Giulio Salierno, uno dei più importanti studiosi mondiali dell'emarginazione sociale e del pianeta carcere è morto poche ore fa, colpito da un infarto.
Dalla sua giovanile militanza fascista, che lo ha condotto fino alla legione straniera, Giulio aveva via via maturato una ragionata e profonda consapevolezza della necessità di battersi sempre e dovunque per una società senza classi e senza galere. Aveva una chiara coscienza di classe ed era quindi un Comunista. Uno di quelli che possedeva il dono di una passione d'altri tempi, un uomo che si impegnava con umiltà e determinazione nel suo lavoro, all'università e nel campo della ricerca scientifica, avendo sempre come riferimento principale la classe a cui sentiva di appartenere ed in particolare gli emarginati e i detenuti. Da oltre un anno Giulio collaborava con la Papillon, che è la più grande e combattiva associazione di detenuti esistente in Italia, ed era diventato il nostro più importante socio onorario.
Insieme abbiamo progettato e realizzato iniziative culturali e percorsi di lotta contro la violenza e la stupidità dell'istituzione carceraria, cercando sempre di coinvolgere quante più situazioni sociali fosse possibile, ed in particolare quelle realtà di lotta dei lavoratori, dei precari, dei senza tetto, degli emarginati e degli studenti che sono ormai le vittime designate dello stravolgimento quotidiano di tutte le forme del Diritto. A chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo vorremmo soltanto dire che Giulio era una persona semplice e bella, una di quelle figure che sapeva unire intelligenza e passione in tutto ciò che faceva. Noi continueremo a volergli bene e a ricordarlo nelle cose che tentiamo di fare ogni giorno, dentro e fuori dalle galere. A tutti chiediamo di ricordarlo anzitutto come un uomo che sapeva lottare anche con il sorriso per una società senza classi e senza galere. PAPILLON
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