Articolo spassoso del solito amico..
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VIOLENZA URBANA SORPRESE TRA GLI INDAGATI PER L'11 MARZO A MILANO Gli spaccatutto della porta accanto Nel corteo dei centri sociali che ha devastato la strada dello shopping nel capoluogo lombardo c'erano personaggi anomali. Le indagini rivelano: in prima fila bancari, ingegneri e studenti modello. Quando spaccano vetrine e incendiano auto, li chiamano black bloc. Ma dal lunedì al venerdì per tutti sono il dottore, l'ingegnere, lo studente modello. Lo spiegano i verbali della polizia sulle devastazioni dell' 11 marzo in corso Buenos Aires a Milano, quando non più di 200 persone hanno trasformato un corteo antifascista dei centri sociali, comunque non autorizzato, in una giornata di guerriglia urbana. Si è gridato ai «soliti estremisti», c'è chi ha ipotizzato la presenza di «infiltrati». Panorama è andato a vedere chi c'era davvero dietro caschi, berretti e passamontagna. Ne emergono ritratti a sorpresa: c'è chi mette bombe davanti alle agenzie interinali dove era andato a cercare lavoro e funzionari di banca da 2 mila euro al mese che tolta la cravatta si schierano con chi colpisce gli istituti di credito a sassate. Quel sabato di metà marzo erano tutti li, nella strada più lunga dello shopping milanese. Nessuno dei 35 giovani fermati ha ammesso di avere partecipato alle devastazioni. Peccato che i riscontri fotografici e le testimonianze raccolte da carabinieri e polizia raccontino una storia diversa a cui, nella maggior parte dei casi, hanno creduto giudici per le indagini preliminari e tribunale del riesame che hanno confermato gli arresti. Solo …………., 27 anni, laureato a Padova in ingegneria, dopo quattro notti a San Vittore, è tornato a casa. In Veneto lo aspettava il suo impiego in uno studio tecnico, conquistato dopo un lavoro temporaneo per la provincia di Verona ottenuto grazie alla Adecco, l'agenzia di lavoro interinale. .............. ritratto nella foto delle matricole di un collegio universitario cattolico nel 1998, però, è lo stesso ritratto con giubbetto nero e cappello calato sulla testa, proprio tra i più duri del corteo, con caschi, passamontagna, mazze e spranghe. Lo stesso che la Digos di Verona già conosce per episodi di danneggiamento, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. «Ero a Milano per accompagnare la mia ragazza a seguire un corso di psicoterapia» racconta ora a Panorama «ma sapendo che c'era una conferenza stampa dei centri sociali in Porta Venezia ho approfittato per andarci». Chi gliene aveva parlato? «L'avevo sentito a La Chimica, il centro sociale di Verona dove vado ad ascoltare qualche concerto. Ma quando sono arrivato c'era il delirio: fumo, vetrine spaccate, di tutto. Ho pensato di essere finito in mezzo al corteo fascista». Se non c'entrava nulla, perché non è scappato? «Sono stato in mezzo al caos e ho visto uno che spaccava il parabrezza di una macchina di passaggio. Un gesto gratuito. Allora ho cominciato ad allontanarmi, ma dopo un paio di chilometri mi hanno preso e portato a San Vittore. Sono stati momenti difficili, non sapevo cosa mi sarebbe successo. Ho chiesto all'avvocato di dire ai miei di stare tranquilli perché non avevo fatto nulla». 11 gip che l'ha scarcerato, pur riconoscendo che «non era travisato (mascherato, ndr), non portava spranghe o altri strumenti d'offesa», scrive: «L'imputato è stato visto lanciare sassi contro gli operanti (le forze dell'ordine, ndr), ma non in direzione dello schieramento a protezione della piazza. Il fatto pertanto è diverso da quello contenuto nell'imputazione». Tanto è bastato per uscire di cella. Fuori dal carcere lo aspettavano i genitori. Ma non è finita: Emanuele resta sotto inchiesta per resistenza a pubblico ufficiale. Altri insospettabili sono rimasti in cella, accusati a vario titolo di devastazione, incendio, violenza a pubblico ufficiale. Per esempio ……… e ……………., entrambi di 31 anni, con ……..., 24, tutti della provincia di Reggio Emilia. A1 momento del fermo hanno dichiarato: «Da noi non succede mai niente, per questo siamo venuti qua». Oppure ………….., 19 anni, milanese, studente modello: per chiedere la sua scarcerazione è scesa in campo la preside della sua scuola, con una lettera accorata al tribunale del riesame. ………….., 28 anni, è operatore di una cooperativa per disabili. ………., studentessa di 23 anni, è partita da Como con il fidanzato ………….: per la passeggiata in centro a Milano avevano portato uno zaino con una bomboletta di vernice spray, un razzo nautico a luce rossa, un moschettone in acciaio di 12 centimetri e un manico d'ascia lungo 60. Hanno tutti dichiarato: «Volevamo manifestare pacificamente». Anche …………..., nata nel giorno della festa dei lavoratori di 32 anni fa. I carabinieri che hanno indagato su di lei hanno ricostruito un passato di danneggiamenti, occupazioni abusive, violenza e minacce ai pubblici ufficiali. Ma c'è dì più: è accusata di aver partecipato lo scorso anno all'attentato contro l'agenzia Adecco di Trezzano sul Naviglio.
……., 30 anni da compiere, nell'interrogatorio ha dichiarato di essere andato in corso Buenos Aires dopo aver sentito parlare dell'iniziativa al centro sociale La Pergola di Milano che ha imparato a frequentare, lui appassionato ciclista, partecipando alle serate della «critical mass», le biciclettate notturne e festose per riappropriarsi della città. Ma ha ammesso: «Ho spostato due cassonetti per impedire il passaggio delle macchine» per evitare danni agli automobilisti. C'è anche un filmato di Telelombardia che lo riprende mentre «fa il vigile». Di fatto, ha rallentato anche l'arrivo dei vigili del fuoco permettendo che l'incendio appiccato a una sede di Alleanza nazionale di corso Buenos Aires si propagasse anche a un appartamento al primo piano del palazzo. I carabinieri hanno individuato ……………. anche in altre immagini che lo ritraggono con un cappello nero calato sul viso, un casco nero e un bastone in mano. Look molto diverso da quello con cui ……….. laureato in scienze dell'informazione, occhiali tondi e faccia da bonaccione, si presenta alla .............., dove è assunto come esperto informatico a tempo indeterminato: un contratto da 2.042 euro netti al mese.
FRANCESCA FOLDA Panorama 13/4/2006
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