Il 28 marzo, la Comunità Montana Val Pellice ha approvato la relazione al preventivo dell’anno 2006 con un fumoso e quanto mai vago piano economico dal 2005 al 2007 (o dal 2006 al 2008).
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Il 28 marzo, la Comunità Montana Val Pellice ha approvato la relazione al preventivo dell’anno 2006 con un fumoso e quanto mai vago piano economico dal 2005 al 2007 (o dal 2006 al 2008). L’opposizione denuncia che non viene nominato un buco di 1,7 milioni di Euro per il fallimento dell’agenzia di sviluppo locale Agess. Nè sono previste spese per il secondo palazzetto della valle, aberrazione estetica e funzionale fatta erigere quale monumento di prestigio in occasione delle olimpiadi e che costituirà una delle maggiori spese per gli ingenti costi di manutenzione. L’entità delle spese di manutenzione infatti non è stata neppure nominata, benchè sia sulle bocche di tutte le persone della valle. Nè è ancora chiaro chi e come lo prederà in gestione. Un silenzio grave, gravissimo. Un occultamento? Una svista? Una deliberata mancata assunzione di responsabilità? Una copertura per traffici privati? Favori ad amici e parenti dei politici? Le ipotesi sono molte, il dato concreto uno solo: sperpero del bene pubblico. Mentre in tutta la valle voci maligne sostengono che si voglia far passare le elezioni per poi annunciare i forti tagli alle spese culturali e socio-assistenziali, in comunità Montana si ignora e non si discute la questione. Regna l’omertà. Le spese innominabili per la manutenzione del nuovo palazzetto si aggirano infatti sul 1,2 milioni di Euro annui, secondo stime fatte fare dalla Regione Piemonte che dovrebbe guidare la transizione verso una fondazione privata (con gli ennesimi soldi pubblici). Per essere piu’ chiari: si spendono 100.000 Euro al mese per mantenere il palazzetto quando per un anno intero in tutta la Comunità Montana per la cultura se ne spendono circa 50.000; 105.000 Euro sono i soldi dedicati alle politiche giovanili dell’intero 2004; 99. 600 sono i soldi spesi per gli adulti in difficoltà; mentre tutto quello che la Comunità dedica allo sviluppo dello sport nella valle sono ca. 40.000 Euro all’anno (dati sempre del 2004).
La Comunità montana agisce senza grandi discussioni: il consiglio dura due ore e mezzo, parlano il presidente, una o due persone dell’opposizione e un paio di altre consiglieri. Sono queste persone ossequiose, silenziose e conniventi che legittimano lo sperpero di denaro pubblico. Prossimamente pubblicheremo la lista con i nomi e cognomi di tutti questi responsabili e, se non si vergogneranno di se stessi, anche le email e i telefoni, così li potrete contattare direttamente.
In Comunità montana Val Pellice non si danno molte spiegazioni del preventivo dell’anno 2006, il cui nodo centrale dovrebbe essere la gestione dei costi post-olimpici e i fallimenti delle società private Agess e Tralcio, a cui la Comunità negli anni passati ha regalato ingenti quantità di denaro pubblico.
E’ stata letta la parte conclusiva di una relazione che l’opposizione denuncia essere stata fotocopiata da quella dell’anno precedente aggiornando solo le cifre. La relazione è penosa e non appena sarà resa pubblica ne publicheremo sicuramente gli stralci piu’ indecenti (o tristementi ironici e grotteshi). Le uniche cifre lette sono spese che riguardano il consuntivo 2005 dell’entità di 5000 Euri di interessi bancari su un bilancio di ca. 12 milioni. Ripetiamo: la parte di relazione letta non dà numeri, se non solo riguardo un miglioramento di interessi passivi di 5000 Euro. Cioè l’equivalente di un caffè in un bilancio familiare.
Il carattere piu’ indecente della relazione è comunque l’occultamento del cadavere. L’Agess è fallita, ma del suo cadavere non compaiono tracce. Alla richiesta dell’opposizione sui motivi dell’assenza della perdita di 1,7 milioni di Euro dalla relazione, le risposte del presidente della Comunità sono state tanto evasive quanto approssimative. Da un lato ha detto che è ancora in corso la dismissione della società per fallimento (il che permetterebbe effettivamente di imputare la perdita a partire solo da quando il giudice valuterà l’entità della svalutazione) dall’altra ha detto che simile perdita non figurerebbe sulla parte di bilancio detta ?conto economico? a cui tale relazione si riferisce, bensì alla parte di ?conto patrimoniale?. Le svalutazioni dell’Agess, stimate attualmente a quasi il doppio del valore detto dall’opposizione (il totale creditori sarebbe di 3 milioni di Euri), possono essere effettivamente ignorate da un punto di vista prettamente giuridico, ma da un punto di vista politico non si può non mettere in conto che ci saranno, e molto probabilmente nel 2006 stesso; inoltre tali perdite, quando ci saranno, andranno sia sul conto patrimoniale sia sul conto economico, malgrado le assicurazioni del presidente e il silenzio dei restanti consiglieri. L’ignoranza e l’approssimazione del presidente della comunità montana valgono ben più delle sue immediate dimissioni: chi sostiene pubblicamente che le partecipazioni della Comunità Montana della società Agess non devono figurare nè nella relazione del preventivo al bilancio 2006 nè sul conto economico o è ignorante o agisce in malafede (o entrambe le ipotesi), in ogni caso, come minimo, non è il caso che sia il presidente di un ente pubblico che gestisce 12 milioni di Euro all’anno. Stesso discorso riguarda tutti i consiglieri la cui unica fatica è quella di alzare il gomito per votare quando lo dice il Presidente. Pupazzi. Alla cittadinanza forse l’arduo compito di valutare se non ci siano altre finalità o implicazioni con conseguenze penali. L’arduo compito di destituirli per la gestione della res publica.
