Il presente documento è la forma definitiva del documento astensionista e marxista-leninista per le elezioni del 28-29 Maggio che si terranno a Roma per il rinnovo di Sindaco, Giunta Comunale, Presidenti delle Circoscrizioni, e Giunte Circoscrizionali, della cellula 'Rivoluzione d'Ottobre' di Roma del Partito Marxista-Leninista Italiano.
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Cellula Rivoluzione d'Ottobre
Partito Marxista-Leninista Italiano
Documento della Cellula ‘Rivoluzione d’Ottobre’di Roma del Pmli sulle elezioni amministrative del 28 e 29 maggio 2006.
Il 28 e 29 maggio gli elettori romani sono chiamati alle urne per il rinnovo del consiglio comunale e per l’elezione diretta del Sindaco della Capitale d’Italia. 12 candidati alla carica di sindaco e 36 liste di aspiranti consiglieri a loro collegate. I principali candidati sono in realtà soltanto due:il primo cittadino uscente Walter Veltroni per il ‘centro-sinistra’, e il fascista Gianni Alemanno per la Casa del Fascio. Nessuno dei pretendenti ha niente a che spartire con la classe operaia e le masse popolari romane.
Certo non merita di essere votata la coalizione della ‘sinistra’borghese che governa il Comune di Roma ininterrottamente da 13 anni e il suo candidato rinnegato del comunismo, filopapista e kennedyano Walter Veltroni. Il bilancio della giunta uscente è, infatti, assolutamente negativo. Il problema del lavoro è senz’altro il più grande problema sul quale la giunta uscente ha dimostrato ampiamente di aver fallito. A Roma è sempre più difficile trovare un lavoro degno di questo nome, e anche se il livello di occupazione sembra apparentemente in linea con quello del resto d’Italia, (peraltro altissimo e insopportabile) bisogna considerare che gran parte del lavoro che c’è è precario, sottopagato e iperflessibile,soprattutto quello giovanile,ma non solo.Il fenomeno è trasversale a tutti i settori produttivi. Roma è la Città dei Call Center e delle agenzie del lavoro interinale per eccellenza. (Per esempio quello dell’azienda ‘ATESIA’è il Call Center più grande d’Europa). Bisogna inoltre considerare la regolarizzazione di parte di contratti di lavoro prima sommersi e l’odioso fenomeno, effetto anche della legge 30, della costrizione all’apertura della Partita Iva per tanti lavoratori -molti giovanissimi- che sembrano in questo modo occupati e liberi professionisti, ma che in realtà sono reclutati da aziende che li sfruttano fino al midollo il più delle volte senza nemmeno riconoscere loro un fisso mensile. (Un esempio su tutti:le agenzie immobiliari. Vi siete mai chiesti perché nonostante la crisi del settore ci sia una enorme offerta di lavoro sui giornali romani da parte di agenzie, con allettanti offerte di stipendi fissi che si scoprono essere poi solo rimborsi spese sul ‘maturato provviggionale’? Proprio perché questo tipo di contratti consentono un supersfruttamento del lavoratore che però ufficialmente sembra essere un occupato ‘giovane imprenditore’ a tutti gli effetti). Peraltro molti giovani non si iscrivono neanche più alle liste di collocamento e non vengono quindi conteggiati nel bilancio della politica occupazionale della giunta uscente. Il fenomeno è molto diffuso, e non solo a Roma. In tutto questo il sindaco Veltroni, anticomunista da sempre, continua ad incitare apertamente al liberismo economico, alla flessibilità, e addirittura direttamente alla famigerata legge 30.
