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Cpt Gradisca 19 febbraio 2006
by info press Sunday, Feb. 19, 2006 at 2:00 PM mail:

Messaggero Veneto

Cpt Gradisca 19 febb...
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DOMENICA, 19 FEBBRAIO 2006

Pagina 7 - Gorizia

L’assessore regionale Roberto Antonaz: oltre alla Bossi-Fini, va superata anche la legge Turco-Napolitano

Un presidio permanente davanti al Cpt

La risposta degli attivisti all’ipotesi di apertura imminente della struttura per immigrati

Gradisca. Nuova iniziativa del fronte contrario ai centri di permanenza temporanea




GRADISCA. Passare da atti di denuncia e informazione pubblica a una fase operativa per impedire “fisicamente” l’apertura del Cpt. In questo senso il primo passo dovrà essere l’allestimento, al massimo entro lunedì 27, di un presidio permanente davanti al Centro di Gradisca. Nel giorno in cui gli organi di stampa, locali e nazionali, hanno diffuso la notizia di una possibile apertura del Cpt il 28 febbraio (sulla base di una nota diramata venerdì dal Silp, sindacato di polizia legato alla Cgil), non si è fatta attendere la risposta del fronte del “No ai Cpt” (partiti, movimenti, gruppi e associazioni).
A concordarlo il blocco pacifico (tra i gazebo e i tavoli spuntati sul posto presente circa un centinaio di manifestanti appartenenti a tutte le estrazioni della battaglia ai centri di permanenza temporanea) che, sin dalle 8 del mattino di ieri, ha via via trasformato il piazzale davanti al cancello d’ingresso dell’ex caserma “Ugo Polonio” in una sorta di aula conferenze all’aperto.
In sostanza, una specie di “puntata zero” per dare una traccia alle varie forme di protesta già annunciate per i prossimi giorni.
«In ogni braccio ci sono nove celle di sei persone ciascuna, tutt’intorno sbarre, ferro e cemento. Non c’è comunicazione tra queste gabbie, ma soltanto muri alti quattro metri: è un giardino zoologico – ha esordito al megafono Michele Negro della segreteria regionale di Rifondazione comunista –. Sembra certa l’apertura entro il 9 aprile perché chiuderlo sarebbe molto più complicato che non aprirlo. Per questo serve muoversi subito».
Una data, quella del 28 febbraio, subito smentita dal questore di Gorizia Rocco («al momento non esiste una data certa di apertura del Cpt di Gradisca, a deciderlo sarà il ministro»), ma riconfermata ieri pomeriggio, in un quantomeno anomalo botta e risposta fra Questura e organizzazioni sindacali di categoria, dalla direzione del Sap (sindacato autonomo di Polizia).
Sotto una leggera e fastidiosa pioggia che ha caratterizzato l’intera mattinata, fra gli ultimi a prendere la parola è stato l’assessore regionale alla cultura e all’immigrazione Roberto Antonaz (Rc), Un intervento deciso, politicamente parlando anche autocritico in alcuni passaggi, ma deciso nel far trapelare ancora ottimismo sulle sorti del Cpt gradiscano.
«Spero ancora che non sia vero che il Cpt apra, che la data del 28 febbraio sia in qualche modo una mossa strumentale, ma sembra che l’indiscrezione sia attendibile e noi siamo qui per rappresentare l’opinione pubblica, un’opinione pubblica da sempre dichiaratasi contraria a questo tipo di strutture. Il 23 febbraio ci sarà la sentenza del Tar del Lazio sui ricorsi presentati da Comune, Provincia e Regione, ma comunque vada saremo sempre decisi nel ribadire il nostro dissenso: faremo tutto il possibile sia per non farlo aprire sia, nell’eventualità, per farlo chiudere. I Cpt sono strutture illegali, anticostituzionali e immorali e non dobbiamo dirlo che questi mostri vengono dalla Turco-Napolitano. Nel programma dell’Unione si parla chiaramente di superamento dei Cpt e per farlo bisognerà superare non solo la Bossi-Fini, ma, appunto, anche la Turco-Napolitano. Superamento che a dire il vero non è il termine che volevamo: noi preferivamo che si parlasse di cancellazione. Anche all’interno della maggioranza che governa la Regione non siamo purtroppo d’accordo sui perché, ma almeno la contrarietà è comune, perché questi mostri non hanno niente a che fare con l’accoglienza. Per detta dello stesso architetto del Cpt di Gradisca, anzi, questo è un progetto unico in Italia, un progetto sperimentale perché si tratta del primo vero Cpt italiano pensato in maniera specifica sulle indicazioni della Bossi-Fini, una legge che non contempla minimamente il concetto di accoglienza. La verità è che bisogna combattere la clandestinità, non i clandestini».
Tutto il presidio si è svolto (fino alle 14 circa) sotto l’occhio vigile di agenti di Polizia, Carabinieri e agenti della Guardia di finanza e senza far registrare alcun momento di tensione tra le forze dell’ordine e i manifestanti.
Marco Ceci



