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Pecoraro Scanio candida un ex leghista, rivolta a Milano
by Corriere 11 febbraio Tuesday, Feb. 14, 2006 at 11:57 AM mail:

ebbravi i verdi!

Pecoraro Scanio candida un ex leghista, rivolta a Milano Petizione di protesta dei militanti verdi: in lista al posto di Poletti vogliamo Cortiana Francesco Battistini dal http://www.corriere.it dell'11.02.2006

Pecoraro Scanio candida un ex leghista, rivolta a Milano

Petizione di protesta dei militanti verdi: in lista al posto di Poletti vogliamo Cortiana

ROMA - Verde era, verde è rimasto: dieci anni fa direttore dei programmi di Radio Padania Libera, oggi candidato del Sole che Ride. Dalle camicie leghiste alla casacca ambientalista, il Funari delle tv lombarde sta sotto il ferro rovente dei Verdi milanesi, ma non fa un plissé: «La mia coerenza è aver sempre fatto parlare la gente». E pazienza se nella sua trasmissione, Carta straccia , lo spazio è sempre a quella gente lì, albanesi-tutti-appesi e via incazzando: che può farci lui, Roberto Poletti, quando il numero (verde) «è gratis, chiamano i più poveri che in onda non ci vanno mai ed è ovvio dicano cose becere»? Pazienza, se è il più contestato dei Pecoraro Boys: «Alfonso lo conosco da un paio d’anni, è venuto anche ospite». Pazienza, se è l’asso calato chissaccome dal segretario nazionale: «Non mi ha paracadutato nessuno. La mia candidatura viene da una simpatia che ho sempre avuto per i temi ambientali. L’aria sporca, i rifiuti... Quando facciamo le cantate in studio con la porchetta e il formaggio, non promuovo forse l’alimentazione responsabile?». Sòle sotto il Sole: a Milano l’hanno presa così, questa candidatura numero 5 della lista verde, subito sotto Pecoraro Scanio e il tesoriere Marco Lion e l’indiscusso leader lombardo Carlo Monguzzi e l’amico della terra Camillo Piazza, ben davanti a un padre storico dell’ambientalismo europeo come Fiorello Cortiana. Poletti sopra Cortiana? Quello che fino all’anno scorso sceglieva a Telelombardia i candidati di Forza Italia, proprio lui meglio dell’esperto d’innovazione tecnologica? L’idolo delle sciùre Marie sistemato prima dell’icona dei World Forum? Il presentatore che va alla Talpa con Bettarini preferito all’amico di Cohn Bendit? È partita una petizione, a favore del senatore Fiorello: 1.500 firme in pochi giorni, ambientalisti furiosi e scienziati indignati, mail d’insulti e di sospetti, veleni a non finire, «come al solito va su chi lecca di più», «ma che ce ne facciamo d’uno che organizza trenini di canzoni lombarde?».
Verdi di rabbia, con Cortiana che a fatica si tiene fuori: «Mi è anche simpatico, Poletti. Ma un conto è fare una tivù popolare, un altro è darsi al populismo. Ogni volta, lì pestano dentro sugli stipendi dei politici, l’albanese che rapina le ville, il musulmano che deve stare a casa sua... Io però voglio stare sopra il problema di Poletti. Vengo da un’altra cultura politica e sollevo un problema politico. Sono l’unico verde pubblicato su Le Monde nella stessa pagina di Straw, giro tra la Biennale di Venezia e i summit nel Kerala, ho fatto l’assessore regionale e ho dovuto togliermi dall’elenco telefonico per le minacce che riceveva la mia famiglia, l’altra sera stavo a cena col presidente di Microsoft e coi dirigenti Ibm: vi pare che, a 50 anni suonati, il mio problema sia Poletti?». Forse, è berlusconismo strisciante nel centrosinistra... «Ma non scherziamo, mica stiamo parlando davvero d’un Funari che è storia della tivù! E comunque è troppo comodo scaricare tutto su Pecoraro: il vero responsabile di questa scelta è Monguzzi».
Conferma Monguzzi, consigliere regionale lombardo: l’idea iniziale era schierare Poletti contro La Russa, in un collegio impossibile come il Milano 1, poi però... «Sì - dice -, lui non è un verde, non è destra né sinistra, è un giornalista spregiudicato e geniale. Ma funziona: al mercato le vecchiette, i pensionati, i disoccupati lo fermano come fosse Padre Pio, "tu sì che ci capisci". Comprendo che il 90 per cento dei verdi lombardi, che viene da tutt’altra storia, un populista così lo viva col maldipancia». Per placare i dolori, Pecoraro s’è dovuto spendere in lunghe telefonate a Cortiana e (dicono) nella promessa d’una poltroncina di governo: «Ma no - minimizza il segretario dei Verdi -, Cortiana non è segato, sono sicuro che ce la farà lo stesso. Poletti ha sottoscritto il nostro programma, ci serve per quegli elettori lombardi disgustati dalle alleanze della Lega col peggior malaffare meridionale». E la petizione? «Capisco che Cortiana stava più contento, in lista al posto di Monguzzi. E anche noi, volendo, avremmo potuto raccogliere 10 mila firme a sostegno di Poletti. Ma sono sorpreso che altri verdi lombardi, invece di pensare al loro culo, abbiano lasciato spazio a un esterno della società civile». Sulla mailing list dei Verdi, girano veleni d’ogni tipo... «Monnezza».


Francesco Battistini dal http://www.corriere.it dell'11.02.2006

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