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CPT Rassegna stampa 2 febbraio
by Messaggero Veneto Friday, Feb. 03, 2006 at 2:53 AM mail:

Messaggero Veneto 2 febbraio

GIOVEDÌ, 02 FEBBRAIO 2006

Pagina 3 - Gorizia

Il presidio è durato dalle 6.45 alle 10.30 di ieri Impedito l’accesso allo stabilimento ai lavoratori

Assalto dei no-global alla Minerva

Fuori uso le fotocellule dell’ingresso, saldato il cancello e imbrattati i muri con scritte

Azione di protesta dei Disobbedienti contro la ditta che lavorerà per il Cpt




Ore 6.45 circa: i primi raggi del sole stanno cominciando ad abbracciare Gorizia quando decine di vetture scaricano sul piazzale in corrispondenza del civico 73 di via Case Sparse (di fronte all’aeroporto Duca d’Aosta) un centinaio di “incappucciati”. È cominciato così il raid dei disobbedienti alla sede della Minerva, da dicembre (ovvero da quando è trapelata la notizia che la cooperativa goriziana si era aggiudicata l’appalto per la gestione dei servizi interni del Cpt di Gradisca) finita sotto il fuoco delle associazioni e dei movimenti contrari ai centri di permanenza.
Un’azione fulminea e chiaramente ben coordinata quella a cui hanno presenziato anche il portavoce dei disobbedienti, Luca Casarini, e Andrea Olivieri del Precariato sociale: divelta la cassetta della posta, messe fuori uso le fotocellule del cancello d’ingresso mentre alcuni “senza volto” provvedevano a saldare il cancello stesso per bloccarlo. In contemporanea un’altra squadra entrava nel piazzale interno della Minerva imbrattando la facciata, la porta e le finestre dello stabilimento con scritte come «Minerva? No, grazie», «No Cpt» e «No Lager».
Il tutto mentre all’esterno (presente anche il consigliere regionale dei Verdi, Alessandro Metz) un altro capannello di attivisti seguiva la stessa procedura “decorando” cancelli e muretto di cinta. A missione ultimata è stato acceso un falò in prossimità della statale e srotolato l’ormai abituale striscione “No Lager sulle nostre terre”.
Operazione svoltasi sotto la supervisione di decine di agenti di polizia, carabinieri e Digos che hanno immediatamente provveduto a regolarizzare il traffico nella zona, dove comunque gli unici disagi erano stati dovuti alla curiosità degli automobilisti di passaggio.
Per tutta la durata del presidio (proseguito fino alle 10.30) nessuno scontro o momento di tensione tra forze pubbliche e attivisti, con questi ultimi che, attorno alle 8, hanno anzi spiegato ad alcuni dipendenti della Minerva che chiedevano di potersi presentare regolarmente sul posto di lavoro le ragioni dell’azione, volta a convincere i vertici della cooperativa goriziana a recedere dal contratto per la gestione del Cpt di Gradisca.
«Se oggi non potete andare a lavorare e succederà spesso in futuro – hanno spiegato i portavoce degli attivisti riprendendo il contenuto del volantino distribuito di fronte alla sede della Minerva – non è assolutamente colpa vostra. Possiamo e vogliamo aiutarvi, come realtà del sindacalismo sociale e di base, a costringere i vostri superiori a pagarvi lo stesso le ore previste per questa giornata. Non potete essere voi a pagare le scelte scellerate che Ruchini e i suoi più stretti collaboratori hanno fatto anche nei vostri confronti, come in quelli di tutti i cittadini, migranti o meno, che vivono questi territori. Questo è uno sciopero sociale organizzato dal basso, per dare voce a migliaia di cittadini che in questi anni hanno tentato con qualsiasi mezzo di far pesare la propria opposizione alla costruzione del Cpt di Gradisca. Comprendiamo le vostre preoccupazioni, ma voi comprendete quelle della gente che sa cos’è realmente il Cpt di Gradisca. Come purtroppo tante altre cooperative, anche la Minerva ha ormai abbandonato quello che dovrebbe essere lo spirito mutualistico di questa forma lavorativa per abbracciare l’ideologia del profitto a ogni costo, tralasciando intenzionalmente ogni valutazione etica e sociale. Minerva, però, è l’unica azienda che ha accettato di entrare nella gestione di quella vergogna che è il Cpt di Gradisca e a voi soci lavoratori – hanno proseguito i portavoce degli attivisti – chiediamo di utilizzare i mezzi a vostra disposizione per far cambiare idea ai dirigenti della cooperativa, a partire dalle assemblee durante le quali, ne siamo sicuri, non vi è stato detto niente in proposito. Un invito ricordandovi che l’attuale gruppo dirigente sta utilizzando una parte del capitale sociale che voi, in qualità di soci lavoratori e lavoratrici, mettete a disposizione con la trattenuta della quota sociale nella vostra busta paga. Ci dispiace essere dovuti arrivare a questo, ma l’appalto che la cooperativa ha vinto, usando sistemi poco chiari che dovranno essere verificati, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso: discutiamone insieme perché non esiste altra via oltre a quella di fare terra bruciata attorno alla Minerva e ai suoi appalti, finché la stessa Minerva non cambierà idea».
Marco Ceci


