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LE INIZIATIVE IN CORSO DI S.R.P. E AVae-m E ALTRE REALTA' CONTRO LA TORTURA
by Paolo Dorigo n.237 progressivo Sunday, May. 14, 2006 at 2:43 AM mail: contatti@paolodorigo.it

UNA RELAZIONE SULLE PRIME RIUSCITE INIZIATIVE DI QUESTO TERZO GIRO DI ASSEMBLEE E PRESENTAZIONI, CON DIVERSE REALTA' E UNA PARTECIPAZIONE MILITANTE A CONFERMA DELLA PROPOSTA DI SVILUPPARE UN MOVIMENTO DI LOTTA CONTRO LE TORTURE TECNOLOGICHE E CARCERARIE IN ITALIA

MILANO 07-05-2006

ASSEMBLEA – PRESENTAZIONE DEL LIBRO

–LA TORTURA NEL BEL PAESE-

CSOA GARIBALDI

organizzata da

Soccorso Rosso Proletario

CSOA Garibaldi – Milano

AVae-m







Successivamente all'assemblea cittadina di solidarietà con gli arrestati del 11 marzo e di preparazione della manifestazione nazionale per la loro liberazione, a Milano si è svolta al CSOA Garibaldi, indetta insieme al Soccorso Rosso Proletario, la presentazione del libro "La tortura nel bel paese" curato da Romano Nobile, e del dossier AVae-m. Complessivamente alla assemblea, molto lunga e protrattasi per oltre 3 ore, hanno partecipato una sessantina di compagni, con un numero di presenti che non è mai sceso sotto i 30-35.

Dopo la presentazione dell'iniziativa di una compagna del SRP, che ha rimarcato i contenuti della proposta di lotta alla repressione ed alle forme di tortura nel carcere e fuori anche a fronte della sua estensione nella società del moderno fascismo, la parola è passata al compagno Antonio del CSOA Garibaldi che ha collocato l'iniziativa nell'ambito di una proposta che si pone qualitativamente rispetto ai contenuti e non tanto rispetto all'immediato quanto relativamente ai problemi che i contenuti della assemblea stessa ponevano.



...



La relazione di Paolo per l'AVae-m e per propria responsabilità per quanto alle esperienze e ricostruzioni relativamente alla tortura ed al trattamento carcerario da lui vissute e più in generale viste in rapporto diretto quelle che hanno espresso il passaggio delle forme sperimentali di annientamento carcerario degli anni 70 dal carcere alla società (individualizzazione, differenziazione, psichiatrizzazione), sia quelle che hanno determinato stravolgimenti anche di valori nella stessa borghesia "illuminata" (dalla scienza alla guerra imperialista), all'interno di un quadro generale di interpretazione della crisi generale del capitalismo imperialista, della guerra imperialista che perdura con nuove caratteristiche da 15 anni, con il coinvolgimento della NATO, ed in rapporto alla situazione determinatasi dall'insorgere della contraddizione principale in quella tra popoli oppressi ed imperialismo, che in quanto tale ha prodotto un nuovo livello qualitativo di scontro che vede al centro le guerre popolari e la resistenza all'imperialismo. In questo senso la collocazione sia della sua vicenda processuale che delle montature e "giustificazioni" mediaticamente espresse, che surrettiziamente lo stato emergenziale ha posto a copertura del trattamento di tortura nei suoi confronti. I passaggi della lotta attuati in carcere e le determinanti oggettive, soggettive e mediche di un riscontro affermato controvoglia dallo stesso atteggiamento istituzionale in diversi passaggi. Quindi la fenomenologia dell'estensione dello stesso genere di trattamenti su persone estranee a campi di impegno politico militante, con il sorgere dell'AVae-m e la casistica delle persone, professioni, sesso, livello culturale, tipologie trattamentali, coperture e collegamenti con il mondo della psikiatria (scienza borghese) e della psicoanalisi e psikologia (branche sociologiche non scientifiche) e di ambienti anche universitari, e non solo degli USA e di chi ci si reca per "ricerca". Tra l'altro, una carrellata storica e scientifica del "percorso" che ha portato dalla psikiatria di Charcot alla psikologia del lavoro, dall'elettroencefalogramma agli esperimenti di Pavlov, dalle sperimentazioni naziste nei campi di concentramento ad MK Ultra, fino alle proposte di Delgado e soci al Congresso americano, al passaggio nelle carceri occidentali di massima sicurezza, dalla deprivazione sensoriale all'utilizzo di sistemi subliminali all'uso di sistemi di interferenza mentale invasivi sottocutanei. Nel racconto non poteva mancare una descrizione del periodo le iniziale del trattamento che Paolo ancora subisce, a maggio-giugno 2002, e le proposte per la costituzione ed avviamento di un Coordinamento Di Lotta Contro Le Torture Tecnologiche E Carcerarie, proposte anche di ordine tecnico.

