Siglato dai sindacati accordo-ricatto riguardante 30000 precari delle Poste di cui 13000 riammessi in servizio con sentenza del tribunale del lavoro e 17000 in attesa di giudizio
Sono un lavoratore delle Poste presso il Centro Meccanografico di Smistamento Postale di Roma-Fiumicino, sono un ex-precario in quanto grazie ad una sentenza del tribunale del lavoro di Roma sono stato riammesso in servizio con contratto a tempo indeterminato. La mia situazione è comune ad altri 13000 miei colleghi che hanno vinto la causa contro le Poste S.p.A. vedendo riconosciuto il loro diritto al lavoro. Le Poste è dal 1998 che utilizzano in maniera massiccia il lavoro precario con contratti a tempo determinato che variano da una durata di un mese fino ad un massimo di 4; la clausola che permette il loro utilizzo a livello legale è che questi contratti possono essere solamente utilizzati per sostituzione del personale in ferie o in malattia, oppure per esigenze straordinarie legate a ragioni di servizio, ma non possono essere stipulati per sopperire a carenze strutturali del personale di ruolo perchè ciò comporterebbe la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato. Con ciò io e gli altri 13000 ricorrenti abbiamo fatto causa alle Poste e con sentenza di primo grado di vari tribunali del lavoro abbiamo ottenuto la riammissione in servizio a tempo indeterminato, il riconoscimento dell'anzianità di servizio, il pagamento degli arretrati come indennizzo per i periodi non lavorati. Altri 17000 precari sono potenzialmente nelle condizioni di far causa alle Poste e tra di loro già molti stanno aspettando la sentenza dei rispettivi tribunali del lavoro. Naturalmente le Poste non riconoscono questa situazione e ricorrono in appello contro i ricorrenti, ma anche nei gradi successivi di giudizio, e cosa più importante in Cassazione, cioè all'ultimo grado di giudizio, stanno perdendo le cause contro i lavoratori. Per una volta sembra che i lavoratori l'abbiano vinta, ma ecco che arriva l'aiuto dei sindacati: il 13 gennaio infatti viene siglato l'accordo tra Cgil-cisl-uil-sailp-failp-ugl e Poste Italiane per regolarizzare la posizione dei ricorrenti. L'accordo è diviso in 2 parti, la prima per i 13000 ricorrenti reintegrati in servizio, la seconda per i 17000 in attesa di giudizio. Per quanto riguarda i 13000 le Poste rinunciano a continuare la causa contro il lavoratore e gli faranno un nuovo contratto a tempo indeterminato con decorrenza a partire dalla firma dell'accordo, alle seguenti condizioni: -il lavoratore deve rinunciare ad ogni beneficio economico/giuridico riconosciutogli dal tribunale del lavoro -il lavoratore deve rinunciare a fare ogni tipo di vertenza contro le poste in materia di ruolo, trasferimento e anzianità, ciò a causa della rinuncia agli effetti della sentenza del tribunale del lavoro In pratica le conseguenze sono queste: il lavoratore deve restituire gli arretrati al lordo più gli interessi, faccio un esempio con me:io ho preso al lordo circa 30000 Euro di arretrati, ma su di essi mi è stata fatta un'aliquota irpef del 43% quindi 13000 euro se ne sono andati in tasse, ne rimangono 17000 a cui devo togliere i 4000 per pagare l'avvocato che ha seguito la mia causa, quindi se accettassi l'accordo dovrei restituire di tasca mia circa 17000 euro con una decurtazione mensile di 1/5 dello stipendio, cioè dovrei lavorare per 10 anni a stipendio ridotto. Inoltre rinunciando ai benefici giuridici della sentenza si perde l'anzianità di servizio, per me di 3 anni, il tfr fino a qui maturato e con la stipula del nuovo contratto si viene inquadrati in maniera tale da avere meno giorni di ferie e meno soldi in busta paga. Con la rinuncia alla possibilità di fare vertenza si è impossibilitati a fare causa alle Poste in materia di sede di lavoro e tipologia contrattuale, molti ricorrenti infatti non sono stati reintegrati nel loro effettivo posto di lavoro, nel loro ruolo e full-time e avrebbero la possibilità di fare vertenza, ma se aderiscono all'accordo rinunceranno a tutto ciò. Se per i 13000 che stanno dentro sono dolori, per i 17000 che stanno fuori scatta la presa in giro: la proposta per loro infatti è che se rinunciano a fare causa alle Poste verranno inseriti in una fantomatica graduatoria per essere chiamati a lavorare con contratti a tempo...indovinate un po'?...DETERMINATO! Solo per pochi "fortunati", cioè i soliti raccomandati, ci sarà la trasformazione a tempo indeterminato. Ecco il regalo fattoci dai sindacati. Abbiamo tempo fino al 16 marzo per aderire o meno all'accordo-ricatto, penso che stia a noi ricorrenti rifiutarlo in blocco ed iniziare ad agire in maniera autorganizzata in difesa dei diritti di noi lavoratori: per lavorare non si deve pagare e l'assunzione deve essere per tutti i 30000 ricorrenti! Rifiutiamo e deleggittimiamo i sindacati che hanno preso questo accordo sulla nostra pelle! Lottiamo contro le Poste S.p.A. ricordandoci che i profitti che fa sono frutto del nostro lavoro! Reddito per tutte/i!
Sarà dura!
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