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Scontri in centro: «Milano ferita, basta illegalità»
by dal corriere Monday, Mar. 13, 2006 at 11:14 AM mail:

La Procura convalida 38 arresti. Tra i giovani a San Vittore anche due contestatori al G8 a Genova. Giovedì la fiaccolata di protesta. Il Comune: sgomberare i centri sociali. «Paura e danni, vietare i cortei in corso Buenos Aires».

Trentotto persone rinchiuse nelle carceri di San Vittore, Opera e Bollate (tra cui due già fermati ai tempi del G8 di Genova, nel 2001). Otto poliziotti e quattro carabinieri feriti. Bastoni, tirapugni in metallo e decine di scudi sequestrati. Danni che i commercianti quantificano in quasi 500 mila euro: «Siamo stati vittime di un attentato — dicono — Chiediamo che la via non ospiti più manifestazioni di sabato».
È il bilancio degli scontri di sabato in corso Buenos Aires. L'assessore alla Sicurezza, Guido Manca, a nome del Comune, chiederà lo sgombero dei centri sociali (anche se il prefetto Gian Valerio Lombardi getta immediatamente acqua sul fuoco: «Valuteremo caso per caso»). Mentre il vicesindaco Riccardo De Corato annuncia che anche il Comune si costituirà parte civile per chiedere i danni ai responsabili. Giovedì in corso Buenos Aires ci sarà una manifestazione di protesta.


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Domenica di riposo, dopo la guerriglia. I negozi di corso Buenos Aires sono quasi tutti chiusi. Le ferite invece no, sono aperte come le vetrine della Nike mitragliate da diciannove sassate. I cartelli sanno di resa: «Si prega di non toccare». Ma è solo cortesia: «Non vogliamo più correre questi rischi: chiediamo che corso Buenos Aires non ospiti più manifestazioni di sabato», attacca Luigi Ferrario, di Ascobaires.
Troppi i danni subìti, economici e d'immagine: «Siamo stati vittime di un attentato ed è una fortuna che non ci siano stati feriti. Questa violenza è ingiustificabile». Dunque: o corso Buenos Aires viene dichiarata off-limits per i cortei «o, almeno, venga chiesta una cauzione pecuniaria agli organizzatori: un fondo da cui attingere per pagare le spese in caso di incidenti».
E il giorno dopo la manifestazione antifascista, di spese ce ne sono per almeno 450 mila euro. Le ultima carcasse d'auto vengono portate via a metà pomeriggio. Ultime foto ricordo dei curiosi con videofonino. Il proprietario di una Megane firma ai vigili il verbale di affidamento e chiede: «Chi è il responsabile? Chi paga i danni? Cosa farà il Comune? Solo l'estinzione della targa costa 600 euro». Tre pannelli di legno proteggono la vista sul McDonald's, ma «siamo aperti». Il negozio Puma, non ancora inaugurato, ha già due vetrine da sostituire. Il banchetto d'accessori di un ambulante cingalese invece proprio non si vede: «Gli autonomi l'hanno distrutto e tirato contro la polizia ». L'An Point è una macchia nera, come l'edicola all'angolo con piazza Oberdan, che finisce i giornali appena dopo le 16: «La gente vuole sapere com'è andata. Io, per me, lo so», dice Iaquinangelo. Ha provato a spegnere l'incendio nel mezzo della sassaiola, ma ha dovuto rinunciare: «Mai visto tanta violenza». Per Livio, titolare della gelateria Viel, «sono sempre gli stessi a creare problemi. Sindacati, operai e studenti non creano mai disordini: una riflessione su questo bisognerà pur farla».
La prima è servita: la fiaccolata «pacifica» indetta per giovedì sera dall'Unione del Commercio. Negozianti e cittadini, insieme: «Sarà una manifestazione apolitica: chiederò che sia aperta dal gonfalone del Comune, perché tutta la città condanna la violenza», spiega Paolo Uguccioni, presidente del comitato di quartiere.
Fiaccolata apolitica, ma non senza politici. Ci sarà sicuramente Alleanza Nazionale, «come forma di protesta contro le devastazioni dei centri sociali», annuncia Ignazio La Russa. E, per il centrosinistra, i Ds: «Siamo contro ogni forma di violenza e tanto più contro quella che devasta proprietà private che nulla hanno a che vedere con la battaglia politica», spiega Emanuele Fiano. Forza Italia «dà disponibilità», ma aspetta il consiglio comunale di oggi: «Attendiamo dalla sinistra una presa di posizione senza condizioni rispetto ai responsabili degli scontri».