Altro enorme problema della Città Eterna è quello abitativo. Diventa sempre più arduo trovare casa per gli appartenenti alle classi meno abbienti: gli affitti e i prezzi di acquisto degli immobili sono alle stelle, i più alti d’Italia, e sono aumentati del 10% solo nel 2005. A fronte di una generale perdita del potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni, la situazione è da leggersi come insostenibile. Non è un caso che in 10 anni soprattutto per questo motivo ben 250.000 persone (pari agli abitanti di una città come Venezia) si sono dovute spostare nella (ancora per poco) economicamente accessibile provincia romana. La politica amministrativa del ‘centro-sinistra’ in questi anni quale è stata? Svendere -pur di ‘fare cassa’- parte del patrimonio immobiliare del Comune, e non certo ai bisognosi (sono 20.000 le famiglie in attesa di assegnazione di alloggi per motivi legati all’indigenza), ma ai pescecani speculatori, che a prezzi stracciati si sono ritrovati proprietari di immobili rivendibili sul mercato anche 10 volte tanto il prezzo d’acquisto; oppure mettere a ‘reddito’ gli immobili, decuplicando gli affitti agli inquilini e in questo modo mandando chi non è capace di pagare quelle cifre astronomiche in mezzo ad una strada. (Solo dal 2005 a oggi gli sfratti sono stati ben 17.000! Molte delle famiglie sfrattate erano composte da senza lavoro, handicappati e addirittura malati terminali). Problematico il problema degli alloggi degli studenti fuori sede, costretti a pagare fino a 500 euro al mese a posto letto nelle case private. Esiste ad oggi solo il progetto di nuove case pubbliche per studenti. Alla faccia degli ‘investimenti in cultura’ tanto sbandierati dalla banda Veltroni! Il famigerato nuovo piano regolatore generale Veltroniano è pessimo. 34 i comitati di quartiere costituitosi contro l’adozione del Piano, ai quali si aggiunge Legambiente ed altre associazioni ed organizzazioni ambientaliste. Basti pensare che questo strumento urbanistico prevede ben 70 nuovi milioni di metri cubi di cemento, per la gioia dei ‘palazzinari’ (primi fra tutti la famiglia Caltagirone), e che ha avuto apprezzamenti dallo stesso ‘centrodestra’. Poco o nulla viene previsto per i trasporti, l’inquinamento della falde acquifere, il risanamento delle periferie, la mobilità, la riqualificazione delle sempre più fatiscenti strutture sanitarie pubbliche, in una città dove le cliniche private per nababbi, molte delle quali in mano alle gerarchie vaticane, funzionano invece benissimo e vengono esaltate come fiori all’occhiello della sanità nazionale.
Gigantesco poi è anche il problema dei trasporti. Roma è la città più grande del Paese, una metropoli enorme, tra le più grandi d’Europa. Oltre ai residenti si devono muovere in città i pendolari, studenti fuori sede, turisti, immigrati, ecc.: milioni e milioni di persone. La città ha un sistema di trasporti pubblici insufficiente, costosissimo per l’utente e molte volte fatiscente, soprattutto se si fa il paragone con le altri città europee: solo 2 linee di metropolitana (Londra ne ha 20 e Mosca 12 ), grandi quartieri non forniti di praticamente quasi nessun mezzo di trasporto pubblico. A questo si collega un utilizzo davvero eccessivo dell’automobile con i relativi problemi di traffico e inquinamento di tutti i tipi. Sono morti nelle ambulanze impossibilitate a raggiungere gli ospedali causa traffico solo negli ultimi dodici mesi tantissime persone. Nessun persona di buon senso potrà dire di aver notato anche solo un miglioramento dal 2001 ad oggi,se non di facciata. Nel centro della città gli autobus nuovi ed ecologici. Quelli vecchi, pericolosi e inquinanti riciclati per i pendolari e nelle periferie. Certo la colpa non può essere ascritta tutta agli amministratori uscenti: contano per esempio i pesanti tagli alle amministrazioni locali effetto delle politiche dell'ultimo governo, quello di Berlusconi, appena sloggiato da Palazzo Chigi. Ma allora non si parli di ‘Modello Roma da esportare’, per favore! Questi sono solo alcuni esempi del pesante lascito della ‘sinistra’borghese a livello comunale. Bisogna aggiungere poi che questa coalizione governa a tutti i livelli: oltre al Comune, infatti, governa anche la Provincia di Roma e la Regione Lazio. E già il sindaco uscente, pregustando una riconferma data quasi per scontata, parla di grandi sinergie con il governo nazionale del tecnocrate democristiano borghese Romano Prodi, del quale lo stesso Veltroni fu braccio destro ricoprendo la carica di vicepremier nel primo esecutivo Prodi del 1996. A Roma dunque un vero e proprio ‘monocolore Unionista’ istituzionale a tutti i livelli, che rende e renderà ancora più gravi le responsabilità del Sindaco, della sua giunta e delle forze politiche che li sostengono, tra le quali anche i due partiti falsi comunisti, neorevisionisti e trotzkisti PRC e PDCI, qualora questi signori dovessero effettivamente riconquistare il Comune. Una coalizione dunque totalmente al servizio della borghesia.