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DOMENICA, 19 FEBBRAIO 2006

Pagina 7 - Gorizia

Accuse a Minerva, governo e Unione

METZ




GRADISCA. Se nel suo discorso l’assessore Antonaz ha solo sfiorato l’argomento a puntare espressamente il dito contro la cooperativa Minerva (la ditta goriziana che si è aggiudicata il bando, tra mille polemiche e da ieri anche un ricorso al Tar di Trieste, per la gestione dei servizi interni del Centro per immigrati) è stato il consigliere regionale dei Verdi, Alessandro Metz, che con il suo discorso ha chiuso la serie degli interventi di esponenti politici.
«In presenza di queste dinamiche barbare che ci vogliono imporre la contraddizione più evidente, l’anello più debole della catena è oggi la cooperativa Minerva ed è su di essa che dobbiamo incidere. Tutti devono, devono, devono dire no alla Minerva e far pressione su di essa, a cominciare dai Comuni dell’Isontino che, cosa semplicemente assurda e paradossale visto che molti sono stati i consigli comunali che hanno approvato uno o più ordini del giorno contro l’apertura del Cpt di Gradisca, con questa società che si spaccia per cooperativa sociale per fare poi solo i suoi interessi hanno in piedi varie forme di contratti. Mai come ora chiunque può incidere sul futuro del Cpt di Gradisca e adesso chi non lo farà ne sarà responsabile».
Un Metz pronto comunque a spostare il mirino anche sull’Unione. «Questo luogo, questo mostro è il frutto della contraddizione nata con la legge Turco-Napolitano. Una contraddizione che ha radici molto profonde ed estese, visto che ad alimentarla sono stati anche i vari Prodi, Fassino e Rutelli, dichiarando poco tempo fa che i Cpt non sarebbero stati chiusi anche in caso di cambio di governo. Questo scandalo, quindi, non è imputabile al solo centro-destra, al becero governo Berlusconi, un governo responsabile di aver instaurato la cultura dell’odio, come ha appena confermato con il suo comportamento il ministro Calderoni: dietro c’è di più. Dietro c’è chi, come il presidente della Regione Illy, ha deplorato azioni come il blitz degli attivisti alla Minerva, una cooperativa sociale che farà dei suoi dipendenti carcerieri e che continua a parlare di accoglienza. Oggi il Cpt di Gradisca è talmente disumano che per convertirlo in carcere servirebbero milioni di euro. La legge-voto che ho proposto è la risposta con la semplicità a una ragnatela di doppiogiochisti e ipocrisia: un solo articolo da votare, per abrogare tutti gli articoli della Bossi-Fini e della Turco-Napolitano riguardanti i Cpt. Una legge semplice per far capire che non ci sono più scuse, per vedere realmente chi è contro i Cpt».
In conclusione Metz ha ricordato che «a Modena hanno aperto un Cpt rinchiudendo cinque ospiti, cinque donne, e questo è il rischio che corriamo: che si decida di aprirlo già prima del 28 febbraio, di nascosto, senza rumore. Noi dovremo esserci quando questo succederà per impedire che si apra il Cpt di Gradisca. Per farlo, però, serve alzare la voce e per farlo servono iniziative continue: davanti al Cpt, alla Minerva, ovunque». (ma.ce.)