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Il giorno dopo gli scontri di corso Buenos Aires si tirano le somme di una giornata di violenza fuori dall'ordinario che Milano non viveva da almeno 12 anni. A tracciare il quadro il questore Paolo Scarpis. «Sono 41 i giovani dei centri sociali arrestati, 20 da parte della polizia, 21 da parte dei carabinieri. Due di questi erano già stati fermati al tempo del G8 di Genova, nel 2001». In serata tre sono stati scarcerati.
Da Roma, nel frattempo, il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu preannuncia che «Lo Stato si costituirà parte civile nel processo contro i responsabili degli incidenti di Milano». E l'assessore alla Sicurezza Guido Manca, a nome del Comune, fa sapere che chiederà lo sgombero dei centri sociali al prefetto Gian Valerio Lombardi. Il quale getta immediatamente acqua sul fuoco: «Valuteremo caso per caso», lasciando intendere che comunque non si muoverà niente sin dopo le elezioni. Infine il vicesindaco Riccardo De Corato annuncia di aver raccolto 2.500 firme a favore delle forze dell'ordine: «Anche il Comune si costituirà parte civile per chiedere i danni».
Una notte di interrogatori e di ricostruzioni: ieri mattina il questore è stato in grado di tracciare un quadro definitivo di quello che è successo sabato mattina in corso Buenos Aires quando 300 giovani dei centri sociali si sono scontrati con le forze dell'ordine per impedire una manifestazione della Fiamma Tricolore in programma per il pomeriggio. Il bilancio è stato da guerra civile: incendi e devastazioni con l'accompagnamento in Questura di 45 persone. «Quaranta - ha spiegato il capo della polizia milanese - le abbiamo arrestate per i reati di devastazione e saccheggio, incendio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale».
Impressionante il materiale sequestrato: bastoni di legno, tirapugni in metallo, decine di scudi con manici in legno, zaini contenenti pietre, una tanica da 5 litri di benzina, una borsa piena di chilogrammi di chiodi, coltelli a serramanico, martelli spaccavetri. Anche sul fonte dei feriti e delle devastazioni le cifre sono importanti. «Durante gli scontri - racconta ancora il questore - sono rimasti feriti da razzi di segnalazione sparati con apposite pistola ad altezza d'uomo otto poliziotti e quattro carabinieri, tutti con prognosi compresa tra 5 e 20 giorni. Sei cittadini hanno lamentato bruciore agli occhi per i lacrimogeni». C'è anche il capitolo danni che i commercianti della zona hanno quantificato in quasi 500 mila euro. «Durante gli scontri gli autonomi hanno bruciato 5 auto mentre altre 5 hanno avuto i vetri danneggiati. Un'edicola ha avuto un principio d'incendio, un motorino è stato bruciato e sono stati devastati McDonald's, il negozio Nike, Singer, l'An Point». Metà dei circa 300 giovani dei centri sociali e di alcune realtà anarchiche che hanno sconvolto Milano provenivano da altre città: «Tra gli arrestati - spiega il questore Scarpis - ci sono giovani di Bergamo, Brescia, Bolzano, Modena, Reggio Emilia, Novara e Piacenza. Tre sono minorenni, mentre tutti gli altri hanno un'età compresa tra i 18 e i 43 anni».
La manifestazione di sabato ha poi sancito una frattura tra i giovani antagonisti milanesi. Da una parte i duri e puri dei centri sociali Orso, Transiti, Pergola, Panetteria Okkupata e Villa Litta. Sul fronte opposto i gruppi storici tra cui il Leoncavallo, Bulk (NON ESISTE PIU') e centro Vittoria che, nel pomeriggio, hanno preso parte alla manifestazione organizzata dall'Anpi, l'associazione dei partigiani.
Ieri mattina una centinaio di compagni dei giovani finiti in carcere si sono presentati in piazza Aquileia per una protesta. Durante la conferenza stampa hanno sostenuto che «la responsabilità di questi scontri è delle forze dell'ordine che non hanno impedito ai fascisti di manifestare». Al pomeriggio sit-in per esprimere solidarietà agli arrestati e per sottolineare di essersi ricompattati in nome dell'antifascismo.


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Nessuno mi risponde? Child Saturday, Mar. 18, 2006 at 1:08 PM
Non ho seguito il caso Child Wednesday, Mar. 15, 2006 at 1:25 PM
Apologia di fascismo. Nuvola Rossa Monday, Mar. 13, 2006 at 11:59 AM
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