.
Da "L'Eco di Bergamo" di lunedì 30 gennaio
Prima Pagina
La Fiaccola passa da Bergamo e beffa le autorità
E' un viaggio senza pace quello della Fiaccola olimpica: anche a Bergamo, dopo le proteste in varie città d'Italia, ieri non sono mancate le tensioni. Mentre a Palazzo Frizzoni le autorità e decine di cittadini attendevano l'arrivo del tedeforo, che in quel momento era Roby Facchinetti, il cantante dei "Pooh", una decina di contestatori ha impedito che la Fiaccola si fermasse secondo la sosta prevista dal programma. Il corteo si stava comunque svolgendo sotto il controllo delle forze dell'ordine. Ma il tedoforo è stato invitato a continuare la corsa, senza fermarsi a Palazzo Frizzoni. Delusi il sindaco di Bergamo Roberto Bruni e il presidente della Provincia Valerio Bettoni, che hanno poi dichiarato: «La polizia ci ha detto di proseguire». Il questore, di contro, ha smentito con fermezza. E il prefetto Cono Federico: «Non entro in polemica, ma il corteo era preceduto e seguito dalle forza dell'ordine e la situazione era sotto controllo».
Continua nella cronaca cittadina (pagina otto)
Beffa olimpica in Comune per 10 antiTav Contestatori tenuti a bada dalla polizia Ma a Palafrizzoni la torcia tira dritta
Niente da fare. Anche Bergamo è stata, suo malgrado, l'ennesima tappa del viaggio più tormentato che una fiaccola olimpica abbia mai vissuto. Dopo Genova, Bologna, Trento (dove la fiaccola è stata addirittura rubata), ieri a Bergamo è stata costretta a vivere un imprevisto che a poco a che fare con lo spirito dello sport. Sono bastati dieci, non di più, contestatori piazzati davanti a Palazzo Frizzoni alle 9:15 per impedire alla fiaccola olimpica il saluto dei cittadini e delle autorità che attendevano l'arrivo del tedoforo nel cortile del palazzo comunale. Le proteste hanno guastato una domenica mattina che avrebbe dovuto avere un sapore unico: difficilmente infatti nei prossimi anni Bergamo potrà rivivere l'evento storico di una staffetta di tedofori olimpici. Il programma fino a quel momento era filato via liscio. Dopo la partenza da via Ramera, un'oretta prima, alle 8:15, i portatori di torcia si erano alternati con regolarità e senza particolari problemi. Alle 9:15, in piazza Matteotti, era atteso Roby Facchinetti, il cantante dei Pooh: il programma prevedeva una piccola pausa per il saluto delle autorità, la musica della fanfare "Città dei Mille", il brindisi con gli alpini. Poi la torcia avrebbe ripreso il suo percorso verso via Autostrada, prima di lasciare definitivamente la città in direzione di Brescia. Invece qualcosa è andato storto. Una decina di contestatori (tra loro, secondo la Digos, anche alcuni appartenenti al gruppo Kanaglia, che l'anno scorso si è reso protagonista di un paio di occupazioni abusive di stabili ed è stato tra i promotori della manifestazione contro il carcere, terminata negli scontri con la polizia), tentando di forzare il cordone delle forze dell'ordine sono riusciti a far si che la fiaccola tirasse diritta per la sua strada, senza fermersi in piazza Matteotti e nel cortile del Comune, e lasciando con un palmo di naso pubblico e autorità. Mentre Roby Facchinetti, proveniente da viale Roma, stava compiendo gli ultimi metri, alcuni contestatori si sono avvicinati al cantante, scandendo slogan ("No Tav"), inalberando striscioni polemici contro la manifestazione e lanciando alcuni volantini di protesta. Ci sono stati attimi di confusione. Ma le forze dell'ordine -che erano in numero almeno triplo rispetto ai contestatori- sono riuscite a evitare che i contestatori venissero in contatto con Roby Facchinetti e le altre tute biancoarancio dei tedofori. Senza alzare manganelli, ma con fermezza, le forze di polizia -che tra l'altro lungo il percorso avevano scortato con le volanti la carovana dei tedofori- hanno tenuto a bada i contestatori, mantenendo libera la strada. A quel punto il Toroc, il comitato organizzatore delle Olimpiadi di Torino, ha ritenuto opportuno "per ragioni di sicurezza" e "su indicazione delle forze dell'ordine" (ma il questore Salvatore Longo ha smentito questa circostanza) non far fermere Facchinetti alla stazione prevista, ovvero il cortile di Palafrizzoni, ma di proseguire immediatamente