Guerriglia in centro a Milano. Fassino: è teppismo politico.
Una manifestazione non autorizzata contro il corteo della Fiamma Tricolore organizzato nel primo pomeriggio di sabato 11 marzo. Ed è guerriglia in pieno centro a Milano, dove circa duecento autonomi si sono scontrati duramente con la polizia con lanci di pietre, lo scoppio di una bomba carta riempita di chiodi che ha ferito quattro carabinieri, barricate date alle fiamme.
Il fuoco, che ha costretto all’intervento i Vigili del Fuoco, ha danneggiato alcuni negozi. Una molotov ha semidistrutto la sede di Alleanza nazionae in Corso Buenos Aires. Su un muro dello stabile è stata lasciata una scritta in vernice verde: «Nessun rispetto per i fasci».
Le forze dell’ordine hanno reagito sparando lacrimogeni, caricando e inseguendo i manifestanti. Decine le persone fermate e portate in Questura. La polizia ha anche dovuto proteggere i fermati dalla rabbia della folla che ha cercato di aggredirli con calci e pugni.
Pesanti accuse dal capogruppo di An alla Camera Ignazio La Russa, che indica come responsabili degli scontri «gli esponenti e i dirigenti della coalizione di Romano Prodi». Il segretario dei Ds Piero Fassino si è recato in questura e ha espresso solidarietà agli agenti: «È evidente che siamo in presenza di episodi di teppismo politico che non hanno alcuna giustificazione e che devono essere condannati nel modo più assoluto e risoluto possibile da parte di tutti», afferma. «La violenza e il vandalismo - aggiunge il segretario cittadino della Quercia Franco Mirabelli - non appartengono all'antifascismo, quelli sono solo dei delinquenti». Per Fausto Bertinotti «invece di chiamare "no global" i responsabili degli incidenti, perchè anch'io e altre persone qui presenti siamo no global, bisognerà invece individuare con precisione i responsabili di queste azioni che devono essere severamente censurate». Prodi: «Condanniamo duramente queste forme di violenza. Non appartengono al nostro concetto di democrazia e di civiltà».
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