Sia il dibattito che le domande dei compagni-e presenti e le risposte in alcuni casi di Paolo, hanno rimarcato il legame ben preciso tra l'uso di strumenti di differenziazione e tortura classici come preparatori, e le tecniche di distruzione ed annientamento con strumentazioni sottocutanee.

Nel corso del dibattito Paolo ha presentato anche l'attività di AISJCA ed il libro da loro prodotto.

Il dibattito ha anche toccato le questioni dell'organizzazione dell'antagonismo di classe in relazione ai passaggi determinati dal gap tecnologico che la repressione imperialista ed il controllo sociale hanno determinato, affermando correttamente che non è "rincorrendolo" che si può risolvere il problema, ma facendo anche proprie le questioni poste dalle proposte pratiche avanzate in materia da Paolo.

Alcune domande, come in altre occasioni, hanno permesso di meglio sviscerare le questioni relative al tipo di strumentazioni utilizzate, al come si alimentano, alle loro dimensioni infinitesimali, all'abuso che queste costituiscono anche in relazione a valori (Costituzione, Convenzioni internazionali) che di fatto la borghesia non rispetta più attraverso la delega a forze extralegali interne ed esterne alle istituzioni, all'uso di queste tecniche e strumenti.

Ci si è ripromessi sia di partecipare alle mobilitazioni sia di non scollegare queste cose alle questioni carcerarie (Torture Tecnologiche E Carcerarie), sia di procedere ad un ripensamento ed approfondimento di queste tematiche.

Alla iniziativa era presente anche un compagno che ha portato manifestini di una iniziativa in Milano del 10 p.v. contro le "nanotecnologie" in previsione della prossima manifestazione del 1°Giugno a Grenoble.

Alla iniziativa hanno partecipato anche due giovani vittime di queste forme di tortura, oltre a Paolo, i cui casi non sono ancora pubblicati nel sito AVae-m.

La iniziativa ha permesso di ampliare la rete di partecipanti al futuro gruppo di comunicazione del Coordinamento Di Lotta Contro Le Torture Tecnologiche E Carcerarie che dovrà veicolare programma di massima, notizie, dibattito, nel movimento che occorre andare a costruire con il più ampio schieramento di forze proletarie e antagoniste.











CESENA

08-05-2006

CONFINO SQUAT
organizzata dalla AVae-m

con la partecipazione del

Soccorso Rosso Proletario



L’iniziativa tenutasi in una casa occupata che da quindici anni è un centro di aggregazione antagonista ed anarchico nel territorio di Cesena, non è stata molto affollata, ma il dibattito è stato prolungato e partecipato con diverse domande ed approfondimenti.

Alla iniziativa erano presenti anche compagni-e di Rete Antifascista di Ravenna e SRP. Si è innanzitutto letta la presentazione delle iniziative curata dal SRP, quindi la presentazione del libro La tortura nel bel paese, e del dossier AVae-m a cura di Paolo, ed il dibattito, si sono incentrati sui temi legati alla repressione carceraria, all’annientamento psico-fisico isolamento e differenziazione, deprivazione sensoriale e misure di legge che la permettono nel nostro paese (dal vecchio modello carcerario alle carceri speciali all’articolo 90 all’articolo 14 bis fino all’odierna estensione dell’art.41 bis ai reati di “terrorismo”), per arrivare poi a spiegare come a partire dal caso di Paolo (di resistenza e sputtanamento del sistema giudiziario e processuale italiano – sentenza CEDU sul processo di Aviano – e di denuncia delle forme di annientamento e provocazione carceraria fino alla denuncia – dal 2002 – della tortura del controllo ed interferenza mentale tramite strumenti tecnologici) si sia arrivati a conoscere l’esistenza anche in Italia di queste forme di tortura via radio, e quindi alla costituzione dell’AVae-m, alle dimensioni stimate del fenomeno repressivo specifico delle torture tecnologiche in Italia, alla realizzazione del libro La tortura nel bel paese curato da Romano Nobile, fino alla proposta, accettata dai-dalle compagni-e presenti, anche se da approfondire, per la concretizzazione di un movimento di lotta al riguardo, del Coordinamento di Lotta Contro le Torture Tecnologiche E Carcerarie.

