Messaggero Veneto 18 marzo
 udine_14.jpg, image/jpeg, 261x390
SABATO, 18 MARZO 2006 Pagina 14 - Udine Tolmezzo. È stato proposto ieri sera al vertice sugli elettrodotti: dalla Carnia al Corridoio 5 Un coordinamento unico contro le “grandi opere” TOLMEZZO. Molti problemi aperti, un’unica regia, una risposta comune. In una sala meno gremita del precedente incontro avvenuto nel dicembre scorso, si è tenuto ieri sera alla Comunità montana un incontro tra i vari comitati per la difesa del territorio, con l’obiettivo di allargare l’azione ad altre iniziative in Friuli come il Corridoio 5. Duecento i presenti in una sala presidiata dalle forze dell’ordine, moltissimi coloro che hanno seguito il dibattito attraverso la diretta della radio locale, Radio Studio Nord. Una battaglia non contro, ma per il territorio, come è stato evidenziato, che ha fatto confluire cittadini e amministratori locali per un confronto civile e pacifico sul futuro del territorio. Molti gli oratori che hanno posto la Carnia al centro dell’attenzione sulle grandi opere previste per il territorio. Da Renato Garibaldi e Giovanni Canciani, di Carnia Movimento, al docente di impatto ambientale presso il Politecnico di Torino, consulente della Comunità Montana Val di Susa e componente del movimento No Tav, Claudio Cancelli, a Michela Mecchia che ha presentato la propria tesi di laurea su due elettrodotti Wurmlach-Somplago (previsto uno aereo e uno interrato). Ma sono intervenuti anche rappresentati dai vari comitati costituitisi recentemente in Friuli, quello sulle casse di espansione sul Tagliamento, del corridoio 5, dell’elettrodotto Valli del Natisone, della centrale di Torviscosa, della cava di Raveo, della tutela dell’acqua del bacino del Tagliamento. Ripresa con polemica da Garibaldi l’assenza dell’Arpa, precedentemente concordata e annunciata solo all’ultimo minuto che ha fatto saltare l’intervento di Gianni Menchini. «Puntano a sfinirci, a dividerci, ma ci siamo ancora». Nei vari interventi sono stati ribaditi alcuni concetti fondamentali per i problemi che uniscono i comitati di tutta Italia: «Carnia come Val di Susa» è stato evidenziato. L’obiettivo dei comitati è di salvaguardare la natura per lasciare ai posteri «un ambiente integro non svilito da un improbabile sviluppo». In tutti i progetti sulle grandi opere mancherebbero supporti: «Le grandi opere - ha illustrato Cancelli - vengono innescate non da necessità urgenti, ma dalla possibilità di gestire ingenti flussi di denaro pubblico». Grandi opere, è stato evidenziato, che non possono essere controllate democraticamente dagli Enti pubblici locali e per le quali non si intravedono piani di gestione e di una manutenzione efficace per il futuro. Nello specifico, è stato inoltre evidenziato, sembrerebbe che la quantità di energia elettrica richiesta sull’elettrodotto Wurmlach-Somplago da importare dall’Austria sia stata sovradimensionata rispetto alle reali esigente delle aziende che ne hanno fatto richiesta. Si va quindi verso un coordinamento tra tutti i comitati di punti di crisi aperti in regione, e se ne parlerà anche stasera nel faccia a faccia previsto alle 20.30 nella sala della Comunità Montana di Tolmezzo con i candidati della Carnia per le prossime elezioni nazionali. Gino Grillo
|