Non merita ovviamente alcun voto la Casa del Fascio del fascista Gianni Alemanno. I crimini politici, istituzionali, militari e sociali dei quali si è macchiato il governo nazionale espressione di questa coalizione che ha rimesso la camicia nera all’Italia realizzando integralmente i piani della loggia massonica P2 di Gelli, Craxi , dello stesso Berlusconi e della Lega Nord separatista, xenofoba e razzista di Bossi sono sotto gli occhi di tutti e occorrerà andare a votare NO al referendum confermativo sulla controriforma costituzionale del 25 e 26 giugno per bocciare questo ultimo ‘regalo’ fatto loro agli italiani: la costituzione del regime neofascista. I danni commessi anche sul piano amministrativo da questa immonda coalizione borghese di mafiosi, piduisti, clericali, razzisti, fascisti e neonazisti, non sono da meno. Tanto è vero che gli elettori romani e laziali sembrano avere una naturale propensione a mandare a casa i governi locali della CDL dopo un solo mandato elettorale: se il fascista di An Silvano Moffa ha conquistato la Provincia di Roma nel 1999 è stato cacciato nel 2004 da Enrico Gasbarra del ‘centro-sinistra’, così come dopo la conquista della Regione Lazio nel 2000 è arrivata una sonora bocciatura 5 anni dopo anche per il ras ed ex picchiatore fascista Francesco Storace, al quale è subentrato Piero Marrazzo de ‘L’Unione’.
Non meritano alcun voto le liste indipendenti e gli altri candidati a sindaco, molti dei quali dei veri megalomani, riciclati, corrotti a capo di liste e formazioni minori (alcune delle quali sembrano uscire da un romanzo di fantapolitica).
Dalla filmografia horror (‘A volte ritornano’) sembra provenire la lista ‘Iniziativa Comunista’ con il suo candidato a sindaco Rita Casillo. Battute a parte, ciclicamente questo oscuro gruppo ‘ultrasinistro’romano torna a presentarsi all’elettorato della città per chiedere voti in alternativa alla coalizione della ‘sinistra’borghese. Questo formazione politica di comunista non ha un bel nulla e con il suo presentarsi alle urne in questo momento storico nel quale le masse popolari si astengono a milioni dimostra di voler continuare a spargere il seme del partecipazionismo elettorale borghese, coprendo a sinistra le istituzioni e cercando di ingabbiare ancora una volta i sinceri comunisti nell’elettoralismo borghese.
La vera scelta di classe non è dunque tra i candidati in ballo e tra la ‘sinistra’ e la destra del regime capitalista, neofascista, presidenzialista e federalista. Ma tra il capitalismo e i partiti che lo sostengono e il socialismo e l’unico partito autenticamente comunista che vuole realizzarlo in Italia: il PMLI. Nel capitalismo vige la legge del massimo profitto che tende ad escludere gli interessi e le legittime aspirazioni delle larghe masse popolari al lavoro, al benessere sociale, alla salute, alla mobilità, alla sicurezza, alle attività culturali e ricreative. La politica è dunque subordinata all’economia: ‘Governa chi ha il potere economico e non chi elegge’ ebbe a dire giustamente Stalin. Questo è un valido motivo per astenersi dal dare il proprio voto ad una delle due coalizioni borghesi. Socialismo significa abolizione di tutte le cause insite nel sistema capitalistico e nello stato borghese, ambedue da distruggere, della esistenza stessa della classi, dei loro interessi inconciliabili,dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, delle ingiustizie e disuguaglianze, della criminalità, del terrorismo, del fascismo e delle guerre imperialiste. Il socialismo autentico, quello teorizzato e realizzato dai 5 grandi Maestri del proletariato internazionale Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao, non si conquista per via parlamentare ma attraverso la rivoluzione proletaria, che non ha nulla a che spartire con il terrorismo e le azioni violente di piccoli gruppi da sempre strumento della reazione usati in chiave anticomunista. Oggi, sul piano elettorale, l’unica scelta di classe è il voto dato al PMLI e al socialismo attraverso l’astensionismo. Oggi che il proletariato romano,parte integrante di quello italiano, ha un assoluto bisogno di conquistare la piena autonomia e indipendenza ideologica, politica e organizzativa nei confronti della borghesia e dei suoi partiti e di acquisire la coscienza di essere una classe per sé con il suo ruolo generale e con i suoi compiti rivoluzionari. Oggi che le istituzioni rappresentative borghesi della Capitale d’Italia sono completamente degenerate nel presidenzialismo, nell’arrivismo e nella corruzione, non è più conveniente per il partito del proletariato utilizzare anche il consiglio comunale per criticare e combattere la borghesia, il capitalismo e le sue istituzioni per elevare la coscienza e combattività politica delle masse e accumulare le forze necessarie alla rivoluzione socialista. Oggi è più utile e più efficace per la nostra strategia rivoluzionaria ricorrere all’arma dell’astensionismo (disertare le urne, annullare la scheda o lasciarla in bianco). Il nostro astensionismo ha un carattere tattico e non strategico (come per esempio quello dei bordighisti): noi non escludiamo affatto un domani, in linea teorica, mutate le condizioni politiche e qualora lo ritenessimo utile, di presentarci con nostre liste in una o più circoscrizioni elettorali. Perdurante questa situazione comunque adesso e chissà per quanto tempo ancora, l’astensionismo elettorale dovrà tenere banco. L’astensionismo elettorale non è un non voto. Che se ne abbia consapevolezza oppure no, esso è un voto a tutti gli effetti, che esprime una protesta, un dissenso, una sfiducia nei confronti di tutti i partiti parlamentari e delle istituzioni borghesi. Noi vogliamo che sia concepito e utilizzato come un voto cosciente dato al PMLI e al socialismo. Invitiamo quindi l’elettorato romano fautore del socialismo a non dare alcun voto ai partiti della ‘sinistra’ borghese e a dare un voto di classe attraverso l’astensionismo al partito al quale quei voti spettano legittimamente: il partito della classe operaia, del proletariato e del socialismo il PMLI.