Uno spazio nel dibattito è stato dedicato alla spiegazione tecnologico-scientifica di che cosa è MK Ultra, di che cosa sono i programmi NSA americani per il controllo di massa dei comportamenti (1997-1998), di come psikiatria, psikologia, psikanalisi siano arrivate alla proposta, seguendo le orme di Mengele (“medico” torturatore e folle sperimentatore nei lager nazisti, sfuggito a Norimberga ed a Wiesenthal, e vivente almeno fino al 1974 quando fu visto a Milano) e Delgado (propugnatore del controllo mentale al Congresso USA nel 1974 e sperimentatore dei primi microchip sottocutanei di controllo mentale sui tori, vivente in Spagna), e Skinner (“teorico” della psicologia comportamentale), del controllo mentale della “devianza”, proposta tanto più stupida e terribile quanto attuabile con il concorso di mezzi coercitivi, punitivi e psicotropi, legali e non, quanto irrealizzabile nella sua concezione e traducentesi esclusivamente in un mezzo di potere straordinariamente abusante e violento, sulle persone invise ai potenti di ogni cricca, fazione, categoria, corporazione, dei paesi cosiddetti “avanzati”.

Si è anche ripreso nel corso del dibattito il legame “filosofico” di queste forme naziste (di qualunque colore si giustifichino, criticando anche gli esperimenti in URSS negli anni ’30, di Pavlov, sui cani), con le pratiche di vivisezione e tortura degli animali, che in fin dei conti sono ciò che “lorsignori” considerano noi esseri umani in senso dispregiativo e non materialista.

Separatamente si è continuato il giro di lavoro e consultazione per la realizzazione dello spettacolo teatrale sulle vittime delle torture da armi elettroniche-mentali, con una ulteriore definizione dello spazio scenico, delle parti, dei messaggi e significati che si vogliono trasmettere al pubblico, delle strumentazioni visive ed uditive di accompagnamento necessarie.





BARI
10-05-2006

ANARRES

organizzata dalla

da SLAI Cobas per il sindacato di classe,

Studenti Libertari Autonomi,

Gruppo Anarchico Carlo Cafiero,

con la partecipazione della AVae-m



La iniziativa di presentazione del libro La Tortura nel Bel Paese e del dossier AVae-m è andata sostanzialmente bene, con la partecipazione di una cinquantina di compagne/i. Al termine ci sono state le adesioni dei comitati presenti alla proposta del gruppo di comunicazione del Coordinamento di Lotta Contro le Torture Tecnologiche E Carcerarie.

Alla inziativa, indetta da SLAI Cobas per il sindacato di classe, (che proprio in quella giornata erano già stati impegnati a Bari in una protesta di massa di lavoratori), da Studenti Libertari Autonomi, Gruppo Anarchico Carlo Cafiero, hanno partecipato anche una medichessa ed uno psichiatra, pronunciatisi entrambi contro questi sistemi di tortura, la prima dei due schieratasi nel corso del dibattito in maniera cautelativa rispetto alle nostre critiche agli strumenti “medici” invasivi (elettrodi “per curare la schizofrenia e la epilessia”). In particolare le domande e anche gli interventi degli studenti intervenuti, una volta datasi la presentazione scritta del SRP, e gli interventi di Paolo e dei compagni-e dello SLAI Cobas per il sindacato di classe, [inerenti la tortura carceraria nella sua “evoluzione storica” sino alla deprivazione sensoriale (ultima misura l’estensione del 41 bis ai compagni-e delle BR-pcc arrestati-e nel 2003) ed alle torture subliminali e tecnologiche, la vicenda carceraria e processuale di Paolo, i “come mai” dei trattamenti di provocazione e tortura subiti da Paolo, ultimo dal 2002 ad oggi in essere il controllo e tortura da microchip, e la esistenza di molti altri casi nelle carceri e fuori], che hanno anche avuto seguito nel corso del dibattito, si sono incentrati sugli aspetti di spiegazione di “che cosa” significhi controllo ed interferenza mentale, MK Ultra, e del “come” sia possibile tecnologicamente una infamia simile.

