Messaggero Veneto 5 maggio
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VENERDÌ, 05 MAGGIO 2006 Pagina 1 - Udine Annunciati gesti eclatanti dopo il rifiuto del Comune di Pasian di Prato di concedere l’area del campeggio realizzato per i Mondiali di calcio del 1990 Centro sociale, minacciate occupazioni La Regione oggi solleciterà lo sgombero della palazzina di via Volturno. Il sindaco chiede la convocazione del comitato per la sicurezza Il portavoce del Csa: è ormai evidente che manca del tutto la volontà politica di garantirci altri spazi «Se non sarà possibile trovare una soluzione condivisa con le istituzioni, occuperemo un altro stabile. Di una cosa infatti siamo sicuri: l’attività del Centro sociale auto-gestito (Csa) non si fermerà. Se non sarà in via Volturno, sarà altrove». Questo l’annuncio dei membri del Csa dopo le difficoltà emerse per individuare una sede alternativa a quella di via Volturno e la diatriba in atto tra Comune e Regione. «I cittadini udinesi possono stare tranquilli - assicura però Paolo De Toni, uno dei primi occupanti del Csa, fin dal lontano 1987 -, non li abbiamo mai danneggiati in 19 anni di attività e non intendiamo certo farlo ora, ma a questo punto mi sembra chiaro che manchi la volontà politica per trovare una soluzione». Anche l’ipotesi di trasferire il Csa nel camping realizzato con i fondi dei mondiali di calcio di Italia ’90 e mai entrato in funzione, sembra essere sfumata. La giunta guidata dal sindaco di Pasian di Prato, Lorenzo Tosolini ha fatto sapere che non firmerà la convenzione con la quale avrebbe dovuto consentire l’allacciamento della rete fognaria della struttura a quella del comune dell’hinterland se da parte dell’amministrazione di palazzo D’Aronco non ci saranno precise garanzie sul tipo di attività che sarà svolta nell’area del campeggio situato proprio al confine tra il comune di Udine e Passons, frazione del comune di Pasian di Prato. Per evitare “disagi alla popolazione” l’amministrazione di Pasian di Prato ha di fatto posto il veto alla presenza del Csa, mentre il Comune di Udine, attraverso le parole dell’assessore all’urbanistica Giorgio Cavallo, ha chiarito che la gestione dell’area sarà affidata tramite una gara pubblica. Per il Csa insomma, pare non esserci spazio. Anche perché né la Regione, né il Comune sembrano avere a disposizione altri immobili adatti allo scopo. «Quella del campeggio - commenta De Toni - era una proposta solo transitoria in attesa del trasferimento delle caserme dismesse. La struttura è già a norma e vista la presenza delle vasche biologiche di tipo Imhoof non avremmo avuto bisogno nemmeno dell’allacciamento alla fognatura. Per quanto riguarda il presunto disagio che il comune di Pasian di Prato teme avremmo potuto procurare ai cittadini, posso invece assicurare che, vista la posizione della struttura, i residenti non si sarebbero nemmeno accorti della nostra presenza». Nel frattempo, mentre il sindaco di Udine, Sergio Cecotti ha nuovamente scritto al prefetto Camillo Andreana per chiedere la convocazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nella seduta itinerante della giunta regionale in programma stamattina alle 9.30 a Casarsa, l’assessore al patrimonio Michela Del Piero, come annunciato, chiederà l’approvazione del progetto preliminare per il restauro delle due palazzine di via Volturno. Al posto del Csa ci sarà un asilo nido a servizio dei dipendenti che saranno impiegati nella nuova sede della Regione attualmente in costruzione. Regione e Comune restano quindi ognuno fermo sulle proprie posizioni. Da una parte l’assessore regionale Del Piero rivendica la necessità operativa di arrivare a uno sgombero entro la fine di maggio, data in cui presumibilmente dovrebbero iniziare i lavori di ristrutturazione degli immobili, dall’altra il Comune ritiene che, essendo i due palazzi di proprietà della Regione, debba essere la giunta guidata da Riccardo Illy a trovare una soluzione. Cristian Rigo
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VENERDÌ, 05 MAGGIO 2006 Pagina 1 - Udine L’appello del comitato di piazzale Cella: per liberare l’edificio non si usi la forza Il comitato di piazzale Cella lancia un appello affinché Comune e Regione trovino un accordo sulla nuova sede del Csa in modo da evitare che si arrivi a uno sgombero forzato delle palazzine. «La preoccupazione più grande dei cittadini è proprio questa - illustra il presidente del comitato, Andrea Vicedomini -. Se si dovesse realmente arrivare a uno sgombero e se si tratterà di uno sgombero annunciato, molto probabilmente quel giorno si raduneranno in via Volturno centinaia di giovani di tutti i tipi: no global, disobbedienti e anarchici in genere che per la loro stessa ideologia non scenderanno a patti. Con il rischio che si arrivi a uno scontro con le forze dell’ordine e che il quartiere subisca gravi danni. Diversi residenti del quartiere mi hanno confessato di temere di dover assistere anche in via Volturno alle scene di vetrine distrutte e auto in fiamme che nei giorni scorsi abbiamo visto in televisione». Per quanto riguarda la convivenza dei cittadini residenti con l’attività del Csa, Vicedomini spiega che «dopo gli episodi di spaccio e di disturbo della quieta pubblica durante le ore notturne, da circa 3 anni la situazione è abbastanza tranquilla e al comitato non sono più arrivate segnalazioni». L’auspicio del comitato è quindi quello che Regione e Comune trovino una sede alternativa al Csa. «Nell’ultimo incontro tra il comitato di piazzale Cella e quello del palazzo della Regione - racconta Vicedomini - era stata avanzata anche l’ipotesi di un trasferimento in una delle palazzine che ci risultano essere libere nell’ex manicomio di Sant’Osvaldo, ma non ci siamo permessi di avanzare proposte visti i rapporti tra i due enti. Una situazione che personalmente fatico a comprendere considerato che si tratta di due giunte espressione di una maggioranza di centro sinistra». (c.r.)
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