A San Vittore oggi saranno interrogati i 38 arrestati ancora in cella. Sabato corteo per Dax, ucciso tre anni fa dai fascisti.
Saranno interrogati oggi a San Vittore dai gip Mariolina Panasiti e Enrico Manzi i 38 antagonisti arrestati sabato mattina in corso Buenos Aires ancora in carcere. Quattro persone sono state lasciate andare la notte tra sabato e domenica, e tre sono state liberate la scorsa notte. Tutti gli altri rimangono in cella a San Vittore, Bollate e Opera. «Sono scossi - raccontano- ma considerate le circostanze stanno abbastanza bene». Sono indagati per concorso in devastazione e incendio, violenze a pubblico ufficiale e resistenza. Mercoledì i gip decideranno se accogliere le richieste del pm Piero Basilone e già prima degli interrogatori sono state annunciate 35 richieste di custodia cautelare. Siccome tutto ciò che riguarda i centri sociali, finisce anche all'antiterrorismo, forse già da domani la procura di Milano chiamerà ad occuparsi della vicenda come punta di diamante della accusa niente meno che Ilda Boccassini. Insomma si fanno le cose in grande. Si annuncia una vicenda processuale lunga e destinata a tenere sotto scacco per molto tempo i movimenti milanesi. Da subito avvocati e imputati devono fare fronte al pesantissimo clima di condanna unanime e incondizionata contro i responsabili dei fatti di sabato mattina. A partire dai toni esagitati del ministro Pisanu. «Il ministro non si preoccupi e lasci fare i processi, non c'è bisogno di alcuna interferenza - commenta Mirko Mazzali, avvocato di 23 antagonisti - non si può essere garantisti a intermittenza».
Anche perché, se a tutti è noto ciò che è successo, per ora il quadro probatorio appare piuttosto generico. La polizia ha colpito nel mucchio, ha acchiappato tutti quelli che ha trovato dopo la carica senza fare tante distinzioni, ragazzine di 16 anni comprese. Sarà più difficile individuare le responsabilità personali. Gli inquirenti parlano di filmati che permetterebbero di individuare chi ha dato fuoco alle macchine e al negozio di An e ha rotto le vetrine di McDonald's. Al momento però nessuno li ha ancora potuti vedere e per orai magistrati sono chiamati a decidere in base alle carte e ai rapporti delle forze dell'ordine.
Restano in carcere xxxx, 40 anni, e xxxx, 33 anni, già nel mirino perché imputati nel celebre processo dei 25 dopo il G8 di Genova, un'altra lunga storia. Tutti gli altri sono incensurati o al massimo con denunce per fatti minori. Fra loro ci sono 9 ragazze e 3 minorenni, metà sono milanesi, 6 sono di Reggio Emilia, 2 di Brescia, 2 di Bergamo, uno di Padova, nessun tedesco. Tra i tre liberati della scorsa notte c'è anche xxxx, la ragazza di 27 anni, militante del centro sociale Orso, che ha già subito il carcere per una scaramuccia con due neonazisti avvenuta su un treno alla stazione di Genova due anni fa. Contro di lei non c'è nulla. I tre erano stati fermati sabato mattina in un bar sulla base della testimonianza di un passante.
In questo clima pesantissimo ciò che rimane del movimento milanese si prepara a ricordare Davide Cesare, Dax, anche lui militante dell'Orso, assassinato il 16 marzo del 2003 da tre fascisti in via Brioschi, la stessa notte dei pestaggi delle forze dell'ordine contro i suoi amici accorsi all'ospedale San Paolo. Giovedì sera è annunciato un presidio in via Brioschi. E sabato per Dax è previsto un corteo dal quartiere ticinese al carcere di San Vittore. La destra milanese, vice sindaco De Corato in testa, ovviamente non perde occasione per chiedere di impedire la manifestazione.
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