Si è anche chiarito dai compagni dello SLAI Cobas per il sindacato di classe, che Paolo, pur essendo “vittima” di queste torture, non è vittima ma compagno militante colpito dallo Stato imperialista e dalla borghesia imperialista con questi sistemi, in una scelta nazista quanto deliberata e razionale del potere di tentarne l’annientamento e di comprimerne la militanza politica e solidale che anche in carcere portava avanti.

In uno degli interventi di un compagno dello SLAI Cobas per il sindacato di classe, si è precisato che ciò che Paolo subisce è stato fatto proprio “al contrario” cioè considerandolo una opportuna misura da adottare verso i carcerati, in una proposta di legge della “lega nord”.

Una domanda ha permesso a Paolo di evidenziare che la legge contro la tortura prevista dal governo Prodi (programma elettorale dell’Ulivo) non presenta specifiche indicazioni al riguardo delle torture tecnologiche via radio o simili (ultrasuoni, infrarossi, ecc.) con o senza strumenti invasivi sottocutanei o di altra natura (es.biologici). Paolo ha anche ricordato che oltre agli SS.UU.A. è stata la Svezia di Olof Palme il primo paese a sperimentare questi strumenti sui detenuti, alla metà degli anni ’80.

Alla iniziativa ha partecipato un’altra vittima di queste torture, una cittadina di Bari vittima di strumentazioni elettroniche a distanza e portatrice di almeno due elettrodi nell’orecchio sinistro, di cui non ha conoscenza certa della data e del luogo in cui le sono stati introdotti fraudolentemente i due corpi estranei, che presto saranno pubblicati nel caso T.G. nel sito della AVae-m.







TARANTO
11-05-2006

Primavera Radio (Popolare Network)

Nella tarda mattinata del 11 maggio è andata in onda su Radio Primavera una intervista redazionale di Primavera Radio a Paolo Dorigo incentrata sulla spiegazione della vicenda giuridica e torturatoria di Paolo, di 30 minuti, che presto metteremo in rete.





LECCE
11-05-2006

Sala Conferenze Stampa della Provincia

Palazzo Adorno

LEGISLAZIONE D’EMERGENZA E REPRESSIONE POLITICA – presentazione del libro TORTURE NEL BEL PAESE – SULLA VIOLENZA NELLE CARCERI ITALIANE – DIBATTITO AD UN ANNO (12 MAGGIO 2005) DALL’ARRESTO DEGLI ANARCHICI LECCESI

cui hanno partecipato

Paolo Dorigo -AVae-m-, avv.Marcello Petrelli,

Anarchici leccesi, Collettivo universitario,

SLAI Cobas per il sindacato di classe,

Il cantiere, Progetto comunista Lecce,

Cobas Scuola Lecce, Comitato per la difesa e il rilancio della Costituzione Lecce, compagni del PRC

Era presente all’iniziativa una giornalista di TeleNorBa che ha intervistato Paolo sui sistemi tecnologici ed invasivi di tortura mentale ed a distanza e sulla AVae-m, e l’avvocato Petrelli che ha parlato del carattere persecutorio ed inquisitoriale della montatura del maggio 2005 contro gli anarchici leccesi, rinverdita recentemente con nuovi arresti.

Il dibattito è stato introdotto da un compagno dei Cobas Scuola, che ha passato la parola dopo poco all’avvocato Petrelli. L’intervento dell’avvocato si è incentrato su una interessante disanima del Manzoni (La colonna infame) in relazione all’emergenza “pentitismo” ed all’uso della tortura, e nello specifico ritrovando nella tortura carceraria e nel trattamento carcerario quel diritto-finzione che si esplica nella repressione dei “reati associativi” attraverso il concetto farsesco eppure assai utilizzato negli ultimi decenni del pericolo presunto [o pericolo di pericolo] della “eversione”. Ha descritto ampiamente le torture nel CPT Regina Pacis emerse processualmente per rappresentare in effetti “contro che cosa” e “quali Istituzioni” si sia in particolare incentrata rispetto ad alcuni capi d’accusa la protesta generosa e coraggiosa degli Anarchici leccesi. Anche che tra i processati vi siano diversi carabinieri, e che si siano usate falsità in atti di refertazioni mediche (condanna di 1° grado nel merito al medico del Regina Pacis). Si è soffermato sulla giuridicamente gratuità oggettiva del capo d’accusa in relazione all’effettivo danno “creato” all’Istituzione da azioni di propaganda e sostanzialmente incruente al di là delle intenzioni stesse di chi compie queste azioni. Ha anche descritto le particolari provocazioni e vessazioni fatte subire agli imputati con il mancato trasferimento nei pressi della sede processuale per due di loro. L’intervento, molto lungo, è stato molto seguito ed applaudito dai presenti.