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GIOVEDÌ, 02 FEBBRAIO 2006

Pagina 3 - Gorizia

Il presidente Ruchini: triste e amareggiato

LE REAZIONI




«Sono esterrefatto e triste. Triste, in particolare, perché ho serie difficoltà a credere che le persone che dichiarano di sostenere la libertà e i diritti, che ritengono di combattere ogni giorno per la possibilità di espressione, agiscano in modo che non ho difficoltà a definire vandalico e terroristico». È un Adriano Ruchini visibilmente scosso e amareggiato quello costretto a commentare il raid dei disobbedienti nella sede della ditta da lui presieduta. «Sono particolarmente esterrefatto nel dover constatare che alla guida del gruppo di persone che hanno protestato contro la Minerva c’era un consigliere regionale».
Un riferimento al consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz che diventa esplicito quando Ruchini annuncia di adire alle vie legali: «Sono stati lesi dei diritti, ci sono state evidenti violazioni della legge e credo che in simili situazioni sia un diritto di ogni cittadino prendere provvedimenti. Denuncia contro ignoti? Mi sembra che Metz e Casarini non siano due ignoti». Un Ruchini in ogni caso intenzionato ad andare avanti. «Se quanto successo ci costringe a tornare indietro sulle nostre scelte? Viviamo in uno stato democratico e di diritto e finché varranno questi presupposti credo che la libertà di lavorare, come quella di opinione, debba essere rispettata da chiunque. Tengo a precisare, poi, che su Internet sono immediatamente apparse informazioni e scritte contro Minerva, con qualcuno che si vantava del fatto che Minerva oggi non ha lavorato. Oggi, come sempre, la società ha invece lavorato, garantendo assistenza ai propri clienti, pubblici e privati. Anzi, ha lavorato il doppio, per cancellare in poco tempo le ferite che persone che si definiscono paladini di diritti, forse solo i propri, hanno imposto a una struttura privata. Mi chiedo poi quale strategia ci possa essere dietro alla volontà di bloccare Minerva: davvero queste persone ritengono che se Minerva rifiuterà il lavoro che ha ottenuto non arriveranno altri a gestire il Cpt? Davvero ritengono che la volontà politica di uno Stato possa venire fermata da una cooperativa che sentendosi minacciata si ritira dal proprio lavoro? Non vorrei che questa battaglia contro Minerva nascondesse invece una precisa strategia di eliminazione di Minerva, non perché gestore del Cpt, ma perché pericoloso concorrente in un settore, quello dell’assistenza e della gestione dei servizi, dove abbiamo dimostrato di essere tra i migliori d’Italia. Vedo molto accanimento nei confronti della Minerva, come se la società fosse responsabile della realizzazione, ideazione e attivazione del Cpt. Non vorrei che questa vicenda, questa confusione di cause ed effetti sposti ulteriormente il problema, ledendo diritti già offesi».
L’ultima considerazione di Ruchini è sui danni subiti dalla Minerva: «Fili tagliati, cancelli saldati, muri imbrattati. Siamo sull’ordine di decine di migliaia di euro, considerando anche il lavoro perso in mattinata e gli enormi sacrifici fatti per poter garantire almeno un servizio minimo». (ma.c.)



