Messaggero Veneto 15 gennaio
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DOMENICA, 15 GENNAIO 2006 Pagina 8 - Gorizia L’anarchico De Toni: l’azienda di Ruchini gode di coperture politiche nel centro-sinistra provinciale «I Comuni boicottino la Minerva» La Rete: ha voluto gestire il Cpt, gli enti locali si rivolgano ad altre ditte PRESIDIO A SAVOGNA GRADISCA. Un invito a tutti i Comuni dell’isontino ad applicare una sorta di boicottaggio nei confronti della Minerva alla luce del “conflitto morale” venutosi a creare con la partecipazione della cooperativa goriziana al bando (poi vinto) per la gestione del Cpt di Gradisca. A farlo sono state la Rete, le associazioni e i movimenti contrari ai Cpt che ieri mattina hanno effettuato un presidio di contestazione davanti alla sede della società presieduta da Adriano Ruchini. Una richiesta formalizzata in una bozza di ordine del giorno da presentare a tutti i consigli comunali della provincia. “Il presente consiglio - si legge sul volantino distribuiti dai manifestanti (in tutto una quarantina) - rinnova la sua opposizione all'apertura del Cpt a Gradisca e stabilisce che d'ora innanzi siano definiti quali titoli preferenziali per l'aggiudicazione di appalti assegnati dalla presente amministrazione a qualsivoglia ente, associazione, cooperativa il pieno ed integrale rispetto della dignità e della libertà personale degli immigrati extracomunitari ed il non concorso nella privazione di quest'ultima in assenza di specifiche sentenze giudiziare che lo stabiliscano”. «Un paradosso morale e sociale inaccettabile- hanno precisato in proposito i manifestanti - perchè molti Comuni hanno approvato ordini del giorno in cui ribadivano la loro chiara opposizione al Cpt di Gradisca e in molti di quei Comuni la Minerva ha in gestione dei servizi». «Un vero e proprio conflitto d’interessi - ha aggiunto rincarando la dose il portavoce del coordinamento libertario contro i Cpt, l’anarchico Paolo De Toni - anche perchè in molti hanno trascurato un problema molto serio, anche da un punto di vista di garanzia del servizio. La Minerva ha la struttura e le capacità organizzative per gestire realmente un Cpt nel rispetto delle normative che un tale incarico prevede? Ha nel suo organico personale qualificato a svolgere simili compiti? E poi non doveva essere una Onlus a gestire il Cpt? La Minerva è una cooperativa che svolge un’attività aziendale e quindi ha fini di lucro, mi sembra evidente». Per De Toni, comunque, la Minerva è solo la classica punta dell’iceberg. «C’è un’evidente copertura politica dietro la Minerva, Ruchini non è un battitore libero e le coperture politiche di cui la cooperativa gode sono nel centro sinistra provinciale. C’è insomma una regia occulta dietro tutta la vicenda legata al Cpt di Gradisca e le conferme a questa tesi le abbiamo già avute. Il Cpt poteva essere fermato se la politica nostrana si fosse mossa per tempo, ovvero un anno fa, periodo in cui erano già evidenti le violazioni procedurali che avevano dato il via libero all’iter per la realizzazione del centro di Gradisca e sulle quali si sono poi basati i ricorsi al tar del lazio di Regione, Provincia e Comune di Gradisca. La questione è semplice: facciamo si che sia il Governo-Berlusconi ad aprire il Cpt». Sul fronte legale, intanto, tutto fermo in attesa che il Tar del Lazio si esprima in merito ai tre ricorsi presentati da Regione, Provincia e Comune di Gradisca, la cui udienza è in programma il prossimo 23 febbraio. A mettere in discussione la “forza” dei ricorsi, tuttavia, erano arrivate le dichiarazioni del nuovo Prefetto di Gorizia, De Lorenzo, che nel suo discorso d’insediamento a inizio gennaio aveva chiaramente affermato che il Cpt si aprirà. «Le speranze sul buon esito del ricorso le abbiamo sempre - ha precisato in proposito l’avvocato Presot, legale che difenderà nel tribunale romano gli interessi del Comune di Gradisca -, anche se è chiaro che se il Cpt apre prima il problema diventa più grosso, cambiano le carte in tavola e ottenere risultati immediati e concreti diventerebbe sicuramente più difficile. Lo scenario burocratico e legale si complicherebbe notevolmente, come ovvio del resto. Sicuro che se il Cpt apre prima del 23 febbraio è un elemento negativo ma la sua apertura tecnicamente non dovrebbe condizionare l'operato del Tar del Lazio». (ma.ce.)
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DOMENICA, 15 GENNAIO 2006 Pagina 8 - Gorizia «Ho 67 anni e non ho perso una protesta anti-Cpt» LA STORIA SAVOGNA. Confusa tra la folla di manifestanti armati di cartelli, striscioni polemici (“Ruchini non sporcarti le mani di sangue”) e repertorio musicale da agit-prop, ieri mattina alla sede della Minerva, c’era anche una signora goriziana di 67 anni, Romualda Busatta. Chi l’avrebbe detto che dietro l’apparenza mite, il berretto di lana chiara e gli occhiali da sole si celava invece una tempra ferrea di veterana nella lotta contro il Cpt? Di fronte alla (lecita) curiosità dei cronisti Romualda replica quasi seccata: «Di che si stupisce? Io ho partecipato a tutte le manifestazioni contro il Cpt, da quella prima volta in cui sono andata fuori dalla ex caserma Polonio insieme a padre Alex Zanotelli. Nella mia esperienza come volontaria al centro Caritas diocesano ho conosciuto e toccato con mano il dramma dell’immigrazione, sui cui sto scrivendo un romanzo, che ha come protagonista un 22enne bosniaco, ora in Francia, al quale è stato negato ancora una volta l’asilo politico. Lui mi diceva, in un inglese smozzicato: voglio soltanto avere una vita normale. È questa la speranza di chi viene nelle nostre terre. Il centro di permanenza temporanea è una cosa mostruosa, un’aberrazione concepita da menti malate». «Vogliamo denunciare la Minerva pubblicamente ad ogni livello – ha detto la sua Dario Antonaz, portavoce di Rifondazione comunista giovanile, che esibiva un cartello provocatorio: “Certificazione etica? Precarietà, lavoro nero e morto sul lavoro” –, visto che ha deciso di prendere in gestione un lager, si assuma le sue responsabilità. Sappiamo inoltre che la cooperativa non tratta bene i suoi dipendenti. Abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni ragazzi, impiegati in nero e poi truffati. L’anno scorso poi c’è stato un decesso sul lavoro di un dipendente che lavorava alle fornaci di Sagrado». «È scandaloso anche il comportamento della giunta Illy che non ha voluto far ricorso alla corte costituzionale», ha commentato invece Federico, del Coordinamento libertario. «Ci saranno altre azioni dirette – ha annunciato Cristian Mucchiut, presidente del Movimento indipendenti – l’assenza oggi di Adriano Ruchini dimostra quanto sia disponibile al confronto». (i.p.)
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