Musei al centro, discariche in periferie
MaxxiDiscaricArt
Il MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo - è una nuova istituzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che, secondo le parole di Pio Baldi (direttore generale per l’architettura e le arti contemporanee), “vuole colmare con un progetto ampio e ambizioso quella carenza istituzionale sulla contemporaneità che ha caratterizzato la cultura italiana degli ultimi decenni”. Il progettista del museo, Zaha Hadid, afferma che "si tratta di dare vita ad uno spazio che, in una molteplicità di modi, offra alla gente piacere, divertimento, comodità e benessere. Il problema di fondo è in realtà quello di aggiungere qualcosa alle nostre vite". In realtà, il Maxxi, sembra aver colmato non solo “la carenza istituzionale sulla contemporaneità”, ma anche qualcosa di più. A danno di quel benessere di cui parla la sua progettista. Infatti il Maxxi è sorto sull’area della ex caserma Montello, in via Guido Reni, al quartiere romano Flaminio. Dove sono finiti i materiali di demolizione della caserma? L’Ufficio Giardini del Comune di Roma, con l’assenso di amministratori, hanno pensato bene di disfarsene, scaricando i detriti in una valle, a Serpentara (Roma Nord) tra via Garbin e via Maldacea. Oltre 100mila metri cubi di detriti, terreno intriso di liquami, materiale ferroso e plastico, calcinacci hanno colmato la valle, che era tutelata anche dal Piano Paesistico “Valle del Tevere”, seppellendo anche l’antica Via della Serpentara, tuttora segnata sullo stradario. Un pedinamento di alcuni residenti hanno accertato la provenienza di quei camion che, dal 2003 al 2004, hanno riempioto l’ampia depressione. Le proteste di abitanti e comitati non hanno avuto risposte né dal Municipio né dal sindaco.Serpentara è una zona bella per il suo andamento orografico, fatto di valli e collinoni. E sono proprio queste depressioni fisiche a suscitare gli appetiti di chi dovrebbe riciclare materiali di risulta in ben altro modo. E’ il caso anche del Parco delle Sabine, dove, in questi mesi, alcuni camion hanno riempito i fossi del parco, fino a creare nuove collinette artificiali. La terra sembra provenire dai cantieri di Bufalotta. Mentre il IV Municipio è minacciato da un “Programma di Recupero Urbano”, che prevede 640mila metri cubi di nuove edificazioni (anche su aree con tutela paesistica), il Comune dimentica che per un vero “Recupero” basterebbe solo che il territorio fosse difeso da reati ambientali e speculazioni edilizie. I progetti urbanistici per questo quadrante di città prevedono sia l’omologazione della vita pubblica (centri commerciali a valanga, carenza di servizi culturali) che l’appiattimento della ricchezza paesaggistica dei suoi saliscendi. Se in centro storico chiunque provi a sedersi sulle sculture delle fontane monumentali rischia l’arresto, in periferia si può impunemente usare le valli per sbarazzarsi di materiali costosi da smaltire. Serpentara è il tappeto sotto cui è stata spazzata via la polvere del Maxxi. Per riaffermare il diritto alla salute, alla tutela dei beni paesistici e alla cultura, abitanti e associazioni hanno organizzato una due giorni di arte, la MaxxiDiscaricArt, che si terrà proprio sul luogo della discarica, sabato 18 e domenica 19 marzo, a via Maldacea, dove tutti sono invitati ad esporre i propri lavori. Per una periferia a regola d’arte. Firmato L.B.
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