All’elettorato romano fautore del socialismo non chiediamo solo il voto di astensione contro il regime capitalista, neofascista, presidenzialista e federalista, contro i governi della destra e della ‘sinistra’ borghese, per l’Italia unita, rossa e socialista, ma anche di creare ovunque le istituzioni rappresentative delle masse fautrici del socialismo basate sulla democrazia diretta: le Assemblee popolari e i Comitati popolari. La creazione delle istituzioni rappresentative delle masse ha per noi carattere strategico. Le Assemblee popolari devono essere costituite in ogni quartiere da tutti gli abitanti ivi residenti, compresi le ragazze e i ragazzi di 14 anni, che si astengono alle elezioni, che si dichiarano anticapitalisti, antifascisti, antirazzisti, fautori del socialismo e disposti a combattere politicamente ed elettoralmente le istituzioni borghesi, i governi centrale e locali borghesi e il sistema capitalista e il suo regime. Ogni Assemblea popolare di quartiere elegge il suo Comitato e l’Assemblea di tutti i Comitati elegge il Comitato popolare cittadino, e così via fino all’elezione dei Comitati popolari provinciali, regionali e del Comitato popolare nazionale. I Comitati popolari devono essere composti dagli elementi più combattivi, coraggiosi e preparati delle masse anticapitaliste, antifasciste, astensioniste e fautrici del socialismo, eletti con voto palese su mandato revocabile in qualsiasi momento dalle Assemblee popolari territoriali. Le donne e gli uomini, eleggibili fin dall’età di 16 anni, devono essere rappresentati in maniera paritaria. I Comitati popolari di quartiere, cittadino, provinciale e regionale e il Comitato popolare nazionale devono rappresentare il contraltare, la centrale alternativa e antagonista rispettivamente delle amministrazioni locali e dei governi regionali e centrale borghesi. Che la classe operaia e le masse popolari romane impugnino l’arma dell’astensionismo elettorale marxista-leninista! Per una Roma governata del popolo e al servizio del popolo!
Nell’immediato la classe operaia e le larghe masse popolari romane devono battersi per migliorare le proprie condizioni di vita, per quanto possibile vigente il sistema capitalistico. A questo scopo il PMLI ha redatto un Programma d’azione (articolato in 588 punti) che si propone, tra l’altro, lo scopo di soddisfare le esigenze immediate di carattere politico, economico, sociale e sindacale delle masse, e che pone in primo piano i sacrosanti diritti delle masse al lavoro (lavoro stabile, a salario intero, a tempo pieno e sindacalmente tutelato per tutti i disoccupati e lavoratori), alla difesa e alla crescita del potere d’acquisto dei salari (salario reale), alla casa, allo studio, alla formazione e alla cultura, all’assistenza sanitaria, sociale e previdenziale, al trasporto pubblico, all’aborto, alla fecondazione assistita, allo sciopero e a ogni altro bisogno popolare e progressista.
Contro il regime capitalista, neofascista, presidenzialista e federalista! Contro i governi della destra e della ‘sinistra’ borghese! Per l’Italia unita, rossa e socialista! Astieniti! (diserta le urne, annulla la scheda o lasciala in bianco) Coi maestri e il PMLI vinceremo!
PARTITO MARXISTA-LENINISTA ITALIANO Cellula ‘Rivoluzione d’Ottobre’di Roma Roma, 10 maggio 2006
www.pmli.it
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