S. Giorgio di Nogaro venerdì 20
Monfalcone e Trieste sabato 21
einfine anche a Gorizia Domenica mattina
LUCA MERCALLI: da Kyoto a Venaus, passando per il Corridoio 5!
IL METEREOLOGO DEL PROGRAMMA TELEVISIVO DI FABIO FAZIO - “CHE TEMPO CHE FA” DI RAI3 – SARA’ IN FRIULI VENEZIA GIULIA PER TRE INCONTRI PUBBLICI.
Il metereologo e climatologo Luca Mercalli, uno dei protagonisti della trasmissione televisiva di RAI3 “Che tempo che fa” con Fabio Fazio, sarà nella nostra Regione venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 gennaio 2006, per partecipare a tre incontri pubblici a San Giorgio di Nogaro (UD), Monfalcone (GO) e Gorizia.
Nella serata di sabato 21 Mercalli sarà a Trieste, per un ulteriore incontro promosso dall’Università di Trieste (programma allegato). I primi tre incontri saranno dedicati al tema dell’Alta Velocità, problema al quale il climatologo si è dedicato negli ultimi anni con passione e rigore scientifico, considerato anche il coinvolgimento della sua Regione – il Piemonte - in particolare per quanto riguarda la Val di Susa, territorio che si è reso protagonista di forti proteste contro il progetto del Corridoio 5. Lo stesso Corridoio 5 che dovrebbe interessare in futuro la nostra Regione.
Molte le analogie tra i due territori di confine, considerati dai tecnici due veri e propri colli di bottiglia della tratta italiana del Corridoio, per superare i quali si prevedono lunghissimi tunnel di base a grande profondità.
Eppure dal mondo accademico – dal Politecnico di Torino a quello di Milano, dallo IUAV di Venezia, all’Ateneo di Firenze – autorevoli voci si alzano per dimostrare come queste grandi opere siano inutili, in quanto non giustificate da previsioni trasportistiche particolarmente rilevanti e non sostenibili economicamente, poichè gli ingenti costi (non ancora quantificabili con precisione) non potrebbero mai essere ammortizzati. Ancor più grave il danno sociale e ambientale prodotto da questa grande opera, che deve essere fatto rientrare in un’analisi costi-benefici come costo esterno (pensiamo alle conseguenze per i settori agricolo, turistico, residenziale ed in generale per la qualità della vita dei cittadini delle aree coinvolte).
Sulla base di questi (e molti altri) presupposti si è radicata nelle zone interessate dal Corridoio 5 una mobilitazione popolare che, attraverso l’informazione della cittadinanza, punta a cancellare le previsioni di linee ad Alta Velocità/Alta Capacità, per favorire invece l’ammodernamento ed il rafforzamento delle linee esistenti. Si considera che in un territorio caratterizzato da una moltitudine di piccoli centri abitati (ognuno dei quali spesso – purtroppo - ha una propria area artigianale o industriale), la presenza di un asse rigido che l’attraversa a 300 Km/ora può portare ben pochi benefici. Altro discorso se gli stessi ingenti finanziamenti (o anche molti di meno) venissero impiegati per perfezionare il sistema ferroviario esistente, anche velocizzandolo attraverso opportuni accorgimenti (eliminazione di passaggi a livello, di bivi a raso, sistemi di sicurezza sulla linea, eventualmente anche raddoppi dove possibile e necessario). Tutto ciò per favorire l’utilizzo del mezzo ferroviario in alternativa al trasporto su gomma, sia nel settore dei passeggeri sia in quello delle merci. Ciò che avviene in Regione va invece in direzione opposta. Da un lato l’Alta velocità ferroviaria rischia di diventare per la Regione un pozzo senza fondo, con enormi spese di progettazione e scarse prospettive di poter portare a termine l’opera, a causa delle incognite che può riservare il sottosuolo del Carso isontino, triestino e sloveno. Dall’altro lato, nonostante altisonanti dichiarazioni politiche a favore del Corridoio 5 come alternativa alla gomma per il trasporto merci, la Giunta regionale è impegnata a favorire nei fatti la realizzazione di nuove strade e autostrade (Terza corsia dell’Autostrada A4 tra S.Stino di Livenza e Villesse, superstrada Sequals-Gemona, raccordo autostradale Villesse - Gorizia o, infine, l’autostrada Carnia-Cadore).