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DOMENICA, 19 FEBBRAIO 2006

Pagina 7 - Gorizia

«Noi sempre contrari al Centro»

«Approviamo l’esito pacifico della protesta»




GRADISCA. L’invito rivolto giovedì all’amministrazione comunale da parte di movimenti e associazioni nel corso della presentazione dell’iniziativa non è caduto nel vuoto. Intorno alle 11.30, proprio mentre a prendere la parola erano gli attivisti, si è infatti presentato davanti al Cpt anche il sindaco Franco Tommasini, accompagnato per l’occasione anche dal vicesindaco Bianchin, dall’assessore Skocaj e dal capogruppo di maggioranza La Torre (presente anche il consigliere Cocco, dell’opposizione).
Una delegazione al gran completo e non certo passata inosservata, visto che il gesto ha rappresentato, di fatto, una sorta di riavvicinamento fra i movimenti e il Comune di Gradisca, nella manifestazione dello scorso 22 ottobre divenuto il principale bersaglio della protesta dei manifestanti alla luce della vicenda legata alla concessione comunale per l’allacciamento fognario del Cpt. Tommasini non è intervenuto direttamente nell’assemblea svoltasi davanti al Cpt, ma a margine ha precisato: «Continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, a esprimere in maniera forte e ufficiale la nostra contrarietà al Cpt di via Udine, ma partendo da una prerogativa imprescindibile per chi ricopre un ruolo di amministratore pubblico, ovvero con azioni nel pieno rispetto della legalità. Per quanto riguarda oggi non possiamo che approvare l’esito pacifico di manifestazioni come queste».
Presenti anche don Andrea Bellavite (direttore del settimanale diocesano Voce Isontina) e il parroco di Sagrado don Giovanni Sponton. Al gran completo Rifondazione, col segretario regionale Giulio Lauri, il quale ha ricordato che «ci aspetta un cambio di strategie, dove dovremo passare dalla protesta all’azione. Se e quando arriveranno le camionette della Polizia con i primi ospiti del Cpt gradiscano noi dovremo essere qui, distesi a terra, per impedirgli d’internare i primi “non colpevoli”. Sarà difficile, ma dobbiamo provarci, con la massima determinazione, ma anche con la massima intelligenza. Per dare forza a questa protesta bisognerà coinvolgere la popolazione di Gradisca, sull’esempio di quanto successo in Val di Susa: la mobilitazione popolare è determinante. Purtroppo potremo avere solo 10 giorni per provarci».
«Questa assemblea – ha precisato Cristian Massimo di “Razzismo stop” – deve servire a pianificare i momenti di una protesta sempre più necessaria, dove ognuno dovrà avere il suo ruolo e dare il suo contributo a una causa che resta comune, all’interno non solo dei movimenti, ma di tutto un territorio.Questo si può sicuramente fare attraverso un presidio permanente davanti al Cpt, azione utile anche a smascherare certi individui che stanno calpestando la volontà della loro gente mettendole davanti il proprio tornaconto personale. Veri e propri aguzzini che dobbiamo continuare a isolare. Quanto stiamo facendo contro la Minerva è un atto moralmente dovuto».



