Quale legame tra la CMC, la "cooperativa" riformista di Bersani e gli aerei e le basi segrete della CIA in Polonia?
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Agisci localmente ma pensa con larghezza, si diceva un tempo. L'attuale presidente polacco ammette che gli americani usavano basi in Polonia per farvi transitare gli aerei speciali della CIA che trasportano i sospetti terroristi da un cielo all'altro, non sappiamo esattamente in quali modalità, ma sicuramente in completa e assolutà illegalità interna (USA) e internazionale.
Perchè gli USA hanno potuto usare la Polonia, come l'Ungheria o la Romania? Perchè i "riformisti" polacchi al potere, gli amici di D'Alema e di Blair, gliel'hanno concesso. Perchè quelli sono stati gli esiti del POUP, dei ds polacchi, i quali hanno inviato senza battere ciglio truppe in Iraq, hanno concesso basi agli americani, hanno ultraliberalizzato l'economia polacca.Tutto e di più, come i nostri (e di più a dire il vero). E infine sono falliti, precipitando nell'estrema destra (per ora) la terra polacca.
Ecco dove sta l'aggancio con la CMC, con Bersani, col Partito Democratico Americano d'Italia. Aver scelto come uscita dalla crisi della cooperazione, dalla crisi politica della fase "socialista" e "comunista" novecentesca, l'adesione al modello, alla pratica imperialista, aver scelto di trasformare le cooperative e l'unipol in quello che sono, aver partecipato al sacco d'Italia qui ha portato: ai patti tra Fiorani e Consorte, alle gentilezze coi Fazio che celebrano gli zuavi pontifici.
A tutto questo si oppone la lotta della Valsusa la lotta NO TAV. Contro cui però cominciano provocazioni sempre più forti. Non dubitiamo che gli affaristi intrigheranno a fondo e vediamo bene anche dove vogliono arrivare: a scomporre il blocco popolare con una mobilitazione reazionaria. Così hanno fatto con la Jugoslavia anni fa. Per questo bisogna cercare di non cadere nelle provocazioni ordite con cura, come il caso Borghezio. La lotta della Valsusa può essere la fine della lega, perchè è la Valsusa, la sua gente, i suoi montanari, i suoi alpini, i suoi lavoratori l'emblema egemonico di tutto il popolo alpino e, se si vuole, padano. Perciò è assolutamente deleterio cadere nella rissa scompositrice, perciò bisogna portare la critica contro quelli che sono i veri artefici della catastrofe: i grandi gruppi affaristici, i quali vivono sulla scomposizione, sul razzismo, sui cpt, sui lavoratori migranti,sulla guerra e le sue arterie.
Perciò capiamo anche che la repressione si indirizza coscientemente a colpire chi congiunge la lotta contro la guerra interna a quella contro le aggressioni neocoloniali. Per questo si prefabbrica, nonostante tutte le evidenze, il capro espiatorio padovano, con un'improntitudine e una falsità a cui questo governo, quello della scuola Diaz e di Bolzaneto, ci ha abituati da un pezzo http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/12_Dicembre/18/noglobal.shtml Ritorna il facile discorso del vecchio terorema, dei cattivi maestri e dell'autonomia. Dovemo non facilitargli questa operazione, imparando proprio dalla Valsusa e andando oltre le fragili e sorpassate soggettività verso un vero blocco popolare. Anche se gli interessi toccati sono grandi, la partita è decisiva e quindi la repressione va messa nel conto.
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