Perciò l’impegno dei Comitati che si oppongono all’Alta Velocità non può consistere semplicemente nell’allontanamento della linea dai propri paesi e dalle proprie case (Sindrome di Nimby, “non nel mio giardino”). Insieme a molti docenti universitari, tecnici, scienziati e associazioni ambientaliste quali WWF e Italia Nostra, si vuole mettere in discussione la stessa necessità dell’Alta Velocità/Alta Capacità, proponendo alternative più sostenibili, economiche efficaci e di più rapida realizzazione.
Il dialogo tra Val di Susa e Friuli Venezia Giulia è strettissimo e consolidato, ma molti altri territori si stanno organizzando per impedire la realizzazione di questa inutile devastazione ambientale, da Torino fino alle città venete di Verona, Vicenza e Venezia, anche sulla scorta delle drammatiche esperienze dove la TAV è in avanzato stato di realizzazione (come nella città di Roma o nel Mugello).
Accanto alle motivazioni tecniche il dibattito si apre ad una visione del mondo diversa, non basata sul trasferimento esasperato di merci - spesso senza logica - da un capo all’altro d’Europa o del Mondo (i mercati emergenti non sono più quelli dell’Est europeo ma quelli extra-continentali della Cina, India e altri paesi dell’Estremo Oriente, per cui il Corridoio europeo Est-Ovest rischia di nascere già vecchio). Ricorda Beppe Grillo come l’incendio del traforo del Frejus sia stato causato da un TIR che trasportava carta igienica dalla Francia all’Italia, come se il nostro paese non fosse in grado di produrre autonomamente una merce così banale. “Invece di spedire i TIR di biscotti dall’Olanda, mandateci giù la ricetta” invoca il comico genovese. Così, territori fertili della pianura Padana vengono sacrificati all’espansione edilizia ed al proliferare di capannoni e centri commerciali, mentre carni e verdure ci arrivano dal Sud America, spesso prodotti a fronte del disboscamento delle foreste pluviali.
I collegamenti super-veloci con l’Est Europa non sono funzionali alla possibilità di delocalizzare le nostre aziende in stati dove la manodopera (ancora per poco) costa meno e dove le leggi in materia ambientale permettono di inquinare senza problemi?
Davvero opporsi a queste opere faraoniche vuol dire ostacolare lo sviluppo e non – invece – promuovere uno sviluppo non basato sulla redditività nel brevissimo termine ma sul rispetto dell’uomo, del territorio, dell’ambiente?
L’Alta Velocità è in realtà un sistema energivoro. Su questo tema si innesta quindi il problema energetico, legato a filo doppio al protocollo di Kyoto ed ai cambiamenti climatici, oggetto principale degli studi del nostro ospite Luca Mercalli, che ha analizzato l’arretramento dei ghiacciai sulle Alpi occidentali. Un problema globale da affrontare a partire dalle scelte locali, ad esempio - ritornando alla dimensione regionale - dalle previsioni di nuovi elettrodotti in montagna, nuove centrali elettriche fino ai previsti terminali di rigassificazione di gas liquefatto sulle coste del Friuli Venezia Giulia. Regione che detiene da anni il triste primato italiano nel consumo pro capite di energia elettrica (il settore industriale del FVG consuma, a parità di valore aggiunto prodotto, circa il doppio di energia rispetto alla media nazionale) eppure è ancora priva di un Piano Energetico che razionalizzi il settore e metta mano, con provvedimenti concreti, alla riduzione degli spechi ed all’utilizzo delle risorse rinnovabili. Razionalizzazione degli usi finali e risparmio costituiscono il più importante tra i "giacimenti" energetici del nostro Paese, per il quale le stime indicano un potenziale addirittura il 46% per quanto riguarda i consumi di elettricità.