Le energie maggiori della serata sono state dedicate a salvare il salvabile, ovvero a deliberare l’ennesimo sperpero di denaro publico per privati. La comunità ha appena preso le veci di una banca prestando a novembre 2005 240.000 Euro che la Regione aveva stanziato ma non erogato alla società vinicola il Tralcio. Ieri ha deliberato lo stanziamento di 80.000 Euro come partecipazione e di 200/250.000 Euro (l’approssimazione pare la regola) per la ricapitalizzazione della società il cui capitale è stato fortemente compromesso dalla malgestione passata. Senza sovvenzioni infatti la società fallirebe. Nemmeno una minima discussione su possibili usi alternativi per lo sviluppo locale di una somma come 250.000 Euro. Prossimamente forniremo una lista delle reali possibili altenative per un’economia ambientale e partecipata della valle che ci sarebbero state.
L’opposizione ha chiesto che anzichè la ricapitalizzazione della Comunità si optasse per un prestito obbligazionario in modo tale che fossero poi i privati a investire. Il presidente ha invece fatto approvare la mozione che prevede l’erogazione dei soldi che fin dal 2003 erano stati previsti per l’AGESS, sostenendo con beata leggerezza che questo dettaglio tecnico ?l’avrebbe verificato con il commercialista, con il Dott. De Gregori e con il legale?. Si noti che decidere se prestare in cambio di garanzie o regalare dei soldi pubblici (investire in capitale di rischio) non è affatto un dettaglio tecnico ma una strategia politica. Eppure nessuno osa chiedere le dimissioni di un simile ciarlatano che occupa il posto di presidenza della Comunità Montana Val Pellice. Pupazzi nelle mani di un ciarlatano.
Nessuno fa nemmeno notare le profonde incoerenze sui motivi per cui la società il Tralcio andrebbe sostenuta: la maggioranza sostiene che è stato fatto un lavoro sulla qualità del vino che ora è migliorato; sostiene che poi bisogna difendere i lavoratori locali, ma poi per motivare la sostenibilità dell’impresa assicura che ci saranno tagli sul costo del lavoro. Ma allora questi soldi pubblici li diamo per sostenere i lavoratori locali o per fare andare bene un’impresa che taglierà sempre più sul personale? Se si vogliono diminuire i costi del lavoro basta far lavorare quelli che la Lega Nord vuole far stare ?a casa loro?: gli stranieri. I principi elementari dell’economia locale insegnano che non bisogna tagliare ma investire sul lavoro locale.
Un consigliere della maggioranza sostiene che alla società il Tralcio dalle banche viene richiesta trasparenza sotto l’aspetto societario. Questo permetterebbe l’accorpamento dei diversi mutui sotto un unico mutuo. Forse le banche hanno bisogno di altre garanzie, e proprio questa operazione escluderebbe che sia la Comunità montana a fare un prestito. Il prestito lo faranno le banche, la Comunità metterà le garanzie e il capitale di rischio per i prestiti. Prestare soldi signiica avere proitti e questo è di competenza deiprivati. Il pubblico deve solo sperperare richezze, sperperare il bene comune. Eccoci al solito meccanismo, già sperimentato da Banca Mondiale e Fondo Monetario su scala internazionale nei paesi poveri e che ora si cerca di applicare in Val Pellice come in Val Susa. Gli enti pubblici garantiscono con capitali di rischio per opere private (enormi, inutili ma molto costose per dare in appalto e subappalto abbastanza cantieri); le banche prestano i soldi per poi rifarsi sugli enti pubblici in caso di fallimento. Gli enti pubblici non possono fallire, al massimo vengono commissariati, e comunque i soldi sono quelli di tutti, mai di qualcuno in particolare.
E’ lo sperpero organizzato del bene comune gestito da persone incompetenti quando non addirittura in malafede. Nel silenzio assordante degli assessori della Comunità Montana. Ignoranti o complici in malfede di quello che a sempre piu’ persone appare come un furto organizzato del patrimonio pubblico? Esistono responsabilità soggettive di tutti i consiglieri (l’opposizione non vota mai contro, al massimo si astiene) e un sistema economico, quello neoliberista. Il sistema neoliberista questo ha in comune con i sistemi mafiosi: l’uso del denaro pubblico per fini privati, il silenzio, l’omertà e l’occultamento dei cadaveri. Il movimento post-olimpico sostiene che quando arriverà la resa dei conti questi impostori dovranno avere un residuo di dignità di andarsene. Come in Argentina lo slogan del movimento è ?andatevene tutti subito!? Il movimento ha già organizzato l’occupazione del palazzetto per la stagione estiva e assicura che ci saranno iniziative culturali e concerti di ogni tipo e per ogni età tutta l’estate, con o senza il consenso della Comunità Montana. Lo stesso movimento assicura, in un volantino apparso ieri in valle, che ci sarà anche un processo pubblico per gli sperperi e gli abusi di potere.
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