Messaggero Veneto 20 marzo
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LUNEDÌ, 20 MARZO 2006 Pagina 8 - Gorizia Un migliaio contro il Cpt Corteo nelle vie goriziane sotto lo sguardo di 300 agenti e Cc LA PROTESTA Attimi di tensione davanti alla sede della Minerva Sono stati, secondo gli organizzatori, quasi un migliaio i manifestanti che hanno dato vita, sabato pomeriggio, al corteo organizzato dall’Assemblea permanente contro il Centro di permanenza temporanea di Gradisca, un’iniziativa che è andata in scena attraverso le vie principali del capoluogo isontino con i manifestanti che sono arrivati poi fino alla sede di Savogna della Minerva, la cooperativa che gestisce il Cpt gradiscano. Per vigilare sullo svolgimento della manifestazione sono stati impegnati non meno di 300 uomini tra carabinieri e agenti di polizia in assetto antisommossa, coadiuvati da decine di automezzi terrestri e da un elicottero che ha volteggiato sulla città dal primo pomeriggio fino al termine del corteo. La manifestazione ha preso inizio verso le 14.45 con l’assembramento dei partecipanti in una piazza Vittoria presidiata da decine di uomini fra agenti di polizia e carabinieri con caschi e scudi, impegnati a creare un cordone dinanzi alla facciata d’ingresso della sede della Prefettura. Verso le 15.40 una decina di manifestanti ha però “aggirato” il blocco e gli attivisti sono riusciti ad attaccare sul muro esterno all’altezza del pianterreno del palazzo prefettizio uno striscione con la scritta “vergogna”. Il corteo, al quale si sono uniti anche gli esponenti delle reti antirazziste e i “cancellati” sloveni, si è quindi mosso verso via Roma con la marcia scandita dagli slogan (in particolare l’ormai classico “siamo tutti clandestini”) contro il Cpt e contro il presidente della Minerva, Adriano Ruchini. Tantissimi gli striscioni, fra i quali campeggiava quello con la scritta “no lager no war, no cpt”. Il corteo è arrivato dinanzi alla sede del municipio per proseguire attraverso via Duca d’Aosta: i manifestanti sono quindi giunti all’imbocco di via Trieste attraverso la quale, secondo il programma, il corteo sarebbe dovuto proseguire fino ad arrivare dinanzi alla sede della Minerva. Dalla Prefettura, però, secondo quanto si è appreso, non era arrivato il placet per il passaggio dinanzi alle caserme “Cascino”, sede del 13º Reggimento carabinieri, e “Montesanto”, dove è ubicato il Reparto comando e supporti tattici della Brigata “Pozzuolo”, e quindi i manifestanti hanno deviato attraverso il quartiere di Sant’Anna per poi inoltrarsi in via Terza armata e di lì fino alla sede della Minerva. Proprio dinanzi alla sede della cooperativa che gestisce il Centro di permanenza gradiscano, difesa da decine di agenti e militari in tenuta antisommossa, ci sono stati altri attimi di tensione, con i manifestanti, alcuni dei quali con il casco in testa o incappucciati con i colori dell’arcobaleno della pace, che hanno gettato decine di fumogeni, bengala e petardi oltre la recinzione e tirato sulla facciata della cooperativa uova e vernice, imbrattandola. L’insegna della Minerva è stata inoltre danneggiata. Sul muro esterno della cooperativa è stato incollato un enorme “foglio di via” con il quale si intima ironicamente al presidente Ruchini di lasciare il pianeta terra. Per quanto riguarda le presenze politiche, da segnalare gli “immancabili” consiglieri regionali Metz e Franzil.
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