Buon contratto (per chi campa sul lavoro operaio)
Beffa (Per gli operai che dovranno rintuzzare bassi salari, flessibilità aggiuntiva, e precari apprendisti sulle catene di montaggio)
AL DI LA' DELLE SIGLE SINDACALI CI SARA' DA LOTTARE
Metalmeccanici, soddisfatte Fim, Fiom e Uilm Contratto: vittoria vera? Ma per Cub-Alp «è una vera e propria beffa»
Interpretazioni diverse sull'accordo per il contratto nazionale dei metalmeccanici continuano ad inseguirsi. In ambito sindacale si registra la soddisfazione da parte di Fim, Fiom e Uil. Afferma Gianni Vizio della Fim Piemontese: «Piena soddisfazione per il risultato ottenuto, la dura lotta dei lavoratori metalmeccanici e l'unità d'azione tra Fim-Fiom-Uilm hanno consentito di respingere le pretese della Federmeccanica di introdurre peggioramenti normativi (Par e orario di lavoro), di ridimensionare il ruolo delle Rsu e di conquistare un buon contratto e al tempo stesso di favorire assunzioni meno precarie con il nuovo apprendistato». L'ipotesi di accordo, che ha interessato poco meno di 200.000 lavoratori dell'area torinese, sarà sottoposta nei prossimi giorni all'esame degli organi direttivi del sindacato e successivamente nelle assemblee dei lavoratori, a cui seguirà, a metà febbraio, il voto con il referendum. Poi si aprirà la stagione dei contratti integrativi, che nel Torinese interesserà 500 aziende.
Diversa invece l'opinione della Flmuniti Cub nella quale si riconosce il sindacato Alp del Pinerolese (che comunque ha partecipato agli scioperi dei giorni scorsi indetti nelle fabbriche pinerolesi). In un comunicato afferma: «Gli aumenti salariali previsti dal contratto sono una beffa. Gli stipendi reali sono stati ridotti, in quanto l'aumento del costo della vita fino al marzo 2007 sarà ben più alto rispetto ai pochi euro concessi dalla Confindustria. L'aumento effettivo è di 55 euro mensili lordi, cioè 37 netti medi sui 30 mesi. Consideriamo fortemente negativo l'accordo stipulato tra il padronato e Fim, Fiom e Uilm».
Malumore dei Cub si registra anche su alcuni aspetti normativi del contratto e concludono: «Nulla è stato fatto per contrastare il lavoro precario».
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