TORINO
COMMERCIO DI MANODOPERA IN CORSIA IL DATORE DI LAVORO DELL’UOMO CONTRATTACCA: SI È FERITO CADENDO, HA FATTO TUTTO DA SOLO
Infermiere picchiato, bufera sulla coop
Si aggrava il marocchino. Ed è polemica sullo sfruttamento degli stranieri in Asl e ospedali 15/12/2005 di Maria Teresa Martinengo
Negli ospedali cresce, spesso in modo selvaggio, la presenza di lavoratori stranieri
Dopo la Tac seguita al primo intervento, Abdel Rahim Belgaid è stato nuovamente operato dai medici del Giovanni Bosco. «Ora è in terapia intensiva, intubato. Le sue condizioni sono risultate più gravi del previsto», ha detto ieri il cognato dell’infermiere marocchino dipendente della cooperativa «Vita Serena» in forza alle Molinette. Belgaid lunedì sera è finito in gravissime condizioni al pronto soccorso dopo essere andato a reclamare tre mesi di stipendio che gli era dovuto. Nella sede della società, in corso Giulio Cesare 183, l’infermiere è stato colpito con un pugno da Michele Arcuri, responsabile di «Vita Serena», indagato per lesioni gravissime.
«Non appena le condizioni dell’infermiere miglioreranno, andrò a trovarlo», ha annunciato ieri l’assessore regionale alla Sanità Mario Valpreda. Ieri, intanto, Arcuri, ex caposala a Frosinone e uomo di fiducia di Luca Giovannone, venuto a Torino per curare gli interessi del mancato proprietario del Torino e mega-importatore di manodopera ospedaliera dai paesi dell’Est, ha affidato la sua difesa agli avvocati Andrea e Michele Galasso. E tramite i legali ha consegnato la sua versione dei fatti. «L’aggredito è Arcuri, ci sono testimoni», ha detto Andrea Galasso.
Arcuri è molto conosciuto negli ospedali torinesi perché è il riferimento di «Vita Serena», la coop titolare di appalti per decine di milioni di euro. Ma anche perché, come ha riferito il presidente del Collegio degli Infermieri Michele Piccoli, «andava nei reparti a prendere a ceffoni i suoi dipendenti». Non la sera di lunedì, però. Secondo quanto riferiscono i suoi legali, Arcuri sarebbe stato aggredito da Belgaid a seguito dei rimproveri ricevuti per certi ritardi sul lavoro. L’italiano, però, si sarebbe spostato e Belgaid sarebbe finito contro lo spigolo, procurandosi da solo una lesione spinale tanto grave da rischiare seriamente di rimanere paralizzato.
La storia di «Abdou» è ben nota alla «Camminare Insieme», l’associazione di medici volontari che curano gli immigrati privi di copertura mutualistica. Il presidente Corrado Ferro, già segretario della Uil, ricorda che «dopo la scuola per infermieri del Maria Vittoria, Abdel Rahim aveva fatto con noi un periodo di volontariato. E’ un ragazzo che lavora. Conoscendo il suo carattere deciso, posso comprendere che dopo tre mesi senza stipendio sia andato a chiedere quanto gli spettava».
Ferro aggiunge: «Oggi troppi approfittano degli immigrati. Che spesso, per poter mantenere il contratto e rinnovare il soggiorno, sono costretti a lavorare senza essere pagati». La vicenda dell’infermiere di Marrakech che ha messo sotto i riflettori il commercio di braccia straniere in corsia ha suscitato varie reazioni. Tra le tante, quella di Eugenio Beconcini di Synergie Italia (agenzia per il lavoro della multinazionale francese Synergie). Beconcini è tassativo: «Il vero scandalo è che le asl e le aziende ospedaliere continuino a utilizzare le cooperative in violazione della legge Biagi.
La legge dice con chiarezza che solo le agenzie per il lavoro possono fare intermediazione: sono iscritte a un albo, sono tenute ad applicare ai dipendenti il contratto di categoria. Devono stare alle regole, a differenza di quanto accade oggi con le coop». Adeguarsi alle mutate condizioni per non interrompere il grande business legato alla carenza di infermieri italiani è un obiettivo condiviso anche da Michele Arcuri, che in agosto ha costituito a Torino la srl «Lavoro nel mondo», 930 mila euro di capitale. Oggetto sociale «somministrazione di lavoro», ovvero fornitura professionale di manodopera.
Insomma, una «agenzia per il lavoro» che, se il ministero del Welfare autorizzerà e se il suo fatturato salirà in fretta, sarà pronta per nuovi grandi appalti
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