Messaggero Veneto
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GIOVEDÌ, 04 MAGGIO 2006 Pagina 5 - Udine Né Comune né Regione hanno sottomano la soluzione. La Prefettura preme perché sia raggiunto un accordo Non si trova ancora una sede per il Centro sociale sfrattato La data dello sgombero si avvicina, ma l’individuazione di una nuova sede per il Centro sociale autogestito (Csa) di via Volturno è ancora lontana. Né la Regione, né il Comune sembrano infatti avere a disposizione un immobile adatto alle esigenze dei membri del Csa che da quasi 19 anni occupano abusivamente le palazzine dove sarà costruito un asilo nido per la nuova sede della Regione. L’assessore regionale al patrimonio Michela Del Piero ha fatto sapere che venerdì la giunta Illy dovrebbe dare il via libera definitivo all’intervento e dunque «entro fine maggio la palazzine dovranno essere lasciate libere». Ma tutte le ipotesi inizialmente prese in considerazione come nuova sede del Csa non sembrano praticabili. La caserma Piave di via Caduti del lavoro e la caserma Osoppo di via Brigata Re sono ancora di proprietà del Demanio e difficilmente saranno cedute al Comune in tempi brevi, lo stabile di proprietà della Provincia nei pressi dell’orto botanico di viale Da Vinci ha già una destinazione d’uso ben definita e anche il campeggio realizzato con i fondi di Italia ’90 al confine con il comune di Pasian di Prato, che sembrava essere l’unica soluzione possibile, dovrebbe essere dato in gestione attraverso una gara pubblica. «Non so chi avesse proposto il campeggio come possibile nuova sede del Csa - spiega infatti l’assessore all’urbanistica del comune di Udine, Giorgio Cavallo -, quello che so è che la destinazione urbanistica dell’area è cambiata e adesso è possibile affiancare al campeggio anche attività ricreative e commerciali connesse al turismo come per esempio dei bungalow o un ostello della gioventù. La possibilità di realizzare strutture con posti letto ci impone di effettuare l’allacciamento alla rete fognaria. Per questo vogliamo concludere la convenzione con il comune di Pasian di Prato (di cui riferiamo nell’articolo a lato ndr) e poi affidare la gestione della struttura con una gara a evidenza pubblica. Ovviamente - conclude Cavallo - nulla vieta all’associazione del Csa di partecipare alla gara». Pur avendo dato disponibilità a firmare una convenzione e a pagare un regolare affitto però, difficilmente i circa 30-40 membri del Csa avrebbero i requisiti per gestire il campeggio e vincere la gara e quindi la disponibilità della struttura realizzata con i fondi di Italia ’90 per il Csa sembra essere solo teorica. Il rischio che a fine mese gli occupanti delle palazzine di via Volturno si ritrovino senza una nuova sede e decidano di occupare abusivamente un altro stabile è quindi sempre più concreto così come quello che si renda necessario per lo sgombero l’intervento delle forze dell’ordine. Una soluzione estrema che la Prefettura - assicura il capo di gabinetto Maria Rita Coluccia - vorrebbe evitare a tutti i costi. Al di là delle competenze, però, il problema dell’individuazione di una sede alternativa resta. «Stando a quanto mi hanno riferito gli uffici - conclude infatti l’assessore - non mi risulta ci siano altre strutture agibili con caratteristiche compatibili alle esigenze del Csa». Cristian Rigo
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GIOVEDÌ, 04 MAGGIO 2006 Pagina 5 - Udine Pasian di Prato non lo vuole LA REPLICA Respinta l’ipotesi di trasferimento nel camping Né campi nomadi, né centri sociali. L’amministrazione comunale di Pasian di Prato replica con un secco no all’ipotesi di trasferimento del Centro sociale auto-gestito (Csa) di via Volturno nel camping realizzato in occasione dei mondiali di calcio di Italia ’90. Esattamente come accaduto alcuni anni fa quando invece si era parlato della possibilità di realizzare in quella sede un campo nomadi. «Il Comune di Udine - spiega l’assessore alle attività produttive di Pasian di Prato, Daniele Pala (An) a nome della giunta guidata dal sindaco Lorenzo Tosolini - non può pensare di scaricare sui comuni periferici i suoi problemi. Così come ci eravamo opposti alla possibilità che in quella sede venisse realizzato un campo nomadi, allo stesso modo diciamo no a un trasferimento del Csa». Se il comune di Pasian di Prato non riceverà garanzie in tal senso, la nuova maggioranza civica e autonomista non intende sottoscrivere alcun accordo in merito all’allacciamento della rete fognaria, richiesto più volte, anche in passato, dall’amministrazione di palazzo D’Aronco. E la convenzione che dovrebbe consentire di collegare la rete fognaria del camping con quella, molto più vicina rispetto a quella di Udine, del comune di Pasian di Prato, potrebbe saltare. «Stiamo parlando di una struttura che pur trovandosi sul territorio del comune capoluogo - afferma il presidente del consiglio di Pasian di Prato, Claudio Rinaldi - di fatto si trova a ridosso di un nucleo abitativo della frazione di Passons. Tutte le ricadute dell’attività che sarà svolta nel campeggio quindi graveranno sulla spalle di cittadini residenti a Passons nel comune di Pasian di Prato e non certo su quelle dei cittadini udinesi. Per questo, anche in passato, c’era stata la massima disponibilità ad autorizzare l’allacciamento della rete fognaria a patto però di conoscere la tipologia dell’attività in programma nel campeggio che da quando è stato costruito, è bene ricordarlo, non è mai entrato in funzione. Come amministrazione intendiamo quindi opporci con ogni mezzo all’ipotesi di trasformare il campeggio in un centro sociale». (c.r.)
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