È poi intervenuto un compagno di SLAI Cobas per il sindacato di classe che ha voluto precisare come in questa sede si sarebbero descritti i trattamenti carcerari subiti da Paolo e la lotta per la sua scarcerazione, tenendo conto della azione diretta che Paolo ha portato avanti in tutte le carceri ove è stato detenuto. Il compagno ha anche citato la presentazione del libro La Tortura nel Bel Paese laddove di fatto si ammette da parte dello stesso sen.Russo Spena che la tortura esiste non come fatto casuale ma come risposta (secondo noi del moderno fascismo e non di un non meglio precisato potere eccezionale) e misura direttamente rivolta a colpire chi combatte questo sistema.

L’intervento di Paolo, iniziato con una chiara espressione di solidarietà agli Anarchici perseguitati dall’infame potere ed incarcerati nelle misure repressive qui a Lecce (e non solo a Lecce), rispetto a cui ha voluto chiarire che, anche se cianciano di mancanza di una “procura nazionale antiterrorismo” in realtà è espressione di un centro di potere repressivo giudiziario a carattere nazionale-centrale, che preesisteva a questa montatura e che da anni ed anni gestisce in parte legalmente in parte illegalmente e clandestinamente le attività di persecuzione della rivoluzione e dell’antagonismo proletario in tutte le sue espressioni, è risultato meglio strutturato che nella assemblea di Bari, dove si era svolto molto sugli aspetti scientifici e medici della cosa, ed ordinato per 5 punti:

1. La questione di fondo segnalata dal libro La tortura nel Bel Paese, ossia che la tortura le stragi ed il vilipendio permanente dei Diritti dell’Uomo, nella guerra imperialista attuale, iniziata con la guerra del Golfo del 1991, definita guerra di “peace keeping”, sia dichiarata PROPRIO in “difesa dei diritti umani”, e di come sia opportuno ed utile politicamente al proletariato all’antagonismo ai rivoluzionari tutti, portare questa contraddizione alla sua massima espressione proprio perché eticamente e politicamente i DIRITTI delle masse, solo in parte riconosciuti nella Costituzione italiana, possono anche solo quella parte, rivestire questo carattere di forte contraddizione con il moderno fascismo.

2. La situazione nelle carceri e le tecniche di annientamento. Anziché ripetere cose che conosciamo, il compagno ha voluto dare una lettura tangenziale del fenomeno, partendo dai nessi carcere-> società (estensione del carcere alla società) e scienza-> guerra imperialista (arroganza del campo scientifico a porsi sopra la politica e sua disponibilità verso le classi dominanti e in particolare verso il complesso militare e repressivo, anche senza dar conto allo stesso parlamento borghese di questo aspetto), per vedere come questi due aspetti trovino una sintesi pratica di chiaro carattere di morte, nella medicina penitenziaria, che ha definito “associazione a delinquere”. Spiegazioni e descrizioni storiche del passaggio dalla deprivazione sensoriale all’uso di messaggi subliminali e quindi alle tecniche invasive microelettroniche o di altro genere sono state fatte spiegando anche come il caso carcerario italiano più antico verificato da Paolo oltre al suo abbia avuto inizio nel 1986 proprio in carceri piemontesi.

3. La questione fattuale e processuale di Aviano-2 settembre 1993, la sentenza CEDU di Strasburgo sul processo, le persecuzioni pestaggi e torture subite in carcere. In particolare i racconti delle operazioni e torture pre-operatorie e della attivazione via telecomando delle protesi, all’epoca un fatto senza un motivo particolare, attuato senza spiegazioni da una “psikologa”, sia della fase di preparazione biellese (novembre 2001-maggio 2002) e dell’inizio della tortura (Biella aprile-maggio e Livorno giugno 2002), in particolare del periodo livornese.