Questi temi sono all’ordine del giorno nelle assemblee dei semplici montanari “perditempo” della Val Susa e fanno breccia tra le persone di buonsenso e negli ambienti accademici. Eppure restano distanti anni luce dal mondo della politica, da quelle persone che hanno la responsabilità di fare le scelte per il futuro e le compiono esclusivamente sulla base degli interessi prevalenti in questo momento, anche quando autorevoli studi dimostrano l’anti-economicità delle loro valutazioni. web: HYPERLINK "http://www.ccc5.altervista.org" http://www.ccc5.altervista.org email HYPERLINK "mailto:ccc5@email.it" ccc5@email.it
Gli appuntamenti No Tav con il climatologo Luca Mercalli sono i seguenti:
1. S.GIORGIO DI NOGARO Il primo incontro si terrà a San Giorgio di Nogaro venerdì 20 gennaio alle ore 20.30, presso la Sala Conferenze di Villa Dora (in Piazza Plebiscito). La conferenza-dibattito - organizzata dal Coordinamento di Difesa Ambientale della Bassa Friulana in collaborazione con il Comitato Contro il Corridoio 5 - verterà sul tema "Devastazioni ad Alta Velocità". Il climatologo Luca Mercalli - infatti - vive da anni in Val di Susa ed è un protagonista dell’opposizione al progetto di Alta Velocità che potrebbe coinvolgere tutto il Nord Italia, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia. Nella Bassa Friulana non esiste ancora un progetto preliminare, ma gli studi di fattibilità anticipati nei mesi scorsi rivelano che l'alta velocità interesserà pesantemente i paesi di Porpetto, la frazione Villalta a Sud dell’autostrada e ancora Bagnaria Arsa, Strassoldo, Aiello e Tapogliano. Per approfondimenti si rimanda al sito: HYPERLINK "http://www.ecologiasociale.org/pg/news_aggiornamenti_home.html" http://www.ecologiasociale.org/pg/news_aggiornamenti_home.html
2. MONFALCONE (GO) La seconda tappa della visita in Regione del noto climatologo è prevista a Monfalcone, dove sabato 21 gennaio 2006 alle ore 16.00 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Monfalcone (in via Ceriani, 10), si svolgerà l’incontro “Che tempo che fa... ...dalla Val Susa al Monfalconese: Da Kyoto a Venaus passando per il Corridoio 5!”, organizzato dal Comitato Contro il Corridoio 5 in collaborazione con il Circolo E.Curiel dell’ARCI di San Canzian. Il CCC5 promuove questa iniziativa per aggiornare la popolazione sull’iter del progetto preliminare per la tratta del Corridoio 5 tra Ronchi Sud e Trieste, un progetto dal pesante impatto ambientale e sociale e perciò già respinto dal Ministero dei Beni culturali e ambientali e dalla Commissione di Valutazione d’Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente, anche se la Regione FVG mantiene in proposito un atteggiamento ambiguo e contraddittorio. Per approfondimenti segnaliamo il sito: HYPERLINK "http://www.ccc5.altervista.org" http://www.ccc5.altervista.org oppure HYPERLINK "http://ecuriel.interfree.it" http://ecuriel.interfree.it .
3. GORIZIA. Domenica 22 gennaio alle ore 10.00 – infine – Luca Mercalli presenzierà alla libreria Equilibri (in Via Seminario 8 a Gorizia) all’incontro “Previsioni ad Alta Velocità” e, nell’occasione, presenterà le sue più recenti pubblicazioni di divulgazione scientifica.
