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«Gli scontri? Era già tutto previsto»
by Il Nuovo Giornale di Bergamo Wednesday, Mar. 15, 2006 at 1:36 PM mail:

Guerriglia a Milano.Due ragazzi bergamaschi sono stati arrestati. Oggi a Bergamo? «Solo volantinaggio»
«Gli scontri? Era già tutto previsto»
Confessione shock di una manifestante:«Tensione alta»

BERGAMO - Due ragazzi bergamaschi
tra gli arrestati a Milano,
dopo gli scontri di via Buenos
Aires sabato pomeriggio. Il presidio
antifascista, che doveva
opporsi alla manifestazione della
Fiamma Tricolore per le vie
della città, è presto degenerato
in guerriglia. I due bergamaschi
hanno circa 20 anni, sono
studenti universitari (uno aMilano
e uno a Bologna); si trovano
ora rinchiusi nel carcere di
Boltiere. E’ difficile parlare
con qualcuno che la manifestazione
l’ha vissuta in prima persona,
perché tra i partecipanti
è alta la diffidenza nei confronti
della stampa. F. è una ragazza
di poco più di 20 anni, vive in
provincia di Bergamo e studia
all’Università.Sabato pomeriggio
lei aMilano c’era. Ci chiede
di non scrivere nome e cognomee
vuole sottolineare che alla
manifestazione c’è andata da
sola, che insommanon appartiene
a nessun gruppo organizzato.
Gli scontri per lei non sono
stati una sorpresa: «Sapevo che
sarebbe successo, lo sapevano tutti
quelli che hanno partecipato al
presidio. Io non ho lanciato sassi,
tantomeno bombe carta, ma era
facile aspettarsi che qualcuno
l’avrebbe fatto. E non mi sento di
giudicare nulla». Cos’è successo
sabato pomeriggio? «Siamo arrivati
a Lima, dove ci hanno raggiunto
gli altri gruppi; i disordini
sono cominciati subito dopo. Tutto
quello che è successo si è visto
poi in tv: bombe carta, cestini incendiati
e rovesciati, automobili
trascinate in mezzo alla carreggiata
e date alle fiamme». Poi è
arrivata la polizia. «Hanno caricato
tre volte. L’ultima, in cui
hanno fatto intervenire anche gli
automezzi, ha disperso il presidio.
Bisogna cambiare metodo:
dovevamo essere più veloci». F.
contesta quello che hanno scritto
molti giornali: «Hanno detto
che c’è stata una reazione di piazza
contro imanifestanti.Nonè vero,
non era gente qualunque quella
che urlava e che poi è arrivata
alle mani. Alcuni di loro hanno
poi sfilato con la Fiamma».
Le motivazioni per cui F. ha
scelto di partecipare alla manifestazione
sono chiare: «Le ragioni
del presidio sono state più
che valide. Non si possono far sfilare
i fascisti in città. Non mi è
piaciuto comehannoreagito alcuni
centri sociali, come il Vittoria,
o Rifondazione Comunista, che
hanno scelto di dissociarsi. L’unico
a dire cose sensate è stato Ferrante,
che ha definito una provocazione
il corteo della Fiamma».
La libertà di parola non si nega
a nessuno. «Non si può farmanifestare
chi nega le camere a gas,
chi incita alla violenza, chi fa il
saluto romano e inneggia al duce».
Cosa succederà domani (oggi
per chi legge) davanti al tribunale,
quando in 14 saranno processati
per gli scontri di novembre
davanti al carcere di via
Gleno? «Stasera (ieri) c’è un assemblea,
ma non sono a conoscenza
di particolari iniziative: suppongo
ci si limiterà al volantinaggio».
ma.mo.