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GIOVEDÌ, 02 FEBBRAIO 2006

Pagina 3 - Gorizia

Il consigliere regionale dei Verdi chiede l’intervento degli enti locali

«Ora tocca ai Comuni»

Metz: devono convincere Minerva a recedere

LA POLEMICA

«Il ministero non fa vedere i documenti»




«Qualsiasi iniziativa atta a evidenziare le palesi contraddizioni, anche politiche, la ritengo utile perché è utile, per non dire fondamentale che si parli del Cpt di Gradisca, che si parli della Minerva e del compito che questa cooperativa si dovrà assumere nel caso il Centro di permanenza temporanea apra i battenti. Un compito oneroso sia materialmente sia moralmente e socialmente visto che per contratto la gestione del Cpt sarà totalmente sulle spalle dell’ente gestore. Le forze dell’ordine, infatti, avranno solo funzione di vigilanza, e rigorosamente all’esterno della struttura».
Sono le dichiarazioni a caldo di Alessandro Metz, consigliere regionale dei Verdi, che in merito al raid dei “disobbedienti” alla sede della Minerva ha precisato anche come «tutto si è svolto in modo tranquillo, nessun disordine, ma credo che sia importante sottolineare come questo episodio rappresenti un primo segnale forte dopo i recenti sviluppi che avevano caratterizzato la vicenda del Cpt di Gradisca. Ritengo di una certa valenza quanto è stato fatto oggi, proprio nel giorno che teoricamente doveva coincidere con il trasferimento del personale della Minerva all’interno del Cpt di Gradisca».
«Veramente allucinante non sono azioni di questo tipo, ma è che si punti alla gestione del Cpt prima a discapito dell’assistenza sociale. È solo la punta dell’iceberg di una vicenda che resta oscura e sospetta: io ho chiesto ripetutamente a Prefettura e ministero dell’interno di avere la documentazione sulla gara d’appalto, ma mi è stato risposto che non sono persona competente, non interessata ai fatti. La verità è che questa storia sta scatenando problemi di ordine etico, opportunistico, politico ed economico».
Un Metz pronto a tornare poi su quello che più volte lui stesso ha definito un paradosso. «Diversi Comuni dell’Isontino hanno nei mesi scorsi adottato uno o più ordini del giorno in cui i consigli comunali si schieravano ufficialmente contro il Cpt di Gradisca, ma tanti di quei Comuni vantano oggi servizi volti al cittadino e all’assistenza sociale gestiti proprio dalla Minerva che, dimostrando di non tenere in considerazione la volontà e l’espressione di un intero territorio, il territorio in cui opera, si è presentata e aggiudicata il bando per l’appalto relativo alla gestione dei servizi interni del Cpt. È palese che qualcosa non quadra e quindi la questione resta aperta anche con i sindaci: devono premere su Minerva affinché receda sul contratto di gestione del Cpt, salvo poi essi stessi annullare i contratti in essere con Minerva. Più che coraggio credo che servano coerenza, politica e morale. Voglio infine ribadire quanto ho già affermato alla conferenza stampa di lunedì all’uscita del Cpt, dopo quanto avevamo visto nella visita con i parlamentari, contro queste strutture è meglio prendere una denuncia oggi che essere accusati di crimini contro l’umanità domani, continuo a pensarlo, e per fortuna assieme a me continuano a pensarlo migliaia di persone in tutta Italia» (ma.ce.)



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GIOVEDÌ, 02 FEBBRAIO 2006

Pagina 3 - Gorizia

Brancati: sono contrario al Cpt ma non condivido questi metodi

IL SINDACO




«Ribadita con forza la posizione di ferma contrarietà al Cpt di Gradisca, non credo sia però possibile condividere metodi di protesta come quelli messi in atto contro la cooperativa Minerva, i quali creano ostacolo e mettono in difficoltà in primo luogo i lavoratori della cooperativa che certamente poco hanno a che fare con la questione del Cpt». Non si è fatto attendere il pensiero del sindaco di Gorizia, Vittorio Brancati, che una volta appresa la notizia del raid dei “disobbedienti” nella sede della cooperativa goriziana Minerva ha espresso il proprio disappunto per quanto accaduto attraverso un comunicato fatto pervenire agli organi di stampa.
«L’amministrazione comunale ha condiviso da tempo la battaglia contro il centro di permanenza temporanea di Gradisca d’Isonzo, in un percorso ampio condiviso non solo da tutti i Comuni dell’Isontino, ma anche dalla Provincia, dalla Regione e dai parlamentari dell’Isontino. In questo senso riconfermo quanto concordato a Gradisca con il sindaco Franco Tommasini circa la necessità di individuare percorsi alternativi quali per esempio la trasformazione della struttura nel carcere per la provincia di Gorizia».
Un atto che lo stesso Brancati definisce come potenzialmente pericoloso per l’unità del fronte contro il Cpt di Gradisca. «Si tratta di concentrare a tutti i livelli le energie e le rappresentanze a nostra disposizione per trovare plausibili soluzioni alternative al Cpt, senza innescare azioni estreme e poco concludenti». (m.c.)



