prodi. «Dobbiamo essere consapevoli - ha detto Ghigo - che il sostegno all'alta velocità interpreta l'opinione della stragrande maggioranza della popolazione piemontese e delle altre Regioni interessate dall'asse del Corridoio 5. Dobbiamo dunque dare voce alla maggioranza finora silenziosa, che la Tav la vuole. È un servizio che facciamo all'interesse di tutto i Paese». Ghigo ha sottolineato come le elezioni di aprile abbiamo visto una prevalenza della Casa delle Libertà nelle Regioni italiane del nord, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, lungo un asse est-ovest che coincide con il Corridoio 5. «In campagna elettorale - ha proseguito Ghigo - l'Unione non ha mai chiarito fino in fondo le proprie scelte sulla Tav. Nel programma ufficiale della coalizione il Corridoio 5 non è citato, e i partiti della sinistra, contrari all'opera, si sono richiamati proprio a questa esclusione». Non una semplice lobby bipartisan, ma un vero e proprio accordo istituzionale «tra le Regioni del Nord Italia» per la realizzazione della ferrovia e del Corridoio V Lione-Trieste-Budalest: è questa la proposta avanzata ieri dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Piemonte a Veneto e Lombardia. Lo ha reso noto l'assessore regionale ai Trasporti del Friuli Venezia Giulia, Lodovico Sonego (Ds). Sonego ha inoltre osservato che la modernizzazione infrastrutturale è vitale per il futuro del Paese e che, a tale scopo, sarà di grande utilità «la collaborazione bipartisan delle Regioni del Nord, a prescindere dalla collocazione politica dei rispettivi esecutivi. Del resto il Friuli Venezia Giulia ha intensamente collaborato su questo terreno con il governo nazionale anche negli ultimi anni». «La lobby bipartisan di politici e istituzioni - afferma Bresso - va fatta su tutto, come è già stato fatto molto frequentemente in passato, e come è normale che si faccia». «La Tav è importante, non possiamo stare al di fuori dell' Europa» ha dichiarato il principe Emanuele Filiberto di Savoia. Reagiscono i Verdi: «non ci sono soldi» dice il sottosegretario all’economia Cento; ne parleremo «con la popolazione» aggiunge il ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio. E l’eurodeputato Agnoletto (Sinistra unitaria europea) chiede del dimissioni della De Palacio, per aver presentato uno studio scientifico (a favore della Tav) che per lui tale non è.
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