Kamasutra... e per il Comune è tsunami di Marco Gatti - 06/02/2006
Milano, lunedì 6 febbraio, sala Alessi di Palazzo Marino, cuore del palazzo comunale. Al tavolo della presidenza, tra gli altri, il direttore generale del Comune, Giorgio Porta, e il sindaco Gabriele Albertini. Tra arazzi, stucchi e affreschi il ministro dell’Innovazione Lucio Stanca presenta il Forum P.A. a una platea di centinaia di persone e traccia un bilancio dei suoi cinque anni di governo: “L’innovazione non è un discorso da lasciare ai tecnici (applausi)... Primi in Europa abbiamo varato il codice della pubblica amministrazione digitale, che ha tre obiettivi: semplificare, accrescere la produttività e migliorare il rapporto con i cittadini. Inoltre abbiamo creato una rete per connettere tutti gli uffici della pubblica amministrazione che...”
A quel punto il ministro viene sovrastato dal gracchiare di un altoparlante tipo quelli che ricordiamo tutti dai tempi della scuola, attraverso cui in occasioni molto speciali la voce del preside irrompeva in ogni aula. Il ministro s’interrompe. Pare un allarme. E allarmati ascoltiamo: “Si ricorda a tutto il personale di Palazzo Marino che per ragioni di sicurezza tutti i computer devono essere spenti immediatamente.”
Dalla platea un sospiro di sollievo, mormorii e molte risate. Sul palco cala un attimo di gelo, dopo di che si continua come da programma a parlare di amministrazione pubblica in rete, firma digitale, e-government, competenze di Stato ed enti locali, trasparenza nel rapporto tra cittadino e istituzioni e così via.
Il fatto è che tutti i sistemi informativi del Comune di Milano sono stati bloccati giovedì 2 febbraio - pare dal virus Kamasutra, beccato e diffuso da un impiegato (o dirigente) malaccorto - e bloccati sono rimasti per il resto della settimana, con conseguente impossibilità per i cittadini di accedere ai principali servizi, anagrafe in primis. Credevamo che a cinque giorni di distanza l’operatività fosse ripresa, ma evidentemente non è così. Sfortuna vuole che lo scopriamo in diretta proprio davanti al sindaco, in un’evento dedicato all’informatizzazione del settore pubblico, e proprio mentre parla il ministro preposto.
continua: http://www.weekit.it/index.php?option=com_content&task=view&id=37287&Itemid=148
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Il Comune di Milano ancora in tilt dopo Kama Sutra, figuraccia cosmica http://attivissimo.blogspot.com/2006/02/milano-ancora-ko-da-ks.html
Stando a un articolo sul Corriere della Sera a firma di Rossella Verga (disponibile online solo agli abbonati, grazie stroligut), il Comune di Milano è ancora KO dopo l'arrivo annunciato di Kama Sutra. Figuraccia cosmica, specialmente dopo gli annunci che tutto sarebbe ripreso "tranquillamente" lunedì (ieri). Siamo così al quinto giorno di disagi per i cittadini. Ovviamente non è mancato il tontolone politico di turno che ha dato la colpa agli "hacker dei centri sociali".
La cosa curiosa dell'articolo è che adesso si attribuisce il tilt a Spybot, che non è un virus ma un antispyware (traduzione per politici: un programma "buono"). Come segnalato dai commenti, esiste anche un virus/worm di nome W32.Spybot.Worm, ma è roba risalente al 2004, contro la quale basta qualsiasi antivirus decente. Errore dell'articolista? Incompetenza dell'assessore all'innovazione tecnologica? Questo è un estratto dell'articolo del Corriere:
"l'assessore all'Innovazione tecnologica, Giancarlo Martella... ripercorre le tappe dell'«aggressione» e spiega che in principio è arrivato il «Kamasutra» a neutralizzare gli antivirus, poi è entrato nel sistema «Spybot» che ha mandato tutto in tilt e che sarebbe partito dalla sede di via Pirelli: ancora ieri, nonostante le 30 unità specializzate al lavoro, un quarto dei pc creava problemi."
Il bello è che la figuraccia arriva proprio mentre c'è in sala il ministro per l'Innovazione, Lucio Stanca, sotto forma di annuncio degli altoparlanti:
«I dipendenti sono pregati di spegnere i computer perché sono ancora infettati dal virus Kamasutra», ha scandito dall'altoparlante in Sala Alessi (e in tutti gli uffici di Palazzo Marino) la voce del custode Franco Brigida, sollecitato dal Gabinetto del sindaco.
Il sindaco Albertini, secondo il Corriere, ha detto:
«Non so se qualche hacker dei centri sociali o qualcun altro ci abbia fatto questo servizio. Forse qualcuno che ci vuole bene è stato così attivo nel diffondere il virus proprio nelle sede del palazzo municipale».
Martella pare aver dissentito da questo parere illuminato:
«La mia sensazione - dice in aula - è che non ci sia un attacco mirato contro il Comune ». L'assessore ribadisce che «tutti i servizi ai cittadini sono a posto» e che «i pc che devono ancora essere disinfettati riguardano il sistema di gestione interna».
Caro sindaco, se vuole trovare il colpevole dell'infezione, deve soltanto guardare fra i suoi dipendenti: quelli troppo impreparati e depravati per resistere all'idea di aprire un allegato che promette immagini porno. Perché è così che si diffonde questo virus.
Magari l'untore è qualche suo assessore o manager, che si è portato a casa il computer portatile dell'ufficio e l'ha collegato a Internet, l'ha infettato perché ha aperto l'allegato porno e poi l'ha riportato in ufficio, appestando l'intera rete del Comune. Questo è un meccanismo d'infezione classico.
Se poi lo "Spybot" è il virus d'annata indicato nei commenti, le può interessare sapere che si propaga tramite i circuiti di scambio di musica e video, specificamente tramite il circuito Kazaa. Questo vorrebbe dire che qualcuno, nel Comune, avrebbe installato abusivamente software nei computer della pubblica amministrazione e li starebbe usando per diffondere opere vincolate dal diritto d'autore, e così facendo si sarebbe infettato, causando un danno informatico enorme. Forse i vandali e i criminali non albergano soltanto nei centri sociali.
Se non è chiaro, e capisco che la materia possa essere ostica, glielo vengo a spiegare volentieri. Se vuole, le spiego anche come avrebbe potuto evitare il problema virus in blocco, usando Linux al posto di Windows. O se preferisce, può continuare a nascondere la testa nella sabbia e dare la colpa ai centri sociali, intanto che regala i soldi dei contribuenti a Bill Gates.
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