4. La questione delle tecniche invasive di controllo ed interferenza mentale (microchip ed altro) e la sua diffusione nella società e non solo nelle carceri, la nascita della AVae-m e una stima e descrizioni del fenomeno attualmente nella società. (L’intervento ha anche descritto alcune delle realtà medico-scientifiche che partecipano occultamente al fenomeno, ed ha denunciato nuovamente la facoltà di scienze della investigazione di Aquila come probabile centro strategico di studio di queste tecniche verso le persone private della libertà.

5. Una battaglia generale e collettiva proposta dal SRP, interna alla lotta contro lo Stato imperialista oggi, che sappia andare oltre alla attività di resistenza e denuncia portata avanti dalla AVae-m e dalle vittime stesse con i loro limiti e difficoltà, con la proposta, fatta propria da molti dei presenti, del Coordinamento di Lotta Contro le Torture Tecnologiche E Carcerarie.

Molto applaudita la critica che Paolo ha fatto rispetto ai revisionisti che nei confronti delle montature giudiziarie della repressione (Valpreda per esempio) tardarono 2 anni a schierarsi, e che poi dal 7 aprile in poi (Severino Galante in primis) combatterono politicamente la sovversione proletaria contribuendo direttamente alle indagini giudiziarie di Calogero, e che magari oggi se la tirano da “comunisti”; ha descritto il ruolo dei ROS e di Ganzer negli anni ’80 in Veneto; ha parlato anche della particolare situazione di Venezia dove la mobilitazione durante lo sciopero della fame fu ampia, e coinvolse la sinistra istituzionale, mentre ora che si tratta solo di reperire un radiologo disposto a refertare, e medici chirurghi disponibili ad operarlo alla testa, c’è un vuolo da parte di queste stesse aree, che fa molto pensare, soprattutto se si pensi che il Comune di Venezia – Assessorato alla cultura, ha dato lavoro (forse ancor ora) per oltre un decennio a due personaggi come Savasta e galati responsabili di centinaia di arresti e torturati; inoltre ha dedicato una parte dell’intervento a quel sistema complessivo che vede il coinvolgimento di consulenti e volontari in attività – specchio per le allodole – utili solo a nascondere la realtà di massa dei carcerati che vivono in condizioni sub-umane; è anche intervenuto verso chi ha cercato e cerca di “tenere sotto” i carcerati in nome di accordi e soluzionismi che vedono abbracciarsi ex di ieri e nazifascisti stragisti in un lavorio al servizio del potere che trova spiegazione e sistemazione precisa nel quadro complessivo denunciato.

Paolo ha anche spiegato come nella vita sia sempre stato in ogni campo un autodidatta, ed autocriticamente ha riconosciuto di non aver studiato o conosciuto questo genere di tecniche invasive prima del 2002, allorquando attaccato con questi sistemi, ha iniziato a studiarli e diffonderne con denunce e controinchiesta, la conoscenza. Ha spiegato anche come della attuazione della sentenza CEDU di Strasburgo si fosse disinteressato fino a quando non hanno iniziato a torturarlo permanentemente e percettivamente ANCHE con questi sistemi (aprile-maggio 2002), ed ha spiegato in che cosa queste tecniche sono state “utilizzate” dalla praticamente certa data di apposizione (10 gennaio 1996) alla data di inizio della tortura permanente a livello percettivo ed inferente psico-fisicamente (10 maggio 2002).

le domande-risposte che ne sono seguite, si sono incentrate sia sulle caratteristiche tecnologiche di questi sistemi di tortura (una ragazza presente ha anche detto di essere a conoscenza di altre persone colpite con questi sistemi, trattate frettolosamente da “schizofreniche” dalla psikiatria), cui Paolo ha dato risposta anche invitando alla lettura del questionario dei Sintomi e manifestazioni realizzato dalla AVae-m sulla base di un precedente file di Sintomi vissuti concretamente dalle persone colpite con MK Ultra e sistemi simili, realizzato negli SS.UU.A. e disponibile in rete.

Il lungo e partecipato dibattito e si è poi rivolto agli aspetti politici internazionali di questo allarmante quadro, alla necessità di lottare contro la tortura IN TUTTE LE SUE FORME, e quindi la parte finale del dibattito ha affrontato da più punti di vista, anche con alcuni interventi degli Anarchici leccesi, le divisioni insorte da un anno a questa parte nel movimento in questa parte d’Italia così colpita dalla più infame delle repressioni.





COSENZA
12-05-2006

Casa delle Culture

(testo in preparazione)



CATANIA
13-05-2006

Libreria Gramigna

(testo in preparazione)






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