Guerriglia a Milano/4.Morgano prende le distanze:«Distruttivi e controproducenti»
«Non sono dei centri sociali»

BERGAMO - «Questi episodi sono assolutamente
e totalmente condannabili
». Le reazioni sono ovvie, di
fronte ai duecento manifestanti
che sabato scorso hanno messo a
ferro fuoco corso Buenos Aires.
Anche Maurizio Morgano, consigliere
comunale di Rifondazione
Comunista, esprime la più ferma
condanna nei confronti di quei
gruppi che «non c’entrano niente
con noi e con i centri sociali». Infatti
per la giornata di sabato era stato
organizzato un presidio pacifico
a cui partecipava Rifondazione,
la Cgil, il Leoncavallo e altri
centri sociali. Una manifestazione
tranquilla che voleva esprimere
«giusta contrarietà» al «corteo
di neofascisti e neonazisti» che si
sarebbe svolto nella giornata di
sabato. Ma il presidio è stato
«messo in ombra a causa delle violenze
dei black bloc. L’opposizione
era giusta - continuaMorgano -ma
sono i mezzi usati che sono stati sterili,
distruttivi e controproducenti
». Controproducenti perché
«aiutano proprio coloro che vogliono
contrastare». Un aiuto alla destra
dunque, alla vigilia delle elezioni.
Che dire poi delle critiche
nei confronti di Francesco Caruso,
candidato di Rifondazione alle
elezioni politiche ed esponente
dei no global? «E’ l’esempio del fatto
che con queste occasioni si dà adito
a chi mette tutti nello stesso calderone:
per molti sono tutti no global.
Ma sono solo delle critiche strumentali.
Caruso lo conosco personalmente
e non c’entra nulla l’associazione
con quei duecento facinorosi
». Si pensa che molti dei contestatori
provengano dagli ambienti
dei centri sociali. «I centri sociali
contano migliaia di militanti, i
manifestanti violenti erano soltanto
poche centinaia. Possiamo considerarliuna
minimaminoranza. Infatti
si opponevano non solo alla
manifestazione della Fiamma Tricolore,
ma anche a noi come presidio
pacifico. Ci consideravano dei
traditori». Morgano ritiene che
gli scontri di Milano «di certo non
giovano» alla sinistra e «ne prendiamo
fortemente le distanze. Ma
gli schizzi di fango arrivano, com’è
ovvio, anche a noi».


Guerriglia a Milano/5. Longaretti della Fiamma: «Centri sociali corresponsabili»
«Aggressioni premeditate»

una corresponsabilità dei
centri sociali». Flavio Longaretti
non ha dubbi: «I
centri sociali di Bergamo,
Brescia eMilano hanno fatto
sì che ci fosse una tacita
solidarietà nei confronti di
orde dimanifestanti violenti,
venuti a Milano per non
perderci la faccia». Il commissario
federalediBergamo
della Fiamma Tricolore
ha assistito solo da lontano
agli scontri («le forze
dell’ordine hanno creato un
cuscinetto tra noi e i facinorosi
»)ma quel che ha visto
gli è bastato: «Era stata organizzata
una contromanifestazione
da altri movimenti
più moderati, ma
queste schegge impazzite
non volevano essere oscurati
dalla nostra manifestazione
pacifica». Secondo Longaretti,
gli atti di vandalismo
«avevano l’unica funzione
di spostare l’attenzione
dalla nostra manifestazione
a quella antifascista
». Secondo Longaretti,
sono tutte «aggressioni premeditate
». Il commissario
fa riferimento ai volantini
distribuiti da tempo anche
a Bergamo da gruppi
antifascisti. Volantini «in
cui si invitavano gli, chiamamoli
così, antifascisti, a
partecipare alla contromanifestazione,
proprio all’ora
e nel luogo in cui ci saremmo
dovuti trovare noi. La
nostra manifestazione, lo
voglio ricordare, era stata
organizzata legalmente.
Era prevista inizialmente
per il 21 gennaio ma vista
la vicinanza con la Giornata
dellaMemoria è stata spostata
all’11marzo e si è svolta
in piena legalità e civiltà
». Longaretti condivide
le critiche rivolte a Caruso.
«La forza politica che
candida un individuo che
ha trascorsi di contestatore
deve assumersene la responsabilità.
Non si può criticare
i fatti di sabato e poi candidareunindividuo
che proviene
dai disobbedienti»

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Titolo Autore Data
integrazione Il Nuovo Giornale di Bergamo Wednesday, Mar. 15, 2006 at 1:40 PM
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