lungo via XX settembre. Facchinetti ha testimoniato che al momento dell'incursione dei contestatori i suoi "escort runner", cioè gli angeli custodi dell'organizzazione, corridori che seguono e proteggono il tedoforo, lo hanno invitato a non fermarsi. Risultato? Nel cortile di Palafrizzoni il tedoforo non è mai arrivato, e sidaco, presidente della provincia, prefetto e le altre autorità, lo hanno visto sfilare a pochi metri diretto verso via XX settembre. Così come gli alpini, la fanfara dei garibaldini e le centinaia di persone che stavano seguendo la manifestazione. E non era ancora finita, perchè anche in via Tiraboschi i contestatori si sono rifatti vivi con scritte e slogan anti Tav. Fino a quando la fiamma olimpica ha imboccato via Autostrada. A Bergamo calava il sipario, la fiaccola andava incontro al prossimo imprevisto.
"E' stata una sciocchezza" Bettoni insorge: organizzatori improvvisati. Anche Bruni attacca
Presidente della provincia e sindaco di Bergamo dispiaciuti, anzi piuttosto arrabbiati, per quel salto della fiaccola olimpica che era attesa a Palazzo Frizzoni e che per la presenza di una decina di manifestanti "anti Tav" ha invece beffato le autorità. E non solo loro, anche i cittadini che erano in attesa dell'evento. Dispiaciuto, si diceva, e anche polemico, è il presidente della Provincia Valerio Bettoni: «E' stata una sciocchezza quella scelta; c'erano quattro anarchici che manifestavano, ma la situazione era del tutto sotto controllo. Il comitato organizzativo ha dimostrato mancanza di professionalità e poca presenza di spirito, visto che la Questura era lì a tenere in ordine il tutto e non c'era alcun rischio per nessuno. Non ci si può improvvisare organizzatori in questo modo». Dispiaciuto, e anche critico, il commento del sindaco Roberto Bruni: «Credo che da parte degli organizzatori ci sia stato qualche errore: il questore mi aveva assicurato che la situazione era sotto controllo, non c'era nessuno necessità di derogare rispetto a quanto era stato stabilito. E l'ho detto anche al responsabile dell'organizzazione: capisco che loro siano un po’ stressati per tutti i problemi che hanno incontrato con il passaggio della fiaccola in diversi luoghi d'Italia, e che si siano trovati sconcertati davanti alla presenza di quel piccolo gruppo di manifestanti, ma la situazione poteva essere gestita con un po’ più di professionalità. Oltretutto c'era gente ad aspettare quella fiaccola, non è questione di autorità o meno. C'erano bambini, per esempio, quel passaggio per loro doveva essere anche una festa». In serata il sindaco ha voluto comunicare di aver ricevuto una telefonata da Valentino Castellani, ex sindaco di Torino, e presidente del Toroc. «Mi ha detto di essere molto dispiaciuto per quanto avvenuto stamattina (ieri, ndr) e che la decisione è stata presa in fretta, nella concitazione del momento: a voluto comunque rimarcare che chiederà un intervento al Ministero dell'Interno perchè nel corso di questi passaggi si sento no soggetti a una "blindatura eccessiva" dal punto di vista della sicurezza». Non vuole scendere sul terreno delle polemiche il prefetto di Bergamo, Cono Federico. che comunque precisa: «La decisione del comitato è stata presa in modo unilaterale, non mi pare che si siano consultati con la questura. Del resto, quel corteo era preceduto e seguito dalle forze dell'ordine e tutto era sotto controllo. Domani (oggi, ndr) verificheremo se quello sparuto gruppo di manifestanti stesse mettendo in atto qualcosa di illegale. Così, all'impronta, devo dire che mi pare non ci fosse alcun rischio: risulta difficile poter valutare sotto l'aspetto di violazioni normative il comportamento di dieci ragazzi dieci che stavano manifestando il loro dissenso.E comunque noi avevamo organizzato un incontro con sindaco e provincia, per attivarci, nei giorni scorsi, su questo passaggio della fiaccola. Invece, non mi risulta che su situazioni eventuali di rischio abbia mai preso contatti con noi o con la questura qualcuno del Comitato organizzatore: non si sono mai fatti vivi. Commenti su quello che è accaduto è meglio non farli, mi limito ha prendere atto del fatto che l'esito dell'iniziativa è stato differente da quello ipotizzato».