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DOMENICA, 19 FEBBRAIO 2006

Pagina 7 - Gorizia

Il Sap: il Cpt assorbirà il 15% dell’attuale organico di polizia

GRADISCA

Il sindacato condivide i timori espressi dai colleghi del Silp




GRADISCA. La segreteria provinciale del Sap, il maggiore sindacato autonomo di polizia, «conferma tutte le dichiarazioni rese alla stampa dal Silp circa l’apertura del Cpt e non confermate dal questore».
Il Sap si dice preoccupato «per il depauperamento degli organici della Questura di Gorizia e quindi dei servizi, che il questore ha preventivato per assicurare l’apertura del Cpt. Il questore nell’incontro del 15 febbraio 2006 ha annunciato che per la copertura funzionale del Cpt, la Questura di Gorizia dovrebbe perdere 25-30 unità, circa il 15% dell’organico».
Una scelta definita dal Sap «assolutamente discutibile, qualora attuata, in quanto porterà disagi a tutti i cittadini, dal semplice rilascio del passaporto al controllo del territorio».
«C’è poi da aggiungere – rileva il Sap – che il questore ha affermato, sempre nell’incontro del 15 febbraio 2006, che il Cpt aprirà in forma ridotta per un massimo 50 immigrati. Ma se noi del Sap confidassimo in questo (sapendo come vanno le cose nella nostra amministrazione), dovremmo anche ammettere di credere che Biancaneve e i sette nani siano effettivamente esistiti; e ciò non in base a illazioni di parte sindacale, ma sul fatto concreto che all’ente gestore andrebbero corrisposti gli importi di piena operatività e difficilmente il ministero riempirà oltre il limite di capienza gli altri Cpt nel Paese lasciando in quello isontino due immigrati per camera da otto».
Il Sap, che in precedenza aveva sensibilizzato i politici locali, già il 23 gennaio scorso, paventando questo pericolo di depauperamento, aveva chiesto un incontro al prefetto, «un incontro – afferma il sindacato di polizia – che non c’è mai stato».
Il segretario generale del Sap, Filippo Saltamartini, con nota del 16 febbraio 2006, ha chiesto un urgente incontro con il ministero proprio per discutere di queste problematiche, «considerate gravi e imprescindibili dal sindacato autonomo di polizia. Si ricorda che sul problema dell’organico e sulla funzionalità del Cpt c’erano state le interrogazioni dell’onorevole Romoli del 16 ottobre 2005, dell’onorevole Danilo Moretti del 7 novembre 2005, degli onorevole Damiani, Rosato e Maran del 16 novembre 2005: tutte consultabili nella sezione attività locale, anno 2005, del sito http://www.sap.gorizia.it.».



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DOMENICA, 19 FEBBRAIO 2006

Pagina 7 - Gorizia

Giovedì il responso del Tar sui ricorsi di Regione, Provincia e Comune

GRADISCA




GRADISCA. Regione Friuli Venezia Giulia, Provincia di Gorizia e Comune di Gradisca d’Isonzo non hanno perso ancora le speranze di bloccare l’apertura del Centro di permanenza temporanea nell’ex caserma Polonio di via Udine e in proposito auspicano un verdetto favorevole per i ricorsi dei tre enti locali che il Tribunale amministrativo regionale del Lazio esaminerà giovedì a proposito di alcune irregolarità rilevate nell’iter procedurale.
Nei giorni scorsi, fra l’altro, il presidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, aveva espresso personalmente preoccupazione per la costruzione del Centro di permanenza temporanea (Cpt) per immigrati a Gradisca nel corso di un incontro svoltosi al Viminale con il ministro dell’interno, Giuseppe Pisanu.
Nel corso del colloquio, il governatore Illy aveva ricordato l’impegno dello stesso ministro Pisanu a non ospitare nella struttura clandestini intercettati al di fuori del territorio del Friuli Venezia Giulia e aveva invitato il titolare del Viminale a riconsiderare la necessità del Cpt «tenuto conto che – aveva affermato –, rispetto alla capienza prevista, il fenomeno dell’immigrazione clandestina in Friuli Venezia Giulia si è ridotto a dimensioni poco significative».
A proposito dell’appuntamento di giovedì, il presidente Illy aveva appunto ricordato all’esponente del governo Berlusconi che «è mancata la richiesta, da parte del ministero degli interni, del parere obbligatorio della Regione sulla costruzione del Cpt e ciò ha portato anche la Regione a proporre ricorso davanti al Tar laziale».
«Con Pisanu – aveva riferito lo stesso Illy – è stata quindi concordata una procedura per arrivare a sottoscrivere in tempi brevi un Protocollo sulla sicurezza urbano territoriale, già proposto da tempo dalla Regione al ministero, e tuttora in attesa di alcuni approfondimenti tecnici».
In occasione dell’incontro, Illy e Pisanu avevano condiviso l’importanza di arrivare a un modello di «sicurezza partecipata» fra governo e istituzioni locali. Il ministro dell’interno aveva fra l’altro confermato il proprio impegno a sottoscrivere il protocollo a Trieste.



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