Biografia di Luca Mercalli (tratta dal sito http://www.chetempochefa.rai.it/) Nato a Torino nel 1966. Climatologo, si occupa principalmente di ricerca sulla storia del clima e dei ghiacciai delle Alpi occidentali. Dopo un periodo di servizio presso l'Ufficio Agrometeorologico della Regione Piemonte, ha assunto la presidenza della Società Meteorologica Italiana, la maggiore associazione nazionale del settore delle scienze dell'atmosfera. Ha fondato e dirige dal 1993 la rivista di meteorologia Nimbus (http://www.nimbus.it), è autore di 80 pubblicazioni scientifiche e di oltre 600 articoli di divulgazione comparsi principalmente sul quotidiano “La Repubblica”, con il quale collabora dal 1991, e su varie riviste (“Alp”, “L'Alpe”, “Rivista della Montagna”). Ha presentato circa 350 conferenze, in Italia e all’estero, e numerosi interventi televisivi. Svolge incarichi di docenza in climatologia e glaciologia per università, corsi di specializzazione e formazione professionale. E' responsabile dell'Osservatorio Meteorologico del Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, fondato nel 1865. Nel 2003 ha coordinato l'edizione dell'Atlante climatico della Valle d'Aosta. Nel 2004, con prefazione di Fabio Fazio, ha pubblicato per Vivalda CDA “I tempi sono maturi - squarci di sereno tra le nebbie dei luoghi comuni e dei pregiudizi atmosferici”. Del 2004 è il volume-denuncia “Le mucche non mangiano cemento”, contro la cementificazione del territorio e del 2005 la monografia “Climi, acque e ghiacciai tra Gran Paradiso e Canavese”. Il suo poco "tempo libero" è dedicato alla lettura ed alle escursioni in montagna. Produce ogni sorta di verdure nel suo orto, si scalda con stufe a legna e pannelli solari, non ama la confusione delle grandi città e rifugge dai SUV e dai fitness center. --
IL PUNTO SUL CORRIDOIO 5 TRA VENEZIA E TRIESTE (tratta Ronchi Sud – Trieste)
● I primi studi di prefattibilità dell’Alta Velocità tra Venezia, Trieste e Lubiana sono apparsi nel 1999 e nel febbraio 2000 le Ferrovie italiane pubblicavano un breve elaborato. ● Nel febbraio 2001 i Ministri dei Trasporti di Italia e Slovenia sottoscrivevano un accordo, definito “processo verbale”, che conteneva solo l’intenzione di procedere allo studio dell’opera, tramite un gruppo di lavoro misto che pare non sia mai stato istituito. ● Nel settembre 2002 il Presidente del Consiglio, i Ministri dell’ambiente e delle infrastrutture, il Presidente della Regione FVG sottoscrivevano un “Intesa generale quadro” sulle infrastrutture in Regione, comprenente – tra molte altre – anche la tratta AV/AC Venezia-Trieste. ● Il progetto preliminare è stato presentato nel maggio 2003 da Italferr, limitatamente alla tratta Ronchi Sud-Trieste ed alcune interconnessioni, con il contestuale avvio della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale. ● Il 5 dicembre 2003 la Giunta regionale – con propria delibera – esprime parere complessivamente favorevole alla localizzazione dell’opera, in presenza di parere negativo da parte di tutti i Comuni del Mandamento Monfalconese. ● La consultazione dei Comuni prevista dalla procedure di VIA ha confermato il parere negativo dei Comuni del Monfalconese, mentre Duino-Aurisina e Trieste si sono espressi positivamente ma con prescrizioni. Sgonico ha risposto negativamente ma dopo la scadenza dei termini. Per superare l’ostilità dei Comuni della Provincia di Gorizia, l’Assessore regionale alle infrastrutture propone di incaricare due tecnici (indicati da Regione e Comuni del Mandamento) di migliorare il progetto. ● Il 9 settembre 2004 i Sindaci del