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GIOVEDÌ, 02 FEBBRAIO 2006

Pagina 3 - Gorizia

Interrogazione sull’appalto

Presentata in Senato sulla gestione del centro per immigrati

Chieste informazioni su presunte pressioni verso un’altra ditta




Dopo le interrogazioni riguardanti l’iter procedurale per la realizzazione del Cpt di Gradisca, in Senato approda ufficialmente anche il “caso” dell’aggiudicazione dell’appalto per la gestione del centro da parte della Minerva. In data 31 gennaio, infatti, a depositare un’interrogazione al ministero dell’interno, è stato addirittura il vicepresidente del Senato, il senatore leghista Francesco Moro. Una richiesta nata sulla base delle informazioni avute dallo stesso Moro in occasione della sua recente visita al prefetto di Gorizia. «Premesso che è stato assegnato l’appalto per la gestione del Cpt di Gradisca – si legge nell’interrogazione –, che l’inizio dell’attività è prossima in quanto si stanno completando gli ultimi interventi di finitura e di collaudo di strutture e apparecchiature; che la gara d’appalto è stata aggiudicata alla cooperativa Minerva con un preventivo a persona di 75 euro, superiore a quello proposto da altre ditte concorrenti; che, stando alle notizie di stampa, avevano preventivato un costo “pro die” e “pro capite” di 35 euro; che la notevole differenza tra le offerte della ditta aggiudicataria e della ditta con il preventivo più conveniente ha causato sconcerto; che la situazione dei Cpt e dei costi di funzionamento degli stessi, sono stati oggetto di un approfondimento nell’ambito dei lavori del “Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilianza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione” con l’audizione della dottoressa Anna Maria D’Ascenzo nella sua qualità di capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’interno e infine che la dottoressa D’Ascenzo nel suo intervento ha evidenziato come i costi praticati nei vari Cpt subiscano differenza notevolissima andando da 17 euro a 137 euro e che il governo era intenzionato a stabilire criteri per rendere uniformi, per quanto possibile, i relativi costi sull’intero territorio nazionale, tutto ciò premesso l’interrogante chiede quali siano stati i criteri in base ai quali è stata scelta la ditta Minerva con un costo più che doppio rispetto a un’altra ditta concorrente e di verificare se corrisponde al vero che una ditta è stata oggetto di pressioni per ritirarsi dalla gara d’appalto».
Un’interrogazione che desta sensazione se non altro per il ruolo ricoperto dal firmatario, ma che arriva in coincidenza con un’altra, e per certi versi clamorosa notizia: quella che un altro soggetto partecipante al bando di concorso (si parla con insistenza del pool di 4 ditte onlus inizialmente capeggiato dalla Croce verde gradiscana) ha presentato ricorso al Tar per verificare la regolarità del bando stesso, mettendo sul piatto anche alcune cifre, la più interessante delle quali riguarderebbe le previsioni sull’utile con un “incasso” di 35 euro giornalieri a ospite del Cpt: pari all’8% della “diaria pro capite” pagata dal ministero. (ma.c.)



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GIOVEDÌ, 02 FEBBRAIO 2006

Pagina 3 - Gorizia

E’ la terza “irruzione” in provincia




I PRECEDENTI
L’irruzione di ieri alla sede della Minerva è la terza a firma degli “invisibili” nei riguardi di enti collegati alla gestione dei Cpt. Dopo la clamorosa incursione alla caserma Ugo Polonio di Gradisca, datata 29 gennaio 2004, che portò l’opinione pubblica a conoscenza dei lavori per la costruzione del centro per immigrati, infatti, il 1 aprile 2005 nel mirino finì la sede della Misericordia di Cormòns. Un’occupazione in piena regola, motivata allora dal comportamento a livello nazionale dell’associazione, che aveva appena assunto la gestione del Cpt di Bologna. Un blitz fulmineo, infine, quello che il 21 ottobre 2005, il giorno prima della manifestazione nazionale, vide i “senza volto” occupare la sede della Croce verde gradiscana, rea di aver partecipato al bando per la gestione del Cpt gradiscano e costretta nell’occasione a sottoscrivere un atto di rinuncia davanti agli stessi attivisti. (m.c.)

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Titolo Autore Data
Messaggero e Piccolo 3 febbraio Friday, Feb. 03, 2006 at 12:16 PM
Il Piccolo 2 febbraio Friday, Feb. 03, 2006 at 2:59 AM
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