Sono 23 gli indagati che, durante il corteo dell'11 marzo, esibirono fasci littori, celtiche, inneggiarono al Duce. L'accusa č violazione alla legge Scelba per apologia al disciolto partito fascista. Fra gli indagati anche Boccacci, condannato per aver accoltellato un funzionario di polizia nel 1994.
Il Pm milanese Piero Basilone ha chiuso l'indagine su 23 tra militanti e simpatizzanti di "Fiamma Tricolore" che il pomeriggio dell'11 marzo scorso durante un corteo nel centro di Milano esibirono stendardi con fasci littori, croci celtiche, inneggiarono al Duce facendo anche saluti romani.
Per altre due persone, minorenni, č stata fatta la segnalazione alla Procura dei minori. L'accusa fa riferimento alla violazione dell'articolo 5 della legge Scelba, "manifestazioni usuali del disciolto partito fascista".
Fra i 23 per i quali č stata chiusa l'indagine e che rischiano il processo ci sono Maurizio Boccacci e Piero Puschiavo. Maurizio Boccacci era il leader del "movimento politico occidentale" sciolto nel 1993 in base alla legge Mancino. Boccacci ha anche riportato una condanna in primo grado a 5 anni per aver accoltellato un funzionario di polizia al termine della partita Brescia-Roma nel novembre 1994. Piero Puschiavo č dirigente del 'Fronte veneto Skinhead'.
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