Mandamento monfalconese firmano con l’Assessore regionale alle infrastrutture un accordo che modifica in alcuni dettagli il tracciato. Per il by-pass per Gorizia viene proposto l’interramento tra Ronchi Aeroporto e Redipuglia Stazione, mentre la linea principale viene deviata dalle Valli di Selz e Jamiano con una nuova galleria sotto i Colli della Gradiscata e della Rocca di Monfalcone, immediatamente a Nord della cittadina. Rimane invariato il tracciato in Provincia di Trieste. Nello stesso accordo Regione e Sindaci del Monfalconese approvano il Polo Intermodale di Ronchi e s’impegnano a valutare la possibilità di liberalizzare entro lo stesso autunno l’autostrada A4 tra il Lisert e Villesse. ● Il 14 maggio la Regione chiede al Ministero dell’Ambiente integrazioni sulla procedure di VIA. ● Nel giugno 2005 notizie di stampa anticipano il parere contrario della Commissioni VIA del Ministero dell’Ambiente. ● Il 18 aprile 2005 (ma la notizia sarà resa nota dal WWF solo nel luglio 2005) anche il Ministero dei Beni e le Attività culturali esprime parere negativo sul progetto preliminare. La procedure di VIA – tuttavia – non risulta a tutt’oggi ancora chiusa. ● In ottobre 2005, nel corso di una visita dell’ex Commissario ai Trasporti europeo De Palacio a Lubiana, la Slovenia propone delle soluzioni per il proseguimento del Corridoio sul proprio territorio, purchè senza caratteristiche di Alta Velocità. ● Il 14 dicembre 2005 viene pubblicata sul BUR la nuova legge regionale in materia di Piano Territoriale Regionale, che contiene un vincolo di 3 anni sulle aree interessate da progetti di infrastrutture di interesse regionale. La legge ha quindi come fine la velocizzazione e semplificazione delle procedure per la realizzazione delle grandi opere (da qui la definizione di Legge Squarcio o Legge Obiettivo Regionale). ● Ai primi di dicembre 2005 il Commissario governativo per le infrastrutture per il Nord-Est arch.Bortolo Mainardi, annuncia alla stampa che a febbraio 2006 saranno resi pubblici sia il progetto preliminare della tratta Portogruaro-Ronchi Sud, sia un nuovo progetto per la tratta Ronchi Sud-Trieste. ● Il 28 dicembre la Giunta regionale, con un atto di indirizzo, riconosce che il progetto preliminare Ronchi Sud-Trieste è da riscrivere completamente. Nei giorni successivi dichiarazioni pubbliche del Presidente della Regione e dell’Assessore regionale alle Infrastrutture sembrano smentire quanto sancito dalla Giunta regionale, confermando il tracciato AV/AC nel tratto Ronchi Sud-Trieste.
CAMBIAMENTI DEL CLIMA E CONFLITTI GLOBALI Sabato 21 gennaio - ore 20.45 Circoscrizione locale soci Trieste Banca Popolare Etica in via G. Donizetti 5/A TRIESTE
"Cambiamenti del clima e conflitti globali" è il titolo della prossima conferenza promossa dal "Centro studi e ricerche per la pace" dell'Università di Trieste. L'incontro, che avrà come relatore Luca Mercalli, si svolgerà il 21 gennaio dalle ore 20.45 presso la Circoscrizione locale soci Trieste Banca Popolare Etica in via G. Donizetti 5/A a Trieste.
Luca Mercalli, climatologo, presiede la Società meteorologica italiana e dirige la rivista Nimbus (http://www.nimbus.it). Vent’anni di ricerca sul clima e i ghiacciai delle Alpi occidentali, un territorio che ha imparato a conoscere e studiare proprio negli aspri valloni del Gran Paradiso. Ha curato circa 80 pubblicazioni scientifiche, 600 articoli divulgativi su quotidiani e riviste, incarichi di docenza all’Università e al Politecnico di Torino, 370 conferenze e centinaia di interventi televisivi.
Info: http://www.units.it/cusrp cusrp@units.it
|