Gli organizzatori in un comunicato: dalle forze dell'ordine indicazioni di tirar dritti. Salvatore Longo: è assurdo. Anch'io ero ad aspettare la fiaccola a Palafrizzoni. Il comitato: la questura ci ha detto di proseguire. Il questore: assolutamente no
La fiamma olimpica non ha fatto tappa -come era invece previsto- a Palazzo Frizzoni. Non l'ha fatta per presunti motivi di sicurezza, dato che una decina di anarchici aveva tentato poco prima l'assalto al simbolo delle Olimpiadi, presto respinto -visto l'esiguo numero di contestatori- dalla polizia. E le autorità cittadine -sindaco, prefetto, presidente della Provincia- che attendevano proprio a Palafrizzoni l'arrivo del tedoforo (nella fattispecie Roby Facchinetti dei Pooh)ci sono rimasti piuttosto male. Anzi, malissimo. Ma chi ha dato al tedoforo l'ordine di non fermarsi? Insomma, di chi è la gaffe? Il comitato organizzatore afferma di aver seguito l'indicazione delle forze dell'ordine. Ma il questore di Bergamo Salvatore Longo -che pure era insieme a sindaco, prefetto e presidente della Provincia ad attendere invano la fiamma a Palazzo Frizzoni- smentisce questa affermazione con fermezza, e nella maniera più categorica. Ecco quanto scrive in una nota il comitato organizzatore dei giochi olimpici : «In relazione alla tappa odierna della fiamma olimpica a Bergamo, il Toroc, Comitato organizzatore dei giochi olimpici, esprime profondo rammarico per il mancato arrivo della torcia all’interno di Palafrizzoni, sede del municipio, dove si sarebbe tenuto l’importante momento di celebrazione assieme alle massime autorità cittadine. Il comitato ribadisce, altresì, di non aver preso autonomamente la decisione di far proseguire il convoglio, ma che è stata data indicazione in tal senso dalle forze dell’ordine presenti a protezione del convoglio, dati i rischi per l’eventuale sosta derivante dalla manifestazione di protesta in atto in quel momento. Il Toroc, in questo tipo di situazioni, si attiene infatti rigorosamente alle indicazioni che provengono dalle forze dell’ordine». La replica del questore, Salvatore Longo, è decisa: «Assolutamente no. Ero sul posto –ha dichiarato Longo- e non è stata data alcuna indicazione dalle forze dell’ordine di far proseguire il corteo. Tanto più che ero anche io con sindaco, presidente della Provincia e prefetto ad aspettare la torcia e non mi spiegavo perché non arrivasse. Io per primo mi sono meravigliato. Nessuno tra le forze dell’ordine ha dato una disposizione di questo genere: la situazione era assolutamente sotto controllo, dato che gli agenti avevano arginato senza problemi il gruppetto di squatter. Inoltre, Bergamo è stata l’unica città in cui la fiaccola, durante la corsa, è stata attorniata anche da agenti in borghese che correvano in tuta da ginnastica con il tedoforo, proprio per proteggerlo. Questo significa scaricare sugli altri i problemi di disorganizzazione».
|